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	<title>Giuseppe Di Siena</title>
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		<title>Il decretino elettorale</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 12:53:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so quali potranno essere gli sviluppi delle prossime ore, ma in ogni caso il &#8220;decreto interpretativo&#8221; non è certo una &#8220;soluzione per un generico caos liste&#8220;, come si affannano a ripetere il tg1, il tg2, il tg5 e altri. E&#8217; un trucco, una furbata bella e buona a vantaggio di una parte politica, l&#8217;intrallazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non so quali potranno essere gli sviluppi delle prossime ore, ma in ogni caso il &#8220;<em>decreto interpretativo</em>&#8221; non è certo una &#8220;<em>soluzione</em> per un generico <em>caos liste</em>&#8220;, come si affannano a ripetere il tg1, il tg2, il tg5 e altri. E&#8217; un trucco, <strong>una furbata bella e buona a vantaggio di una parte politica</strong>,<strong> </strong>l&#8217;intrallazzo all&#8217;italiana a favore di chi ha un potere e lo difende di solito in modo arrogante in barba a principi più alti di interesse comune o di democrazia.</p>
<p>Lo so, il centrodestra non è nuovo a simili provvedimenti<em> &#8220;porcata&#8221;</em>. Gravissimo fu aver cambiato la legge elettorale nel 2006 a pochi mesi dalle elezioni politiche. Allora il primo ministro si ritagliò un sistema elettorale a perfetta misura del metodo autoritario del suo partito, dei suoi mezzi di telecomunicazione, nonché (con il finto &#8220;tridente&#8221; Berlusconi/Fini/Casini) dei malumori popolari che si riverberavano nella sua coalizione dopo 5 anni di evidente malgoverno.</p>
<p>Sembra che per il <em>pasticcio-liste</em>, a causa della mancanza del simbolo sulla scheda elettorale, il centrodestra stimasse di perdere qualche punto percentuale (2-3%) nelle due regioni interessate (Lazio e Lombardia). Ma se la correttezza  è un valore, il &#8220;decretino&#8221; già firmato -questa stessa notte- dal presidente Napolitano, dovrebbe essere per il PDL una iattura ben peggiore. Se gli elettori italiani scegliessero i propri rappresentanti anche sulla base di un sentimento civico o di un qualche amore per la giustizia, il &#8220;<em>Partito del Libertinaggio</em>&#8221; -dopo questo colpo di mano-<strong> dovrebbe perdere ora molti più voti</strong> di quanti abbia temuto di perdere -tradendo le sue beghe o solo le sue goffagini- sino a ieri.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="La forza dei (veri) valori..." src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/valoripolitici.jpg" alt="" width="520" height="374" /></p>
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		<title>Neve a Coreno Ausonio (Fr)</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 12:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un&#8217;insolita veduta di Coreno Ausonio (319 m slm, Ciociaria) sotto la neve. Foto pubblicata oggi nella rubrica Italians di Beppe Severgnini.

(http://www.corriere.it/italians/10_febbraio_17/LA-DODICESIMA-LETTERA_b497de08-1b17-11df-af4a-00144f02aabe.shtml)
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;insolita veduta di Coreno Ausonio (319 m slm, Ciociaria) sotto la neve. Foto pubblicata oggi nella rubrica <em>Italians</em> di Beppe Severgnini.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Insolita veduta di Coreno Ausonio sotto la neve" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/beppe170210.jpg" alt="" width="560" height="420" /></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/italians/10_febbraio_17/LA-DODICESIMA-LETTERA_b497de08-1b17-11df-af4a-00144f02aabe.shtml" target="_blank">(<span style="text-decoration: underline;">http://www.corriere.it/italians/10_febbraio_17/LA-DODICESIMA-LETTERA_b497de08-1b17-11df-af4a-00144f02aabe.shtml</span>)</a></p>
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		<title>La neve</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 14:38:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinque o sei centimetri, non molto di più. Ma la neve è un evento meteorologico raro per Coreno Ausonio (319 m slm). Probabilmente erano 16-17 anni che non nevicava così. Ieri mattina un primo sottile velo, già piuttosto insolito. Poi una giornata abbastanza assolata e serena. Infine, nel tardo pomeriggio, un nuovo rovescio che verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Il paese innevato, sul far di sera" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/nevecoreno12022010sera.jpg" alt="" width="360" height="270" />Cinque o sei centimetri, non molto di più. Ma la neve è un evento meteorologico raro per Coreno Ausonio (319 m slm). Probabilmente erano 16-17 anni che non nevicava così. Ieri mattina un primo sottile velo, già piuttosto insolito. Poi una giornata abbastanza assolata e serena. Infine, nel tardo pomeriggio, un nuovo rovescio che verso sera ha persino bloccato seriamente il traffico in alcuni tratti.</p>
<p>Stamattina il paese si è svegliato sotto una coltre bianca. Il rumore di qualche badile che sdrucciola davanti a qualche casa, la breve sgommata di qualche auto che slitta sull&#8217;asfalto. Per il resto il mondo si attenua, i suoni diventano ovattati, gli alberi oberati di neve si dispiegano -immobili- al sole che brilla freddo. Attraverso l&#8217;aria fresca solo vaporose schegge di neve si liberano -leggerissime- dalle fronde più alte degli ulivi per cadere dolcemente a terra.</p>
<p>Ma la neve, soprattutto, perdona (per qualche ora) gli umani. La neve stende un manto sugli scempi e sugli affanni materialistici delle persone più o meno goffamente in cerca di un progresso. Copre pietosamente i muraglioni di cemento, i recinti degli orti, i tetti e le terrazze dei casermoni squadrati, le coperture e le baracche in lamiera, gli accessi alle proprietà in calcestruzzo, le scarpate delle piste di collina, i clivi sfregiati dagli scavi, dalle strade a mezzacosta.</p>
<p><img class="alignnone" title="Veduta di Coreno Ausonio (Fr) innevato, al mattino." src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/nevecoreno13022010.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Premio di Poesia &#8220;L&#8217;Olocausto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 17:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è tenuta ieri a Coreno Ausonio (Fr) la premiazione del I Concorso Nazionale di Poesia &#8220;L&#8217;olocausto&#8220;.  Il giorno è stato scelto per motivi organizzativi, ma il 4 febbraio, come ha ricordato il sindaco Domenico Corte, non è una data scevra di significato per la comunità corenese. Durante la seconda guerra mondiale, il 4 febbraio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Uno dei cartelloni realizzato dai ragazzi della scuola primaria" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/premiopoesiaolocausto2.jpg" alt="" width="320" height="240" />Si è tenuta ieri a Coreno Ausonio (Fr) la premiazione del<em> </em><strong>I Concorso Nazionale di Poesia &#8220;<em>L&#8217;olocausto</em>&#8220;</strong>.  Il giorno è stato scelto per motivi organizzativi, ma il 4 febbraio, come ha ricordato il sindaco Domenico Corte, non è una data scevra di significato per la comunità corenese. Durante la seconda guerra mondiale, il 4 febbraio 1944, un bombardamento colpì un casolare di montagna dove si erano rifuggiate alcune famiglie e ne morirono 25 persone. La manifestazione ha visto sia il contributo di poeti di ogni parte d&#8217;Italia che si sono cimentati in una composizione lirica, sia di ragazzi delle scuole elementari e medie che, (sotto la direzione della preside Fernanda Carbone dell&#8217;Istituto Comprensivo di Ausonia), hanno preparato cartelloni e relazioni grafiche.<br />
Asciutta e pure toccante la testimonianza dell&#8217;ingegnere <strong>Nando Tagliacozzo</strong>, classe 1938, che deve la sua sopravvivenza dapprima al mero caso (l&#8217;appartamento in cui viveva fu risparmiato a scapito di un altro attiguo dove si dividevano altri membri della sua famiglia) e poi -per mesi- alla premura delle suore di un convento. Tagliacozzo ha osservato che gli episodi di solidarietà verso gli ebrei furono tanti (come quello del fascista Giorgio Perlasca che salvò 5200 ebrei)  ma sempre di tipo isolato o sporadico. Dal canto suo l&#8217;arcivescovo D&#8217;Onorio ha ricordato come in quel periodo dal porto di Gaeta, con la tacita complicità di tutti gli abitanti partissero, anche in pieno giorno, navi di ebrei in cerca di salvezza. L&#8217;assessore provinciale alla cultura Abbate, accennando appena alla Palestina, ha sottolineato come la guerra sia foriera di sofferenze per tutti. Tra le autorità militari (un segno di tempi nuovi) la tenente Vincenza Sannino, dei carabinieri di Pontecorvo. Presenti anche il sindaco di Ausonia e quello -Zenon Reszka- di Blonie, cittadina polacca da anni gemellata con Coreno Ausonio.</p>
<p><img class="alignleft" title="Antologia con disegno di copertina di Eliseo Belmonte" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/premiopoesiaolocaustoantologia.jpg" alt="" width="264" height="380" />I partecipanti al concorso letterario son stati <strong>153</strong>. La giuria ha effettuato una prima selezione per scegliere i 21 finalisti (circa il 14%) i cui lavori son stati pubblicati in una piccola antologia. Tra questi ne sono stati premiati 4. Il primo posto a Gerardo Vacana, di Gallinaro (Fr), che ha rievocato nella sua poesia la figura di <strong>Greta Bloch</strong>. Lei era una elegante e colta donna ebrea che, prima d&#8217;esser deportata, veniva a insegnar il tedesco o a far compere nel piccolo borgo ciociaro e che era stata, a Praga, compagna dello scrittore Franz Kafka (1883-1924). Il secondo posto a Fabiano Braccini, di Milano, che in forma oratoria ha tracciato le contrastanti storie di vita, prima di serenità poi di miseria indicibile, di 12 simboliche persone internate nei campi. Al terzo posto,  con la materna poesia &#8220;<em>Ninna nanna</em>&#8220;, Sarah Francesca Toich di Rettorgole (Caldogno,Vi).  Attrice, non è potuta essere presente a causa del lavoro in corso all&#8217;estero. Infine una menzione speciale al dodicenne Edoardo Razzino, di Ladispoli (Rm), con la poesia &#8220;<em>Solo un numero</em>&#8220;.<br />
Modesto il valore dei premi, ma il presidente della giuria esaminatrice, il poeta corenese <strong>Tommaso Lisi</strong>, ringraziando gli organizzatori per l&#8217;autonomia di cui ha goduto, ha tenuto a vantare quanto fosse di gran lunga più importante, non l&#8217;aspetto economico, ma la serietà, il rigore, l&#8217;onestà con cui si è proceduto fino alla graduatoria ultima. Interferenze esterne, ha spiegato Lisi, avrebbero comportato una mancanza di libertà e in definitiva avrebbero offeso proprio quelle vittime che -di mancanza di libertà- son state uccise.</p>
<p><img class=" alignnone" title="Al podio: Nando Tagliacozzo" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/premiopoesiaolocausto1.jpg" alt="Al podio testimonianza di Nando Tagliacozzo" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Il giorno della memoria</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:56:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A partire dall&#8217;anno 2001 &#8220;la Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dall&#8217;anno 2001 &#8220;<em>la Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz, <strong>Giorno della Memoria</strong>, al fine di ricordare la </em><em>Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati</em>&#8220;.</p>
<p>Durante la seconda guerra mondiale lo sterminio, compiuto dal nazifascismo, di milioni di ebrei e di milioni di altri perseguitati, è stato tra gli eventi più orribili, se non il più orribile, dell&#8217;intera storia. Sì, è bene ricordare quei tragici anni che hanno offeso la stessa dignità di ciascun uomo sulla Terra. E tuttavia &#8220;rimuginare&#8221; solo sul passato non serve a molto. Ai giorni nostri non ci sono meno ingiustizie, meno violenze, meno intolleranze, meno offese alla dignità dei singoli, di quante ce ne furono allora.</p>
<p>In moltissime nazioni della terra le autorità costitituite hanno connotazioni più o meno dittatoriali. Persino in Paesi dalle solide istituzioni democratiche (compreso il nostro, <em>sic</em>) se ne possono cogliere delle tracce. Inoltre in varie parti del pianeta sono in corso guerre o guerriglie in cui le motivazioni di tipo etnico o pseudo-religioso di molti si confondono con la brama di potere o di guadagno di pochi. Non molto diversamente dai tempi di Hitler o Mussolini: maggioranze che opprimono minoranze o anche minoranze che opprimono maggioranze. Lo<span id="profile_status"><span id="status_text"> stesso spirito di sopraffazione che ha portato alla Shoah si può cogliere ovunque nel mondo. In questa giornata forse non ci si dovrebbe limitare in migliaia di celebrazioni, in modo quasi sterile, a rievocare un passato che non si ripeterà più uguale, ma potrebbe essere anche l&#8217;occasione per soffermarsi sulle discriminazioni, le ingiustizie, le limitazioni alla libertà, le arroganze o le cattiverie -gravi o meno gravi- dei potenti di oggi.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span><span><img class="aligncenter" title="Ingresso del Museo della Resistenza a Toulouse, Francia meridionale" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/museoresistenzatoulouse.jpg" alt="" width="540" height="387" /><br />
</span></span></p>
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		<title>Ristrutturata la sede del Consultorio ad Ausonia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 10:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Col sole basso vicino al tramonto in un clima piuttosto freddo, è stata inaugurata ieri la sede ristrutturata del Consultorio socio-familiare di Ausonia (FR).  Il Sindaco, dopo l&#8217;apertura di qualche bottiglia di spumante, ha guidato le persone presenti attraverso il rinnovato edificio sito nel cuore storico del piccolo comune ciociaro (2598 abitanti). Quando entriamo nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Il Sindaco di Ausonia distribuisce spumante agli astanti nellatrio di entrata" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/consultorioausoniasindaco.jpg" alt="" width="255" height="340" />Col sole basso vicino al tramonto in un clima piuttosto freddo, è stata inaugurata ieri la sede ristrutturata del <strong>Consultorio socio-familiare di Ausonia</strong> (FR).  Il Sindaco, dopo l&#8217;apertura di qualche bottiglia di spumante, ha guidato le persone presenti attraverso il rinnovato edificio sito nel cuore storico del piccolo comune ciociaro (2598 abitanti). Quando entriamo nella prima stanza, dalle pareti vivacemente colorate di rosso, rimango stupito nei miei ricordi. Non molti anni fa era adibita ad archivio comunale. Nel 2002 prestai servizio civile presso il Municipio e in una circostanza noi obiettori fummo incaricati di trasportare e sistemare in essa decine e decine di faldoni contenenti gazzette ufficiali e documenti vari. Allora, dietro una cigolante porta di legno si aprì davanti a noi una stanza scura e polverosa, con migliaia di fascicoli inseriti alla rinfusa negli scaffali alle pareti e sparsi letteralmente ovunque, a partire dal pavimento stesso su cui camminavamo.<br />
E&#8217; in uno slargo del corridoio che si tengono alcuni brevi discorsi. Il Sindaco <strong>Michele Moschetta </strong>si è dichiarato orgoglioso di questo &#8220;polo di eccellenza&#8221; la cui utenza raggiunge vari comuni del basso frusinate e anche della vicina provincia di Latina. Ha elogiato un lavoro che richiede &#8220;s<em>ensibilità, tatto e competenza</em>&#8221; e ha detto che l&#8217;Amministrazione ci teneva molto a riportare quanto prima il Consultorio nel centro storico del paese. Dal canto suo la responsabile di distretto per i Consultori, la signora Lina Iadecola, ha ringraziato sia il sindaco che l&#8217;assessore De Magistris per l&#8217;accoglienza nei nuovi confortevoli locali, e ha osservato come il Consultorio di Ausonia sia rimasto l&#8217;unico, nello spirito originario della legge (1975), a conservare un patrocinio così forte da parte del Comune ospitante.<br />
<img class="alignleft" title="La stanza rossa del consultorio, un tempo archivio del Comune" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/consultorioausoniastanzarossa.jpg" alt="" width="340" height="255" />Sembra che il Consultorio di Ausonia sia stato tra i primi ad essere istituito, grazie molto all&#8217;impegno -oltre 30 anni fa- dell&#8217;allora amministratore <strong>Michele  Thomas</strong>. L&#8217;anziano Thomas, conosciuto  anche come artista  per le stimabili opere scultoree in pietra, ha ricordato le difficoltà delle origini, quando il presidio sanitario fu allocato nei locali inveterati di quella che era stata una volta una scuola e che allora ospitava anche il Comune e la Biblioteca. Ha ricordato ironicamente che quando arrivavano degli ispettori dalla Regione, fosse per il Consultorio o per la Biblioteca, si mostravano loro sempre solo le medesime stanze (più decorose) del piano terra (sic). In effetti la sede era stata chiusa nel febbraio 2006 a causa dell&#8217;aggravarsi delle infiltrazioni d&#8217;acqua proprio nei piani superiori.<br />
Ma proseguiamo la visita in quella che dovrebbe diventare la sala riunioni. Li ci raggiunge il prete e dei fogliettini vengono distribuiti meticolosamente a tutti come a scolaretti. La corrente elettrica va via, ma il testo della preghiera viene letto nella penombra dal prete stesso. Solo quando accenna &#8220;<em>a bambini che non sono nati per difficoltà di altri</em>&#8220;, mi ricordo che i Consultori son qualcosa di prettamente&#8230; laico e di non troppo gradito al clero.<br />
A riunione sciolta, l&#8217;assistente sociale Rita Martufi continua a spiegare alla giornalista Romina D&#8217;Aniello (Ciociaria Oggi), la funzione e l&#8217;importanza dei Consultori nella prevenzione, sottolineando la disponibilità ad accogliere in particolare gli adolescenti, e ricordando che si garantisce sempre a chiunque la totale privatezza. Ad Ausonia lavora una squadra di diverse figure professionali: due assistenti sociali, un&#8217;ostetrica, un&#8217;infermiera e un&#8217;ausiliaria socio sanitaria (a tempo pieno); uno psicologo, un ginecologo e un pediatra (un giorno a settimana).<br />
<img class="aligncenter" title="Edificio del consultorio di Ausonia, ristrutturato, nel centro storico del Comune" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/consultorioausoniaristrutturato.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
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		<title>No Berlusconi Day, 5 dicembre 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 22:19:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intorno alle ore 10.00, sul terzo binario della stazione di Cassino, si potevano notare, sparse tra le altre, numerose persone che indossavano qualcosa di colore viola o che tenevano Il Fatto quotidiano tra le mani. La maggior parte di costoro si stavano recando alla manifestazione di Roma per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intorno alle ore 10.00, sul terzo binario della stazione di Cassino, si potevano notare, sparse tra le altre, numerose persone che indossavano qualcosa di colore viola o che tenevano <strong>Il Fatto quotidiano</strong> tra le mani. La maggior parte di costoro si stavano recando alla manifestazione di Roma per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Berlusconi. Un&#8217;iniziativa insolita, indetta questa volta, per la prima volta, non da partiti politici, sindacati o associazioni varie, ma originatasi da semplici cittadini e divulgata soprattutto grazie alla <em>rete</em> internet. Il colore viola voleva essere simbolicamente proprio il segno di questa autodeterminazione a segnare il distacco  dai colori e dai simboli delle diverse fazioni politiche. Il gruppo No-B-Day è stato aperto su facebook l&#8217;indomani della sentenza che ha dichiarato incostituzionale il lodo Alfano. In poco meno di 2 mesi ha raccolto 360.000 iscritti, il sostegno di personaggi della cultura e dello spettacolo, l&#8217;adesione di alcuni partiti d&#8217;opposizione più lungimiranti.</p>
<p><img class="alignleft" title="Il deputato europeo dellItalia dei Valori, Luigi De Magistris, assediato dalla stampa" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/demagistrisnobday.jpg" alt="" height="340" />Piazza della Repubblica, nel primo pomeriggio, è illuminata da un sole basso e debole. Al centro la fontana zampilla in controluce, vaporosa ed elegante. D&#8217;intorno gazebo, palloncini e tantissime persone che già dispiegano striscioni ironici, cartelloni sarcastici, buffe caricature, bandiere che svolazzano leggerissime. Allo stand dell&#8217;Italia dei Valori ne distribuivano a chiunque si avvicinasse, assieme a maglie e cappelletti di colore viola. Sul cofano di un furgone si raccolgono anche delle firme contro tre iniziative del  governo: la privatizzazione dell&#8217;acqua, il ritorno all&#8217;energia nucleare, la legge che estingue i processi in breve.</p>
<p><img class="alignleft" title="Sarcastica vignetta di Vauro al no berlusconi day" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/vignettavauronobday.jpg" alt="" width="340" height="255" />Oltre a quelle di Antonio Di Pietro, molte le bandiere comuniste, qualcuna dei verdi,  rare quelle del PD (&#8220;<em>siamo pochi ma ci siamo!</em>&#8221; ha gridato un signore). Ma il lungo corteo, poco dopo la trionfale partenza, si infila  in un dedalo di strade strette fino a bloccarsi in prossimità di un crocicchio da cui affluiva gente da ogni lato. Superato l&#8217;ingorgo comincio a percorrere il fiume di gente speditamente, infilandomi ovunque si aprisse un varco più largo o scorrevole. Questo mi consente di osservare i diversi assembramenti. I gruppi comunisti sono i meglio organizzati. I loro camioncini avanzano lentamente davanti a plotoni di bandiere rosse, distribuendo musica ad alto volume e birra. Forse i giovani che gli stavano dietro erano attirati soprattutto da queste cose, perché a conoscere la storia recente, se davvero erano contrari al Berlusconi, avrebbero dovuto sapere che le premesse per l&#8217;attuale strapotere di questo magnate furono poste nel 1998 proprio da un leader comunista che non si fece scrupolo di far cadere (per una pretestuosa sciocchezza) un governo di centrosinistra che stava lavorando fino ad allora moderatamente bene per il Paese.</p>
<p><img class="alignleft" title="Striscione IDV di Caltanisetta" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/alcafonenobday.jpg" alt="" width="340" height="255" />Aldilà delle varie bandiere, andando avanti il colore predominante diventa il più neutrale viola. A un certo punto, quasi come navigando in internet (sic) incontro il gruppo delle &#8220;agende rosse&#8221;, persone che con una mano stagliano in alto dei libri rossi -con icastica efficacia- appena sopra le loro teste. Ma proseguo attraverso il corteo.  Attorno soprattutto giovani, ventenni o trentenni, la nuova generazione della rete internet, ma anche gente di tutte le età. Spicca la presenza di famiglie, di giovani coppie assieme a bimbi, magari col cagnolino da compagnia al seguito, ci sono anche molte donne, spesso a gruppi, non di rado abbigliate di viola con vezzo anche estetico. A proposito di indumenti viola, i numerosi ambulanti latinoamericani si son fatti trovare impreparati nelle prime ore di raccoglimento. Ma in seguito son spuntati di mezzo alla folla venditori di tessuti viola persino eleganti.</p>
<p><img class="alignleft" title="Immagine della piazza San Giovanni già colma di persone, quando sono appena arrivato" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/piazzasangiovanninobday.jpg" alt="" width="340" height="255" />Ho &#8220;corso&#8221; solo per una piccola parte del corteo per circa un&#8217;ora, lasciandomi dietro circa 30.000 persone. Quando, prendendo l&#8217;ultima &#8220;scorciatoia&#8221;, giungo in Piazza San Giovanni, la grandissima parte del corteo ancora deve arrivare, ma l&#8217;area principale della piazza è già stracolma di gente, il palco già irragiungibile e lontano. Perciò, per quanto possa essere quasi solo un gioco azzardare stime del genere, penso che una presenza di 350.000 persone alla manifestazione sia tutt&#8217;affatto plausibile. Rincresce notare come dalla Questura, un organo dello Stato, un cittadino non possa aspettarsi di solito delle cifre oneste e credibili, ma piuttosto al ribasso (90.000).<br />
In piazza è il momento dell&#8217;appello dell&#8217;anziano regista Mario Monicelli. Dice che le cose più importanti per lui sono <em>giustizia</em>, <em>uguaglianza</em> e <em>lavoro</em>. Senza di queste non ci sarebbe neanche vera libertà. Lo scrittore Tabucchi fa dell&#8217;ironia sulle ronde leghiste. Giorgio Bocca osserva che in Italia ci sono troppe persone che fondamentalmente non amano la democrazia. Una giornalista finlandese, in rappresentanza della Stampa estera in Italia, spiega che quando Berlusconi scese in campo nel 1993, parte dei giornalisti stranieri, sia pure senza troppo entusiasmo, sperava davvero che questi potesse porre mano a qualche atavico male italiano. Oggi però più nessuno di loro nutrirebbe ancora illusioni. Come dire: ammesso che qualche italiano fu abbindolato all&#8217;inizio, perlomeno dopo tutti i fatti intercorsi avrebbe dovuto ricredersi, dopo che ben 18 leggi <em>ad personam</em> sono state varate a partire dal 2001, dovrebbe essere diventato evidente a chiunque che Berlusconi è tutto chiacchiere, affari personali e fumo senza arrosto.</p>
<p><img class="alignleft" title="Il popolo delle agende rosse in un tratto del corteo verso piazza San Giovanni" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/agenderossenobday.jpg" alt="" width="340" height="255" />Ma è <strong>Salvatore Borsellino</strong>, il fratello del magistrato ucciso dalla mafia a Palermo il 19 luglio 1992, a parlare in modo più toccante e accorato (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=RoBrfE4lcvk">Discorso di Salvatore Borsellino parte 1</a> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=y-d3vG8TZKk&amp;NR=1">Discorso di Salvatore Borsellino parte 2</a>) . Alza l&#8217;agenda rossa, e migliaia di simili libri rossi si alzano ovunque di mezzo al pubblico. La folla comincia a urlare all&#8217;unisono: &#8220;<em>Fuori la mafia dallo Stato! </em>&#8220;. E&#8217; l&#8217;oratore stesso che spegne i cori: &#8220;<em>Ho 8 minuti</em> -dice- <em>fatemi parlare, poi ci sarà tempo di gridare</em>&#8220;. Ricorda i veri eroi, che evidentemente non sono gli stessi ammirati da Dell&#8217;Utri, già condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ma i magistrati onesti e gli uomini della scorta morti nei vari e vili attentati di stampo mafioso. Tra questi, cita la poliziotta <strong>Emanuela Loi</strong>, i cui brandelli di corpo, raccolti sui muri di Via D&#8217;amelio, furono rispediti a casa sua, in Sardegna, a spese della sua famiglia, mentre i voli di Stato vengono usati per le escort e le prostitute. La folla applaude a ogni frase di denuncia, ma tale è la veemenza del discorso che alla fine si applaude senza più smettere. Gli applausi continuano incessantemente anche quando Salvatore Borsellino ha terminato il suo discorso. Forse anche per questo, dopo qualche istante rientra di nuovo sul palco per gridare e scandire al microfono, con tutto il fiato che può avere ancora in gola: &#8220;<em>Resistenza! Resistenza! </em>&#8220;.<br />
La stessa sera, ai telegiornali, il politico Gasparri ha la faccia di dire che Salvatore offende&#8230; la memoria del fratello. Gasparri è quello che può essere. Ma può prendere per il naso solo persone sprovvedute o disinformate. Perché davvero, della rettitudine e del coraggio, del senso di legalità e di giustizia che doveva avere il giudice Paolo Borsellino, non c&#8217;è migliore testimonianza di questa di suo fratello. Che continua, nella sua età non più giovane, a fare ogni sforzo per rievocarne il ricordo e rivendicarne gli ideali. Per un&#8217;Italia onesta, più giusta e pulita.</p>
<p><img class="aligncenter" title="L onda viola rompe il muro della disinformazione" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/purplewavenobday.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Bologna, 27 ottobre 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 15:29:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Parco del Navile a Bologna nei pressi di unantica area industriale" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/bolognaparconavile.jpg" alt="" width="340" /><img class="alignleft" title="Piano terra del Museo del patrimonio industriale a Bologna" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/bolognamuseopatrimonioindustriale.jpg" alt="" width="340" />Un viottolo del <strong>parco del Navile</strong>, dal nome del canale che lo attraversa. Lungo il canale -invero non pulitissimo- anziani cittadini hanno in gestione piccoli orti. Nel primo mattino, il sentiero rugiadoso porta nei pressi di un&#8217;antica area industriale. Accanto all&#8217;edificio decadente di una vecchia fabbrica sorge un cippo con una lapide semplice e spoglia, quasi abbandonata: ricorda <em>Tatino e Patrizia</em>, due nomadi uccisi dalla banda della &#8220;<em>Uno bianca</em>&#8220;, il 23 dicembre 1990.<br />
Un&#8217;attigua passerella che attraversa il fresco corso d&#8217;acqua conduce al <strong>Museo del patrimonio industriale</strong>. Il museo è stato allestito all&#8217;interno di un vecchio stabilimento in mattoni (detto Fornace Galotti) elegantemente ristrutturato. Ospita macchine ed utensìli che hanno fatto la storia lavorativa della città e dei suoi dintorni. A pian terreno sono esposte turbine idrauliche e grosse dinamo, antichi macchinari per effettuare lavorazioni con asportazione di truciolo o per l&#8217;impacchettamento di beni, dispositivi (d&#8217;uso anche scolastico) per la misura di grandezze tecnologiche.  Ai piani superiori sono ampiamente sviluppati tra gli altri i temi legati alla gestione dei canali, alle fabbriche tessili, alla produzione alimentare (con una sezione sulla mortadella), alla produzione meccanica e motoristica (in particolare della Ducati).<br />
<img class="alignleft" title="Vista verso il centro di Bologna dalla torre del Museo della Specola" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/bolognamuseospecolapanorama.jpg" alt="" width="340" />Il <strong>Museo zoologico</strong> è di proprietà dell&#8217;ateneo di Bologna. Vi sono uova di vari volatili e calchi di pesci, anfibi, insetti vari. E&#8217; stato istituito nel 1860 ma il materiale ivi raccolto ha origine a partire dal XVI secolo. Nello stesso palazzo, all&#8217;interno della torre che un tempo veniva usata proprio come base di osservazione astronomica, ha sede il <strong>Museo della Specola</strong>. Vi sono raccolti gli strumenti di misura o di calcolo che nei secoli sono stati utilizzati per ispezionare il cielo o per monitorare fenomeni terrestri e meteorologici. Nella stanza delle meridiane sono esposte meridiane a corda perpendicolare oppure ad asta metallica. Nella stanza dei mappamondi sono conservate pregevoli rappresentazioni antiche della geografia terrestre o astronomica, sia in forma cartacea che in forma di modellini metallici atti a riprodurre (sia pure nell&#8217;erronea rappresentazione copernicana) il moto dei pianeti. Salendo le scale si incontrano via via altre stanze con telescopi di ogni epoca, da quelli rudimentali fino a quelli novecenteschi, precursori dei moderni telescopi &#8220;a tasselli&#8221;. Un robusto telescopio ligneo di una decina di metri sarebbe stato recuperato da una vecchia abitazione dove era stato utilizzato come&#8230; trave portante. Alla sommità della settecentesca torre si arriva dopo 272 scalini ma il panorama, che ruota di 360 gradi sulla città, ripaga bene dello sforzo.<br />
<img class="alignleft" title="Museo europeo degli studenti, album ricordo di una laureata" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/bolognamuseostudentialbum.jpg" alt="" width="340" />Il <strong>Museo europeo degli studenti</strong> è stato inaugurato il 28 marzo 2009 dopo circa un decennio di ricerca del materiale. Nelle stanze e soffitte restaurate di <em>palazzo Poggi</em>, nel cuore della zona universitaria, sono esposti circa 300 pezzi suddivisi in 5 sezioni. Tra questi: vestiario, boccali, utensili per rituali di iniziazione delle matricole, diplomi, medaglie, l&#8217;arredo completo di una stanza tedesca, cartoline e fotografie, testi antichi miniati, oggetti vari goliardiardici, testimonianze sulle lotte politiche del secolo scorso. L&#8217;Ateneo di Bologna, fondato nel 1078, è il più antico d&#8217;Europa. Con questo museo l&#8217;Ateneo ha voluto rendere omaggio alle centinaia di migliaia di laureati della sua storia, ma anche agli studenti di ogni epoca dell&#8217; Europa tutta.<br />
<img class="alignleft" title="Giardini Margherita, autunno" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/bolognagiardinimargheritaautunno.jpg" alt="" width="340" />I <strong>Giardini Margherita</strong> costituiscono l&#8217;area verde più importante di Bologna. Il parco fu inaugurato nel 1879 dopo 5 anni di lavori su progetto di un certo Ernesto di Sambuy. Fu intitolato a Margherita di Savoia (1851-1926) perché la Regina aveva da poco onorato la città di una visita. Lo stile del parco è chiaramente di ispirazione inglese o &#8220;romantica&#8221;. Tra i suggestivi percorsi, spicca quello del laghetto, corredato di uno chalet, di un ponticello, di un isolotto artificiale.<br />
<img class="alignnone" title="Il suggestivo laghetto dei Giardini Margherita, visto dal ponticello" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/bolognagiardinimargherita.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Berlusconi e lo scudo&#8230; spaziale</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:43:17 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Esaminando molto attentamente la regolarità del mio biglietto, un controllore del treno osservava come la legge italiana sia severissima con i piccoli illeciti e larga di maglie invece, con i grandi furbi. Alludeva soprattutto all&#8217;approvazione in Parlamento, di pochi giorni prima, del cosiddetto &#8220;scudo fiscale&#8221;. Il governo -ponendo la fiducia- ha voluto portarlo avanti  &#8220;per forza&#8221;. Ma mi chiedo: <strong>perché agli evasori che si avvalgono di questa sorta di strabiliante &#8220;scudo&#8230; spaziale&#8221; </strong>(alla stregua di un cartone animato giapponese)<strong> è stato garantito anche l&#8217;anominato</strong>? In questo modo chi condona i capitali illecitamente occultati in ogni caso non avrà convenienza ad attirare su di sé gli occhi del Fisco o della Guardia di Finanza. Continuerà a spendere i suoi soldi gradualmente, di nascosto, o semplicemente a tenerli all&#8217;estero.<br />
Questo significa che di un provvedimento discutibile dal punto di vista morale, la collettività non potrà neanche averne, in un momento di crisi economica così grave, un vantaggio indiretto. A imprenditori che posseggono altrove capitali non dichiarati, si sarebbe dovuta imporre una dichiarazione pubblica: quantomeno gli stessi non avrebbero avuto remore poi ad iniettare la liquidità regolarizzata nelle loro aziende. Eventuali ispettori della Finanza, (sensibili ai temi del lavoro), lo avrebbero apprezzato, persino.<br />
Ma proprio sotto questo aspetto si poteva forse fare di più. Si sarebbero potuti condonare solo capitali rientrati e<strong> fattivamente investiti in aziende italiane</strong>. Per decine o centinaia di migliaia di piccole e medie imprese sarebbe stata una manna. Certo, avremmo scoperto magari qualche cifra iperbolica occultata dal signor Berlusconi stesso, ma in compenso anche quella, sarebbe tornata dai paradisi fiscali per rafforzare aziende del nostro Paese. Troppo&#8230; logico?</p>
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		<title>Cinque Terre, La Spezia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:46:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le Cinque Terre sono una lingua di territorio marino-montano della Liguria più orientale, a 10 minuti di treno dal capoluogo della Spezia. L’area è diventata nel 1999 Parco Nazionale delle Cinque Terre. La costa è frastagliata e rocciosa, ma la conformazione austera è ingentilita ovunque sia possibile da una vegetazione che resiste vigorosamente al freddo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Cinque Terre sono una lingua di territorio marino-montano della Liguria più orientale, a 10 minuti di treno dal capoluogo della Spezia. L’area è diventata nel 1999 <strong>Parco Nazionale delle Cinque Terre</strong>. La costa è frastagliata e rocciosa, ma la conformazione austera è ingentilita ovunque sia possibile da una vegetazione che resiste vigorosamente al freddo, ai venti, alla calura, alla salsedine del mare. Sui pendii che salgono rapidi verso l’interno l’uomo ha pervicacemente cercato, con terrazzamenti anche arditi, di strappare alla natura aspra del luogo, terra e orti da coltivare. E’ così che sono nati tra l’altro i vigneti che danno origine allo Sciachetrà, un vino liquoroso ottenuto da uve passite.</p>
<p><strong><img class="alignleft" title="Abitazioni dette Torri genovesi, a Rio Maggiore" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/cinqueterreriomaggiore.jpg" alt="" width="340" height="255" />Riomaggiore</strong> è il più orientale dei 5 paesini, il primo che si incontra ad Ovest di La Spezia. E’ situato sul letto avventizio di un omonimo torrente. La stazione ferroviaria è stata ricavata nell’angusto tratto di luce tra le due gallerie che perforano i monti da una parte e dall’altra del canale. L’abitato è costituito dalle tipiche “torri genovesi”, ovvero costruzioni alte e strette addossate l’una all’altra, distinguibili dal diverso e vivace intonaco colorato. Un sentiero si spinge a Est verso Capo Monte Nero, un promontorio circondato da una riserva marina <em>a tutela integrale</em>. A Ovest invece ci si può incamminare, ancora ricavato nella roccia a strapiombo sul mare, sulla cosiddetta <em>Via dell’amore</em>, un sentiero che conduce al limitrofo abitato  di Manarola, un chilometro distante. D&#8217;intorno abbondano piante grasse (come i fichi d’india)  e tipiche piante mediterranee come l’euforbia, il lentisco, il rosmarino, il pittosporo, ma anche alberelli di corbezzolo, di oleandro, di fico, di ulivo, di leccio&#8230; Oltre ai caratteristici pini che, modellati dal vento e spesso resi sofferenti dal clima ostile, sembrano protendersi nel vuoto e gettarsi quasi, sopra l’acqua azzurra.</p>
<p><strong><img class="alignleft" title="Abitato di Manarola, Cinque Terre, Liguria" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/cinqueterremanarola.jpg" alt="" width="270" height="360" />Manaròla</strong> si sviluppa anch&#8217;esso nella gola tra due speroni rocciosi. Il torrente esistente è stato coperto e trasformato in un canale che sfocia a mare al di sotto un ponte ad arco che si confonde col colore della roccia circostante. Sulla costa è ricavato un piccolo approdo protetto da asperità naturali dove stazionano solitarie barche a remi. Proseguendo oltre, il sentiero (che tocca tutti e 5 i comuni) si snoda in tratti costieri anche più accidentati. In diversi punti si viene catturati dall’ondeggiare del mare. Sia il suo suono un tonfo tumultuoso, un singulto possente e selvaggio che si infrange contro la roccia dura, oppure un crepitìo quasi misterioso, con la risacca d’acqua che si asciuga e permea rumorosamente i milioni di interstizi delle pietre di una battigia di sassolini.</p>
<p><strong><img class="alignleft" title="Colline al sole visibili dallabitato di Corniglia" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/cinqueterrecollinecorniglia.jpg" alt="" width="360" height="270" />Corniglia</strong> è il paese centrale delle Cinque Terre. Il piccolo borgo si erge in cima a un promontorio a un centinaio di metri d’altezza ed è l’unico fra gli altri che non ha una propaggine che affaccia direttamente a mare. Il centro si raggiungere dalla stazione ferroviaria salendo una scalinata in mattoni di 33 rampe e 377 scalini. Al culmine, la terrazza di una torre da cui la vista può spingersi sia sul mare, verso il promontorio appena lasciato di Manarola, sia verso l’interno, con le colline coltivate e, più in alto, con i boschi parzialmente bruciati dagli incendi.</p>
<p><strong>Vernazza</strong> non senza ragione può essere ritenuto uno dei borghi più belli d’Italia. Il promontorio su cui si trova si spinge a largo sul mare, ma al tempo stesso l’abitato affaccia, in modo molto suggestivo e peculiare, su un porticciolo, un’insenatura naturale protetta dal promontorio stesso. Un luogo sicuro, sul quale però il mare arriva costantemente, infrangendo le sue onde ora più forti ora più deboli, alzando in aria, quasi eterea, la sua spuma.</p>
<p><strong><img class="alignleft" title="Lungomare di Monterosso quasi al tramonto" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/cinqueterrelungomaremonterosso.jpg" alt="" width="360" height="270" />Monterosso al mare</strong> è il comune più popoloso (1555 abitanti), oltre che il più a Ovest dei cinque. E’ il paese natale del poeta Eugenio Montale (premio nobel nel 1975) che si ispirò a questi luoghi per la sua opera <em>Ossi di Seppia</em>. E&#8217; anche l&#8217;unico ad avere delle spiagge di ghiaia sottile di una certa ampiezza, in particolare  nell&#8217;abitato di Fegina, dove si trova anche la stazione, e a cui si accede attraverso un tunnel di poche decine di metri.</p>
<p><img class="alignnone" title="Tratto di sentiero delle Cinque Terre chiamato Via dellamore, scavato nella falesia a picco sul mare" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/cinqueterreviadellamore.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
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