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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Società</title>
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		<title>Ferrovie, un bene che appartiene a tutti</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 20:43:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un secolo e mezzo fa, Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, più noto come conte di Cavour (1810-1861), attribuiva alla costruzione delle ferrovie una importanza decisiva per lo sviluppo futuro dell&#8217;Italia. In modo lungimirante già vagheggiava frotte di turisti che avrebbero percorso in lungo e in largo la bella penisola, su carrozze di prima, seconda o terza classe. Le ferrovie son quanto di più prezioso possa costituire il tessuto di un Paese. Da un lato danno un senso di libertà perché consentono di raggiungere quasi ogni luogo in modo relativamente confortevole e senza il vincolo &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/12/ferrovie-un-bene-che-appartiene-a-tutti/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/stazionealbiniabinari.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2184" title="Stazione di Albinia, Orbetello (GR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/stazionealbiniabinari.jpg" alt="" width="420" height="315" /></a>Un secolo e mezzo fa, Camillo Paolo Filippo Giulio Benso, più noto come conte di <strong>Cavour</strong> (1810-1861), attribuiva alla costruzione delle ferrovie una importanza decisiva per lo sviluppo futuro dell&#8217;Italia. In modo lungimirante già vagheggiava frotte di turisti che avrebbero percorso in lungo e in largo la bella penisola, su carrozze di prima, seconda o terza classe. Le ferrovie son quanto di più prezioso possa costituire il tessuto di un Paese. Da un lato danno un senso di libertà perché consentono di raggiungere quasi ogni luogo in modo relativamente confortevole e senza il vincolo di trascinarsi con sé un mezzo proprio; dall&#8217;altro, migliorando la produttività delle persone che si spostano, contribuiscono ad incrementare la produzione lorda interna di una nazione. A ciò si può aggiungere il beneficio impagabile di un basso impatto ambientale (o di un ridotto consumo di risorse energetiche non rinnovabili) e il fascino misterioso del viaggio e di tutti i luoghi che brulicano di vita e di persone.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/pendolariattesaroma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2179" title="In attesa del RV Roma-Cassino delle 16.08 il 16-11-2011 (partirà con un'ora e mezzo di ritardo)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/pendolariattesaroma.jpg" alt="" width="285" height="380" /></a>Eppure come riporta <em>Il Fatto Quotidiano</em> e come confermerebbe <em>&#8220;Pendolaria&#8221; 2011 (</em>rapporto annuale redatto da Legambiente), da alcuni anni si assiste ad un progressivo e inesorabile peggioramento del servizio offerto dalle <strong>Ferrovie dello Stato Italiane</strong>. Nell&#8217;autunno del 2006, dopo anni di scandali e corruttele, era stato nominato amministratore delegato delle ferrovie l&#8217;ingegnere Mauro Moretti. Aveva subito chiesto di aumentare le tariffe per avvicinarle alla media europea ma aveva anche suscitato, in qualità di tecnico, qualche positiva speranza. Illusoria. A distanza di un lustro si ha la sensazione che il nuovo dirigente si sia limitato a mettere la sua apparente serietà a servizio di &#8220;<em>una gigantesca manovra di classe</em>&#8221; tesa a favorire le sfavillanti frecce rosse, argentee o azzurre, a scapito della gran parte dei pendolari che viaggiano sui 9.000 treni &#8220;normali&#8221; che quotidianamente percorrono l&#8217;Italia con il loro piccolo o grande carico di sacrifici e di storie umane più diverse.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/stazioneminturnotramonto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2183" title="Stazione di Minturno al tramonto (05-10-11)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/stazioneminturnotramonto.jpg" alt="" width="420" height="315" /></a>Il Fatto </em>osserva come gli intercity nel tratto Roma-Venezia siano pieni di persone disposte ad impiegare circa 2,5 ore in più pur di pagare 45,50 euro in luogo dei 76,00 euro richiesti per i treni ad alta velocità. Eppure l&#8217;offerta di collegamenti veloci è in aumento, mentre sui restanti convogli si taglia e si riduce. Nel 2011 le tariffe sono aumentate del 12% a fronte di un taglio del servizio dell&#8217; 8%. Nel corso degli ultimi 5 anni i ferrovieri sono passati da 87.000 a 77.000. In lieve diminuzione i trasferimenti statali (circa 4 miliardi di euro), mentre quelli regionali (circa 2 miliardi di euro) sono a rischio a causa delle recenti disposizioni finanziarie che hanno impoverito le Regioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/pendolariromaore6.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2174" title="Pendolari pronti a scendere a Roma, ore 6.00" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/pendolariromaore6.jpg" alt="" width="285" height="380" /></a>Ogni giorno i pendolari ferroviari sono 2.829.567, di cui 821.719 abbonati. Di recente mi son ritrovato in loro compagnia, prima dell&#8217;alba, su regionali del Lazio e della Toscana: assonnati, stanchi, rassegnati. Muratori, operai che a volte hanno la mappatella sulle ginocchia, ma anche impiegati ben vestiti, donne e ragazze aggraziate, su vetture che non sempre brillano per pulizia. Un esercito in marcia quando sbarcano, di primo mattino, sulle banchine della stazione Termini. Sui treni notturni i ferrovieri sono un riferimento e una rassicurante presenza mentre il convoglio avanza nella fredda oscurità. Oggi che 750 di loro sono in stato di licenziamento, scopro che molti sono alle dipendenze, con stipendi ridotti, di società in subappalto.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ferrovie sono una delle forme con cui uno Stato può moltiplicare (per dieci) l&#8217;utilità dei fondi che raccoglie con le imposte. Sono anche lo specchio di una nazione e l&#8217;immagine che un Paese dà di sé agli stranieri. Per chi governa dovrebbe essere motivo di orgoglio rendere il trasporto su ferro piacevole ed efficiente. Le ferrovie non sono un costo da limare o da ridurre, ma un indice della qualità della vita e un motore per la crescita. Un bene pubblico che appartiene a tutti!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/Ferrovie-Il-Fatto-18-12-2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2168" title="Il Fatto Quotidiano 18-12-2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/12/Ferrovie-Il-Fatto-18-12-2011.jpg" alt="" width="580" height="410" /></a></p>
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		<title>Cherubino Coreno (Coreno 1706?-Napoli 1764)</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 16:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 2 agosto nella chiesa S. Margherita di Coreno Ausonio, a circa trecento anni dalla nascita, si è tenuto il primo concerto in onore di Cherubino Coreno (1706 &#8211; 1764) “Maestro di stromenti di fiato”  presso il Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli dal 1749 al 1762. L&#8217;esecuzione di alcune composizioni sue e di musicisti a lui contemporanei (Giuseppe Sammartini, Francesco Mancini, in conclusione anche il grazioso terzo movimento della sonata in Fa maggiore HWV 405 di George Frideric Haendel) è stata preceduta da un appassionante inquadramento &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/08/cherubino-coreno-coreno-1706-napoli-1764/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenonilocardillo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1945" title="Prologo del prof. Nilo Cardillo al concerto" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenonilocardillo.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Lo scorso 2 agosto nella chiesa S. Margherita di Coreno Ausonio, a circa trecento anni dalla nascita, si è tenuto il primo concerto in onore di <strong>Cherubino Coreno</strong> (1706 &#8211; 1764) “<em>Maestro di stromenti di fiato</em>”  presso il Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli dal 1749 al 1762. L&#8217;esecuzione di alcune composizioni sue e di musicisti a lui contemporanei (Giuseppe Sammartini, Francesco Mancini, in conclusione anche il grazioso terzo movimento della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XjjhxFbCUFA">sonata in Fa maggiore HWV 405</a> di George Frideric Haendel) è stata preceduta da un appassionante inquadramento storico preparato dal preside <strong>Nilo Cardillo</strong>, artefice nell&#8217;ultimo anno di un entusiasmante lavoro di ricerca. Fortunatamente la rigorosa amministrazione delle istituzioni napoletane di quel tempo -quando regnava a Napoli l&#8217;illuminato Re Carlo Sebastiano di Borbone (1735-1759)-  teneva minuziosa traccia documentale di ogni cosa. Così il professore ha potuto accertare ad esempio che la domanda di iscrizione al Conservatorio era stata inizialmente inoltrata da un certo Francesco Coreno, fratello maggiore di Cherubino, il quale da tempo si era già stabilito nella città partenope. Cherubino in effetti fu il penultimo di numerosi fratelli. Nacque in uno degli undici &#8220;casali&#8221; che componevano l&#8217;abitato di Coreno e che portavano il nome delle famiglie che vi risiedevano. Fu proprio il caseggiato dei &#8220;Coreno&#8221;, peraltro prossimo alla chiesa di S. Margherita dove il certificato di battesimo del Cherubino è tuttora conservato, quello che diede al comune collinare il nome con cui è conosciuto sino ai nostri giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenoconcertochiesa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1947" title="Chiesa di S.Margherita gremita per il primo concerto in onore di Cherubino Coreno" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenoconcertochiesa.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Napoli era all&#8217;epoca una città culturalmente vivissima, tra le più splendide del mondo occidentale, capitale di un territorio che si spingeva -con la cosiddetta &#8220;Terra di Lavoro&#8221;- fino a gran parte della Ciociaria e del basso Lazio.<br />
Nel 1735, la chiave che aprì a Cherubino le porte dell&#8217;alta società e  del florido ambiente musicale di Napoli, fu il matrimonio con Fortunata  Piano, appartenente a una rinomata famiglia di musicisti. Così, il 30 dicembre 1748, essendo morto il maestro Don Paolo Pierro, i governatori del Conservatorio di Santa Maria di Loreto stimarono di &#8220;<em>eliggere alla carica altra persona capace et idonea</em>&#8221; e  dopo &#8220;<em>matura riflessione</em>&#8221; ravvisarono di aver identificato questa persona in Cherubino Coreno: &#8220;<em>virtuoso di oboe, flauto traverso e flauto dolce, quale con sua lode si è fatto conoscere molto addottrinato nella musica</em>&#8220;. L&#8217;atto di nomina prevedeva che il maestro, in cambio di 4 ducati al mese, insegnasse ogni mattina per 2 ore ai figlioli (per lo più orfani) destinati all&#8217;apprendimento di tali strumenti a fiato, con l&#8217;obbligo di &#8220;<em>fare concerti, <strong>e anco fare qualche composizione di simphonia</strong></em>&#8220;. E&#8217; stata proprio quest&#8217;ultima espressione a spingere Cardillo ad avventurarsi nella ricerca dei lavori musicali del Cherubino, portandolo alfine alla riscoperta della sola sua opera finora nota, pubblicata a Londra verosimilmente nell&#8217;anno 1750: &#8220;<a href="http://www.amazon.com/Sonatas-German-Violins-Thorough-Separate/dp/B0000CUL8R/ref=cm_wl_cp_al_pt"><em>Six Sonatas for two German Flutes or two violins with a thourough bass</em></a>&#8221; (&#8220;Sei sonate per due flauti traverso o due violini, con basso continuo&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenomusicisti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1946" title="Ensemble barocco di Napoli a Coreno, il 02/08/2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenomusicisti.jpg" alt="" width="358" height="239" /></a>Il flautista<strong> Tommaso Rossi</strong> che con  l&#8217; <em>Ensemble Barocco di Napoli</em> -da lui fondato- si è esibito nell&#8217;evocativo concerto della serata, ha osservato come la musica del Coreno si inserisca a pieno titolo nella fase di passaggio dal primo Settecento allo stile classico del XVIII secolo inoltrato, definito &#8220;stile galante&#8221;. Essa sarebbe caratterizzata da &#8220;<em>uno stile vivace, senza indulgere in impervie difficoltà tecniche, ma prediligendo una scrittura delicata e gradevole, specie negli adagi</em>&#8220;. Rossi ha rilevato anche come il fatto che il Cherubino suonasse diversi strumenti fosse in linea con la cultura tipica dei musicisti del &#8217;700, così come era tipico di quel periodo che gli strumentisti si cimentassero come compositori. Nondimeno l&#8217;essere pubblicati a Londra non era da tutti ed era il segno di una fama ulteriore. Londra rappresentava un mercato &#8220;competitivo&#8221;, uno dei pochi luoghi d&#8217;Europa dove la musica veniva stampata, cosa che ad esempio non avveniva a Napoli, da cui diffondevano solo manoscritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine del concerto, che ha visto la partecipazione entusiasta di un pubblico che gremiva curioso ogni posto disponibile, la cerimonia si è spostata nei pressi del vicino caseggiato dove il musicista corenese è nato e vissuto sino a maturità. Il sindaco Domenico Corte, alla presenza del sacerdote e delle altre persone intervenute, ha intitolato a Cherubino Coreno il nome di un suggestivo vicolo del paese e ha scoperto, in uno slargo dell&#8217;antico borgo, una targa di marmo in suo onore e ricordo.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenotarga.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1942" title="Scoprimento di una targa commemorativa in onore del musicista Cherubino Coreno (02/08/2011)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenotarga.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ambiente Lavoro 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 12 May 2011 18:45:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Guariniello]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; difficile preoccuparsi della sicurezza nei luoghi di lavoro in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo in Italia. Eppure dal 3 al 5 maggio si è tenuto nel quartiere fieristico di Bologna il XIII Salone sulla salute e la sicurezza di lavoro, un&#8217;iniziativa nata nel 1990, quando pure la sensibilità per queste tematiche era molto inferiore a quella di oggi. Il salone &#8220;Ambiente Lavoro&#8221; si rivolge a quanti, a diverso titolo, operano nel settore. Circa il 40% dei visitatori è costituito da figure espressamente individuate dal &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/05/ambiente-lavoro-2011/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/ambientelavoro2011marchio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1802" title="Marchio della manifestazione Ambiente Lavoro" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/ambientelavoro2011marchio.jpg" alt="" width="280" height="264" /></a>E&#8217; difficile preoccuparsi della sicurezza nei luoghi di lavoro in un momento di crisi economica come quello che stiamo vivendo in Italia. Eppure dal 3 al 5 maggio si è tenuto nel quartiere fieristico di Bologna il <strong><a href="http://www.ambientelavoro.it">XIII Salone sulla salute e la sicurezza di lavoro</a>,</strong> un&#8217;iniziativa nata nel 1990, quando pure la sensibilità per queste tematiche era molto inferiore a quella di oggi. Il salone &#8220;<strong>Ambiente Lavoro</strong>&#8221; si rivolge a quanti, a diverso titolo, operano nel settore. Circa il 40% dei visitatori è costituito da figure espressamente individuate dal Testo Unico (D.Lgs 81/2008) a costituire il sistema aziendale di prevenzione: RSPP, ASPP, RLS, preposto, medico del lavoro. Un ulteriore 25% è costituito da consulenti e tecnici. L&#8217;edizione precedente (2009) aveva visto la partecipazione di 166 espositori e 13.721 visitatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/ambientelavoro2011vega.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1757" title="Uno dei convegni, dedicato alla sicurezza elettrica." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/ambientelavoro2011vega.jpg" alt="" width="340" height="226" /></a><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/ambientelavoro2011teatro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1761" title="Rappresentazione didattica organizzata dall'Osservatorio sulla Prevenzione di Modena" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/ambientelavoro2011teatro.jpg" alt="" width="340" height="226" /></a>La manifestazione è una vetrina per le aziende che offrono dispositivi e prodotti per la tutela dei lavoratori e il confort del lavoro oppure servizi e materiale informativo per gli adempimenti prescritti dalla Legge. Ma con i tanti convegni in programma (circa 180), di argomento più diverso, l&#8217;incontro è anche un&#8217;occasione di formazione, aggiornamento e divulgazione (in una sala sono state inscenate delle rappresentazioni teatrali con il coinvolgimento del pubblico). Uno dei convegni ha visto la partecipazione del procuratore aggiunto di Torino <strong>Raffaele Guariniello</strong>, noto per il suo impegno in favore del diritto dei lavoratori alla salute e alla sicurezza, e protagonista della causa contro i vertici della Thyssen Krupp, la cui recente sentenza di condanna rappresenterebbe una pietra miliare della giurisprudenza non solo per quanto concerne la  responsabilità in materia di sicurezza del lavoro, ma anche sotto il profilo di quella penale e di quella amministrativa della  persona giuridica. Per la prima volta sarebbe stata riconosciuta la natura dolosa per il datore di lavoro e la responsabilità colposa per il gruppo dirigente.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2010 sono stati oltre 700 mila gli infortuni sul lavoro in Italia, circa 1.080 i lavoratori che hanno perso la vita sul lavoro e circa 300 i morti a  seguito di una malattia professionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/ambientelavoro2011corridoio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1756" title="Ambiente lavoro, Bologna 2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/ambientelavoro2011corridoio.jpg" alt="" width="560" height="372" /></a></p>
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		<title>Adsl a Coreno Ausonio!</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2011/02/adsl-a-coreno-ausonio/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 19:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[wireless]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi Telecom Italia ha avviato una campagna di promozione telefonica per la sottoscrizione anche a Coreno Ausonio del servizio “Internet Senza Limiti” ADSL fino a 7 Mega. Sembra che per ora la connessione non possa essere consentita per un numero illimitato di utenze. Nondimeno si tratta di un salto di qualità notevole per chi è abituato a navigare con chiavette che in genere registrano una velocità di soli 50-100 kbyte/secondo. Nella cronica mancanza dell&#8217;adsl che affliggeva Coreno Ausonio da anni, solo una decina di giorni fa era stata pubblicamente presentata &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/02/adsl-a-coreno-ausonio/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Oggi  Telecom Italia ha avviato una  campagna di promozione telefonica per la sottoscrizione anche a Coreno Ausonio del servizio  “Internet Senza Limiti” ADSL fino a 7 Mega. Sembra che per ora la  connessione non possa essere consentita per un numero illimitato di utenze. Nondimeno si tratta di un salto di qualità notevole per chi è  abituato a navigare con chiavette che in genere registrano una velocità  di soli 50-100 kbyte/secondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella cronica mancanza dell&#8217;adsl che affliggeva Coreno Ausonio da anni, solo una decina di giorni fa era stata pubblicamente presentata a scopi commerciali l&#8217;alternativa di una più costosa e meno prestante connessione wireless. La notizia dell&#8217;attivazione dell&#8217;adsl via cavo da parte della Telecom è arrivata del tutto inaspettata, rimbalzando nella stessa rete  e diffondendosi rapidamente tra le persone e aziende del paese   interessate.</p>
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		<title>Che bella giornata</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 19:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei cinema dallo scorso 5 gennaio, &#8220;Che bella giornata&#8221; (Italia, 2011) ha già superato i 30 milioni di euro di incasso e sembra destinato ad avvicinarsi ai 50, per collocarsi al primo posto tra i film italiani più redditizi di ogni tempo, dietro solo al film straniero &#8220;Avatar&#8221; (Usa &#38; Uk, 2009 &#8211; 65,7 M€). Di rado ai nostri giorni, in un prodotto mediatico così popolare, si riesce a scorgere un lavoro artistico di qualità assieme alla tessitura profonda di una bella morale. Nella trama, il musicista  e comico Checco &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/01/che-bella-giornata/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/chebellagiornatalocandina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1580" title="Locandina del film" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/chebellagiornatalocandina.jpg" alt="" width="255" height="340" /></a>Nei cinema dallo scorso 5 gennaio, &#8220;<strong>Che bella giornata</strong>&#8221; (Italia, 2011) ha già superato i 30 milioni di euro di incasso e sembra destinato ad avvicinarsi ai 50, per collocarsi al primo posto tra i film italiani più redditizi di ogni tempo, dietro solo al film straniero &#8220;<em>Avatar&#8221;</em> (Usa &amp; Uk, 2009 &#8211; 65,7 M€).</p>
<p style="text-align: justify;">Di rado ai nostri giorni, in un prodotto mediatico così popolare, si riesce a scorgere un lavoro artistico di qualità assieme alla tessitura profonda di una bella morale. Nella trama, il musicista  e comico Checco Zalone (nella parte di se stesso) incarna i peggiori difetti dello stereotipo dell&#8217;italiano meridionale. Alla simpatia, alla spiccata socialità, alla generosa ospitalità fanno da contrappunto le lacune di istruzione scolastica, il disinteresse per le arti e la cultura, la mancanza di ogni riguardo per le regole di convivenza civile, l&#8217;approssimazione nel  lavoro, la spavalderia con l&#8217;altro sesso, l&#8217;egotismo per il proprio apparire, ben simboleggiato dall&#8217;auto fuoriserie modificata  con impianto gpl.</p>
<p style="text-align: justify;">A questi aspetti in qualche modo &#8220;tradizionali&#8221; della commedia italiana si aggiunge una sottile irriverenza verso le religioni e la gerarchia cattolica in particolare. Motivo quest&#8217;ultimo che trova il suo epilogo più dissacrante nella robusta pacca, amichevole ma fin troppo familiare, assestata al papa in una scena in cui il pontefice si trova tra la folla in Vaticano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma al di là degli atavici difetti, il bilancio della <em>forma mentis</em> italiana si riscopre alfine positivo. Il padre che confessa candidatamente di ritrovarsi con l&#8217;esercito in missione in Iraq  solo per pagare il mutuo della casa rivela  in modo disarmante lo scarso  amor patrio che contraddistingue noi italiani. Nondimeno nel film traspare il desiderio  -<em>molto italiano-</em> di uno stile di vita spensierato, intenso e socialmente gratificante, con un po&#8217; di presuntuoso etnocentrismo forse, ma aperto, pacifico e tollerante verso tutti, che non si lascia incantare dal fanatismo o dai miraggi di quelle ideologie,  di matrice politica o religiosa, che portano non di rado alla guerra o alla violenza.</p>
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		<title>Maddalena, marcia per l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 10:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nome di &#8220;Coreno Ausonio&#8221; ben stampigliato sul petto, sin da quando è partito, in questa straordinaria camminata attraverso le Regioni italiane, il 3 novembre scorso, dalla Piazza Unità d&#8217;Italia di Trieste con il molo dei bersaglieri davanti, presenti labari e bandiere di ogni rappresentanza militare. Sulla tuta di Michele Maddalena (classe 1940, insegnante in pensione), ben in vista anche il nome di Formia  (Lt) sua città natale,  dell&#8217;Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, dell&#8217;Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, un ente morale fondato nel &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/12/maddalena-corridore-per-litalia/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenacoreno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1537" title="Michele Maddalena" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenacoreno.jpg" alt="" width="255" height="340" /></a>Il nome di &#8220;<strong>Coreno Ausonio</strong>&#8221; ben stampigliato sul petto, sin da quando è partito, in questa straordinaria camminata attraverso le Regioni italiane, il 3 novembre scorso, dalla Piazza Unità d&#8217;Italia di Trieste con il molo dei bersaglieri davanti, presenti labari e bandiere di ogni rappresentanza militare. Sulla tuta di <strong>Michele Maddalena</strong> (classe 1940, insegnante in pensione), ben in vista anche il nome di Formia  (Lt) sua città natale,  dell&#8217;Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, dell&#8217;Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, un ente morale fondato nel 1923 che richiede ai suoi associati, tra le altre cose, &#8220;la rigida osservanza delle leggi  dell’onore e del dovere in ogni atto della vita privata e pubblica&#8221;. Il Sindaco  di Coreno Ausonio (Fr), Domenico Corte, al suo arrivo  nel centro del  paese, alle ore 12 del 10 dicembre 2010, lo ha omaggiato di un fascio di  fiori che il &#8220;maratoneta&#8221; ha subito deposto ai piedi del Monumento ai  caduti in guerra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenaraccoglimentoconsindaco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1538" title="Raccoglimento con il Sindaco di Coreno Ausonio davanti al Monumento ai caduti" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenaraccoglimentoconsindaco.jpg" alt="" width="255" height="340" /></a>A Coreno lo legano persone ed amicizie, ma un vincolo speciale si è saldato &#8220;<em>in u</em><em>na splendida sera dello scorso agosto </em>-ricorda Maddalena- <em> un&#8217;immagine di serenità e amore che porto negli occhi e nel cuore</em>&#8220;. In quella circostanza era venuto a Coreno Ausonio per presentare pubblicamente il libro &#8220;La maledizione di Lucia&#8221;, un racconto ambientato nella seconda metà del XIX secolo nella cui trama fa capolino anche il corenese <strong>Giovanni Costanzo</strong>, uno dei cinquecento soldati che morirono in Abissinia nella battaglia di Dogali il 26 gennaio 1887. Il sacrificio di quel massacro è ricordato dall&#8217;omonima piazza di fronte alla Stazione Termini di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">La marcia del prof. Michele Maddalena si è snodata per oltre un migliaio di kilometri, non di rado sotto una pioggia incessante. Da Trieste a Redipuglia, poi Gorizia, Udine, Pordenone, Vittorio Veneto, Trento, Bassano del Grappa, Treviso, Venezia, Mestre. &#8220;&#8221;<em>L&#8217;indomani mattina, fresco e riposato, attraverso il ponte della Libertà </em>-racconta Maddalena- <em>e vado alla sede della Regione Veneto. Devo faticare non poco per far capire, ad una signora della Segreteria del Presidente, quello che sto facendo. La signora prende la pergamena e va via. Dopo oltre un&#8217;ora torna per dirmi che il Presidente non c&#8217;è perché è sulle zone alluvionate. &#8220;Comunque noi non vi abbiamo mai autorizzato </em>-aggiunge la donna- <em>ad utilizzare lo stemma della Regione. </em><em> Anche per fare la fiera della zucca occorre il permesso. Per cui lei deve togliere lo stemma dalla pergamena.&#8221; Alla mia precisazione che detto stemma è stato prelevato da internet, la signora ribadisce la faccenda della zucca e aggiunge che a giorni si riunirà la Giunta Regionale per deliberare che la Regione Veneto non aderisce all&#8217;iniziativa. Non raccolgo l&#8217;adesione del Presidente Zaia, </em>-si rammarica Maddalena- <em>ma l&#8217;episodio imprime alla mia marcia il crisma di cosa giusta e sacrosanta</em>&#8220;&#8221;.<br />
Uno spaccato impietoso delle distanze. Tra le diverse Regioni italiane certo, tra il Nord e il Sud della penisola, ma  forse soprattutto tra il mondo quotidiano delle persone e quello fanatico e dorato dei palazzi della politica di propaganda.</p>
<p style="text-align: justify;">A Rovigo Maddalena trova un clima più cordiale: il Presidente della Giunta Provinciale lo incarica di portare i suoi saluti ai polesani dell&#8217;Agro Pontino. Poi la marcia tocca Reggio Emilia (città della bandiera tricolore), quindi Bologna con arrivo in Piazza del Nettuno, con la scorta dei Vigili Urbani e l&#8217;occhio curioso della gente. Si continua con Rimini e Senigallia, sotto la pioggia. Ad Ancona si tiene una breve cerimonia nella sede della Regione Marche. La marcia prosegue quasi senza sosta tra Fossato di Vico e Ponte San Giovanni. La Presidente della Regione Umbria è la prima che firma personalmente la pergamena. Poi fino a Rieti finalmente il sole. Quindi  il tratto da Cassino a Coreno. La marcia riprenderà il 19 dicembre da Antrodoco a L&#8217;Aquila.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Coraggio e incoscienza</em>&#8221; tra le motivazioni di questa impresa, ammette  lo scrittore. Ma nel 150° dell&#8217;unità d&#8217;Italia quello di Michele Maddalena vuole essere prima di ogni altra cosa &#8220;<em>un messaggio di italianità da far sottoscrivere ai Presidenti di tutte le Regioni affinché l&#8217;Italia sia una Nazione libera, democratica e indivisibile</em>&#8220;.<br />
Anche in ricordo dei tanti soldati caduti nelle guerre. Quasi tutti non avevano raggiunto i trent&#8217;anni &#8211; osserva Maddalena. E la maggior parte di costoro, a dispetto di certe velleità separatiste di oggi, (un po&#8217; come  il nostro Giovanni Costanzo) venivano  dal Meridione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenamonumentoguerracoreno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1521" title="Michele Maddalena depone dei fiori ai piedi del monumento ai caduti di Coreno Ausonio" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenamonumentoguerracoreno.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
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		<title>L&#8217;inchiesta, quotidiano locale</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 12:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esce oggi in edicola un nuovo giornale -L&#8217;inchiesta- &#8220;quotidiano dell&#8217;alta Terra di Lavoro e della Ciociaria&#8220;. Il suo direttore Stefano Di Scanno si è già cimentato (10-15 anni or sono) in altre iniziative editoriali lodevoli, come il Corriere del Sud Lazio, un settimanale di approfondimento sul territorio meridonale delle province di Frosinone e Latina. Il più grande titolo interno del nuovo quotidiano è dedicato alla cava Cese di Cervaro (Fr). Il sito della cava è stato utilizzato in passato come discarica di rifiuti solidi urbani. Era previsto che i rifiuti &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/12/linchiesta/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esce oggi in edicola un nuovo giornale -<strong>L&#8217;inchiesta</strong>- &#8220;<em>quotidiano dell&#8217;alta Terra di Lavoro e della Ciociaria</em>&#8220;. Il suo direttore Stefano Di Scanno si è già cimentato (10-15 anni or sono) in altre iniziative editoriali lodevoli, come il <em>Corriere del Sud Lazio</em>, un settimanale di approfondimento sul territorio meridonale delle province di Frosinone e Latina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più grande titolo interno del nuovo quotidiano è dedicato alla cava Cese di Cervaro (Fr). Il sito della cava è stato utilizzato in passato come discarica di rifiuti solidi urbani. Era previsto che i rifiuti fossero poi trasferiti presso l&#8217;impianto di Colfelice. Di fatto il materiale accumulato (non solo rifiuti urbani ma probabilmente anche altro di dubbia provenienza) è stato semplicemente ricoperto di terra. Il Comune di Cervaro avrebbe di recente aperto un cantiere di scavi sul posto senza precisarne l&#8217;esatta finalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel primo numero de L&#8217;inchiesta scorgo qualche ingenua pecca di impaginazione. Ad esempio leggendo i titoli si fa fatica a individuare l&#8217;ambito trattato perché manca a inizio pagina un nitido riferimento alla località, all&#8217;istituzione territoriale o al tema generale (<em>ma sono state apportate delle correzioni già al secondo numero, n.p.</em>). Ambigua la strizzatina d&#8217;occhio, in un paio di articoletti, alla fazione politica che governa l&#8217;Italia. Si cita un dato di fiducia a Berlusconi prossimo al 55%. Irreale e grottesco alla luce anche della gravissima crisi politica ed economica che si sta abbattendo sul nostro Paese proprio in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, unendoci agli auspici di altri, ci auguriamo che questa nuova testata sia all&#8217;altezza del suo titolo e, dando spazio a idee libere e diverse, possa guadagnarsi  nel tempo  il prestigio d&#8217;un riferimento  imparziale e prezioso per lo sviluppo sociale, culturale e democratico di cui ha bisogno la nostra terra.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/linchiesta-021210.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1487" title="Prima pagina del Primi numero de L'Inchiesta" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/linchiesta-021210.jpg" alt="" width="560" height="396" /></a></p>
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		<title>Gli Italiani e l&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 19:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sul quotidiano La Repubblica il sociologo Ilvo Diamanti presenta un sondaggio condotto dall&#8217;Osservatorio Demos-Coop sugli &#8220;italiani e l&#8217;informazione&#8221;. Il sondaggio è stato condotto tra il 18 e il 22 ottobre e le persone intervistate, da 15 anni in su, sono state 1310. Tra le fonti di informazione utilizzate quotidianamente rimane dominante il ruolo della televisione (83%, in lieve calo). Seguono la radio (43%, in crescita), internet (38%, cresce decisamente) e i quotidiani (34%, in crescita). Per quanto riguarda i telegiornali il dato più appariscente  è il sensibile declino della &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/10/gli-italiani-e-linformazione-la-repubblica/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi sul quotidiano<strong> La Repubblica</strong> il sociologo Ilvo Diamanti presenta  un sondaggio condotto dall&#8217;Osservatorio Demos-Coop sugli &#8220;italiani e  l&#8217;informazione&#8221;. Il sondaggio è stato condotto tra il 18 e il 22 ottobre  e le persone intervistate, da 15 anni in su, sono state 1310. Tra le fonti di informazione utilizzate quotidianamente rimane dominante il ruolo della televisione (83%, in lieve calo). Seguono la radio (43%, in crescita), internet (38%, cresce decisamente) e i quotidiani (34%, in crescita).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i telegiornali il dato  più appariscente  è il sensibile declino della fiducia nei confronti del Tg1 diretto da  Minzolini e del Tg5 diretto da Mimun. Da questo punto di vista Rai e Mediaset sembrano condividere un unico destino come fossero&#8230; la stessa impresa. Significativo l&#8217;aumento di credibilità di <strong>Rai News 24</strong>, una rete che probabilmente gli Italiani stanno imparando a conoscere, regione dopo regione, con la diffusione del digitale terrestre. Rai News 24 dispone di una schiera di giornalisti dai  volti non troppo noti, ma autorevoli e motivati, diretti da Corradino  Mineo, conduttore che spicca per professionalità, concretezza,  imparziale incisività.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fiduciatg2010.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1031" title="Fiducia nei Tg confronto 2007-2010" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fiduciatg2010.jpg" alt="" width="560" height="376" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i programmi di approfondimento e di inchiesta, <strong>Ballarò</strong> condotto da Giovanni Floris si conferma il programma più affidabile secondo l&#8217;opinione degli Italiani. Seguono <strong>Report </strong>di Milena Gabanelli<strong> </strong>e <strong>Anno Zero</strong> di Michele Santoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fiduciainfotv2010.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="Fiducia degli italiani nei programmi di approfondimento della Tv" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fiduciainfotv2010.jpg" alt="" width="560" height="402" /></a>E&#8217; da notare come per il 55% degli italiani il peso economico e mediatico di Berlusconi danneggi la libertà di informazione (tre anni fa lo pensava il 52%). E&#8217; questa l&#8217;opinione anche di Ilvo diamanti che tuttavia conclude il suo resoconto osservando: &#8220;<em>non basteranno leggi e nuove regole a ridimensionare l&#8217;influenza del Cavaliere. Perché viviamo in un paese mediale plasmato da lui. Pensiamo di assistere alla vita in diretta. E invece viviamo una vita indiretta.</em>&#8220;</p>
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		<title>La generazione degli anni &#8217;60 e il cemento</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 11:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni generazione ha i suoi “miti”, bisogna riconoscerlo. Ad esempio gli anziani di 70-80 anni amano appiccare il fuoco ai propri pascoli o alle sterpaglie degli appezzamenti coltivati. Non sono agronomi, né chimici o biologi del suolo, eppure qualcuno deve avergli sicuramente detto che le fiamme rinvigoriscono il terreno e la vegetazione. Comunque, a causa delle leggi dello Stato Italiano e più ancora delle tiranniche leggi anagrafiche, la generazione dei pastori e agricoltori incendiari va lentamente estinguendosi. La  generazione successiva è quella degli anni ’60. Vissuto l’entusiasmo e l’ottimismo del &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/07/la-generazione-degli-anni-60-e-il-cemento/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/viagradiniantica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2001" title="Antica stradina collinare per animali da soma (Coreno Ausonio, Fr)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/viagradiniantica.jpg" alt="" height="300" /></a>Ogni generazione ha i suoi “miti”, bisogna riconoscerlo. Ad esempio gli anziani di 70-80 anni amano appiccare il fuoco ai propri pascoli o alle sterpaglie degli appezzamenti coltivati. Non sono agronomi, né chimici o biologi del suolo, eppure qualcuno deve avergli sicuramente detto che le fiamme rinvigoriscono il terreno e la vegetazione. Comunque, a causa delle leggi dello Stato Italiano e più ancora delle tiranniche leggi anagrafiche, la generazione dei pastori e agricoltori incendiari va lentamente estinguendosi.</p>
<p style="text-align: justify;">La  generazione successiva è quella degli anni ’60. Vissuto l’entusiasmo e l’ottimismo del rapido sviluppo economico, per costoro il mito è il <strong>cemento</strong>. Perché? Così. C’è chi si commuove davanti a uno sterminato lago d’acqua color verde turchese e chi gongola solo davanti a una spianata di calcestruzzo. Misteri quasi insondabili dell’animo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse gli italiani nati in questi primi anni del nuovo secolo “sogneranno” di avere un appezzamento di terra in collina o in montagna, una casetta col tetto in coppi antichizzati appena nascosta tra i boschi o in mezzo agli ulivi, un luogo dove recarsi una o più volte all’anno, zaino in spalla,  ripercorrendo magari le vie di gradini e muri a secco costruite nei secoli col sudore di sapienti maestri della pietra. No, non le troveranno. Saran passati prima i loro nonni degli… anni ’60. E gli avran già lasciato in eredità, ben soddisfatti, la loro bella <strong>cementata</strong> grigio calcestruzzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/cementataviamontanaantica2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1128" title="Cementata sugli antichi gradini in pietra di una via montana " src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/cementataviamontanaantica2.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
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		<title>Le querce di Coreno</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 06:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
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		<description><![CDATA[Coreno Ausonio (FR) è situato tra rilievi collinari quasi sempre aspri e impervi. Una parte considerevole del territorio, ben noto ai paesi vicini, è stata sacrificata  all’estrazione del marmo. Eppure ancora la natura resiste intorno all’abitato, ad esempio con le querce che, fra pietre e ‘stramma’ (Ampelodesma tenax), si abbarbicano tenacemente ovunque sia possibile. Come osservava la scrittrice Susanna Tamaro, l’albero se ne sta sempre lì dove è nato: mite, quieto, senza poter influire su nessuna delle cose da cui dipende la sua sopravvivenza, in balia -senza potersi spostare- di &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/03/le-querce-di-coreno/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/03/quercetramonto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1500" title="Querce al tramonto in località Vallomanno di sopra (Dicembre 2010)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/03/quercetramonto.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Coreno Ausonio (FR) è situato tra rilievi collinari quasi sempre aspri e impervi. Una parte considerevole del territorio, ben noto ai paesi vicini, è stata sacrificata  all’estrazione del marmo. Eppure ancora la natura resiste intorno all’abitato, ad esempio con le<strong> querce</strong> che, fra pietre e <em>‘</em>stramma’ (<em>Ampelodesma tenax</em>), si abbarbicano tenacemente ovunque sia possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Come osservava la scrittrice Susanna Tamaro, l’albero se ne sta sempre lì dove è nato: mite, quieto, senza poter influire su nessuna delle cose da cui dipende la sua sopravvivenza, in balia -senza potersi spostare- di tutto quello che gli accadrà intorno durante la sua lunga vita. Ma l’albero che punteggia un costone sassoso dell’Italia centro-meridionale non è lo stesso che si può trovare in altri boschi o sconfinate foreste dell’Europa. E’ un combattente, un pioniere che lotta contro la scarsità del suolo, i forti venti che lo flagellano d’inverno, la calura, la siccità (a volte le fiamme), proprie della lunga estate mediterranea.</p>
<p style="text-align: justify;">In questa lotta per la sussistenza, la quercia non lascia trapelare nulla del suo sforzo, se  non la grazia delle sue fronde appena coriacee o dei rami robusti e rugosi dove -cacciatori permettendo- si posano talvolta degli uccelli a ispezionarne i dintorni. Ma la stupidità è umana. Capita che ce se n’infischi della maestà di piante quasi centenarie. E ancor più delle lontane minacce di inquinamento e riscaldamento globale che pure echeggiano sempre più spesso sui mezzi di informazione. Così, motosega alla mano, per un’infornata di legna o una manciata di euro, si abbattono esemplari quasi <em>eroici</em> di queste piante, anche laddove è improbabile che ne ricresceranno altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto nelle persone meno giovani spesso manca ogni sensibilità verso la natura e la<strong> tutela del paesaggio</strong> come patrimonio collettivo, ma anche solo un briciolo di consapevolezza civica. Si dovrebbe fare a gara tutti non nel calcolare minuscole convenienze, ma nell’avere premura anche degli altri e della terra in cui si vive.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/03/querciasecca.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-332" title="Una quercia che non ha resistito all'estate del 2003" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/03/querciasecca.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
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