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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Società</title>
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		<title>La generazione degli anni &#8217;60 e il cemento</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 09:29:06 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni generazione ha i suoi &#8220;miti&#8221;, bisogna riconoscerlo. Ad esempio gli anziani di 70-80 anni amano appiccare il fuoco ai propri pascoli o alle sterpaglie degli appezzamenti coltivati. Non sono agronomi, né chimici o biologi del suolo, eppure qualcuno deve avergli sicuramente detto che le fiamme rinvigoriscono il terreno e la vegetazione. Comunque, a causa delle leggi dello Stato Italiano e più ancora delle tiranniche leggi anagrafiche, la generazione dei pastori e agricoltori incendiari va lentamente estinguendosi.</p>
<p>La  generazione successiva è quella degli anni &#8217;60. Vissuto l&#8217;entusiasmo e l&#8217;ottimismo del rapido sviluppo economico, per costoro il mito è il <strong>cemento</strong>. Perché? Così. C&#8217;è chi si commuove davanti a uno sterminato lago d&#8217;acqua color verde turchese e chi gongola solo davanti a una bella spianata grigio calcestruzzo. Misteri quasi insondabili dell&#8217;animo umano.</p>
<p>Forse gli italiani nati in questi primi anni del nuovo secolo &#8220;sogneranno&#8221; di avere un appezzamento di terra in collina o in montagna, una casetta col tetto in coppi antichizzati appena nascosta tra i boschi o in mezzo agli ulivi, un luogo dove recarsi una o più volte all&#8217;anno, zaino in spalla,  ripercorrendo magari le vie di gradini e muri a secco costruite nei secoli col sudore di sapienti maestri della pietra. No, non le troveranno. Saran passati prima i loro nonni degli&#8230; anni &#8217;60. E gli avran già lasciato in eredità, ben soddisfatti, la loro bella cementata grigio calcestruzzo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/cementataviamontanaantica.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-938" title="Antica strada montana in pietra con colata di cemento (settembre 2009)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/cementataviamontanaantica.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
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		<title>Le querce</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 12:58:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Coreno Ausonio (FR) è situato tra rilievi collinari quasi sempre aspri e impervi. Una parte considerevole del territorio, come è ben noto ai paesi vicini, è stata sacrificata  all&#8217;estrazione del marmo. Eppure la natura ancora resiste intorno all&#8217;abitato, ad esempio con le querce che, fra pietre e &#8216;stramma&#8217; (Ampelodesma tenax), si abbarbicano tenacemente ovunque sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Coreno Ausonio (FR) è situato tra rilievi collinari quasi sempre aspri e impervi. Una parte considerevole del territorio, come è ben noto ai paesi vicini, è stata sacrificata  all&#8217;estrazione del marmo. Eppure la natura ancora resiste intorno all&#8217;abitato, ad esempio con <strong>le querce</strong> che, fra pietre e <em>&#8216;</em>stramma&#8217; (<em>Ampelodesma tenax</em>), si abbarbicano tenacemente ovunque sia possibile.</p>
<p>Come osservava la scrittrice Susanna Tamaro, l&#8217;albero se ne sta sempre lì  dove è nato: mite, quieto, senza poter influire su nessuna delle cose da cui dipende la sua sopravvivenza, in balia -senza potersi spostare- di tutto  quello che gli accadrà intorno. Ma l&#8217;albero che punteggia un costone sassoso dell&#8217;Italia centro-meridionale non è lo stesso che si può trovare in altri boschi o sconfinate foreste dell&#8217;Europa. <strong>E&#8217; un combattente</strong>, <strong>un pioniere</strong> che lotta contro la scarsità del suolo, i forti venti che lo flagellano d&#8217;inverno, la calura, la siccità (a volte le fiamme), proprie della lunga estate mediterranea.</p>
<p>In questa lotta per la sussistenza, la quercia non lascia trapelare nulla del suo sforzo, se  non la grazia delle sue fronde appena coriacee o dei rami robusti e rugosi dove -cacciatori permettendo- si posano talvolta uccelli a ispezionarne i dintorni. Ma la stupidità è umana. Capita che ce se n&#8217;infischi della maestà di piante quasi centenarie. E ancor più delle lontane minacce di inquinamento e riscaldamento globale che pure echeggiano sempre più spesso sui mezzi di informazione. Così, motosega alla mano, per un&#8217;infornata di legna o una manciata di euro, si abbattono esemplari <strong>quasi <em>eroici</em> </strong>di queste piante, anche laddove è improbabile che ne ricrescano altri.</p>
<p>Soprattutto nelle persone meno giovani spesso manca ogni sensibilità verso la natura e la<strong> tutela del paesaggio</strong> come patrimonio collettivo, ma anche solo un briciolo di consapevolezza civica. Si dovrebbe fare a gara tutti non nel calcolare minuscole convenienze, ma nell&#8217;avere premura anche degli altri e della terra in cui si vive.</p>
<p><img class="aligncenter" title="Una quercia che non ha resistito alla calda estate del 2003" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/querciasecca.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
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		<title>Premio di Poesia &#8220;L&#8217;Olocausto&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 17:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Uno dei cartelloni realizzato dai ragazzi della scuola primaria" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/premiopoesiaolocausto2.jpg" alt="" width="320" height="240" />Si è tenuta ieri a Coreno Ausonio (Fr) la premiazione del<em> </em><strong>I Concorso Nazionale di Poesia &#8220;<em>L&#8217;olocausto</em>&#8220;</strong>.  Il giorno è stato scelto per motivi organizzativi, ma il 4 febbraio, come ha ricordato il sindaco Domenico Corte, non è una data scevra di significato per la comunità corenese. Durante la seconda guerra mondiale, il 4 febbraio 1944, un bombardamento colpì un casolare di montagna dove si erano rifuggiate alcune famiglie e ne morirono 25 persone. La manifestazione ha visto sia il contributo di poeti di ogni parte d&#8217;Italia che si sono cimentati in una composizione lirica, sia di ragazzi delle scuole elementari e medie che, (sotto la direzione della preside Fernanda Carbone dell&#8217;Istituto Comprensivo di Ausonia), hanno preparato cartelloni e relazioni grafiche.<br />
Asciutta e pure toccante la testimonianza dell&#8217;ingegnere <strong>Nando Tagliacozzo</strong>, classe 1938, che deve la sua sopravvivenza dapprima al mero caso (l&#8217;appartamento in cui viveva fu risparmiato a scapito di un altro attiguo dove si dividevano altri membri della sua famiglia) e poi -per mesi- alla premura delle suore di un convento. Tagliacozzo ha osservato che gli episodi di solidarietà verso gli ebrei furono tanti (come quello del fascista Giorgio Perlasca che salvò 5200 ebrei)  ma sempre di tipo isolato o sporadico. Dal canto suo l&#8217;arcivescovo D&#8217;Onorio ha ricordato come in quel periodo dal porto di Gaeta, con la tacita complicità di tutti gli abitanti partissero, anche in pieno giorno, navi di ebrei in cerca di salvezza. L&#8217;assessore provinciale alla cultura Abbate, accennando appena alla Palestina, ha sottolineato come la guerra sia foriera di sofferenze per tutti. Tra le autorità militari (un segno di tempi nuovi) la tenente Vincenza Sannino, dei carabinieri di Pontecorvo. Presenti anche il sindaco di Ausonia e quello -Zenon Reszka- di Blonie, cittadina polacca da anni gemellata con Coreno Ausonio.</p>
<p><img class="alignleft" title="Antologia con disegno di copertina di Eliseo Belmonte" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/premiopoesiaolocaustoantologia.jpg" alt="" width="264" height="380" />I partecipanti al concorso letterario son stati <strong>153</strong>. La giuria ha effettuato una prima selezione per scegliere i 21 finalisti (circa il 14%) i cui lavori son stati pubblicati in una piccola antologia. Tra questi ne sono stati premiati 4. Il primo posto a Gerardo Vacana, di Gallinaro (Fr), che ha rievocato nella sua poesia la figura di <strong>Greta Bloch</strong>. Lei era una elegante e colta donna ebrea che, prima d&#8217;esser deportata, veniva a insegnar il tedesco o a far compere nel piccolo borgo ciociaro e che era stata, a Praga, compagna dello scrittore Franz Kafka (1883-1924). Il secondo posto a Fabiano Braccini, di Milano, che in forma oratoria ha tracciato le contrastanti storie di vita, prima di serenità poi di miseria indicibile, di 12 simboliche persone internate nei campi. Al terzo posto,  con la materna poesia &#8220;<em>Ninna nanna</em>&#8220;, Sarah Francesca Toich di Rettorgole (Caldogno,Vi).  Attrice, non è potuta essere presente a causa del lavoro in corso all&#8217;estero. Infine una menzione speciale al dodicenne Edoardo Razzino, di Ladispoli (Rm), con la poesia &#8220;<em>Solo un numero</em>&#8220;.<br />
Modesto il valore dei premi, ma il presidente della giuria esaminatrice, il poeta corenese <strong>Tommaso Lisi</strong>, ringraziando gli organizzatori per l&#8217;autonomia di cui ha goduto, ha tenuto a vantare quanto fosse di gran lunga più importante, non l&#8217;aspetto economico, ma la serietà, il rigore, l&#8217;onestà con cui si è proceduto fino alla graduatoria ultima. Interferenze esterne, ha spiegato Lisi, avrebbero comportato una mancanza di libertà e in definitiva avrebbero offeso proprio quelle vittime che -di mancanza di libertà- son state uccise.</p>
<p><img class=" alignnone" title="Al podio: Nando Tagliacozzo" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/premiopoesiaolocausto1.jpg" alt="Al podio testimonianza di Nando Tagliacozzo" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Il giorno della memoria</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 19:56:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A partire dall&#8217;anno 2001 &#8220;la Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz, Giorno della Memoria, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A partire dall&#8217;anno 2001 &#8220;<em>la Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell&#8217;abbattimento dei cancelli di Auschwitz, <strong>Giorno della Memoria</strong>, al fine di ricordare la </em><em>Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati</em>&#8220;.</p>
<p>Durante la seconda guerra mondiale lo sterminio, compiuto dal nazifascismo, di milioni di ebrei e di milioni di altri perseguitati, è stato tra gli eventi più orribili, se non il più orribile, dell&#8217;intera storia. Sì, è bene ricordare quei tragici anni che hanno offeso la stessa dignità di ciascun uomo sulla Terra. E tuttavia &#8220;rimuginare&#8221; solo sul passato non serve a molto. Ai giorni nostri non ci sono meno ingiustizie, meno violenze, meno intolleranze, meno offese alla dignità dei singoli, di quante ce ne furono allora.</p>
<p>In moltissime nazioni della terra le autorità costitituite hanno connotazioni più o meno dittatoriali. Persino in Paesi dalle solide istituzioni democratiche (compreso il nostro, <em>sic</em>) se ne possono cogliere delle tracce. Inoltre in varie parti del pianeta sono in corso guerre o guerriglie in cui le motivazioni di tipo etnico o pseudo-religioso di molti si confondono con la brama di potere o di guadagno di pochi. Non molto diversamente dai tempi di Hitler o Mussolini: maggioranze che opprimono minoranze o anche minoranze che opprimono maggioranze. Lo<span id="profile_status"><span id="status_text"> stesso spirito di sopraffazione che ha portato alla Shoah si può cogliere ovunque nel mondo. In questa giornata forse non ci si dovrebbe limitare in migliaia di celebrazioni, in modo quasi sterile, a rievocare un passato che non si ripeterà più uguale, ma potrebbe essere anche l&#8217;occasione per soffermarsi sulle discriminazioni, le ingiustizie, le limitazioni alla libertà, le arroganze o le cattiverie -gravi o meno gravi- dei potenti di oggi.</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span><span><img class="aligncenter" title="Ingresso del Museo della Resistenza a Toulouse, Francia meridionale" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/museoresistenzatoulouse.jpg" alt="" width="540" height="387" /><br />
</span></span></p>
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		<title>Ristrutturata la sede del Consultorio ad Ausonia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 10:21:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Il Sindaco di Ausonia distribuisce spumante agli astanti nellatrio di entrata" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/consultorioausoniasindaco.jpg" alt="" width="255" height="340" />Col sole basso vicino al tramonto in un clima piuttosto freddo, è stata inaugurata ieri la sede ristrutturata del <strong>Consultorio socio-familiare di Ausonia</strong> (FR).  Il Sindaco, dopo l&#8217;apertura di qualche bottiglia di spumante, ha guidato le persone presenti attraverso il rinnovato edificio sito nel cuore storico del piccolo comune ciociaro (2598 abitanti). Quando entriamo nella prima stanza, dalle pareti vivacemente colorate di rosso, rimango stupito nei miei ricordi. Non molti anni fa era adibita ad archivio comunale. Nel 2002 prestai servizio civile presso il Municipio e in una circostanza noi obiettori fummo incaricati di trasportare e sistemare in essa decine e decine di faldoni contenenti gazzette ufficiali e documenti vari. Allora, dietro una cigolante porta di legno si aprì davanti a noi una stanza scura e polverosa, con migliaia di fascicoli inseriti alla rinfusa negli scaffali alle pareti e sparsi letteralmente ovunque, a partire dal pavimento stesso su cui camminavamo.<br />
E&#8217; in uno slargo del corridoio che si tengono alcuni brevi discorsi. Il Sindaco <strong>Michele Moschetta </strong>si è dichiarato orgoglioso di questo &#8220;polo di eccellenza&#8221; la cui utenza raggiunge vari comuni del basso frusinate e anche della vicina provincia di Latina. Ha elogiato un lavoro che richiede &#8220;s<em>ensibilità, tatto e competenza</em>&#8221; e ha detto che l&#8217;Amministrazione ci teneva molto a riportare quanto prima il Consultorio nel centro storico del paese. Dal canto suo la responsabile di distretto per i Consultori, la signora Lina Iadecola, ha ringraziato sia il sindaco che l&#8217;assessore De Magistris per l&#8217;accoglienza nei nuovi confortevoli locali, e ha osservato come il Consultorio di Ausonia sia rimasto l&#8217;unico, nello spirito originario della legge (1975), a conservare un patrocinio così forte da parte del Comune ospitante.<br />
<img class="alignleft" title="La stanza rossa del consultorio, un tempo archivio del Comune" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/consultorioausoniastanzarossa.jpg" alt="" width="340" height="255" />Sembra che il Consultorio di Ausonia sia stato tra i primi ad essere istituito, grazie molto all&#8217;impegno -oltre 30 anni fa- dell&#8217;allora amministratore <strong>Michele  Thomas</strong>. L&#8217;anziano Thomas, conosciuto  anche come artista  per le stimabili opere scultoree in pietra, ha ricordato le difficoltà delle origini, quando il presidio sanitario fu allocato nei locali inveterati di quella che era stata una volta una scuola e che allora ospitava anche il Comune e la Biblioteca. Ha ricordato ironicamente che quando arrivavano degli ispettori dalla Regione, fosse per il Consultorio o per la Biblioteca, si mostravano loro sempre solo le medesime stanze (più decorose) del piano terra (sic). In effetti la sede era stata chiusa nel febbraio 2006 a causa dell&#8217;aggravarsi delle infiltrazioni d&#8217;acqua proprio nei piani superiori.<br />
Ma proseguiamo la visita in quella che dovrebbe diventare la sala riunioni. Li ci raggiunge il prete e dei fogliettini vengono distribuiti meticolosamente a tutti come a scolaretti. La corrente elettrica va via, ma il testo della preghiera viene letto nella penombra dal prete stesso. Solo quando accenna &#8220;<em>a bambini che non sono nati per difficoltà di altri</em>&#8220;, mi ricordo che i Consultori son qualcosa di prettamente&#8230; laico e di non troppo gradito al clero.<br />
A riunione sciolta, l&#8217;assistente sociale Rita Martufi continua a spiegare alla giornalista Romina D&#8217;Aniello (Ciociaria Oggi), la funzione e l&#8217;importanza dei Consultori nella prevenzione, sottolineando la disponibilità ad accogliere in particolare gli adolescenti, e ricordando che si garantisce sempre a chiunque la totale privatezza. Ad Ausonia lavora una squadra di diverse figure professionali: due assistenti sociali, un&#8217;ostetrica, un&#8217;infermiera e un&#8217;ausiliaria socio sanitaria (a tempo pieno); uno psicologo, un ginecologo e un pediatra (un giorno a settimana).<br />
<img class="aligncenter" title="Edificio del consultorio di Ausonia, ristrutturato, nel centro storico del Comune" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/consultorioausoniaristrutturato.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Morte a Grosseto</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 20:44:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Sul posto il personale sanitario di emergenza" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/morteagrosseto.jpg" alt="" height="300" />Sabato sera, ore 21 circa, stazione ferroviaria di Grosseto. Seduto su una panchina, in un angolo di disimpegno della hall, un anziano sembra dormire profondamente con la testa reclinata indietro contro il muro e la bocca vistosamente spalancata in aria, verso il soffitto. La testa glabra, il volto magro fermo in quell&#8217;insolita espressione in cui sembrava urlare al cielo, sarebbero potuti stare in un quadro di Munch. Quando mi avvicino in quei pressi una donna mi chiede premurosa: &#8220;<em>Scusi&#8230; secondo lei quel signore sta dormendo? Non è morto, vero?</em>&#8221; Lo osservo con più attenzione. Le mani abbandonate a terra, la pancia rotonda molto pronunciata, il corpo rigidamente immobile. &#8220;<em>Bisognerebbe avvertire qualcuno</em>&#8221; le rispondo, e con aria apparentemente indifferente, torno alla macchinetta per stampare i biglietti. Ma si avvicina un signore che sta già parlando a telefono con la polizia:  &#8220;<em>No, no&#8230;Ho ritenuto solo di fare il mio dovere civico, ma non voglio altre incombenze&#8230; Se vuole le posso dare il nome del ferroviere che è qui con me&#8230;</em>&#8221; Macché. Il ferroviere, un tipo grassoccio con una camicia sbottonata e un ciondolo sul petto, col dito gli fa cenno di no.<br />
Tra gli altri sopraggiunge -concitato- un trentenne. Lamenta che un treno per Follonica è partito in anticipo e protesta per la perdita della coincidenza. Un&#8217;impiegata, che ha appena chiuso lo sportello, esce dalla biglietteria e chiama il 118. &#8220;<em>Qui in stazione, su una sedia, c&#8217;è una persona morta&#8230;</em>&#8221; -i colleghi le fanno qualche cenno- &#8220;<em>beh sì, intendo dire&#8230; apparentemente morta</em>&#8220;. Dopo un po&#8217; il tizio che ha perso il treno ritorna a protestare proprio con questa impiegata, che alla fine sbotta: &#8220;<em>Senta, prenda pure il successivo, mi dispiace, ma qui abbiamo cose più serie! C&#8217;è un morto lì, lo vede</em>?&#8221;. &#8220;<em>Ma perché, il morto è quello</em>?&#8221; -risponde incredulo il giovane- &#8220;<em>Scusate. Non avevo capito un ca..o, non avevo capito un ca&#8230;o</em> &#8230;&#8221;, ripete. &#8220;<em>Eh&#8230; infatti!</em>&#8221; Aggiunge sarcastica la donna. Si ingenera un po&#8217; di assembramento. Più di qualche astante mormora qualcosa oppure esclama compassionevolmente: &#8220;<em>Poverino!</em>&#8220;.  Un nero fissa silenziosamente la salma. Dopo una decina di minuti arriva l&#8217;ambulanza. Dapprima le tre operatrici mediche gli danno un&#8217;occhiata con calma. Poi un&#8217;infermiera, quasi di corsa, va a prendere qualcosa. Ma sembra uno scrupolo inutile. Quasi subito ricoprono il corpo con un lenzuolo e cominciano a compilare cartelle burocratiche.<br />
Oggi leggo sui giornali che l&#8217;anziano sarebbe morto a causa di un infarto fulminante. Classe 1932, era originario della Sicilia ma risiedeva in Toscana. Insieme a queste informazioni i quotidiani riportano qualche colorita sciocchezza.  <strong><em>Il Tirreno</em></strong> titola: &#8220;<em>Accende l&#8217;ultima sigaretta e muore</em>&#8220;. L&#8217;articoletto riferisce di un corpo accasciato su una panchina e di volanti della polizia che, allertate dalle numerose chiamate di passanti, sarebbero sopraggiunte subito. <strong><em>La Nazione</em></strong> riporta solo un trafiletto in cui dice che &#8220;<em>sembrava addormentato con la sigaretta in bocca</em>&#8220;. <strong><em>Il Corriere della maremma</em></strong> non fa cenno alla sigaretta, ma riporta che &#8220;<em>è stato visto accasciarsi</em>&#8220;, che &#8220;<em>sono stati immediati, quanto inutili i soccorsi, arrivati in pochi minuti.</em>&#8221; Parla non solo di &#8220;<em>manovre di rianimazione che non hanno avuto l&#8217;effetto sperato</em>&#8220;, ma anche di &#8220;<em>primi tentativi effettuati dalle persone</em>&#8220;. In realtà, per quanto abbia visto io, solo il ferroviere con la camicia sbottonata si è lanciato in un rudimentale tentativo di svegliarlo: ha battuto vigorosamente le mani davanti alla sua faccia e poi gli ha gridato forte, nel tipico accento toscano: &#8220;<em>Nonnooo!</em>&#8221; Ma nessuno scuotimento. Il &#8220;nonno&#8221; da tempo doveva aver già preso, tutto solo, il suo treno.</p>
<p><img class="alignnone" title="Il corridoio di attesa della stazione dove si è consumato il macabro evento." src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/attesastazionegrosseto.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
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		<title>Vicoli di Coreno 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 13:09:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Spoglio del granturco (scartocciatura) in piazzetta Carelli a Coreno Ausonio" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/vicoli2009spogliogranturco.jpg" alt="" width="270" height="360" />Ieri 12 settembre si è tenuta nel nostro paese la V edizione de “<strong>I Vicoli di Coreno</strong>”, manifestazione di “<em>arte, cultura e tradizione</em>”per rievocare atmosfere, sapori, suoni d&#8217;un tempo non troppo lontano. Le zone interessate sono state quelle dei <em>Lorme, Tucci, Ponte, Rollagni e Carelli.</em> Proprio nella piccola piazzetta dei Carelli è stata rappresentata una scenetta dialettale sulla storica rivalità tra Ausonia e Coreno Ausonio. Secondo una bizzarra leggenda gli antichi corenesi avrebbero pensato di stendere delle lenzuola sulla sommità dei loro monti per impedire che i raggi del sole raggiungessero le fertili terre della vicina Ausonia. Cliccando i seguenti link si può visionare, in due parti, l&#8217;intera rappresentazione: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=IFJA_dPSxXk&amp;eurl=http%3A%2F%2Fwww.mariadisiena.it%2F&amp;feature=player_embedded">Abbugliamo gliu sole parte 1/2</a> (8:23) e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=ofFNrnceVB8&amp;eurl=http%3A%2F%2Fwww.mariadisiena.it%2F&amp;feature=player_embedded">Abbugliamo gliu sole parte 2/2 </a>(3:04).</p>
<p>Lungo il percorso della manifestazione sono stati allestiti stand enogastronomici ed esposizioni di foto storiche e antichi strumenti di vita e di lavoro, oltre ad oggetti artigianali di vario tipo. La serata è stata allietata da gruppi di virtuosi musici dalle familiari sonorità dell&#8217;Italia meridionale. Qualche problema nell’acustica dei dialoghi teatrali (dovuto anche all’afflusso notevole e chiassoso dei visitatori), ma l’organizzazione dell&#8217;evento -ormai ben sperimentata- è stata puntuale ed efficiente.</p>
<p><img class="alignnone" title="Balli tradizionali in piazzetta Carelli verso la fine della serata" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/vicoli2009fineserata.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Coreno Ausonio (FR): amministrative 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 20:42:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Manifesti post elettorali e ringraziamenti della lista vincente" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/graziecoreno2009.jpg" alt="" width="340" height="255" />Una settimana fa -8 giugno 2009- la svolta. Lontani i tempi in cui la lista civica di opposizione, in netta minoranza di consensi, si presentò alle comunali con soli&#8230; 3 candidati (1990). Quest&#8217;anno scadevano i 10 anni di doppio mandato del Sindaco uscente Antonio Gargano e l&#8217;occasione si è rivelata propizia per un rinnovamento generale della classe amministrativa. Il clima politico si è arricchito del coinvolgimento in prima persona di molti giovani e di candidati vari alla prima esperienza elettorale. Per la prima volta è stata candidata una donna a sindaco, soprattutto per la prima volta si sono costituite <strong>tre liste</strong> in luogo delle canoniche due. Grazie anche a queste novità, la campagna elettorale sembra essersi svolta (diversamente dalle ultime tornate) senza eccessive pressioni o tensioni, con un accresciuto senso della democrazia.</p>
<p><em>Mario Parente</em> era candidato a sindaco per la lista &#8220;<strong>Tutti insieme per Coreno</strong>&#8220;, a proseguire la linea di potere che in paese ha prevalso praticamente incontrastata dal dopoguerra fino ad oggi; <em>Margherita Di Siena</em> era alla testa di &#8220;<strong>Nuovi Valori</strong>&#8220;, un esperimento politico di recentissima costituzione che ha scalfito un po&#8217; gli equilibri tradizionali, ma senza catturare grossi consensi (<a href="http://www.nuovivalori.coreno.it" target="_blank">www.nuovivalori.coreno.it</a>); <em>Domenico Corte</em> era capolista di &#8220;<strong>Per un Paese Nuovo</strong>&#8220;, l&#8217;assembramento d&#8217;opposizione storicamente perdente ma che stavolta, un po&#8217; a sorpresa, ha prevalso.</p>
<p>Così, forte di un consenso di cinquanta voti in più, Domenico Corte <em>(classe 1963)</em> è diventato il nuovo Sindaco in una giornata che rimarrà negli annali della storia recente di Coreno Ausonio (FR). <strong>&#8220;Mimmo&#8221; Corte</strong> è noto da sempre ai Corenesi per l&#8217;entusiasmo con cui sin da giovane si è dedicato all&#8217;organizzazione di pubbliche manifestazioni o eventi di vario tipo. Tra questi, sicuramente da citare (anche solo per il record di presenze registrato: 5 volte il numero degli abitanti del paese!), il <em>concerto dei Nomadi</em>, nel 2002.<br />
Negli ultimi 5 anni -capogruppo d&#8217;opposizione- egli si era fatto portavoce tra l&#8217;altro delle istanze dei cittadini che si sentono minacciati da uno sfruttamento impetuoso e senza regole del giacimento di marmo che ricade nel territorio collinare di Coreno. La sua elezione quindi, dopo decenni di superficialità e lassismo amministrativo, può essere letta anche come un solidale sostegno della cittadinanza alle battaglie sue (e del suo gruppo), per la tutela dell&#8217;ambiente, della salute e della legalità.</p>
<p><img title="Risultati elettorali pubblicati da un quotidiano locale" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/municipalicoreno2009.jpg" alt="Risultati elettorali riportati da un quotidiano della provincia" width="560" height="348" /></p>
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		<title>Grosseto, Maremma toscana</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 17:30:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Grosseto”: questo nome ha sempre evocato in me la scritta che inopinatamente lessi sul display del mio cellulare, nella cuccetta di un treno &#8211; di notte &#8211; mentre ero in viaggio verso la Francia. Nondimeno Grosseto (Grossetum, 1138) non è tanto&#8230; una cella della telefonia mobile, quanto il capoluogo di una provincia (molto estesa) della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--[if gte mso 9]><xml> <w:WordDocument> <w:View>Normal</w:View> <w:Zoom>0</w:Zoom> <w:TrackMoves /> <w:TrackFormatting /> <w:HyphenationZone>14</w:HyphenationZone> <w:PunctuationKerning /> <w:ValidateAgainstSchemas /> <w:SaveIfXMLInvalid>false</w:SaveIfXMLInvalid> <w:IgnoreMixedContent>false</w:IgnoreMixedContent> <w:AlwaysShowPlaceholderText>false</w:AlwaysShowPlaceholderText> <w:DoNotPromoteQF /> <w:LidThemeOther>IT</w:LidThemeOther> <w:LidThemeAsian>X-NONE</w:LidThemeAsian> <w:LidThemeComplexScript>X-NONE</w:LidThemeComplexScript> <w:Compatibility> <w:BreakWrappedTables /> <w:SnapToGridInCell /> <w:WrapTextWithPunct /> <w:UseAsianBreakRules /> <w:DontGrowAutofit /> <w:SplitPgBreakAndParaMark /> <w:DontVertAlignCellWithSp /> <w:DontBreakConstrainedForcedTables /> <w:DontVertAlignInTxbx /> <w:Word11KerningPairs /> <w:CachedColBalance /> </w:Compatibility> <w:BrowserLevel>MicrosoftInternetExplorer4</w:BrowserLevel> <m:mathPr> <m:mathFont m:val="Cambria 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<p class="MsoNormal"><img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/piazzarosselligrosseto.jpg" alt="Piazza Rosselli, con l'ufficio postale di costruzione fascista e la vicina prefettura" width="360" height="270" />“Grosseto”: questo nome ha sempre evocato in me la scritta che inopinatamente lessi sul display del mio cellulare, nella cuccetta di un treno &#8211; di notte &#8211; mentre ero in viaggio verso la Francia. Nondimeno<strong> Grosseto</strong> (<em>Grossetum</em>, 1138) non è tanto&#8230; una cella della telefonia mobile, quanto il capoluogo di una<span> </span>provincia (molto estesa) della Toscana meridionale. La città si trova non lontano dalla costa tirrenica, a 12 km di distanza dal mare, al centro di una pianura alluvionale che nel passato era stata colpita più volte da epidemie tipiche delle aree paludose. L&#8217;intera provincia è forse più nota col nome di <em>Maremma</em>.<br />
L&#8217;urbe si è accresciuta in realtà solo di recente. Nel 1833 contava 2.732 abitanti, nel 1931 erano 24.000. Attualmente la popolazione è di circa 80.000 abitanti (di cui più di 5000 sono gli stranieri) e continua ad aumentare ad un tasso di circa 1000 abitanti/anno. Non stupisce che la superficie edificata (soprattutto a partire dal secondo dopoguerra), sia oggi circa 20 volte quella del nucleo originario.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/muragrosseto.jpg" alt="" width="360" height="270" />Il piccolo centro storico è circondato da una cerchia esagonale di mura con ampi bastioni su ciascuno dei sei vertici (XVI secolo). In effetti Grosseto è una delle pochissime città italiane a conservare un’antica cinta muraria completa e intatta (tra i capoluoghi di provincia solo Ferrara, Bergamo, Lucca). Comunque già nel 1835 essa fu ritenuta inutile militarmente è trasformata nel luogo di svago e di passeggio che rimane ancora oggi: con alberi, viali, giardini, monumenti, piccole fontane. L’esagono delle mura, stilizzato in vario modo, è usato spesso a rappresentare l&#8217;urbe o le varie iniziative che vi si tengono. <img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/palazzoprovinciagrosseto.jpg" alt="Il palazzo della provincia durante un'esposizione dedicata alla nautica" width="360" height="270" />Nel cuore del centro storico sorge invece l’edificio artistico più significativo: un duomo a tre navate con una caratteristica facciata di marmi bianchi e rossi (XIII secolo). Accanto, il suggestivo <span> </span>palazzo neogotico (oggi sede della Provincia), orlato a mo’ di fortezza<span> </span>e costruito, (sui resti di una costruzione medievale), dall’architetto Lorenzo Porciatti (1903).  Il palazzo affaccia su Piazza Dante, una tipica <em>piazza italiana</em>: un largo selciato circolare con le panchine intorno (dove di primo mattino signori anzianotti confabulano -giornali alla mano- di politica), le facciate delle case con i battenti delle finestre verdi, i portici ombrosi, uccelli e rondini che volteggiano pazzamente nel cielo sovrastante mentre magari, dall&#8217;attiguo campanile, vengono scosse le campane. <img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/statuapiazzadantegrosseto.jpg" alt="Il gruppo marmoreo dedicato a Leopoldo II, eretto nel centro di Piazza Dante" width="360" height="263" />Al centro della piazza è stato eretto un monumento (1846) di notevole importanza storica per la provincia: un gruppo marmoreo dedicato alla memoria di Leopoldo II (1797-1870). Il granduca di Lorena, che si distinse per la sua intensa politica di bonifica e di opere pubbliche, è rappresentato mentre risolleva una donna (la Maremma) con un bambino moribondo (il passato) e contemporaneamente stringe al suo fianco un bambino robusto (il futuro) calpestando un serpente (la malaria). Il serpente è anche addentato da un grifone, la figura mitologica che campeggia nello stemma della città e… della locale squadra di calcio.<br />
L&#8217; U.S. Grosseto, fondata nel 1912, ha raggiunto per la prima volta la promozione in serie B  (vincendo 1-0 contro il Padova) il 13 maggio 2007. Per inciso, un anno prima, l&#8217; 11 giugno 2006, fu invece il Frosinone a guadagnare la serie B vincendo proprio il Grosseto. L&#8217;attuale allenatore del Frosinone è grossetano. Sembra che tra le due tifoserie sia sorta un po&#8217; di simpatia.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal">Al di fuori del ridente centro storico (o delle sue immediate vicinanze) la città tende a presentare una lieve sporcizia e aspetti urbanistici meno entusiasmanti. I marciapiedi son realizzati regolarmente con del comune asfalto, spesso gettato alla meno peggio o anche rattoppato. Le strade, soprattutto quelle principali, sono larghe e scorrevoli ma il traffico veicolare è troppo intenso, l’aria inquinata, il flusso delle macchine stressante e rumoroso (anche a causa di qualche buca). Molti cittadini vanno in bicicletta, complice la natura pianeggiante del luogo, ma meno di quanti ci si potrebbe aspettare, anche perché mancano quasi del tutto piste ciclabili. <img class="alignleft" style="float: left;" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/parcogrosseto100509.jpg" alt="Un piccolo parco giochi tra via Abruzzo e via Adamello" width="360" height="270" />Soprattutto delude l’assenza di un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome. La frequenza delle corse è scarsa, la puntualità pure, le aree di fermata non sono ben allestite e c’è una spaventosa lacuna di informazioni e di attenzione verso gli utenti o i potenziali clienti. Probabilmente il traffico eccessivo e l’assenza di un servizio di trasporti urbano sono le due facce di una stessa medaglia. Le case private hanno quasi sempre gradevoli giardini e alberi. Di converso troppo spesso le vie pubbliche sono sprovviste di alberature stradali. Senza nulla togliere ai diversi parchi, che pure punteggiano piacevolmente molte aree, per il microclima sarebbe decisamente benefico un aumento ulteriore di verde pubblico in questa città così ricca di auto, di cemento e di asfalto.<br />
<img src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/duomogrosseto.jpg" alt="Un'immagine di vitalità cittadina attorno al Duomo di Grosseto" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Musei all&#8217;EUR di Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 22:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sono stato in visita in alcuni musei dell&#8217;EUR, il quartiere dalla caratteristica architettura razionalista che avrebbe dovuto ospitare l&#8217;Esposizione Universale di Roma del 1942 (evento che poi non si tenne a causa della guerra). Il Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari non deve avere una frequenza di visitatori entusiasmante. Eppure l&#8217;esposizione di materiale è vastissima. Il museo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sono stato in visita in alcuni musei dell&#8217;EUR, il quartiere dalla caratteristica <em>architettura razionalista </em>che avrebbe dovuto ospitare l&#8217;Esposizione Universale di Roma del 1942 (evento che poi non si tenne a causa della guerra).</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/ruotalegnocarretto.jpg" alt="Carretto con una rudimentale ruota ruota di legno" width="340" height="255" />Il <strong>Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari</strong> non deve avere una frequenza di visitatori entusiasmante. Eppure l&#8217;esposizione di materiale è vastissima. Il museo è stato inaugurato nel 1956, ma prende le sue origini da una mostra etnografica del 1910-1911, in cui si era celebrata la <em>Civiltà italiana</em> nel cinquantesimo anniversario dell&#8217;<em>Unità</em> (1861).<br />
<img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/vetrinamuseocontadino.jpg" alt="Vetrina nella sala dedicata al lavoro contadino" width="340" height="255" />Si inizia al piano terra con l&#8217;area dedicata agli antichi mezzi di trasporto terrestri, poi si sale al piano superiore, dove l&#8217;attenzione è subito catturata da una lunghissima ed elegantissima gondola della laguna veneziana. Seguono sale dedicate a tutti i settori della vita italiana di un tempo: l&#8217;agricoltura e il lavoro contadino, gli animali domestici e la pastorizia, la caccia e la pesca, i mestieri artigiani e le insegne dei negozi, la casa, gli arredi domestici, i giocattoli, le manifestazioni di piazza con le varie ritualità tra il sacro il profano e il pagano, il carnevale, l&#8217;abbigliamento folcloristico regionale, gli strumenti musicali, i burattini, le marionette, i pupi siciliani, i suggestivi presepi napoletani&#8230;<br />
<img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/focolare.jpg" alt="Il focolare domestico" width="340" height="255" />Un patrimonio immenso e tanto più prezioso se si pensa che è stato in gran parte raccolto in un&#8217;epoca in cui non era storia antica, ma vita quotidiana dei nostri avi più recenti. <em>Sia pure con molta burocratica fatica</em> -sembra spiegare una signora responsabile della struttura- <em>alla fine ogni oggetto è stato esposto ed etichettato</em>. Su ogni vetrina c&#8217;erano pratiche didascalie che ne riportavano il nome italiano, ma anche la Regione di origine o -a volte- l&#8217;anno di acquisizione. In effetti non solo gran parte di questi oggetti sono diventati introvabili, ma il loro stesso nome è in un certo senso a rischio di &#8220;estinzione&#8221;. In essi sono racchiuse storie -dalla Sicilia alle Alpi- anche molto diverse. Eppure in qualche modo sono storie che ci appartengono tutte, noi italiani. Un&#8217;esposizione gradevole, anche facile da percorrere spazialmente. Ci sono cose che possono colpire di più, come un robusto strettoio sardo per schiacciare l&#8217;uva: una vite di legno si avvitava all&#8217;interno di un tozzo e possente asse di quercia. Ma in fondo ogni sala tematica è una finestra spalancata su uno scorcio di vita e su un mondo intero.</p>
<p>Il <strong>Planetario e Museo Astronomico</strong>, inaugurato nel 2004, si trova poco lontano. L&#8217;area espositiva è limitata e il materiale non eccellente. Diverse postazioni informatiche  avrebbero dovuto permettere al visitatore di interagire, ma i monitor neanche erano <em>touchscreen:</em> a disposizione solo mouse scomodi e quasi sempre malfunzionanti. Anche altri dispositivi erano parzialmente rotti e davano una leggera sensazione di degrado. Delle banali bilance pesapersona consentivano di scoprire quale sarebbe stato -buffamente- il proprio peso su altri pianeti. Ma non erano affatto accurate. Un po&#8217; di fumo negli occhi, in definitiva, quasi solo per stuzzicare, sfruttando anche la parziale oscurità del luogo, la fantasia e la vivacità di bambini e scolaresche.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/effettocupola.jpg" alt="Quando lo spettacolo è terminato, ancora suggestivi effetti di luce sulla cupola astronomica del museo" width="340" height="255" />Decisamente più interessanti gli spettacoli astronomici che si tengono più volte al giorno all&#8217;interno dell&#8217;attigua cupola. Su di essa, una volta sferica del diametro di circa 14 metri, viene riproiettato fedelmente il cielo stellato, con effetti scenici anche di notevole suggestione o realismo: come l&#8217;alba, il tramonto, la simulazione dell&#8217;inquinamento luminoso, l&#8217;accelerazione del moto dei pianeti sullo sfondo delle costellazioni zodiacali.</p>
<p>Il <strong>Museo della Civiltà Romana</strong> è stato inaugurato nel 1955, ma anch&#8217;esso nasce nel 1911, in occasione della mostra per il cinquantenario dell&#8217;unità d&#8217;Italia. L&#8217;area espositiva è vastissima e si snoda tra i due imponenti edifici di epoca fascista che si richiamano proprio all&#8217;architettura Romana.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/traianoplotina.jpg" alt="Busto dell'imperatore Traiano (98-117) e di sua moglie Plotina. Portò alla massima estensione l'impero Romano. Ottimo amministratore, fu equo e si circondò di persone valide. Famosa l'acclamazione: più fortunato d'Augusto e migliore di Traiano!" width="360" height="270" />Ospita una raccolta &#8220;immensa&#8221; di calchi di reperti originali conservati in musei di tutto il mondo e ricostruzioni di varie opere belliche o architettoniche. L&#8217;esposizione si dispiega in ben 59 sezioni che affrontano in modo quasi &#8220;enciclopedico&#8221; tutto il mondo dell&#8217;antica Roma. Dalla storia politica (a partire dal VI secolo a.C.), ai vari aspetti della vita pubblica, religiosa, economica, militare&#8230; Tra le opere più particolari ci sono i calchi della <em>Colonna traiana</em> fatti eseguire dall&#8217;imperatore francese <em>Napoleone III</em> nel 1861. Percorrendo il corridoio lungo il quale sembra che la colonna sia stata smontata, è possibile seguire la storia che vi è raffigurata in rilievo, dalla base alla cima.  Rimarchevole anche il plastico in scala 1:250 della Roma all&#8217;età di <em>Costantino</em> (inizi IV secolo). E&#8217; stato realizzato dall&#8217;architetto<em> Italo Gismondi</em> (1887-1974), grazie a un ultradecennale lavoro di ricerca che sarebbe terminato solo nel 1971. Un museo di copie e riproduzioni dunque. Eppure ha un suo fascino didattico, uno dei pochissimi luoghi che tenta di raccontare la storia e la civiltà di Roma nella sua interezza, attraverso una raccolta di tanti reperti ovunque sparsi nel mondo.</p>
<p><img src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/museoeur.jpg" alt="L'imponente colonnato che unisce architettonicamente i due edifici del Museo dello Civiltà Romana all'EUR" width="540" height="405" /></p>
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