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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Sicurezza stradale</title>
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		<title>Marciapiedi a Coreno (anno 2009)</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 08:21:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I marciapiedi a Coreno, nell’anno 2009, sono ancora una conquista. Basti pensare che nel passato, in attesa di completarli, almeno lungo alcune vie erano stati installati solo i cigli in marmo. Era molto divertente camminarci sopra a mo’ di equilibrista. Poi un anno fa li hanno tolti del tutto e hanno asfaltato l’intera sede della strada. Decisione saggia, poco da eccepire. Però anche un’ammissione di sconfitta da parte degli amministratori che, in oltre 20 anni (sic!), non sono riusciti a terminare il lavoro e alfine si sono arresi. In queste settimane e in questi giorni in particolare, i politici locali sono presi &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/03/marciapiedi-a-coreno-anno-2009/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/dissuasorepietra1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-504" title="Dissuasore in pietra locale (Coreno Ausonio, FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/dissuasorepietra1.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>I marciapiedi a <strong>Coreno</strong>, nell’anno 2009, sono ancora una conquista. Basti pensare che nel passato, in attesa di completarli, almeno lungo alcune vie erano stati installati solo i cigli in marmo. Era molto divertente camminarci sopra a mo’ di equilibrista. Poi un anno fa li hanno tolti del tutto e hanno asfaltato l’intera sede della strada. Decisione saggia, poco da eccepire. Però anche un’ammissione di sconfitta da parte degli amministratori che, in oltre 20 anni (sic!), non sono riusciti a terminare il lavoro e alfine si sono arresi.<br />
In queste settimane e in questi giorni in particolare, i politici locali sono presi soprattutto dalle trattative e dalle confabulazioni per la costituzione delle liste da presentare alle prossime elezioni municipali. Eppure proprio in questo periodo qualcosa di positivo si sta facendo.<strong> In attesa che arrivi l’ADSL, a Coreno Ausonio stanno arrivando… i marciapiedi</strong>. Proprio quelli che il codice definisce “<em>parte della strada, esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata e protetta, destinata ai pedoni</em>“. Lode, almeno in questo, all’amministrazione uscente. Per la sicurezza stradale, un <strong>segno di civiltà</strong> anche la costruzione di dissuasori in elegante pietra bianca. Per una volta superiamo pure il vicino comune di Ausonia (tié) che quattro anni fa ne aveva fatti installare alcuni di plastica nera.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/marciapiedicostruzione1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-505" title="Marciapiedi in costruzione a Coreno Ausonio (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/marciapiedicostruzione1.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
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		<title>Allargare le strade e separare le corsie</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 14:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non bisogna criminalizzare né le auto potenti, né la velocità in se stessa. Un’auto potente ha diversi vantaggi in termini di sicurezza (stabilità, ridotti tempi di sorpasso o di frenata). La velocità poi è la conquista dei tempi moderni. A volte sembriamo dimenticare che se il mondo di oggi produce più di 40 anni fa è anche perché… va più veloce. E allora quello che serve, è qualcosa di più lungo e faticoso delle leggi esageratamente punitive già in vigore. Occorre una cultura della legalità e della sicurezza che deve &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/11/allargare-le-strade-e-separare-le-corsie/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/11/incidentecassinoformia210810.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1341" title="Incidente sulla Cassino-Formia (ss 630) avvenuto in data 21-08-2010" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/11/incidentecassinoformia210810.jpg" alt="" width="320" height="206" /></a>Non bisogna criminalizzare né le auto potenti, né la velocità in se stessa. Un’auto potente ha diversi vantaggi in termini di sicurezza (stabilità, ridotti tempi di sorpasso o di frenata). La velocità poi è la conquista dei tempi moderni. A volte sembriamo dimenticare che se il mondo di oggi produce più di 40 anni fa è anche perché… va più veloce. E allora quello che serve, è qualcosa di più lungo e faticoso delle leggi esageratamente punitive già in vigore. Occorre una cultura della legalità e della sicurezza che deve interessare innanzitutto chi ci governa e ci amministra. Mi sembra evidente che gran parte delle strade italiane sono affidate a raccomandati incompetenti, forse anche perché si è ritenuto finora che la loro gestione fosse una cosa relativamente semplice. <strong>Lo tradisce la segnaletica, che non dovrebbe essere per le autorità né un modo per lavarsi le mani da eventuali incidenti, né tantomeno un mezzo per battere cassa</strong>, come accade sempre più frequentemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo in Italia occorre investire massicciamente nelle infrastrutture. Quanti muoiono schiantandosi su un albero? Forse basterebbe un guardrail. Per i pedoni spesso è sufficiente un marciapiede protetto o una pista ciclabile, un sottopassaggio o un attraversamento meglio illuminato. L’incidente più devastante è quello frontale. Per azzerare (quasi) i morti di molte strade basterebbe spesso solo allargare leggermente la carreggiata e separare i due sensi di marcia. Piccoli provvedimenti, da fare su centinaia di migliaia di chilometri di strade, costosi e poco percepibili dai cittadini, almeno nel breve periodo. Elettoralmente è più pagante promettere il Ponte di Messina, e anzi <strong>tagliare i fondi per la manutenzione delle strade extraurbane</strong> (come ha fatto questo governo) <strong>per coprire l’abolizione dell’ICI</strong>. Chi se ne accorge?</p>
<p>[Pubblicato sulla rubrica <em>Italians</em> di Beppe Severgnini il 21/12/2008 <a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-21/08.spm"><strong>http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-21/08.spm</strong></a><strong>]</strong></p>
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		<title>Pil e viabilità</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2008 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, In Italia abbiamo bisogno di piccole rivoluzioni copernicane nel modo di concepire la vita pubblica e lo stesso sistema Paese. E’ normale nel nostro Paese che strade di grande comunicazione vengano bloccate totalmente (o più spesso parzialmente) per lavori di manutenzione anche banali. In un paese civile i lavori su arterie di importante comunicazione andrebbero effettuati solo di notte o nei giorni festivi. Gli operai andrebbero pagati il doppio o il quadruplo se necessario, ma dovrebbero operare nelle ore in cui il traffico veicolare è più scarso, quando &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/05/pil-e-viabilita/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe,<br />
In Italia abbiamo bisogno di piccole rivoluzioni copernicane nel modo di concepire la vita pubblica e lo stesso sistema Paese. E’ normale nel nostro Paese che strade di grande comunicazione vengano bloccate totalmente (o più spesso parzialmente) per lavori di manutenzione anche banali. In un paese civile i lavori su arterie di importante comunicazione andrebbero effettuati solo di notte o nei giorni festivi. Gli operai andrebbero pagati il doppio o il quadruplo se necessario, ma dovrebbero operare nelle ore in cui il traffico veicolare è più scarso, quando l’intervento comporta minori danni per l’economia e minore disagio per i cittadini. Non si possono bloccare impunemente (come accade) migliaia di persone: automobilisti, camionisti, furgoni di artigiani, Tir internazionali, commessi viaggiatori, gente che lavora ma anche autobus di turisti o di studenti. Solo perché c’è da installare qualche segnale stradale o magari togliere anche solo delle erbacce tra il guard rail. Spreco di tempo, consumo di carburante dei motori fermi in moto con relativo inquinamento gratuito. Quante situazioni come queste si consumano ogni giorno nelle province della nostra Italia? Dagli stessi comizi elettorali è emerso che i problemi di viabilità costano all’Italia circa il 4% di PIL in più rispetto agli altri Paesi occidentali. Eppure il tema dell’apertura notturna dei cantieri, che coinvolge aspetti di efficienza e di cultura del lavoro, nonché di civiltà e rispetto del prossimo, sembra del tutto ignorato.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/05/raccordoanulareroma.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1444" title="Raccordo anulare di Roma, novembre 2010" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/05/raccordoanulareroma.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
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		<title>Cantiere stradale sulla Cassino-Formia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 19:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da diversi giorni sulla strada Cassino-Formia (statale 630) sono in corso dei lavori in prossimità dello svincolo per San Giorgio a Liri. I lavori riguardano la manutenzione di un cavalcavia che attraversa la carreggiata. In effetti dalle travate del ponte cominciavano a fuoriscire gli elementi in ferro che ne costituiscono l’armatura. Tipico caso di corrosione del calcestruzzo: il ferro interno al calcestruzzo “arruginisce” (più propriamente si ossida) e si ha la formazione di composti idrati di ferro che occupano un volume fino a 6 volte maggiore quello iniziale. La dilatazione &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/04/cantiere-stradale-sulla-cassino-formia/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/cantiereponte1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-883" title="Incolonnamenti in prossimità dei lavori su un cavalcavia" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/cantiereponte1.jpg" alt="" width="421" height="280" /></a>Da diversi giorni sulla strada Cassino-Formia (statale 630) sono in corso dei lavori in prossimità dello svincolo per San Giorgio a Liri. I lavori riguardano la manutenzione di un cavalcavia che attraversa la carreggiata. In effetti dalle travate del ponte cominciavano a fuoriscire gli elementi in ferro che ne costituiscono l’armatura.<br />
Tipico caso di corrosione del calcestruzzo: il ferro interno al calcestruzzo “arruginisce” (più propriamente si ossida) e si ha la formazione di composti idrati di ferro che occupano un volume fino a 6 volte maggiore quello iniziale. La dilatazione che ne deriva fa saltare lo strato superficiale di cemento e la corrosione prosegue poi all’interno dell’armatura metallica più insidiosa e veloce.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ovviare al problema sembra che i lavori si stiano limitando a una sorta di ri-intonacatura esterna. Insomma, quasi solo un’operazione di… facciata! Ma non è l’aspetto tecnico che qui ci interessa. L’aspetto importante (e sconfortante) è un altro. Per una intonacatura -o anche poco più che sia- <strong>non si esita a bloccare una corsia di una strada extraurbana di grandissima comunicazione come quella tra Cassino e Formia,</strong> importantissima per i collegamenti tra le province di Latina e Frosinone nella loro parte più meridionale. Da giorni gli automobilisti sono costretti a lunghe code a causa del transito a senso unico alternato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Aldilà della circostanza particolare, bisogna dire che il blocco parziale di una strada per effettuare lavori (a volte anche banali) è una situazione piuttosto frequente in Italia. Manca nella nostra nazione una cultura dell’efficienza e del lavoro. Forse anche di più. Ci manca la cultura del rispetto per il prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è da rifletterci. Noi italiani tendiamo a “sopportare” tutto, ma se nel nostro Paese stiamo come stiamo è anche per cose simili, apparentemente marginali o meno evidenti. Tutte le nostre inefficienze (siano dovute a negligenze di chi comanda e dirige o a particolarismi di corporazione o categoria) le paghiamo care e le paghiamo tutte. <strong><br />
</strong>La verità è semplicemente questa, che<strong> in un paese civile i lavori su strade importanti si effettuano di notte.</strong> Gli operai vanno pagati il doppio, il quadruplo se necessario, ma devono operare nelle ore in cui il traffico veicolare è scarso. Non si possono bloccare impunemente migliaia e migliaia di persone, automobilisti, camion, furgoni di artigiani, tir internazionali, commessi viaggiatori, autobus di turisti o studenti, gente che lavora… Solo perché quattro omini in tuta arancione devono riverniciare una ringhiera o magari togliere le erbacce tra il <em>guard rail</em>. Spreco di tempo, consumo di carburante dei motori fermi in moto, inquinamento gratuito…</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni di campagna elettorale non dovremmo farci lusingare dai bonus bebé o dall’abolizione dell’ICI. Sono cavolate. In Italia abbiamo bisogno di rivoluzioni copernicane nel modo di concepire la vita pubblica e il Sistema Paese, in definitiva di provvedimenti simili a questo: i cantieri stradali aperti solo di notte!</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/pontess6301.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-882" title="Ponte sulla statale Cassino-Formia (uno dei più bassi della Regione Lazio)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/pontess6301.jpg" alt="" width="491" height="327" /></a></p>
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		<title>Revisione strada per strada dei limiti di velocità</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Mar 2007 07:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, siamo così abituati alle illegalità che abbiamo perso a volte persino la capacità di ragionare sulle regole. Tra gli indizi più ingenui di questa difficoltà: il Ministro che pensa di aumentare la sicurezza stradale riducendo i limiti a 120 Km/h o il poliziotto municipale che si chiede perché ci si scagli contro gli autovelox se si desidera una maggiore sicurezza. Abbiamo quasi dimenticato a che servono le leggi o a che servono le strade. Abbiamo dimenticato ad esempio che la stragrande maggioranza degli automobilisti percorre le strade italiane &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2007/03/revisione-strada-per-strada-dei-limiti-di-velocita/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe,<br />
siamo così abituati alle illegalità che abbiamo perso a volte persino la capacità di ragionare sulle regole. Tra gli indizi più ingenui di questa difficoltà: il Ministro che pensa di aumentare la sicurezza stradale riducendo i limiti a 120 Km/h o il poliziotto municipale che si chiede perché ci si scagli contro gli autovelox se si desidera una maggiore sicurezza. Abbiamo quasi dimenticato a che servono le leggi o a che servono le strade. Abbiamo dimenticato ad esempio che la stragrande maggioranza degli automobilisti percorre le strade italiane non per “hobby”, ma per motivi di studio o di lavoro, alfine per pagare quelle tasse che consentono poi profumati emolumenti sia per il Ministro che per il Vigile urbano. La verità è che le sanzioni per le infrazioni stradali sono troppo alte, in contrasto peraltro con limiti spesse volte troppo stretti. Il caso citato da l’Italian Rivetti (7 marzo), di un poliziotto che perdona il “paesano” che corre a 200 all’ora, potrebbe tradire proprio questo: le sanzioni previste sono così gravi che per non “rovinare” un malcapitato si è tentati di chiudere l’occhio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sembra comunque sia frequente il lasciar correre. Piuttosto le sanzioni elevate potrebbero essere tra i motivi che giustificano (perversamente) controlli più sporadici. Chi se ne infischia di questo sono di solito i Comuni, con i loro remuneranti autovelox comunali. Permettimi Beppe di proporre una sorta di capovolgimento copernicano. Non è sbagliato che il Vigile urbano si metta su una strada deserta dietro un limite di 50 km/h. E’ sbagliato che ci sia il limite di 50 km/h. E’ bizzarro che nessuna riforma abbia previsto un programma metodico di revisione strada per strada per rendere la segnaletica più chiara, congrua e coerente. Per la sicurezza è controproducente chiedere accelerazioni e decelerazioni. Sarebbe invece importante che le strade fossero pensate per essere fruite ad una velocità stabile per lunghi tratti, velocità che di rado, sulle vie extraurbane può essere di soli 50 km/h. I controlli potrebbero essere in realtà “liberi”, chiunque voglia farli e per qualsiasi motivo. Invece noi nella nostra “perversità” italiana pensiamo l’opposto. Non chiediamo il diritto ad una segnaletica sensata, ma il diritto di sapere dove e quando verrà posizionato il prossimo autovelox davanti a noi. Saluto con cordialità.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2007/03/limitestradaextraurbana.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1439" title="Limite di soli 50 km/h su una strada extraurbana nei pressi della Fiera di Roma" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2007/03/limitestradaextraurbana.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>Traffico- i posti di blocco</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2005 07:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Italia i controlli sul traffico si esercitano prevalentemente con i posti di blocco. Le peggiori è più pericolose infrazioni, come i sorpassi in curva e la mancanza della distanza di sicurezza, si possono rilevare però solo in corsa, con un veicolo di controllo in movimento. Questo richiederebbe che le forze dell&#8217;ordine agissero con furbizia e magari in borghese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In Italia i controlli sul traffico si esercitano prevalentemente con i posti di blocco. Le peggiori è più pericolose infrazioni, come i sorpassi in curva e la mancanza della distanza di sicurezza, si possono rilevare però solo in corsa, con un veicolo di controllo in movimento. Questo richiederebbe che le forze dell&#8217;ordine agissero con furbizia e magari in borghese.</p>
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		<title>Patente a punti: altri paradossi</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2005 07:00:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, dal 1° luglio la stragrande maggioranza degli automobilisti avra&#8217; due punti in più sulla patente. &#8220;Un premio agli automobilisti virtuosi&#8221; precisano molti giornalisti con una soddisfazione pari solo alla superficialità. In realtà questi punti di abbuono saranno troppo spesso un premio agli automobilisti scaltri oppure una gratifica per chi guida poco e per strade di cui conosce bene la modalità di eventuali controlli. L&#8217;idea di premiare i &#8220;virtuosi&#8221; è davvero encomiabile, ma è il contesto che non funziona. I punti non andranno &#8220;a quelli che non hanno commesso &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2005/07/patente-a-punti-altri-paradossi/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe,<br />
dal 1° luglio la stragrande maggioranza degli  automobilisti avra&#8217; due punti in più sulla patente. &#8220;Un premio agli  automobilisti virtuosi&#8221; precisano molti giornalisti con una  soddisfazione pari solo alla superficialità. In realtà questi punti di  abbuono saranno troppo spesso un premio agli automobilisti scaltri  oppure una gratifica per chi guida poco e per strade di cui conosce bene  la modalità di eventuali controlli. L&#8217;idea di premiare i &#8220;virtuosi&#8221; è  davvero encomiabile, ma è il contesto che non funziona. I punti non  andranno &#8220;a quelli che non hanno commesso infrazioni&#8221;, ma semplicemente a  quelli&#8230; che non sono stati beccati. Ciascuno di noi alla guida di  un&#8217;auto può constatare che in Italia le infrazioni al codice della  strada sono così comuni da diventare &#8220;croniche&#8221;, ad esempio quando la  segnaletica è velleitaria o inappropriata. I verbali di infrazione sono  molti molti meno delle infrazioni stesse. Così pochi che io non li  riterrei attendibili neanche a fini statistici, come fanno  periodicamente ancora una volta i giornalisti. <strong>Il legislatore italiano  ha sempre preferito la sanzione elevata alla sanzione frequente,  l&#8217;effetto terroristico rispetto a quello educativo.</strong> Così i furbi  riescono spesso a farla franca. Chi ha trovato il modo di addebitare ad  altri i punti persi oppure ha cercato informazioni o &#8220;conoscenze&#8221;  riparatrici, dal 1° luglio si ritroverà tranquillamente premiato. La  beffa è che l&#8217;attuale legge esclude per sempre da questa forma di premio  coloro che hanno avuto comminata anche una sola sanzione. Chi non ha  trovato scappatoie o non ha fatto ricorsi rimane penalizzato (anche per  una sola multa) vita natural durante. Mi sembra molto poco educativo  questo. Paradossalmente, proprio per la singolarità strutturale  dell&#8217;Italia cui ho accennato, chi ha subito delle sanzioni molto spesso  ha ancora più diritto ai reintegri per buona condotta di chi non ne ha  avute punto. In un certo senso, diversamente da chi magari non usa la  sua patente oppure è avvezzo a trovare scappatoie, chi ha pagato una  multa è uno che usa davvero l&#8217;auto e che ha accettato le &#8220;regole del  gioco&#8221;, che poi sono anche quelle, almeno per la guida in strada, della  convivenza civile.<br />
Cordialmente,</p>
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		<title>Esempi diseducativi</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Oct 2004 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italians]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza stradale]]></category>
		<category><![CDATA[forze dell'ordine]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti stradali]]></category>
		<category><![CDATA[Lunardi]]></category>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, il signor Toni Muzi Falconi (13 ottobre) in relazione alle pubblicità etiche dello Stato sembra dire che se le campagne di sensibilizzazione hanno una fonte poco credibile, piuttosto che essere approssimativi, è meglio non farle. Questo è un pensiero tutt’altro che superficiale. Probabilmente gran parte del disordine con cui va avanti l’Italia deriva dalla scarsa credibilità, nonché dalla mancanza dell’esempio, di chi dovrebbe governare, dirigere o controllare. Basta pensare alla segnaletica stradale. L’automobilista non ha fiducia che i divieti delle strade siano stati il frutto di uno studio &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2004/10/esempi-diseducativi/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe,<br />
il signor Toni Muzi Falconi (13 ottobre) in relazione  alle pubblicità etiche dello Stato sembra dire che se le campagne di  sensibilizzazione hanno una fonte poco credibile, piuttosto che essere  approssimativi, è meglio non farle. Questo è un pensiero  tutt’altro che superficiale. Probabilmente gran parte del disordine con  cui va avanti l’Italia deriva dalla scarsa credibilità, nonché dalla  mancanza dell’esempio, di chi dovrebbe governare, dirigere o  controllare.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta pensare alla segnaletica stradale. L’automobilista  non ha fiducia che i divieti delle strade siano stati il frutto di uno  studio attento del problema di sicurezza. Probabilmente pensa che siano  solo un modo, da parte delle competenti autorità, di mettersi al riparo  giuridicamente in caso di sciagure. D’altra parte neanche le forze  dell’ordine ci credono. Proprio stamani andavo a 80 Km/h su una strada  che aveva il limite di 70. Una pattuglia di carabinieri mi sorpassa a 90  Km/h èeprosegue alla stessa maniera anche quando &#8211; poco innanzi &#8211; la  statale attraversa un piccolo centro abitato con limite segnalato di 50  Km/h. Di recente ho visto su una rivista una foto del ministro Lunardi  sorpreso alla guida senza cinture. Anche non dubitando che lui, con la  sua intelligenza, abbia messo troppo in pericolo la propria incolumità,  resta il fatto che un cittadino con la sua carica dovrebbe preoccuparsi  di essere d’esempio anche se si sposta in auto per poche centinaia di  metri.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, a proposito di campagne di sensibilizzazione che rischiano  d’essere approssimative, proprio il ministro Lunardi vorrebbe utilizzare  degli spot con immagini scioccanti di incidenti stradali. Secondo me  simili pubblicità potrebbero essere solo un macabro supplizio per chi  già si ritiene prudente. Infatti è noto che i più giovani sono eccitati  dal rischio e che molte persone tendono a compiacersi, quasi  morbosamente, delle immagini truculente senza per questo assimilarne  necessariamente eventuali fini educativi. La saluto cordialmente.</p>
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		<title>Patente a punti: effetto scemato</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2004/08/patente-a-punti-effetto-scemato/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2004 07:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italians]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza stradale]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti stradali]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[patente a punti]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Beppe, circa un anno in un mio intervento mi dichiaravo scettico sulla reale efficacia della patente a punti. Mi chiedevo se ci si poteva aspettare che uno schieramento politico che basava il suo consenso &#8211; più che sulla voglia di libertà &#8211; su quella di &#8220;libertinaggio&#8221;, poteva realmente voler mettere gli italiani in riga almeno sulle strade. In seguito invece le statistiche sono state confortanti oltre le migliori aspettative dello stesso governo. E’ stata incredibile la forza dei mezzi di informazione: sono riusciti in poco tempo a sensibilizzare (sia &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2004/08/patente-a-punti-effetto-scemato/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe,<br />
circa un anno in un mio intervento mi dichiaravo  scettico sulla reale efficacia della patente a punti. Mi chiedevo se ci  si poteva aspettare che uno schieramento politico che basava il suo  consenso &#8211; più che sulla voglia di libertà &#8211; su quella di  &#8220;libertinaggio&#8221;, poteva realmente voler mettere gli italiani in riga  almeno sulle strade. In seguito invece le statistiche sono state  confortanti oltre le migliori aspettative dello stesso governo. E’ stata  incredibile la forza dei mezzi di informazione: sono riusciti in poco  tempo a sensibilizzare (sia pure con la minaccia del &#8220;bastone&#8221;) un  intero popolo di indolenti italiani. Tutto questo però ci ha solo  dimostrato quanto può fare la politica, se solo lo vuole, sul problema  della sicurezza stradale. Infatti a distanza di un anno mi accorgo al  volante (e cominciano a dirlo anche le statistiche) che l’effetto  &#8220;terroristico&#8221; della patente a punti è scemato.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Stato ha fatto come  quel cavaliere nel film &#8220;L’armata Brancaleone&#8221;, [n realtà il film era "Il soldato di ventura" sulla disfida di Barletta, ndr] come quel &#8220;Mariano da  Trani&#8221; che gridava il suo nome in battaglia e tutti faceva scappare,  almeno fino a quando non si scopre quanto fosse imbelle e codardo.  Quindi a distanza di una anno diciamo pure a ragion veduta ciò che non  osano dire neanche esponenti dell’opposizione: la patente a punti non è  stata l’unica cosa buona fatta da questo governo, ma piuttosto la sua  ennesima cattiva legge. Perché? Perché si è bruciata una possibilità, la  possibilità di riformare seriamente il codice stradale e di applicarlo  altrettanto seriamente nel lungo periodo. Si è sprecato l’effetto  psicologico che l’inasprimento delle pene e il bombardamento mediatico  avevano ingenerato. Non è che si possono inasprire le sanzioni ad ogni  piè sospinto, anche perché ormai sono esagerate ed esorbitanti, una  potenziale iattura per le famiglie dal reddito più basso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima  castroneria sul patentino dei ciclomotori. Prima il ministro fa il  &#8220;duro&#8221; a non dare la proroga per conseguirlo (quando solo il 10% dei  ragazzi lo possiede) e poi si dice che si sarà tolleranti ai posti di  blocco e che si lascerà scappare i più scaltri. Avrei preferito che il  ministro avesse concesso gli altri 6 mesi che molti chiedevano, ma con  la minaccia di essere ferreo ed inflessibile al termine della nuova  scadenza. Quest’Italia è proprio il Paese dei furbi e forse mai abbiamo  avuto una classe dirigente che meglio ci rappresenta. Saluti,</p>
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		<title>Patente a punti: mossa demagogica</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2003/07/patente-a-punti-mossa-demagogica/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2003 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italians]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza stradale]]></category>
		<category><![CDATA[automobili]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti stradali]]></category>
		<category><![CDATA[limiti di velocità]]></category>
		<category><![CDATA[patente a punti]]></category>
		<category><![CDATA[segnaletica]]></category>
		<category><![CDATA[strade]]></category>
		<category><![CDATA[strade extraurbane]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Beppe, temo che gli interventi del governo inerenti la &#8220;patente a punti&#8221; siano solo una mossa demagogica e propagandistica. D&#8217;altra parte come possono i fautori della Casa del &#8220;libertinaggio&#8221; (vedi condoni e nuovo permissivismo fiscale e ambientale) farsi promotori di una iniziativa autenticamente efficace e quindi dolorosa? Naturalmente sarò lieto di ricredermi, ma anche strutturalmente le premesse non sono buone. Basta pensare ai limiti di velocità che vanno considerati all&#8217;unisono con il problema dei sorpassi. In Italia spesso e volentieri sono esageratamente bassi oltre che palesemente non rispettati. Tecnologicamente, &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2003/07/patente-a-punti-mossa-demagogica/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe,<br />
temo che gli interventi del governo inerenti la &#8220;patente  a punti&#8221; siano solo una mossa demagogica e propagandistica. D&#8217;altra  parte come possono i fautori della Casa del &#8220;libertinaggio&#8221; (vedi  condoni e nuovo permissivismo fiscale e ambientale) farsi promotori di  una iniziativa autenticamente efficace e quindi dolorosa? Naturalmente  sarò lieto di ricredermi, ma anche strutturalmente le premesse non sono  buone. Basta pensare ai limiti di velocità che vanno considerati  all&#8217;unisono con il problema dei sorpassi. In Italia spesso e volentieri  sono esageratamente bassi oltre che palesemente non rispettati.  Tecnologicamente, i motori delle auto sono progettati per consumare poco  (e quindi inquinare poco) ad una velocità di 80-90 km/h. Questa  dovrebbe essere la velocità di regime di tutte le strade extraurbane  d&#8217;Italia per trarne il &#8220;triplo&#8221; beneficio consumo/sicurezza/ambiente. Se  tutte le strade extraurbane fossero allestite per essere fruite a tale  velocità (eliminando incroci a raso e attraversamento di centri  abitati), i sorpassi sarebbero scoraggiati, molti sarebbero portati  istintivamente a guidare alla stessa velocità, (magari con opportuna  distanza di sicurezza), e sarebbe anche facile individuare e punire chi  eccede. Prevedendo anche gli spartitraffico, quasi si potrebbero  annullare i morti, perché si ridurrebbero gli impatti tra auto con  differenza di velocità superiore a 50 km/h. Discorso a parte per le  autostrade, per le quali è alquanto ipocrita inalberarsi per il limite  legale che sale a 150, senza curarsi di quello reale che lo supera già  ampiamente. In definitiva probabilmente si continuerà all&#8217;italiana:  molte polemiche per non cambiare niente. La legge fatta per un sistema  ideale lontanissimo dalla realtà. Tutti illegali, nessuno illegale. Alle  forze dell&#8217;ordine l&#8217;arbitrio di &#8216;colpire&#8217; chi e quando gli pare, nel  migliore dei casi, secondo la legge del caso.</p>
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