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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Istituzioni e politica</title>
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		<title>Il peggior primo ministro degli ultimi 150 anni</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 15:26:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni e politica]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[La sua corte di &#8220;nani, scilipoti e prostitute&#8221; è ancora tutta lì in Parlamento e non si può giubilare più di tanto. Ma Berlusconi è caduto. Forse si esagera nel festeggiare e nell&#8217;aspettarsi tempi nuovi. E tuttavia nelle ultime ore si è consumata una cesura di portata storica con  il recente passato. Non è stato un capo politico come tanti altri del mondo democratico occidentale. Forte del suo potere mediatico, in 17 anni di preminenza politica (e prima ancora come impresario senza scrupoli), Berlusconi ha lavorato giorno dopo giorno per &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/11/il-peggior-primo-ministro-degli-ultimi-150-anni/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/11/berlusconidimesso1211201repubblica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2131" title="Prima pagina di Repubblica del 13/11/2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/11/berlusconidimesso1211201repubblica.jpg" alt="" width="440" height="311" /></a>La sua corte di &#8220;nani, scilipoti e prostitute&#8221; è ancora tutta lì in Parlamento e non si può giubilare più di tanto. <strong>Ma Berlusconi è caduto.</strong> Forse si esagera nel festeggiare e nell&#8217;aspettarsi tempi nuovi. E tuttavia nelle ultime ore si è consumata una cesura di portata storica con  il recente passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è stato un capo politico come tanti altri del mondo democratico occidentale. Forte del suo potere mediatico, in 17 anni di preminenza politica (e prima ancora come impresario senza scrupoli), Berlusconi ha lavorato giorno dopo giorno per asservire ai suoi interessi i pensieri e le coscienze stesse delle persone. Chi più chi meno noi italiani siamo stati tutti contaminati dal suo perverso ascendente. Non stupisce che secondo un sondaggio riportato ieri da <em>La Nazione</em>, solo il 47% degli elettori di centrodestra si dichiarava favorevole alle sue dimissioni, a fronte della quasi totalità degli elettori di centrosinistra. Come dire che ancora tanti suoi sostenitori, nel momento stesso in cui è diventato evidente come abbia trascinato un&#8217;intera nazione sull&#8217;orlo del baratro economico, avrebbero preferito che egli avesse continuato ad andare avanti con la superficialità, la falsità, l&#8217;arroganza di sempre.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/11/theeconomistunfitcover227x299.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2113" title="The Economist, copertina del 28 aprile 2001 " src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/11/theeconomistunfitcover227x299.jpg" alt="" width="227" height="299" /></a>Un costituzionalista spiegò che la democrazia si fonda sul &#8220;dubbio&#8221;: il dubbio che al di là delle proprie convinzioni più salde possa aver ragione l&#8217;altra parte. In qualche misura nel 1994 si poteva nutrire il dubbio che avessero davvero ragione coloro che si erano fatti convincere a votare &#8220;<em>Forza Italia</em>&#8221; dalla incalzante propaganda elettorale andata in onda per tre mesi sulle reti <em>Fininvest</em>. Forse si poteva concedere questo &#8220;dubbio&#8221; ancora nel 2001, quando pure la rivista <em>The Economist</em> dichiarava Berlusconi <em>inadatto</em> (&#8220;unfit&#8221;) a governare l&#8217;Italia. Eppure gli italiani hanno continuato a sostenerlo ampiamente sia nel 2006 (nonostante la legge elettorale &#8220;porcata&#8221; appena varata) che nel 2008, quando ebbe una maggioranza persino schiacciante.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque la verità, sia pure troppo tardi a volte, viene sempre a galla. E se una decina di anni fa potevo annoverarmi tra la minoranza di persone che si affannava modestamente a scrivere del modo pernicioso con il quale si continuava a gestire (o a distruggere) la Cosa Pubblica, dopo 17 anni di cattiva influenza sulla storia italiana, forse dovremmo concludere tutti, senza farci prendere dal tifo partigiano, che questo magnate è stato una iattura come poche altre per il nostro Paese e un danno grave per la faticosa vita quotidiana di milioni di persone. Un danno che non è finito ieri alle 21.43 quando Berlusconi si è finalmente dimesso. Nondimeno dopo aver atteso tanto questo epilogo, ci sia consentito oggi di gioirne anche smodatamente, e di sperare, per la nostra bistrattata penisola, giorni un po&#8217; migliori.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<a href="http://www.giuseppedisiena.it/2006/03/tutti-i-danni-del-controllo-mediatico/">Tutti i danni del controllo mediatico</a>&#8220;, 9 marzo 2006<br />
&#8220;<a href="http://www.giuseppedisiena.it/2006/04/una-deludente-vittoria-di-misura/">Una deludente vittoria di misura</a>&#8220;, 12 aprile 2006<br />
&#8220;<a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/04/buonanotte-allitalia-politiche-2008/">Buonanotte all&#8217;Italia</a>&#8220;,  17 aprile 2008<br />
&#8220;<a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/12/no-berlusconi-day-5-dicembre-2009/">No Berlusconi Day</a>&#8220;, 6 dicembre 2009</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/11/berlusconidimesso12112011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2099" title="La prima pagina del Fatto Quotidiano di oggi 13-11-2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/11/berlusconidimesso12112011.jpg" alt="" width="600" height="424" /></a></p>
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		<title>Il punteruolo rosso della palma</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 10:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Rhynchophorus ferrugineus o punteruolo rosso, è un coleottero originario dell&#8217;Asia molto nocivo per le palme. L&#8217; insetto, arrivato in Spagna nel 1994, sarebbe sbarcato in Italia nel 2005 sciamando da un vivaio del Lazio. La specie arborea più colpita è la palma delle canarie (Phoenix canariensis) diffusa in Italia e in tutto l&#8217;areale mediterraneo per il suo notevole effetto decorativo. Il punteruolo compie il suo ciclo vitale restando sempre all&#8217;interno della pianta che ha infettato. Ogni individuo depone circa 300 uova che schiudono in pochi giorni. Le larve che &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/10/il-punteruolo-rosso-della-palma/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/punteruolorosso02092010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2058" title="Punteruolo rosso, da notare la caratteristica proboscide snodata" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/punteruolorosso02092010.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>Il <em>Rhynchophorus ferrugineus </em>o <strong>punteruolo rosso</strong>, è un coleottero originario dell&#8217;Asia molto nocivo per le palme. L&#8217; insetto, arrivato in Spagna nel 1994, sarebbe sbarcato in Italia nel 2005 sciamando da un vivaio del Lazio. La specie arborea più colpita è la <strong>palma delle canarie</strong> (<em>Phoenix canariensis</em>) diffusa in Italia e in tutto l&#8217;areale mediterraneo per il suo notevole effetto decorativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punteruolo compie il suo ciclo vitale restando sempre all&#8217;interno della pianta che ha infettato. Ogni individuo depone circa 300 uova che schiudono in pochi giorni. Le larve che ne originano si nutrono scavando tunnel nei tessuti vegetali per 1-3 mesi prima della metamorfosi, che avviene nell&#8217;arco di una ventina di giorni e che dà origine all&#8217;insetto in grado di migrare su altri alberi. Questo ciclo riproduttivo si ripete per 3-5 volte all&#8217;anno: si può comprendere come in poco tempo il temibile animaletto sia in grado di colonizzare un notevole numero di piante. L&#8217;attacco si concentra sulla parte apicale e di solito ci si accorge che le palme sono state colpite solo quando il caratteristico ciuffo si affloscia in un anomalo portamento a forma di ombrello aperto. In questa fase, che precede di poco il collasso vero e proprio di tutta la chioma, l&#8217;esemplare arboreo è già compromesso in modo irreversibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/potaturapalme15032010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2061" title="Palme delle canarie in fase di potatura" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/potaturapalme15032010.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>La Regione Lazio ha emanato dei provvedimenti per la lotta al punteruolo, tra cui di recente un &#8220;<em>Piano d’azione regionale per il contenimento e l’eradicazione del punteruolo rosso delle palme</em>&#8221; (D.D. A4529 del 02/05/2011). In esso si precisa però che &#8220;<em>Tutti gli oneri derivanti dall’esecuzione delle misure fitosanitarie imposte dal piano sono a carico dei proprietari e/o i conduttori a qualsiasi titolo di vegetali di palma</em>&#8220;. In definitiva una calamità così vasta e di natura così straordinaria, che dovrebbe gravare su un Ministero o su un dipartimento della Regione con le risorse e le professionalità di cui queste Istituzioni possono disporre, viene scaricata su cittadini ignari ed Enti locali già oberati da mille altre cose. Appare velleitario e fuori tempo anche l&#8217;invito a segnalare &#8220;sintomi sospetti&#8221; al Servizio Fitosanitario Regionale. Per rendersi conto della reale diffusione del fenomeno,  oggi alle Autorità basterebbe percorrere il territorio di propria competenza a bordo di una Panda.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;entità dell&#8217;infestazione lascia pensare che essa non si fermerà finché tutte le palme delle canarie non siano distrutte, o quasi. Tuttavia si possono raccomandare delle precauzioni, come quella di <strong>non potare le palme quando sono verdi</strong>. Erroneamente si potrebbe ritenere che la potatura sia una forma di profilassi. In realtà le incisioni che ne derivano generano delle vie preferenziali di ingresso dell&#8217;insetto. Il taglio delle foglie va effettuato solo dopo il loro completo disseccamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le palme sono state colpite, il piano fitosanitario regionale ne prevede l&#8217;abbattimento secondo un dettagliato protocollo.  L&#8217;abbattimento deve essere effettuato in giornate non umide e non ventose. Tutto il materiale di risulta dell&#8217;operazione va raccolto con cura, se possibile triturato sul posto (cippatura), e distrutto mediante incenerimento entro 24 ore.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/palmeausoniapunteruolo12032011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2141" title="Palme sotto attacco del punteruolo rosso, Ausonia (FR) SR 630, marzo 2011." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/palmeausoniapunteruolo12032011.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
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		<title>II Concorso nazionale di poesia “Da un popolo a una nazione”</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 14:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 26 marzo 2011 si è tenuta nella sala polifunzionale del Municipio  la cerimonia di premiazione del 2° concorso nazionale di poesia indetto dal Comune di Coreno Ausonio con il patrocinio della provincia di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. L&#8217;anno scorso il tema  fu &#8220;L&#8217;olocausto&#8221;. Nella ricorrenza del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia il titolo di questa seconda edizione è stato &#8220;Da un popolo a una nazione&#8220;. Tra i relatori che hanno animato la pubblica premiazione il professore Nilo Cardillo, già Preside del Liceo Classico di Formia (LT), si &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/03/ii-concorso-nazionale-di-poesia-%e2%80%9cda-un-popolo-a-una-nazione%e2%80%9d/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato 26 marzo 2011 si è tenuta nella sala polifunzionale del Municipio  la cerimonia di premiazione del 2° concorso nazionale di poesia indetto dal Comune di Coreno Ausonio con il patrocinio della provincia di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. L&#8217;anno scorso il tema  fu &#8220;L&#8217;olocausto&#8221;. Nella ricorrenza del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia il titolo di questa seconda edizione è stato &#8220;<strong>Da un popolo a una nazione</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011nilocardillo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1690" title="Il professore Nilo Cardillo nella sua breve prolusione sull'unificazione dell'Italia" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011nilocardillo.jpg" alt="" width="360" height="261" /></a>Tra i relatori che hanno animato la pubblica premiazione il professore <strong>Nilo Cardillo</strong>, già Preside del Liceo Classico di Formia (LT), si è cimentato in una breve digressione sulla storia del Risorgimento italiano, con accenni a personaggi illustri del piccolo centro Ciociaro. Come  il musicista <strong>Cherubino Coreno</strong> (1713-1758), un maestro di flauto traverso che ha suonato nell&#8217;orchestra del Teatro San Carlo di Napoli sin dall&#8217;anno della sua fondazione (1737), nel secolo in cui la città partenopea arrivò ad essere, con i suoi intellettuali, le sue università, le sue scuole mediche, la più bella e culturalmente la più avanzata d&#8217;Europa.<br />
Il professore ha redarguito ogni tendenza divisionista, lodando  piuttosto la pervicacia con cui il Presidente Napolitano ha  voluto i festeggiamenti per il 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, e l&#8217;entusiasmo con cui gli stessi sono stati accolti dalla città di Torino. Del resto importanti attestati di rispetto (con tutta la loro carica morale prima ancora che politica), son giunti dal Presidente Barack Obama, il quale ha riconosciuto con un decreto persino, il valore festivo della ricorrenza dello scorso 17 marzo anche per gli italo-americani e per gli Stati Uniti.<br />
Per Nilo Cardillo la cerimonia organizzata dall&#8217;amministrazione di Coreno ha una valentissima azione pedagogica. Essa si configura come un&#8217;operazione culturale, un impegno civile che consente di riappropriarsi del significato di parole che sono archetipi della storia umana: memoria e futuro, storia e progresso, tempo, utopia, speranza. &#8220;<em>Viaggiare con speranza è meglio che arrivare</em>&#8221; diceva lo scrittore R.L. Stevenson. Un concetto ben rappresentato dai sogni che animano i profughi del Maghreb  proprio in questi giorni, mentre cercano di guadagnare l&#8217;Italia su malfermi barconi. Uomini privi di ogni bene materiale eppure apparentemente più vivi e felici di tanti italiani divorati dagli psicofarmaci.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011vincitoriritaglio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1691" title="I vincitori del secondo concorso assieme al Sindaco e al rappresentante della Banca Popolare del Cassinate" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011vincitoriritaglio.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a>Il presidente della giuria di valutazione, il poeta <strong>Tommaso Lisi</strong>, prima di procedere alla proclamazione dei vincitori, ha tenuto a leggere la missiva giunta dall&#8217;Istituto Comprensivo di Cigliano (VC), con la quale tre insegnanti (F. Perini, S. Ravetto, F. Pegorin) hanno accompagnato gli elaborati di partecipazione preparati dai ragazzi delle classi I, II e III media. La giuria, sensibilmente toccata da questo impegno che ha avuto il merito, tra le altre cose, di avvicinare un piccolo paese del centro Sud con un borgo non molto più popoloso del Nord Italia, ha assegnato il terzo premio proprio ad una delle alunne di terza media, la studentessa Veronica Vercellone, per la poesia &#8220;<em>Pensiero Autobiografico</em>&#8220;. &#8220;<em>In tal modo la giuria</em> -ha spiegato Lisi- <em>ha inteso riconoscere, insieme alla stupefacente facoltà visionaria e di sintesi della ragazza, la straordinaria iniziativa della sua scuola di appartenenza</em>&#8220;. Il secondo premio è stato conferito ad Alberto Canfora di Roma per la poesia in dialetto romanesco dal titolo &#8220;<em>Banniera</em>&#8220;. Nel componimento il poeta si chiede, in un testo non privo di amarezza, commozione e sarcasmo,  per chi sono realmente morti coloro che hanno perso la vita sotto le insegne della bandiera italiana se, in tanti oggi, sembrano irridere ai valori che essa rappresenta. Il primo premio è stato consegnato alla professoressa Franca Calcabotta Sirica, di Monza. Con la poesia &#8220;<em>Sussurro il tuo nome</em>&#8221; l&#8217;insegnante rievoca  una serie di vicende, anche leggendarie o di carattere colto e letterario, legate alla storia patria.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1684" title="Antologia Da un Popolo a una Nazione (disegno di Eliseo Belmonte)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011copertina.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>Le tre poesie premiate, assieme ad altre 14 prescelte come finaliste, son state pubblicate in una piccola antologia in distribuzione gratuita. Tra coloro che sono stati segnalati, erano presenti in sala alcuni che hanno letto i loro componimenti: Sabrina Balbinetti (<em>Centocinquantanni e nun sentilli</em>), di Roma; Giuseppe Quirino (<em>Mater Familias</em>), di Coreno; la giovane Rosamaria Coreno (<em>Figlia di una Donna</em>), di Coreno. Il Sindaco Domenico Corte ha espresso la sua più viva soddisfazione per il positivo riscontro di partecipazione avuto sia a livello locale che nazionale, osservando come questa volta,  a differenza dello scorso anno, tutte le Regioni d&#8217;Italia abbiano partecipato con almeno un concorrente. Una circostanza simbolica che può alludere proprio al Risorgimento, ovvero <em>a quella cronistoria dell&#8217;unione</em> -per parafrasare qualche verso romanesco della Balbinetti- <em> che riuscì, come una sarta, a mettere insieme ogni italiana Regione</em>.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011entrata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1689" title="Ingresso della sala polifunzionale del Municipio" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011entrata.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>Fiom-Cgil Lazio, manifestazione a Cassino (Fr)</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 15:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri si è svolta a Cassino (Fr), così come in altre città d&#8217;Italia (Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Lanciano, Massa, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Torino) una manifestazione indetta dal sindacato Fiom-Cgil per protestare contro i nuovi piani di Sergio Marchionne. Come è noto, il dirigente della Fiat negli ultimi tempi sta prendendo di mira uno stabilimento alla volta (Termini Imerese, Pomigliano D&#8217;Arco, Mirafiori) per  modificare il contratto di assunzione e rendervi via via più gravose le condizioni di lavoro per gli operai. La manifestazione di ieri è stata per Cassino &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/01/fiom-cgil-lazio-manifestazione-a-cassino-fr/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri si è svolta a Cassino (Fr), così come in altre città d&#8217;Italia (Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Lanciano, Massa, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Torino) una manifestazione indetta dal sindacato <strong>Fiom-Cgil</strong> per protestare contro i nuovi piani di Sergio Marchionne. Come è noto, il dirigente della Fiat negli ultimi tempi sta prendendo di mira uno stabilimento alla volta (Termini Imerese, Pomigliano D&#8217;Arco, Mirafiori) per  modificare il contratto di assunzione e rendervi via via più gravose le condizioni di lavoro per gli operai.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinoverdi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1611" title="Il corteo si prepara alla partenza dall'ex campo boario di Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinoverdi.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>La manifestazione di ieri è stata per Cassino probabilmente la più grande dal dopoguerra fino ad oggi. Si è stimato l&#8217;arrivo di circa <strong>7.000</strong> <strong>persone</strong>.  Impiegati e operai non solo del frusinate ma, come si poteva cogliere dalle bandiere e dagli accenti tra la folla, anche da Latina, da Roma, da Rieti, da Viterbo, dalla Campania. A questi si è aggiunta la partecipazione di molte persone estranee al mondo del lavoro dipendente o del sindacato. Tra gli altri gli studenti universitari, i quali avvertono in modo perspicace come la battaglia di Marchionne non sia solo una prova di forza interna agli stabilimenti Fiat, ma metta in gioco i valori e le strutture economiche della società stessa in cui si vivrà nell&#8217;immediato futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinopeppinoimpastato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1614" title="Associazione Peppino Impastato di Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinopeppinoimpastato.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>La <strong>Fiat di Cassino</strong>, con i suoi 4.400 addetti rappresenta una sorta di colosso in un&#8217;area, quella del basso Lazio, non molto prospera dal punto di vista industriale. Si stima che la presenza della Fiat generi un indotto di circa 15.000 occupati. A differenza di Mirafiori, nello stabilimento di Cassino la Fiom-Cgil è solo il quarto sindacato, con 5 rappresentanti su 36. C&#8217;è stata molta incertezza su quale sia stata l&#8217;effettiva partecipazione degli operai allo sciopero (15% &#8211; 65%). Comunque i quotidiani riportano che la produzione di auto giornaliera è stata dimezzata, passando da 460 a 230 vetture.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinodipietro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1612" title="Antonio Di Pietro circondato da sostenitori e giornalisti" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinodipietro.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Tra i politici di rilevanza nazionale, spiccava tra la folla <strong>Antonio Di Pietro</strong>. Il molisano  si è concesso  senza scorta alle interviste e alla gente, con la stessa proverbiale schiettezza che lo contraddistingue quando si mostra in televisione. Accanto a lui, la consigliera regionale Anna Maria Tedeschi, battagliera rappresentate del cassinate per l&#8217;Italia dei Valori. Tra i partiti, sicuramente il più giovanile, numeroso e vivace, era quello di <strong>Sinistra Ecologia Libertà</strong>, di Nichi Vendola. Dal camioncino si scandiva: &#8220;<em>A Cassino non si passa!</em>&#8221; Ma al di là dei proclami di evocazione bellica, il corteo si è snodato in modo pacifico in una città pigra e assolata, le strade battute da un vento freddo, qualche  anziana casalinga curiosa e disorientata affacciata ai balconi. Vigilavano le forze dell&#8217;ordine, che  presidiavano, tra le altre cose, le sedi dei sindacati che non hanno aderito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinoteatro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1615" title="Il corteo transita nei pressi dei Portici di Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinoteatro.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>La gran maggioranza delle bandiere sventolanti erano  di associazioni sindacali, ma il corteo sembrava avesse risuscitato d&#8217;un sol colpo tutti i partiti e partitini della diaspora dell&#8217;estrema sinistra. Difficile enumerarli, ma tra gli altri c&#8217;era la &#8220;sinistra critica&#8221;: così &#8220;critica&#8221; che sembra aver sostituito lo storico colore rosso con bandiere d&#8217;un vistoso viola. La parola d&#8217;ordine di tutti è stata la difesa dei diritti dei lavoratori: &#8220;<em>Sì al diritto, no al ricatto!</em>&#8221; lo slogan di fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma al di là dei proclami e delle manifestazioni, bisognerebbe convenire che il miglior modo per garantire -davvero- i lavoratori è solo uno: <strong>far funzionare l&#8217;economia</strong>. Soffermarsi sulla difesa del mero diritto, sia esso il diritto alla pausa, al giorno di malattia o quant&#8217;altro di più  importante per la dignità  dell&#8217;uomo e del lavoro, rischia d&#8217;essere fuorviante. Ha spiegato bene una giovane precaria dal palco: &#8220;<em>Il referendum di Mirafiori è stato un ricatto, un ricatto che noi in questa provincia conosciamo bene, perché non abbiamo alternative. Non possiamo decidere, ma solo accettare l&#8217;unico lavoro che troviamo. Quando non ci sono alternative, c&#8217;è un ricatto</em>&#8221; (da Ciociaria Oggi). I politici che ci governano, non dovrebbero limitarsi a fare battute o ad augurarsi che il gruppo Fiat non vada via dalla sua culla italiana. Dovremmo chiederci piuttosto PERCHE&#8217; la Fiat minaccia d&#8217;andar via e PERCHE&#8217; altre multinazionali non vengono ad investire in Italia nonostante lo stipendio degli operai italiani sia 1/3 di quello degli operai tedeschi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinomunicipio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1613" title="L'arrivo del corteo nei pressi del Municipio di Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinomunicipio.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Spesso la Cgil è stata accusata di farsi portavoce di battaglie &#8220;politiche&#8221; prima ancora di avere a cuore gli interessi dei lavoratori. Oggi io direi qualcosa di analogo per  Marchionne. Complice un governo consensiente e una crisi economica che rende più debole  il proletariato, Marchionne sta portando avanti una battaglia &#8220;politica&#8221; senza avere davvero a cuore gli interessi delle aziende metalmeccaniche. Infatti di certo egli comprende che non è spingendo di più gli operai alla catena di montaggio o abbassando il costo del lavoro dello 0,5 % che le fabbriche in Italia diventano più competitive e redditizie che altrove. E&#8217; un sistema Paese che deve riformarsi, snellendo e semplificando la sua amministrazione e  la sua legislazione, intervenendo su tutti i suoi storici  nodi di debolezza strutturale: scuola, università, ricerca, giustizia, trasporti, energia, telecomunicazioni, concorrenza, libertà di impresa, fisco&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le altre cose, servirebbe una <strong>stampa libera</strong> che da un lato sensibilizzi i cittadini sulle questioni serie e dall&#8217;altro stimoli i politici ad affrontare quest&#8217;ultime per ricercare un consenso meritato. Ma in proposito ieri sera mi son trovato  a vedere qualche scorcio del Tg1. La manifestazione della Fiom-Cgil, che ha coinvolto centinaia di migliaia di  persone in tutta Italia, è stata liquidata in un servizio di una <em>trentina di secondi </em>o poco più. Nel tempo era compresa una dichiarazione del ministro Sacconi che biasimava lo sciopero,  e la descrizione di alcuni disordini avvenuti a Milano ad opera di ragazzi dei centri sociali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinosel.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1610" title="Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinosel.jpg" alt="" width="560" height="403" /></a></p>
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		<title>Maddalena, marcia per l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Dec 2010 10:36:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Il nome di &#8220;Coreno Ausonio&#8221; ben stampigliato sul petto, sin da quando è partito, in questa straordinaria camminata attraverso le Regioni italiane, il 3 novembre scorso, dalla Piazza Unità d&#8217;Italia di Trieste con il molo dei bersaglieri davanti, presenti labari e bandiere di ogni rappresentanza militare. Sulla tuta di Michele Maddalena (classe 1940, insegnante in pensione), ben in vista anche il nome di Formia  (Lt) sua città natale,  dell&#8217;Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, dell&#8217;Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, un ente morale fondato nel &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/12/maddalena-corridore-per-litalia/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenacoreno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1537" title="Michele Maddalena" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenacoreno.jpg" alt="" width="255" height="340" /></a>Il nome di &#8220;<strong>Coreno Ausonio</strong>&#8221; ben stampigliato sul petto, sin da quando è partito, in questa straordinaria camminata attraverso le Regioni italiane, il 3 novembre scorso, dalla Piazza Unità d&#8217;Italia di Trieste con il molo dei bersaglieri davanti, presenti labari e bandiere di ogni rappresentanza militare. Sulla tuta di <strong>Michele Maddalena</strong> (classe 1940, insegnante in pensione), ben in vista anche il nome di Formia  (Lt) sua città natale,  dell&#8217;Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, dell&#8217;Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, un ente morale fondato nel 1923 che richiede ai suoi associati, tra le altre cose, &#8220;la rigida osservanza delle leggi  dell’onore e del dovere in ogni atto della vita privata e pubblica&#8221;. Il Sindaco  di Coreno Ausonio (Fr), Domenico Corte, al suo arrivo  nel centro del  paese, alle ore 12 del 10 dicembre 2010, lo ha omaggiato di un fascio di  fiori che il &#8220;maratoneta&#8221; ha subito deposto ai piedi del Monumento ai  caduti in guerra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenaraccoglimentoconsindaco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1538" title="Raccoglimento con il Sindaco di Coreno Ausonio davanti al Monumento ai caduti" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenaraccoglimentoconsindaco.jpg" alt="" width="255" height="340" /></a>A Coreno lo legano persone ed amicizie, ma un vincolo speciale si è saldato &#8220;<em>in u</em><em>na splendida sera dello scorso agosto </em>-ricorda Maddalena- <em> un&#8217;immagine di serenità e amore che porto negli occhi e nel cuore</em>&#8220;. In quella circostanza era venuto a Coreno Ausonio per presentare pubblicamente il libro &#8220;La maledizione di Lucia&#8221;, un racconto ambientato nella seconda metà del XIX secolo nella cui trama fa capolino anche il corenese <strong>Giovanni Costanzo</strong>, uno dei cinquecento soldati che morirono in Abissinia nella battaglia di Dogali il 26 gennaio 1887. Il sacrificio di quel massacro è ricordato dall&#8217;omonima piazza di fronte alla Stazione Termini di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">La marcia del prof. Michele Maddalena si è snodata per oltre un migliaio di kilometri, non di rado sotto una pioggia incessante. Da Trieste a Redipuglia, poi Gorizia, Udine, Pordenone, Vittorio Veneto, Trento, Bassano del Grappa, Treviso, Venezia, Mestre. &#8220;&#8221;<em>L&#8217;indomani mattina, fresco e riposato, attraverso il ponte della Libertà </em>-racconta Maddalena- <em>e vado alla sede della Regione Veneto. Devo faticare non poco per far capire, ad una signora della Segreteria del Presidente, quello che sto facendo. La signora prende la pergamena e va via. Dopo oltre un&#8217;ora torna per dirmi che il Presidente non c&#8217;è perché è sulle zone alluvionate. &#8220;Comunque noi non vi abbiamo mai autorizzato </em>-aggiunge la donna- <em>ad utilizzare lo stemma della Regione. </em><em> Anche per fare la fiera della zucca occorre il permesso. Per cui lei deve togliere lo stemma dalla pergamena.&#8221; Alla mia precisazione che detto stemma è stato prelevato da internet, la signora ribadisce la faccenda della zucca e aggiunge che a giorni si riunirà la Giunta Regionale per deliberare che la Regione Veneto non aderisce all&#8217;iniziativa. Non raccolgo l&#8217;adesione del Presidente Zaia, </em>-si rammarica Maddalena- <em>ma l&#8217;episodio imprime alla mia marcia il crisma di cosa giusta e sacrosanta</em>&#8220;&#8221;.<br />
Uno spaccato impietoso delle distanze. Tra le diverse Regioni italiane certo, tra il Nord e il Sud della penisola, ma  forse soprattutto tra il mondo quotidiano delle persone e quello fanatico e dorato dei palazzi della politica di propaganda.</p>
<p style="text-align: justify;">A Rovigo Maddalena trova un clima più cordiale: il Presidente della Giunta Provinciale lo incarica di portare i suoi saluti ai polesani dell&#8217;Agro Pontino. Poi la marcia tocca Reggio Emilia (città della bandiera tricolore), quindi Bologna con arrivo in Piazza del Nettuno, con la scorta dei Vigili Urbani e l&#8217;occhio curioso della gente. Si continua con Rimini e Senigallia, sotto la pioggia. Ad Ancona si tiene una breve cerimonia nella sede della Regione Marche. La marcia prosegue quasi senza sosta tra Fossato di Vico e Ponte San Giovanni. La Presidente della Regione Umbria è la prima che firma personalmente la pergamena. Poi fino a Rieti finalmente il sole. Quindi  il tratto da Cassino a Coreno. La marcia riprenderà il 19 dicembre da Antrodoco a L&#8217;Aquila.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Coraggio e incoscienza</em>&#8221; tra le motivazioni di questa impresa, ammette  lo scrittore. Ma nel 150° dell&#8217;unità d&#8217;Italia quello di Michele Maddalena vuole essere prima di ogni altra cosa &#8220;<em>un messaggio di italianità da far sottoscrivere ai Presidenti di tutte le Regioni affinché l&#8217;Italia sia una Nazione libera, democratica e indivisibile</em>&#8220;.<br />
Anche in ricordo dei tanti soldati caduti nelle guerre. Quasi tutti non avevano raggiunto i trent&#8217;anni &#8211; osserva Maddalena. E la maggior parte di costoro, a dispetto di certe velleità separatiste di oggi, (un po&#8217; come  il nostro Giovanni Costanzo) venivano  dal Meridione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenamonumentoguerracoreno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1521" title="Michele Maddalena depone dei fiori ai piedi del monumento ai caduti di Coreno Ausonio" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/maddalenamonumentoguerracoreno.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
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		<title>Il decretino elettorale</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 13:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so quali potranno essere gli sviluppi delle prossime ore, ma in ogni caso il “decreto interpretativo” non è certo una “soluzione per un generico caos liste“, come si affannano a ripetere il tg1, il tg2, il tg5 e altri. E’ un trucco, una furbata bella e buona a vantaggio di una parte politica, l’intrallazzo all’italiana a favore di chi ha un potere e lo difende di solito in modo arrogante in barba a principi più alti di interesse comune o di democrazia. Lo so, il centrodestra non è nuovo &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/03/il-decretino-elettorale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non so quali potranno essere gli sviluppi delle prossime ore, ma in ogni caso il “<em>decreto interpretativo</em>” non è certo una “<em>soluzione</em> per un generico <em>caos liste</em>“, come si affannano a ripetere il tg1, il tg2, il tg5 e altri. E’ un trucco, <strong>una furbata bella e buona a vantaggio di una parte politica</strong>,<strong> </strong>l’intrallazzo all’italiana a favore di chi ha un potere e lo difende di solito in modo arrogante in barba a principi più alti di interesse comune o di democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so, il centrodestra non è nuovo a simili provvedimenti<em> “porcata”</em>. Gravissimo fu aver cambiato la legge elettorale nel 2006 a pochi mesi dalle elezioni politiche. Allora il primo ministro si ritagliò un sistema elettorale a perfetta misura del metodo autoritario del suo partito, dei suoi mezzi di telecomunicazione, nonché (con il finto “tridente” Berlusconi/Fini/Casini) dei malumori popolari che si riverberavano nella sua coalizione dopo 5 anni di evidente malgoverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che a causa della mancanza del simbolo sulla scheda elettorale, il centrodestra stimasse di perdere qualche punto percentuale (2-3%) nelle due regioni interessate (Lazio e Lombardia). Ma se la correttezza  è un valore, il “<strong>decretino</strong>” già firmato -questa stessa notte- dal presidente Napolitano, dovrebbe essere per il PDL una iattura ben peggiore. Se gli elettori italiani scegliessero i propri rappresentanti anche sulla base di un sentimento civico o di un qualche amore per la giustizia, il “<em>Partito del Libertinaggio</em>” -dopo questo colpo di mano- dovrebbe perdere ora molti più voti di quanti abbia temuto di perdere -tradendo le sue beghe o solo le sue goffagini- sino a ieri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/valoripolitici1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-336" title="I veri valori..." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/valoripolitici1.jpg" alt="" width="520" height="374" /></a></p>
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		<title>Ristrutturata la sede del consultorio di Ausonia</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 11:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Col sole basso vicino al tramonto in un clima piuttosto freddo, è stata inaugurata ieri la sede ristrutturata del Consultorio socio-familiare di Ausonia (FR).  Il Sindaco, dopo l’apertura di qualche bottiglia di spumante, ha guidato le persone presenti attraverso il rinnovato edificio sito nel cuore storico del piccolo comune ciociaro (2598 abitanti). Quando entriamo nella prima stanza, dalle pareti vivacemente colorate di rosso, rimango stupito nei miei ricordi. Non molti anni fa era adibita ad archivio comunale. Nel 2002 prestai servizio civile presso il Municipio e in una circostanza noi &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/12/ristrutturata-la-sede-del-consultorio-di-ausonia/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/consultorioausoniasindaco1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-355" title="Il Sindaco di Ausonia apre bottiglie di spumante" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/consultorioausoniasindaco1.jpg" alt="" width="255" height="340" /></a>Col sole basso vicino al tramonto in un clima piuttosto freddo, è stata inaugurata ieri la sede ristrutturata del <strong>Consultorio socio-familiare di Ausonia</strong> (FR).  Il Sindaco, dopo l’apertura di qualche bottiglia di spumante, ha guidato le persone presenti attraverso il rinnovato edificio sito nel cuore storico del piccolo comune ciociaro (2598 abitanti). Quando entriamo nella prima stanza, dalle pareti vivacemente colorate di rosso, rimango stupito nei miei ricordi. Non molti anni fa era adibita ad archivio comunale. Nel 2002 prestai servizio civile presso il Municipio e in una circostanza noi obiettori fummo incaricati di trasportare e sistemare in essa decine e decine di faldoni contenenti gazzette ufficiali e documenti vari. Allora, dietro una cigolante porta di legno si aprì davanti a noi una stanza scura e polverosa, con migliaia di fascicoli inseriti alla rinfusa negli scaffali alle pareti e sparsi letteralmente ovunque, a partire dal pavimento stesso su cui camminavamo.<br />
E’ in uno slargo del corridoio che si tengono alcuni brevi discorsi. Il Sindaco Michele Moschetta<strong> </strong>si è dichiarato orgoglioso di questo “polo di eccellenza” la cui utenza raggiunge vari comuni del basso frusinate e anche della vicina provincia di Latina. Ha elogiato un lavoro che richiede “s<em>ensibilità, tatto e competenza</em>” e ha detto che l’Amministrazione ci teneva molto a riportare quanto prima il Consultorio nel centro storico del paese. Dal canto suo la responsabile di distretto per i consultori, la signora Lina Iadecola, ha ringraziato sia il Sindaco che l’assessore De Magistris per l’accoglienza nei nuovi confortevoli locali, e ha osservato come il Consultorio di Ausonia sia rimasto l’unico, nello spirito originario della legge (1975), a conservare un patrocinio così forte da parte del Comune ospitante.<br />
<a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/consultorioausoniastanzarossa1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-356" title="La stanza rossa del Consultorio socio-familiare di Ausonia (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/consultorioausoniastanzarossa1.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Sembra che il Consultorio di Ausonia sia stato tra i primi ad essere istituito, grazie molto all’impegno -oltre 30 anni fa- dell’allora amministratore <strong>Michele  Thomas</strong>. L’anziano Thomas, conosciuto  anche come artista  per le stimabili opere scultoree in pietra, ha ricordato le difficoltà delle origini, quando il presidio sanitario fu allocato nei locali inveterati di quella che era stata una volta una scuola e che allora ospitava anche il Comune e la Biblioteca. Ha ricordato ironicamente che quando arrivavano degli ispettori dalla Regione, fosse per il Consultorio o per la Biblioteca, si mostravano loro sempre solo le medesime stanze (più decorose) del piano terra (sic). In effetti la sede era stata chiusa nel febbraio 2006 a causa dell’aggravarsi delle infiltrazioni d’acqua proprio nei piani superiori.<br />
Ma proseguiamo la visita in quella che dovrebbe diventare la sala riunioni. Li ci raggiunge il prete e dei fogliettini vengono distribuiti meticolosamente a tutti come a scolaretti. La corrente elettrica va via, ma il testo della preghiera viene letto nella penombra dal prete stesso. Solo quando accenna “<em>a bambini che non sono nati per difficoltà di altri</em>“, mi ricordo che i Consultori son qualcosa di prettamente… laico e di non troppo gradito al clero.<br />
A riunione sciolta, l’assistente sociale Rita Martufi continua a spiegare alla giornalista Romina D’Aniello (Ciociaria Oggi), la funzione e l’importanza dei Consultori nella prevenzione, sottolineando la disponibilità ad accogliere in particolare gli adolescenti, e ricordando che si garantisce sempre a chiunque la totale privatezza. Ad Ausonia lavora una squadra di diverse figure professionali: due assistenti sociali, un’ostetrica, un’infermiera e un’ausiliaria socio sanitaria (a tempo pieno); uno psicologo, un ginecologo e un pediatra (un giorno a settimana).</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/consultorioausoniaristrutturato1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-357" title="L'edificio ristrutturato sede il consultorio socio-familiare di Ausonia (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/consultorioausoniaristrutturato1.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>Berlusconi e lo scudo&#8230; spaziale</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 09:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esaminando molto attentamente la regolarità del mio biglietto, un controllore del treno osservava come la legge italiana sia severissima con i piccoli illeciti e larga di maglie invece, con i grandi furbi. Alludeva soprattutto all’approvazione in Parlamento, di pochi giorni prima, del cosiddetto “scudo fiscale”. Il governo -ponendo la fiducia- ha voluto portarlo avanti  “per forza”. Ma perché agli evasori che si avvalgono di questa sorta di strabiliante “scudo… spaziale” (alla stregua di un cartone animato giapponese) è stato garantito anche l’anominato? In questo modo chi condona i capitali illecitamente &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/10/berlusconi-e-lo-scudo-spaziale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2009/10/grandemazingasigla.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1603" title="Grande Mazinga (Japan, 1975)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2009/10/grandemazingasigla.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Esaminando molto attentamente la regolarità del mio biglietto, un controllore del treno osservava come la legge italiana sia severissima con i piccoli illeciti e larga di maglie invece, con i grandi furbi. Alludeva soprattutto all’approvazione in Parlamento, di pochi giorni prima, del cosiddetto “scudo fiscale”. Il governo -ponendo la fiducia- ha voluto portarlo avanti  “per forza”. Ma perché agli evasori che si avvalgono di questa sorta di strabiliante “scudo… spaziale” (alla stregua di un cartone animato giapponese) è stato garantito anche l’anominato? In questo modo chi condona i capitali illecitamente occultati in ogni caso non avrà convenienza ad attirare su di sé gli occhi del Fisco o della Guardia di Finanza. Continuerà a spendere i suoi soldi gradualmente, di nascosto, o semplicemente a tenerli all’estero.<br />
Questo significa che di un provvedimento discutibile dal punto di vista morale, la collettività non potrà neanche averne, in un momento di crisi economica così grave, un vantaggio indiretto. A imprenditori che posseggono altrove capitali non dichiarati, si sarebbe dovuta imporre una dichiarazione pubblica: quantomeno gli stessi non avrebbero avuto remore poi ad iniettare la liquidità regolarizzata nelle loro aziende. Eventuali ispettori della Finanza, (sensibili ai temi del lavoro), lo avrebbero apprezzato, persino.<br />
Ma proprio sotto questo aspetto si poteva forse fare di più. Si sarebbero potuti condonare solo capitali rientrati e fattivamente investiti in aziende italiane. Per decine o centinaia di migliaia di piccole e medie imprese sarebbe stata una manna. Certo, avremmo scoperto magari qualche cifra iperbolica occultata dal signor Berlusconi stesso, ma in compenso anche quella, sarebbe tornata dai paradisi fiscali per rafforzare aziende del nostro Paese. Troppo… logico?</p>
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		<title>XXXVI Fiera Campionaria di Sora</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 19:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 25 settembre 2009 alle ore 17.30 è stato dato il via alla 36° Fiera campionaria di Sora (FR), l’evento più importante ospitato nell’area espositiva della città, in località San Domenico, nei pressi dell’omonima Abbazia (XI secolo). La tradizionale fiera si tiene l’ultima settimana di settembre e interessa principalmente i settori del mobile, dell’arredamento, dell’impiantistica domestica, dell’artigianato, dell’agricoltura, della meccanica e del movimento terra. Non avevo mai assistito alla sua inaugurazione. Erano presenti tutte le autorità -civili, ecclesiastiche, militari- ai diversi gradi. Al taglio del nastro hanno partecipato fra gli &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/10/fiera-campionaria-di-sora-2009/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fieradisora2009.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-421" title="Una morsa idraulica per demolizioni edili" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fieradisora2009.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Venerdì 25 settembre 2009 alle ore 17.30 è stato dato il via alla 36° Fiera campionaria di Sora (FR), l’evento più importante ospitato nell’area espositiva della città, in località San Domenico, nei pressi dell’omonima Abbazia (XI secolo). La tradizionale fiera si tiene l’ultima settimana di settembre e interessa principalmente i settori del mobile, dell’arredamento, dell’impiantistica domestica, dell’artigianato, dell’agricoltura, della meccanica e del movimento terra. Non avevo mai assistito alla sua inaugurazione. Erano presenti tutte le autorità -civili, ecclesiastiche, militari- ai diversi gradi.<br />
Al taglio del nastro hanno partecipato fra gli altri l’attuale presidente della Provincia Iannarilli, l’ex presidente della Provincia Scalia (ora alla Regione), il vescovo di Sora (di recente insediamento), assessori e senatori vari della Repubblica.<br />
Inni nazionali e solenni onori ai militari caduti nelle guerre. Poi i discorsi. Il vescovo ha letto una sorta di benedizione  degli “affari”, mentre i politici hanno enfatizzato l’importanza della manifestazione, auspicandone l’ effetto benefico sull’economia ciociara e locale. Ma i toni enfatici e ampollosi e la corte di uniformi e di auto blu, strideva non poco con la realtà -più misera- dei fatti. La Fiera è quasi solamente un grande mercato di commercio al dettaglio. Quanto all’Italia, (e alla Ciociaria in particolare), da anni si è incamminata in una fase di lento declino tecnologico e industriale, in gran parte parte per colpe proprio di una classe politica ben rappresentata su quello stesso palco.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/inaugurazionefierasora20091.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-420" title="Le autorità convenute per l'inaugurazione della Fiera di Sora 2009" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/inaugurazionefierasora20091.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>C&#8217;era una volta Campo Boario</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 14:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Situato poco lontano dalla stazione ferroviaria, c’era una volta a Cassino (FR) una delle ultime aree verdi e quasi intonse della città:  Campo Boario. Quando frequentavo il liceo, spesso ci recavamo lì con i professori di educazione fisica. Appena oltre l’entrata, c’era un campetto di calcetto malamente recintato e qualche arredo per far giocare i bambini. Su una giostra di ferro a volte ci sedevamo a conversare in attesa che l’ora terminasse. Dintorno prato verde e, di primo mattino, erba rugiadosa. Di solito c’era la nebbia e il sole vi &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/08/cera-una-volta-campo-boario/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/brecciolinoparcheggiocassino1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-428" title="Il brecciolino malamente sparso a soffocare l'erba intorno al parcheggio" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/brecciolinoparcheggiocassino1.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Situato poco lontano dalla stazione ferroviaria, c’era una volta a Cassino (FR) una delle ultime aree verdi e quasi intonse della città:  <em>Campo Boario</em>. Quando frequentavo il liceo, spesso ci recavamo lì con i professori di educazione fisica. Appena oltre l’entrata, c’era un campetto di calcetto malamente recintato e qualche arredo per far giocare i bambini. Su una giostra di ferro a volte ci sedevamo a conversare in attesa che l’ora terminasse. Dintorno prato verde e, di primo mattino, erba rugiadosa. Di solito c’era la nebbia e il sole vi traspariva, sferico e fioco, come fosse la luna.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1993 un sindaco “illuminato” aveva avviato a Cassino l’operazione che si potrebbe intitolare “<em>zero marciapiedi senza alberi</em>“. Migliaia di piante sono state messe a dimora nella città aprendo, ovunque possibile, cerchi nel cemento. Oggi quegli alberi recano non poco refrigerio in una città situata in una conca dal clima infelice. Comunque, finito l’effetto “Mani pulite”, il sindaco “virtuoso” con la faccia da “bravo ragazzo” è passato come una meteora.<br />
E’ bizzarro come la stupidità umana riesca ad essere sempre più prolifica della lungimiranza. I nuovi politici cassinati (forse per giustificare i parcheggi a pagamento in una città che non aveva “scuse” per prevederli) hanno pensato di realizzare un “immenso” parcheggio spalmando una distesa di asfalto sulla fertile terra del “<em>Campo Boario</em>“. Un ettaro di catrame, steso da cima a fondo, che d’estate riverbera di calore come una fornace.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso maggio c’è stata poi la visita del papa Benedetto XVI. E allora per il parcheggio si sono rese necessarie opere di “somma urgenza” riguardanti la risistemazione dei luoghi e la bonifica dai rifiuti. Ad oggi, la sporcizia ancora c’è. Quanto ai lavori (per il risibile importo di Euro 347.893,14) apparentemente è stato realizzato solo un cordone di cemento tutto intorno e, alla meno peggio, sparpagliato del brecciolino sul lembo di prato che ancora vi insisteva ai margini.<br />
E’ grottesco: per fabbricare quel candido brecciolino si sventrano montagne e si distruggono ecosistemi,  eppure lo si spreca in modo disordinato e approssimativo, per “soffocare”  (in maniera insufficente peraltro) l’erba che ancora cresce attorno alla megapiazza di asfalto. Dal punto di vista “termodinamico” un aumento sconsiderato e gratuito… dell’entropia dell’universo. Dal punto di vista politico un esempio di cattivissima gestione (economica, ambientale, urbanistica) del denaro pubblico.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/parcheggiocassino11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-429" title="La distesa d'asfalto del parcheggio del Campo Boario a Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/parcheggiocassino11.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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