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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Media</title>
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		<title>Cherubino Coreno, musicista del XVIII secolo</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 18:11:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Don Giuseppe Lavalle detto “Don Peppino”, nacque nel 1884 a Coreno Ausonio (Fr), ove visse fino alla morte, soggiunta nel 1979. Come recita la lapide affissa sulla sua casa, &#8220;fu sacerdote e studioso umanista&#8220;. Nella sua “Storia di Coreno”, pubblicazione postuma del 1984 (curata da Giuseppe Parente), un capitoletto è dedicato alla figura del musicista Cherubino Coreno (1713-1764). Il Cherubino “nacque il 9 gennaio 1713 da Antonio e Teodora Valente, di famiglia agiata”, fu alunno del Seminario vescovile di Gaeta, quindi si trasferì a Napoli dove “il 19 dicembre 1735 &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/07/cherubino-coreno-virtuoso-musicista-del-xviii-secolo/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/dongiuseppelavalledieliseo1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1866" title="Don Giuseppe Lavalle (1884-1979), ritratto di Eliseo Belmonte" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/dongiuseppelavalledieliseo1.jpg" alt="" width="322" height="340" /></a>Don Giuseppe Lavalle</strong> detto “<em>Don Peppino</em>”, nacque nel 1884 a Coreno Ausonio (Fr), ove visse fino alla morte, soggiunta nel 1979. Come recita la lapide affissa sulla sua casa, &#8220;<em>fu sacerdote e studioso umanista</em>&#8220;. Nella sua <em><strong>“Storia di Coreno”</strong></em>, pubblicazione postuma del 1984 (curata da Giuseppe Parente), un capitoletto è dedicato alla figura del musicista <strong>Cherubino Coreno (1713-1764)</strong>. Il Cherubino “<em>nacque il 9 gennaio 1713 da Antonio e Teodora Valente, di famiglia agiata</em>”, fu alunno del Seminario vescovile di Gaeta, quindi si trasferì a Napoli dove “<em>il 19 dicembre 1735 sposò Fortunata Piano, figlia e sorella di musicisti</em>”. Nello stesso capitolo del libro si legge ancora che il 30 dicembre 1748 “<em>il magnifico Don Cherubino Coreno virtuoso di oboe, di flauto traverso e flauto dolce, quale si è fatto conoscere molto addottrinato nella sua musica</em>” fu eletto Maestro degli strumenti a fiato dai Governatori del Conservatorio di Santa Maria di Loreto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prof. <strong>Nilo Cardillo</strong> (già Preside del Liceo Classico di Formia), incuriosito da questi riferimenti contenuti in un testo (“<em>Storia di Coreno</em>”) che considera prezioso e fondamentale per la memoria storica e culturale del piccolo borgo collinare, si è sentito spinto a intraprendere ulteriori ricerche. “<em>Dai documenti conservati presso il Conservatorio</em> – spiega il professore <em>–  risulta una lunga lista di maestri che hanno preceduto il Coreno sulla cattedra degli strumenti a fiato. In realtà egli è stato il primo ad insegnare solo ‘i legni’. Di tali strumenti è stato uno dei più prestigiosi maestri nella scuola musicale napoletana ed è stato regolarmente presente, come primo oboe, nell’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli sin dal 1737, anno della sua costruzione</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i maestri di conservatorio del tempo, la composizione di concerti musicali da far eseguire agli allievi, rientrava tra i doveri del contratto di lavoro. Ma la ricerca di eventuali spartiti composti da Cherubino Coreno non è stata facile: presso il Conservatorio di San Pietro a Maiella di Napoli, che gestisce oggi l’archivio di Santa Maria di Loreto, nemmeno l’ombra di una sua creazione. Comunque, grazie a indizi scovati per caso e a suggerimenti di insigni studiosi, i risultati sono arrivati. Il Maestro Graziano Fronzuto (che si è occupato tra le altre cose del restauro dell’organo della Chiesa di Santa Margherita di Coreno), ha segnalato l’esistenza di una pubblicazione, uscita a Londra nel 1750, dal titolo “<em>Six Sonatas for two german flutes or two violins, with a thorough bass</em>”. Attraverso ricerche del figlio Franco Alberto Cardillo, informatico presso il CNR di Pisa, il professore ha potuto sincerarsi dell’esistenza di due copie di quel libretto. L’una conservata ancora a Londra, l’altra presso la <em>Staatsbibliothek</em> di Berlino. Di lì a pochi giorni, gli spartiti ricercati fino ad allora con tanta ansia, erano &#8211; non senza emozione- finalmente tra le sue mani.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em> Cherubino Coreno è un singolare personaggio </em>–<em> </em>osserva Nilo Cardillo – <em>emblema di tanti Corenesi che, partendo dal piccolo paese natìo, sono riusciti ad occupare posizioni importanti nella società, nella cultura e nell’arte</em>. <em>E’ importante tramandarne il ricordo e mettere a disposizione dei giovani la sua musica, eseguita e ascoltata non solo a Napoli, ma verosimilmente  anche in grandi città europee come Londra e Berlino</em>.”  Con entusiasmo pari solo alla trepidazione con la quale ha condotto le sue ricerche, Nilo si è fatto promotore di una suggestiva iniziativa: la serata del prossimo 2 agosto sarà dedicata al ricordo di quest’uomo che ha rappresentato un piccolo “bagliore corenese” nella straordinaria stagione del Settecento musicale napoletano. Per l’occasione egli promette di svelare particolari inediti della vita di Cherubino e con l’esecuzione delle sue composizioni da parte di musicisti esperti, di farlo tornare -redivivo- nello stesso paese natale da cui partì, 277 anni fa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/inchiesta070711cherubino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1857" title="Inchiesta del 07/07/2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/inchiesta070711cherubino.jpg" alt="" width="560" height="396" /></a></p>
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		<title>Adsl a Coreno Ausonio!</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 19:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi Telecom Italia ha avviato una campagna di promozione telefonica per la sottoscrizione anche a Coreno Ausonio del servizio “Internet Senza Limiti” ADSL fino a 7 Mega. Sembra che per ora la connessione non possa essere consentita per un numero illimitato di utenze. Nondimeno si tratta di un salto di qualità notevole per chi è abituato a navigare con chiavette che in genere registrano una velocità di soli 50-100 kbyte/secondo. Nella cronica mancanza dell&#8217;adsl che affliggeva Coreno Ausonio da anni, solo una decina di giorni fa era stata pubblicamente presentata &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/02/adsl-a-coreno-ausonio/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p style="text-align: justify;">Oggi  Telecom Italia ha avviato una  campagna di promozione telefonica per la sottoscrizione anche a Coreno Ausonio del servizio  “Internet Senza Limiti” ADSL fino a 7 Mega. Sembra che per ora la  connessione non possa essere consentita per un numero illimitato di utenze. Nondimeno si tratta di un salto di qualità notevole per chi è  abituato a navigare con chiavette che in genere registrano una velocità  di soli 50-100 kbyte/secondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella cronica mancanza dell&#8217;adsl che affliggeva Coreno Ausonio da anni, solo una decina di giorni fa era stata pubblicamente presentata a scopi commerciali l&#8217;alternativa di una più costosa e meno prestante connessione wireless. La notizia dell&#8217;attivazione dell&#8217;adsl via cavo da parte della Telecom è arrivata del tutto inaspettata, rimbalzando nella stessa rete  e diffondendosi rapidamente tra le persone e aziende del paese   interessate.</p>
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		<title>Che bella giornata</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 19:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei cinema dallo scorso 5 gennaio, &#8220;Che bella giornata&#8221; (Italia, 2011) ha già superato i 30 milioni di euro di incasso e sembra destinato ad avvicinarsi ai 50, per collocarsi al primo posto tra i film italiani più redditizi di ogni tempo, dietro solo al film straniero &#8220;Avatar&#8221; (Usa &#38; Uk, 2009 &#8211; 65,7 M€). Di rado ai nostri giorni, in un prodotto mediatico così popolare, si riesce a scorgere un lavoro artistico di qualità assieme alla tessitura profonda di una bella morale. Nella trama, il musicista  e comico Checco &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/01/che-bella-giornata/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/chebellagiornatalocandina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1580" title="Locandina del film" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/chebellagiornatalocandina.jpg" alt="" width="255" height="340" /></a>Nei cinema dallo scorso 5 gennaio, &#8220;<strong>Che bella giornata</strong>&#8221; (Italia, 2011) ha già superato i 30 milioni di euro di incasso e sembra destinato ad avvicinarsi ai 50, per collocarsi al primo posto tra i film italiani più redditizi di ogni tempo, dietro solo al film straniero &#8220;<em>Avatar&#8221;</em> (Usa &amp; Uk, 2009 &#8211; 65,7 M€).</p>
<p style="text-align: justify;">Di rado ai nostri giorni, in un prodotto mediatico così popolare, si riesce a scorgere un lavoro artistico di qualità assieme alla tessitura profonda di una bella morale. Nella trama, il musicista  e comico Checco Zalone (nella parte di se stesso) incarna i peggiori difetti dello stereotipo dell&#8217;italiano meridionale. Alla simpatia, alla spiccata socialità, alla generosa ospitalità fanno da contrappunto le lacune di istruzione scolastica, il disinteresse per le arti e la cultura, la mancanza di ogni riguardo per le regole di convivenza civile, l&#8217;approssimazione nel  lavoro, la spavalderia con l&#8217;altro sesso, l&#8217;egotismo per il proprio apparire, ben simboleggiato dall&#8217;auto fuoriserie modificata  con impianto gpl.</p>
<p style="text-align: justify;">A questi aspetti in qualche modo &#8220;tradizionali&#8221; della commedia italiana si aggiunge una sottile irriverenza verso le religioni e la gerarchia cattolica in particolare. Motivo quest&#8217;ultimo che trova il suo epilogo più dissacrante nella robusta pacca, amichevole ma fin troppo familiare, assestata al papa in una scena in cui il pontefice si trova tra la folla in Vaticano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma al di là degli atavici difetti, il bilancio della <em>forma mentis</em> italiana si riscopre alfine positivo. Il padre che confessa candidatamente di ritrovarsi con l&#8217;esercito in missione in Iraq  solo per pagare il mutuo della casa rivela  in modo disarmante lo scarso  amor patrio che contraddistingue noi italiani. Nondimeno nel film traspare il desiderio  -<em>molto italiano-</em> di uno stile di vita spensierato, intenso e socialmente gratificante, con un po&#8217; di presuntuoso etnocentrismo forse, ma aperto, pacifico e tollerante verso tutti, che non si lascia incantare dal fanatismo o dai miraggi di quelle ideologie,  di matrice politica o religiosa, che portano non di rado alla guerra o alla violenza.</p>
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		<title>L&#8217;inchiesta, quotidiano locale</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Dec 2010 12:38:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stefano Di Scanno]]></category>

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		<description><![CDATA[Esce oggi in edicola un nuovo giornale -L&#8217;inchiesta- &#8220;quotidiano dell&#8217;alta Terra di Lavoro e della Ciociaria&#8220;. Il suo direttore Stefano Di Scanno si è già cimentato (10-15 anni or sono) in altre iniziative editoriali lodevoli, come il Corriere del Sud Lazio, un settimanale di approfondimento sul territorio meridonale delle province di Frosinone e Latina. Il più grande titolo interno del nuovo quotidiano è dedicato alla cava Cese di Cervaro (Fr). Il sito della cava è stato utilizzato in passato come discarica di rifiuti solidi urbani. Era previsto che i rifiuti &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/12/linchiesta/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Esce oggi in edicola un nuovo giornale -<strong>L&#8217;inchiesta</strong>- &#8220;<em>quotidiano dell&#8217;alta Terra di Lavoro e della Ciociaria</em>&#8220;. Il suo direttore Stefano Di Scanno si è già cimentato (10-15 anni or sono) in altre iniziative editoriali lodevoli, come il <em>Corriere del Sud Lazio</em>, un settimanale di approfondimento sul territorio meridonale delle province di Frosinone e Latina.</p>
<p style="text-align: justify;">Il più grande titolo interno del nuovo quotidiano è dedicato alla cava Cese di Cervaro (Fr). Il sito della cava è stato utilizzato in passato come discarica di rifiuti solidi urbani. Era previsto che i rifiuti fossero poi trasferiti presso l&#8217;impianto di Colfelice. Di fatto il materiale accumulato (non solo rifiuti urbani ma probabilmente anche altro di dubbia provenienza) è stato semplicemente ricoperto di terra. Il Comune di Cervaro avrebbe di recente aperto un cantiere di scavi sul posto senza precisarne l&#8217;esatta finalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel primo numero de L&#8217;inchiesta scorgo qualche ingenua pecca di impaginazione. Ad esempio leggendo i titoli si fa fatica a individuare l&#8217;ambito trattato perché manca a inizio pagina un nitido riferimento alla località, all&#8217;istituzione territoriale o al tema generale (<em>ma sono state apportate delle correzioni già al secondo numero, n.p.</em>). Ambigua la strizzatina d&#8217;occhio, in un paio di articoletti, alla fazione politica che governa l&#8217;Italia. Si cita un dato di fiducia a Berlusconi prossimo al 55%. Irreale e grottesco alla luce anche della gravissima crisi politica ed economica che si sta abbattendo sul nostro Paese proprio in questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, unendoci agli auspici di altri, ci auguriamo che questa nuova testata sia all&#8217;altezza del suo titolo e, dando spazio a idee libere e diverse, possa guadagnarsi  nel tempo  il prestigio d&#8217;un riferimento  imparziale e prezioso per lo sviluppo sociale, culturale e democratico di cui ha bisogno la nostra terra.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/linchiesta-021210.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1487" title="Prima pagina del Primi numero de L'Inchiesta" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/12/linchiesta-021210.jpg" alt="" width="560" height="396" /></a></p>
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		<title>Gli Italiani e l&#8217;informazione</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Oct 2010 19:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sul quotidiano La Repubblica il sociologo Ilvo Diamanti presenta un sondaggio condotto dall&#8217;Osservatorio Demos-Coop sugli &#8220;italiani e l&#8217;informazione&#8221;. Il sondaggio è stato condotto tra il 18 e il 22 ottobre e le persone intervistate, da 15 anni in su, sono state 1310. Tra le fonti di informazione utilizzate quotidianamente rimane dominante il ruolo della televisione (83%, in lieve calo). Seguono la radio (43%, in crescita), internet (38%, cresce decisamente) e i quotidiani (34%, in crescita). Per quanto riguarda i telegiornali il dato più appariscente  è il sensibile declino della &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/10/gli-italiani-e-linformazione-la-repubblica/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi sul quotidiano<strong> La Repubblica</strong> il sociologo Ilvo Diamanti presenta  un sondaggio condotto dall&#8217;Osservatorio Demos-Coop sugli &#8220;italiani e  l&#8217;informazione&#8221;. Il sondaggio è stato condotto tra il 18 e il 22 ottobre  e le persone intervistate, da 15 anni in su, sono state 1310. Tra le fonti di informazione utilizzate quotidianamente rimane dominante il ruolo della televisione (83%, in lieve calo). Seguono la radio (43%, in crescita), internet (38%, cresce decisamente) e i quotidiani (34%, in crescita).</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i telegiornali il dato  più appariscente  è il sensibile declino della fiducia nei confronti del Tg1 diretto da  Minzolini e del Tg5 diretto da Mimun. Da questo punto di vista Rai e Mediaset sembrano condividere un unico destino come fossero&#8230; la stessa impresa. Significativo l&#8217;aumento di credibilità di <strong>Rai News 24</strong>, una rete che probabilmente gli Italiani stanno imparando a conoscere, regione dopo regione, con la diffusione del digitale terrestre. Rai News 24 dispone di una schiera di giornalisti dai  volti non troppo noti, ma autorevoli e motivati, diretti da Corradino  Mineo, conduttore che spicca per professionalità, concretezza,  imparziale incisività.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fiduciatg2010.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1031" title="Fiducia nei Tg confronto 2007-2010" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fiduciatg2010.jpg" alt="" width="560" height="376" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i programmi di approfondimento e di inchiesta, <strong>Ballarò</strong> condotto da Giovanni Floris si conferma il programma più affidabile secondo l&#8217;opinione degli Italiani. Seguono <strong>Report </strong>di Milena Gabanelli<strong> </strong>e <strong>Anno Zero</strong> di Michele Santoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fiduciainfotv2010.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="Fiducia degli italiani nei programmi di approfondimento della Tv" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fiduciainfotv2010.jpg" alt="" width="560" height="402" /></a>E&#8217; da notare come per il 55% degli italiani il peso economico e mediatico di Berlusconi danneggi la libertà di informazione (tre anni fa lo pensava il 52%). E&#8217; questa l&#8217;opinione anche di Ilvo diamanti che tuttavia conclude il suo resoconto osservando: &#8220;<em>non basteranno leggi e nuove regole a ridimensionare l&#8217;influenza del Cavaliere. Perché viviamo in un paese mediale plasmato da lui. Pensiamo di assistere alla vita in diretta. E invece viviamo una vita indiretta.</em>&#8220;</p>
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		<title>Rendiconto problema storage e ripristino database</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[26/08/2010 ore 17:30 Dopo il ripristino della funzionalità dello storage avvenuto ieri, oggi abbiamo lavorato nel recupero dei database usando tutti i mezzi e le fonti a noi disponibili. Tutto ciò che è stato possibile recuperare è stato recuperato, in qualche caso è stato recuperato il database senza qualche tabella, risultata corrotta. Alla fine delle operazioni sono rimasti fuori qualche centinaio di database [tra cui quello di questo sito, ndr] per i quali, ci spiace, non c&#8217;è più nulla da fare. Aggiornamento delle 19:00. Ci spiace veramente per i dati &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/08/rendiconto-problema-storage-e-ripristino-database/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>26/08/2010 ore 17:30</strong></p>
<p>Dopo il ripristino della funzionalità dello storage avvenuto ieri, oggi abbiamo lavorato nel recupero dei database usando tutti i mezzi e le fonti a noi disponibili.</p>
<p>Tutto ciò che è stato possibile recuperare è stato recuperato, in qualche caso è stato recuperato il database senza qualche tabella, risultata corrotta. Alla fine delle operazioni sono rimasti fuori qualche centinaio di database<span style="color: #888888;"> [tra cui quello di questo sito, ndr]</span> per i quali, ci spiace, non c&#8217;è più nulla da fare.</p>
<p><strong>Aggiornamento delle 19:00. </strong>Ci spiace veramente per i dati che non siamo riusciti a recuperare.  In questi due giorni di fuoco abbiamo lavorato alacremente fino a tarda notte, perché ci teniamo a risolvere nel miglior modo possibile ogni problema e questo anche se potevamo nasconderci dietro le norme di fornitura dove è detto che l&#8217;integrità dei dati non è garantita e rendere a tutti i clienti semplicemente spazi resettati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">[Comunicazioni dei gestori Tophost. La perdita irreversibile di gran parte del materiale pubblicato su questo sito internet sarebbe stata causata da un problema di alimentazione del server]<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/08/computerportatilesony.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1132" title="Computer portatile..." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/08/computerportatilesony.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a><br />
</span></p>
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		<title>Festa dell’architettura a Roma: la città digitale</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 20:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 12 giugno son stato alla Festa dell’architettura di Roma, evento di 4 giorni che si è tenuto presso alcuni padiglioni dell’ex mattatoio del Testaccio. La struttura fu costruita a partire dal 1888 per rispondere alle normative igieniche dell’epoca ed ha esercitato la sua attività sino al 1975. In seguito è stata oggetto di diversi restauri e oggi rimane una preziosa testimonianza di archeologia industriale. Nella parte più interna insistono gli stalli in metallo, semicoperti, dove stazionavano gli animali prima di essere macellati. Intorno gli edifici adibiti alle lavorazioni delle &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/06/festa-dell%e2%80%99architettura-a-roma-la-citta-digitale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/festaarchitetturaexmattatoio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-299" title="Binari per lo smistamento delle carni all'interno dell'antico mattatoio del Testaccio" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/festaarchitetturaexmattatoio.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a>Sabato 12 giugno son stato alla Festa dell’architettura di Roma, evento di 4 giorni che si è tenuto presso alcuni padiglioni dell’ex mattatoio del Testaccio.  La struttura fu costruita a partire dal 1888 per rispondere alle normative igieniche dell’epoca ed ha esercitato la sua attività sino al 1975. In seguito è stata oggetto di diversi restauri e oggi rimane una preziosa testimonianza di archeologia industriale. Nella parte più interna insistono gli stalli in metallo, semicoperti, dove stazionavano gli animali prima di essere macellati.  Intorno gli edifici adibiti alle lavorazioni delle carni, con le pertinenze percorse in alto da autostrade di binari per lo smistamento  dei capi appesi. Nel portico d’entrata l’insegna dell’ Ufficio Sanitario, mentre un altro edificio reca la scritta “Tripperia”. I termini stessi son quasi desueti, come la “Pelanda”, il locale dove un tempo venivano depilati i maiali e che ora è già affollato di persone in attesa del simposio sulla “città digitale“. “Dai ganci dei maiali ai ganci per le menti” è il testo di un internauta che compare per qualche istante sul maxischermo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/festaarchitetturaruotabici.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-300" title="Ruota di bicicletta studiata dal MIT" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/festaarchitetturaruotabici.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>E’ il coordinatore Paolo Valente a introdurre dapprima una gentile rappresentante dell’assessore alla cultura del Comune di Roma, poi a presentare e moderare gli interventi in programma. Carlo Ratti (SENSEable city, MIT) spiega che Copenaghen 30 anni fa era una città stracolma di auto come tante altre. Oggi il 50% degli spostamenti vi avviene in bicicletta. In proposito il MIT ha lavorato al progetto di una ruota in grado di recuperare energia nei percorsi in discesa o in fase di frenata, e di restituirla poi al ciclista nella coppia di pedalata. Tra le altre cose mostra uno studio che ha permesso di tracciare il percorso compiuto da comuni oggetti di consumo dopo essere diventati rifiuti, e un tetto d’acqua a scomparsa, realizzato nella città di Saragoza in occasione dell’Expo 2008. Secondo Andrea Granelli (Re-design del territorio) la fase di de-industrializzazione che stiamo vivendo deve indurci a un riprogetto dei luoghi. In Italia più volte è avvenuta una analoga reinvenzione dei luoghi, giacché non è affatto vero, come si potrebbe pensare, che le città storiche siano sempre rimaste uguali a se stesse.  Ogni città d’arte vive di due aspetti: l’uno fisico,  tangibile; l’altro simbolico, virtuale. E’ anche questo secondo che deve essere restituito al turista e le nuove tecnologie digitali possono contribuire in tal senso. Per Salvo Mizzi (Capitale digitale) per ordinare la città reale nel mondo virtuale occorre innanzitutto una “tassonomia”: una struttura col potere di “assegnare i nomi” che permetta di inquadrare in modo organico le infinite informazioni provenienti dagli innumerevoli ambiti di possibili letture. L’Italia, non tanto per la quantità del suo patrimonio storico-artistico, quanto per la varietà e diversità di quest’ultimo, si presterebbe a diventare il più grande laboratorio del mondo. Salvatore Iaconesi e Oriana Persico (Neoralismo virtuale) presentano una casa editrice che non stampa libri cartacei, ma permette a ciascun cittadino di appropriarsi di un oggetto reale di dominio collettivo per aggiungervi, attraverso la rete internet, il proprio contributo individuale. Qualcosa di simile, spiega Salvatore, allo skateboardista che con la sua performance atletico-artistica riesce, per un momento, a dare il proprio valore a una panchina rotta. Carlo Infante (Urban Experience) paragona lo spazio pubblico di internet alla piazza rinascimentale italiana. I social network (come twitter) consentirebbero al singolo di fare politica con gesti concreti, di esprimersi come a volte in nessun altro modo è possibile. La storia produce informazione, ma anche il luogo produce informazione. La città di Torino, una città grigia ed operaia, ha scoperto un’insperata vocazione turistica solo a partire dalle olimpiadi invernali del 2006.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/festaarchitetturadomenico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-297" title="Domenico Di Siena su spazio digitale e spazio fisico alla Festa dell'architettura di Roma" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/festaarchitetturadomenico.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>L’esigenza di trasferire concretamente lo spazio virtuale di internet allo spazio fisico reale è subito dichiarata da Domenico Di Siena (Ecosistema urbano, Madrid) che  si limita per amor di efficacia e brevità a citare in modo pregnante almeno 3 punti essenziali. 1) Internet non ci ha portato su altre strane dimensioni ma al contrario ha aumentato l’interesse per il locale. Il luogo ci rispecchia. Che sia bello o brutto si ripercuote sempre in qualche misura sulla nostra identità. 2) La stessa tecnolologia  internet che ci ha aperto al mondo globale, ci ha riportato anche a un interesse locale, perciò la tecnologia permetterebbe -nelle due dimensioni- la cosiddetta “glocalizzazione”. 3) Attraverso lo spazio pubblico virtuale della rete internet, il cittadino torna ad essere un “produttore”, non solo un “consumatore”. In effetti, in un significato che va al di fuori di quello prettamente commerciale, a partire dalla rivoluzione industriale il cittadino avrebbe smesso di produrre e creare lo spazio pubblico e si sarebbe limitato a usufruirne, solo consumandolo. Nella piazza del piccolo paese da cui Domenico proviene, un tempo era possibile venire a sapere tutto della collettività che vi ruotava attorno. La proposta  è di riportare in ambito fisico le qualità di condivisione del mondo virtuale. Tentativo realizzato a Madrid, dove su una parete di un edificio son state fisicamente visualizzate, mediante dispositivi led, le stesse informazioni locali che sarebbero apparse altrimenti solo su internet.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/festaarchitetturadisegno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-293" title="Insolito manifesto su un muro dell'ex mattatoio in occasione della Festa dell'Architettura di Roma" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/festaarchitetturadisegno.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>Il canto di natale del Tg5</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 08:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri verso le 20.20 mi son trovato a seguire un filmato del tg 5 dedicato agli acquisti per il prossimo natale. Sarà che sono ancora uno che si scandalizza facilmente, ma ne son rimasto allibito. Girato apparentemente in un lussuoso negozio di Milano, il servizio era al di fuori della realtà nello stile e nei toni. Gli intervistati erano già molto eccitati come se al natale non mancasse ancora più d’un mese, i bambini allegramente sceglievano l’ultimo grido di lucette intermittenti da 60-100 euro, i loro genitori li accontentavano felici e spensierati. &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/11/il-canto-di-natale-del-tg5/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/11/achristmascarol1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1301" title="&quot;Il Canto di Natale&quot; di Charles Dickens" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/11/achristmascarol1.jpg" alt="" width="242" height="400" /></a>Ieri verso le 20.20 mi son trovato a seguire un filmato del tg 5 dedicato agli acquisti per il prossimo natale. Sarà che sono ancora uno che si scandalizza facilmente, ma ne son rimasto allibito.<br />
Girato apparentemente in un lussuoso negozio di Milano, il servizio era al di fuori della realtà nello stile e nei toni. Gli intervistati erano già molto eccitati come se al natale non mancasse ancora più d’un mese, i bambini allegramente sceglievano l’ultimo grido di lucette intermittenti da 60-100 euro, i loro genitori li accontentavano felici e spensierati. Nulla di cui meravigliarsi: l’esercente spiegava infatti che un cliente aveva speso ben 20000 euro per i suoi addobbi! Un anonimo tizio che è stato presentato non come un riccone in vena di esagerazioni (forse poco morali anche), ma come uno che, alla stregua dello scrittore Charles Dickens (1812-1870), di certo doveva avere molto a cuore il caloroso spirito del natale.<br />
Sarà che abito nel centrosud, ma io intorno vedo tutt’altro clima. L’altro giorno in un supermercato son rimasto quasi impaurito dal fatto che il burro in offerta sullo scaffale era finito. Il burro! La verità è che nel Paese, almeno per la maggioranza dei cittadini, c’è sempre più povertà, insicurezza, incertezza. Un imprenditore mi ha spiegato che i suoi clienti hanno sospeso tutti gli ordini almeno fino al nuovo anno; quando invece è lui a comprare i tempi di consegna sono più rapidi che in passato, come se i suoi fornitori non avessero molte altre commesse.<br />
E allora mi chiedo: ma davvero noi italiani siamo così ebeti o apatici da essere disposti a farci prendere per il naso, tutte le sere magari, dai servizi surreali e melliflui di un <strong>tg5</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">[Pubblicato sulla rubrica Italians del Corriere della Sera, nel giorno dei 10 anni della rubrica, il 3 dicembre 2008: <a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-03/05.spm"><strong>http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-03/05.spm</strong></a>]</p>
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		<title>Adsl a Coreno?</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 19:07:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Coreno Ausonio (FR) ancora non c’è l’ADSL. Oggigiorno il rapido accesso ad informazioni multimediali è sempre più importante. Avere una linea internet lenta non significa solo essere in parte tagliati fuori dal mondo. Per aziende grandi e piccole  o  per privati cittadini significa anche essere meno efficienti e produttivi. Tempo fa su un periodico locale la maggioranza politica che amministra il comune annunciava trionfante gli imminentissimi lavori per la posa degli agognati cavi. C’è di che esserne lieti, invero. Ma l’entusiasmo era fuori luogo: la banda larga sarebbe arrivata a Coreno, sia pure per colpe di livello nazionale, con un ritardo impressionante. &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/07/adsl-a-coreno/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A Coreno Ausonio (FR) ancora non c’è l’ADSL. Oggigiorno il rapido accesso ad informazioni multimediali è sempre più importante. Avere una linea internet lenta non significa solo essere in parte tagliati fuori dal mondo. Per aziende grandi e piccole  o  per privati cittadini significa anche essere meno efficienti e produttivi.<br />
Tempo fa su un periodico locale la maggioranza politica che amministra il comune annunciava <em>trionfante</em> gli <em>imminentissimi</em> lavori per la posa degli agognati cavi. C’è di che esserne lieti, invero. Ma l’entusiasmo era fuori luogo: la banda larga sarebbe arrivata a Coreno, sia pure per colpe di livello nazionale, <strong>con un ritardo impressionante</strong>. Un decennio circa. Vergognoso per una nazione che voglia rimanere un grande Paese industrializzato.<br />
Nel frattempo son passati tre-quattro mesi. La traccia con il tubo che dovrebbe ospitare i cavi sembra sia stata completata. “Meglio tardi che mai” diremo quando la nuova  linea comincerà ad essere effettivamente funzionante. <strong>Ma quando?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/scavatraccia1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-652" title="Macchina utilizzata per gli scavi della traccia per i cavi" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/scavatraccia1.jpg" alt="" width="420" height="280" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>V-day2 di grillo: raccolta delle firme a Cassino (Fr)</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Apr 2008 19:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la compagnia inattesa di Pasquale, collega e un tempo compagno d’università, mi sono recato ieri a Cassino per apporre la mia firma alle petizioni di Beppe Grillo in favore di una maggiore libertà di informazione. L’impetuoso giullare genovese ha in effetti dedicato la giornata di ieri (dopo il primo v-day dello scorso 8 settembre contro i politici corrotti) alla  protestare contro il sistema dell’ informazione nel nostro Paese. Il dogmatismo o l’estremismo di Grillo possono lasciare peplessi a volte, eppure non si può non condividere la gran parte delle sue battaglie. &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/04/v-day2-di-grillo-raccolta-delle-firme-a-cassino-fr/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Con la compagnia inattesa di Pasquale, collega e un tempo compagno d’università, mi sono recato ieri a Cassino per apporre la mia firma alle petizioni di Beppe Grillo in favore di una maggiore libertà di informazione. L’impetuoso giullare genovese ha in effetti dedicato la giornata di ieri (dopo il primo v-day dello scorso 8 settembre contro i politici corrotti) alla  protestare contro il sistema dell’ informazione nel nostro Paese.<br />
Il dogmatismo o l’estremismo di Grillo possono lasciare peplessi a volte, eppure non si può non condividere la gran parte delle sue battaglie.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altronde se gli italiani alle ultime politiche hanno chiesto di risolvere i propri problemi ai politici che ne sono stati i maggiori responsabili (come ha notato acutamente Antonio Di Pietro) non si può pensare che siano tutti imbecilli. E’ vero che in Italia non si leggono molto i giornali, che una gran parte delle persone è distratta o superficiale, che un’altra parte non è particolarmente sensibile o educata ai valori morali e civili…. Ma è evidente anche che l’informazione italiana non consente al cittadino comune di capire o percepire facilmente quale sia la verità delle cose. I quesiti referendari proposti da Grillo tentano di affrontare almeno tre delle cause che favoriscono questo stato di cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>primo</strong> quesito chiede l’abolizione dell’ordine dei giornalisti. L’ordine è stato istituito da Mussolini (che quanto a controllo dell’informazione non era un fesso!) nel 1925.<br />
Il <strong>secondo</strong> quesito riguarda l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali. Si tratterebbe di ben 1 miliardo di euro all’anno, una quota non trascurabile delle nostre tasse, la quale viene versata sia a grandi editori quotati in borsa (che non hanno bisogno della beneficienza statale), sia a fogli e giornalini pressocché inutili (a volte puri esercizi intellettualistici a sfondo politico).<br />
Il <strong>terzo</strong> e forse più importante quesito chiede l’abolizione della legge Gasparri, la legge<em> ad personam</em> più storta e “scandalosa” del passato governo Berlusconi. Nel breve termine è servita tra le altre cose ad assegnare legalmente allo stesso primo ministro ben 3 delle 4 frequenze pubbliche nazionali. Nel lungo termine conserva i privilegi dello <em>status quo</em> e impedisce lo sviluppo di un maggior pluralismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Spiega Grillo: “<strong><em>Il controllo dell’informazione è il nuovo fascismo</em></strong><em>. Questo è un Paese che non sa nulla di sé stesso. Nulla sulla morte di Borsellino, sull’Italicus, su Ustica, su Piazza Fontana, sulla stazione di Bologna, sulle bombe di Brescia, su Aldo Moro. Non sa nulla sulla sua vera realtà economica e su un debito pubblico di <strong>1630 miliardi di euro</strong> che ci sta trascinando a fondo, all’Argentina. Un Paese cieco sulle cause delle stragi sul lavoro, sul precariato, sulla cementificazione, sugli inceneritori, sul Sud consegnato alle mafie</em>.”</p>
<p style="text-align: justify;">Sono daccordo. Non ci possono essere buoni cittadini, né vera democrazia, senza vera informazione!</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/vday2cassino1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-932" title="Un gazebo per la raccolta delle firme a Cassino (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/vday2cassino1.jpg" alt="" width="420" height="280" /></a></p>
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