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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Legalità</title>
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		<title>Giustizia e libertà di informazione (Tiziana Ferrario, Oliviero Beha et al.)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 16:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito della XVII edizione della rassegna “Libri sulla cresta dell’onda” lo scorso 28 luglio si è tenuto, all’interno del centro sportivo Coni di Formia (LT), un incontro sul tema della legalità e della libertà di informazione. Armando Spataro, procuratore aggiunto del tribunale di Milano, ha sottolineato come il magistrato sia soggetto solo alla Legge. Ovviamente tutti i cittadini sono soggetti alla Legge, ma il termine “solo” enfatizza la libertà che il magistrato deve avere da qualsiasi altro condizionamento (ad esempio di tipo politico). Per quanto riguarda i rapporti tra mafia &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/07/giustizia-e-liberta-di-informazione-tiziana-ferrario-oliviero-beha-et-al/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/librisullacreastadellonda.jpg"><img class="alignleft" title="La locandina della XVII edizione Libri sulla Cresta dell'onda" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/librisullacreastadellonda.jpg" alt="" width="271" height="340" /></a>Nell’ambito della XVII edizione della rassegna “<strong>Libri sulla cresta dell’onda</strong>” lo scorso 28 luglio si è tenuto, all’interno del centro sportivo Coni di <strong>Formia</strong> (LT), un incontro sul tema della legalità e della libertà di informazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Armando Spataro</strong>, procuratore aggiunto del tribunale di Milano, ha sottolineato come il magistrato sia soggetto<em> solo</em> alla Legge. Ovviamente tutti i cittadini sono soggetti alla Legge, ma il termine “solo” enfatizza la libertà che il magistrato deve avere da qualsiasi altro condizionamento (ad esempio di tipo politico). Per quanto riguarda i rapporti tra mafia e politica, Spataro ritiene che sia importante conoscere la verità anche nel momento in cui questa dovesse rivelarsi dolorosa da accettare. A tal fine occorre lasciar lavorare serenamente i magistrati,  perché al di là delle pubbliche aspettative, questi hanno bisogno di trovare la cosiddetta pistola fumante (<em>smoking gun</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giancarlo De Cataldo</strong> è scrittore e giudice della Corte d’Assise di Roma. Osserva come il governo si vanti molto spesso della cattura di pericolosi latitanti appartenenti alla criminalità organizzata. Il merito è anche delle Forze dell’ordine, ma De Cataldo ricorda come alla base di questi successi ci sia  innanzitutto un meticoloso operato da parte della magistratura inquirente. Inoltre dopo la cattura non si esaurisce l’azione di contrasto: occorre che i processi si tengano e bisogna vedere come i processi andranno a finire, sempre che nel frattempo non si cambino le leggi. Il governo anzi sembra a volte lavorare in direzione opposta. Ad esempio solo un’intelligente interpretazione della Magistratura ha impedito che, a seguito dell’approvazione di una recente legge, fossero restituiti alle mafie tutti i beni già confiscati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il giornalista <strong>Oliviero Beha</strong> stiamo diventando sempre più, oltre che un Paese a sovranità limitata, anche un Paese a <em>legalità limitata</em>. Il giornalismo italiano, al di là dell’eventuale introduzione della cosiddetta<em> legge bavaglio</em>, presenta già di per sé delle debolezze dovute a meccanismi di asservimento al potere. Il direttore del Tg1 Minzolini appare l’ultimo stadio di una sorta di “evoluzione della specie dei servi”: non solo è gaglioffo come tutti i direttori nominati dalla politica -osserva Beha- ma è addirittura contento e orgoglioso di mostrarsi gaglioffo. Il problema è che l’informazione non presenta le cose giustapposte, in modo tale che possano essere capite da tutti, ma espone di volta in volta <em>solo una tessera dell’intero mosaico</em>, tanto che gli Italiani avrebbero persino perso l’abitudine a fare collegamenti tra i diversi fatti. Il risultato è che non si utilizza neanche quel po’ di informazione che pur malamente si riesce a ricevere. Una sorta di voragine culturale, di cui non ci accorgeremmo. Perché? Perché è riempita da Berlusconi. Quando Berlusconi cadrà, preconizza il giornalista, allora il vuoto diverrà evidente e non sarà facile rimuovere le macerie di questi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe Laterza</strong>, editore, si rammarica che in <strong>italia</strong> la cultura, anche quella di tipo tecnico o scientifico, sia così bistrattata. Ad esempio si chiede perché -e non si può dargli torto-  si chiami a gestire l’installazione di centrali nucleari, ovvero una tecnologia che riguarda il <em>nostro</em> <em>futuro</em>, una persona come Umberto Veronesi, che ha 85 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tiziana Ferrario</strong> è un volto noto del Tg1. Ricorda che il suo primo direttore fu un certo Emilio Rossi che veniva a lavoro con l’autobus e che fu ferito dalle Brigate Rosse (1977). Per molti anni i direttori sono stati scelti fra quelli che avevano maturato esperienza all’interno dell’azienda, ma poi la politica ha cominciato a nominare persone arrivate da fuori, più organiche al sistema di potere. Inizialmente anche costoro sentivano il prestigio della testata che andavano a dirigere. Così il telegiornale della prima rete Rai risultava magari un po’ noioso, ma conservava un suo ruolo pluralistico e istituzionale. Questo oggi non c’è più. L’attuale direttore non si sarebbe più preoccupato di quella nobile eredità ma piuttosto di servire il progetto politico che probabilmente gli è stato commissionato. Non solo c’è un disequilibrio (in termini di tempo e di qualità) tra gli spazi dedicati alla maggioranza e quelli dedicati alle minoranze. <em>Ma soprattutto</em> – lamenta la Ferrario-<em> a partire dalle ore 8.10 – 8.15 cominciano una serie di servizi su come fare il cambio di stagione, su come mettere i pesci rossi in pensione, se sia meglio il ventilatore o il condizionatore, su altre sciocchezze o idiozie simili</em> ” (applauso). Il tg1 sarebbe diventato “un’arma di distrazione di massa” e questo è più grave perché  in <strong>Italia</strong> si legge poco. La stragrande maggioranza dei cittadini si informa solo attraverso la televisione. Il suo invito è a diversificare le fonti, a comprare vari quotidiani, a seguire anche il telegiornale di LA 7 o i telegiornali esteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso aprile Tiziana Ferrario <strong>è stata rimossa dall’incarico di conduttrice del Tg1</strong>. “<em>Io non sono un’eroina</em>, -precisa la giornalista- <em>sapevo che non potevo continuare a dare notizie che non condividevo o che addirittura erano false, come quando abbiamo dato l’assoluzione di Mills invece della sua prescrizione</em>” (applauso). “Per questo -spiega- <em>bastava aver rispetto della propria storia professionale. Però bisogna ricordare che Minzolini questo telegiornale non lo fa da solo. Lo fa con una redazione schierata al suo fianco. Siamo stati davvero in pochi ad aver osato aprire bocca. Questo mi dà una grande amarezza. Perché Minzolini se ne andrà, farà carriera andando magari a dirigere importanti testate di proprietà del premier, ma noi resteremo lì e dovremo ricostruire la credibilità del Tg1 sulle macerie che egli ci avrà lasciato. Non sarà facile tornare a lavorare con le stesse persone che sono state conniventi di questa informazione malata che è stata data all’<strong>Italia</strong>.”</em><em><br />
<em>“Per quanto riguarda il disegno di legge sulle intercettazioni, la Buongiorno</em></em> (presidente della Commissione Giustizia, ndr)<em> ha fatto un ottimo lavoro</em> (attenuandone gli effetti illiberali contro i giornalisti, ndr)<em>, ma io sono tra coloro che dicono che le notizie si devono dare,  e che non si può, per tutelare la privacy di pochi, precludere il diritto di tutti ad essere informati.</em>”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/librisullacrestadellondaformiaconi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-276" title="I relatori sul palco allestito nell'area Coni di Formia. Folto uditorio." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/librisullacrestadellondaformiaconi.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/07/librisullacrestadellondaformiaconi.jpg"> </a></p>
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		<title>Nuova auto municipale</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 09:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aprile 1995, attraverso il buio della strada Casilina ci tenevano svegli il rumore assordante del motore e gli spifferi d’aria fresca che vorticano da ovunque all’interno dell’abitacolo di un pulmino Fiat 850 T.  Quasi con epica nostalgia ricordo il viaggio di una novantina di chilometri compiuto a notte fonda, assieme ai due vigili urbani di Coreno Ausonio, fino alla prefettura di Frosinone, per consegnare le schede elettorali. Il 16 maggio 1998 il vecchio pulmino celeste a 7  posti fu sostituito da una Fiat Punto blu. Lo scorso 9 giugno 2010, &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/06/nuova-auto-municipale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Aprile 1995, attraverso il buio della strada Casilina ci tenevano svegli il rumore assordante del motore e gli spifferi d’aria fresca che vorticano da ovunque all’interno dell’abitacolo di un pulmino Fiat 850 T.  Quasi con epica nostalgia ricordo il viaggio di una novantina di chilometri compiuto a notte fonda, assieme ai due vigili urbani di Coreno Ausonio, fino alla prefettura di Frosinone, per consegnare le schede elettorali. Il 16 maggio 1998 il vecchio pulmino celeste a 7  posti fu sostituito da una Fiat Punto blu. Lo scorso 9 giugno 2010, a rappresentare il Comune e la polizia municipale, l’ultimo “storico” passaggio: una Fiat Sedici allestita anche di sirena e lampeggianti.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/polizialocalecoreno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-308" title="Auto della polizia municipale di Coreno Ausonio (2010)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/06/polizialocalecoreno.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
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		<title>Il decretino elettorale</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 13:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non so quali potranno essere gli sviluppi delle prossime ore, ma in ogni caso il “decreto interpretativo” non è certo una “soluzione per un generico caos liste“, come si affannano a ripetere il tg1, il tg2, il tg5 e altri. E’ un trucco, una furbata bella e buona a vantaggio di una parte politica, l’intrallazzo all’italiana a favore di chi ha un potere e lo difende di solito in modo arrogante in barba a principi più alti di interesse comune o di democrazia. Lo so, il centrodestra non è nuovo &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/03/il-decretino-elettorale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non so quali potranno essere gli sviluppi delle prossime ore, ma in ogni caso il “<em>decreto interpretativo</em>” non è certo una “<em>soluzione</em> per un generico <em>caos liste</em>“, come si affannano a ripetere il tg1, il tg2, il tg5 e altri. E’ un trucco, <strong>una furbata bella e buona a vantaggio di una parte politica</strong>,<strong> </strong>l’intrallazzo all’italiana a favore di chi ha un potere e lo difende di solito in modo arrogante in barba a principi più alti di interesse comune o di democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo so, il centrodestra non è nuovo a simili provvedimenti<em> “porcata”</em>. Gravissimo fu aver cambiato la legge elettorale nel 2006 a pochi mesi dalle elezioni politiche. Allora il primo ministro si ritagliò un sistema elettorale a perfetta misura del metodo autoritario del suo partito, dei suoi mezzi di telecomunicazione, nonché (con il finto “tridente” Berlusconi/Fini/Casini) dei malumori popolari che si riverberavano nella sua coalizione dopo 5 anni di evidente malgoverno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra che a causa della mancanza del simbolo sulla scheda elettorale, il centrodestra stimasse di perdere qualche punto percentuale (2-3%) nelle due regioni interessate (Lazio e Lombardia). Ma se la correttezza  è un valore, il “<strong>decretino</strong>” già firmato -questa stessa notte- dal presidente Napolitano, dovrebbe essere per il PDL una iattura ben peggiore. Se gli elettori italiani scegliessero i propri rappresentanti anche sulla base di un sentimento civico o di un qualche amore per la giustizia, il “<em>Partito del Libertinaggio</em>” -dopo questo colpo di mano- dovrebbe perdere ora molti più voti di quanti abbia temuto di perdere -tradendo le sue beghe o solo le sue goffagini- sino a ieri.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/valoripolitici1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-336" title="I veri valori..." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/valoripolitici1.jpg" alt="" width="520" height="374" /></a></p>
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		<title>No Berlusconi day, 5 Dicembre 2009</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 23:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intorno alle ore 10.00, sul terzo binario della stazione di Cassino, si potevano notare, sparse tra le altre, numerose persone che indossavano qualcosa di colore viola o che tenevano Il Fatto quotidiano tra le mani. Costoro si stavano recando alla manifestazione di Roma per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Berlusconi. Un’iniziativa insolita, indetta questa volta, per la prima volta, non da partiti politici, sindacati o associazioni varie, ma originatasi da semplici cittadini e divulgata soprattutto grazie alla rete internet. Il colore viola voleva essere proprio il simbolo di &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/12/no-berlusconi-day-5-dicembre-2009/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Intorno alle ore 10.00, sul terzo binario della stazione di Cassino, si potevano notare, sparse tra le altre, numerose persone che indossavano qualcosa di colore viola o che tenevano <strong>Il Fatto quotidiano</strong> tra le mani. Costoro si stavano recando alla manifestazione di Roma per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio Berlusconi. Un’iniziativa insolita, indetta questa volta, per la prima volta, non da partiti politici, sindacati o associazioni varie, ma originatasi da semplici cittadini e divulgata soprattutto grazie alla <em>rete</em> internet. Il colore viola voleva essere proprio il simbolo di questa autodeterminazione a segnare il distacco dai colori più usati dalle diverse fazioni politiche. Il gruppo <strong>No</strong>-<strong>B</strong>-<strong>Day</strong> è stato aperto su facebook l’indomani della sentenza che ha dichiarato incostituzionale il lodo Alfano. In poco meno di 2 mesi ha raccolto 360.000 iscritti, il sostegno di personaggi della cultura e dello spettacolo, l’adesione di alcuni partiti d’opposizione più lungimiranti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2009/12/demagistrisnobday.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-413" title="Il parlamentare europeo Luigi De Magistris intervistato da televisioni della rete internet" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2009/12/demagistrisnobday.jpg" alt="" width="300" height="400" /></a>Piazza della Repubblica, nel primo pomeriggio, è illuminata da un sole basso e debole. Al centro la fontana zampilla in controluce, vaporosa ed elegante. D’intorno gazebo, palloncini e tantissime persone che già dispiegano striscioni ironici, cartelloni sarcastici, buffe caricature, bandiere che svolazzano leggerissime. Allo stand dell’Italia dei Valori ne distribuivano a chiunque si avvicinasse, assieme a maglie e cappelletti di colore viola. Sul cofano di un furgone si raccolgono anche delle firme contro tre iniziative del  governo: la privatizzazione dell’acqua, il ritorno all’energia nucleare, la legge che estingue i processi in breve.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/vignettavauronobday1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-364" title="Vignetta satirica di Vauro al No-B-day di Roma" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/vignettavauronobday1.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre a quelle di Antonio Di Pietro, molte le bandiere comuniste, qualcuna dei verdi,  rare quelle del PD (“<em>siamo pochi ma ci siamo!</em>” ha gridato un signore). Ma il lungo corteo, poco dopo la trionfale partenza, si infila  in un dedalo di strade strette fino a bloccarsi in prossimità di un crocicchio da cui affluiva gente da ogni lato. Superato l’ingorgo comincio a percorrere il fiume di gente speditamente, infilandomi ovunque si aprisse un varco più largo o scorrevole. Questo mi consente di osservare i diversi assembramenti. I gruppi comunisti sono i meglio organizzati. I loro camioncini avanzano lentamente davanti a plotoni di bandiere rosse, distribuendo musica ad alto volume e birra. Forse i giovani che gli stavano dietro erano attirati soprattutto da queste cose, perché a conoscere la storia recente, se davvero erano contrari al Berlusconi, avrebbero dovuto sapere che le premesse per l’attuale strapotere di questo magnate furono poste nel 1998 proprio da un leader comunista che non si fece scrupolo di far cadere (per una pretestuosa sciocchezza) un governo di centrosinistra che stava lavorando fino ad allora moderatamente bene per il Paese.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/alcafonenobday1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-365" title="Delegazione dalla Sicilia al No-B-Day di Roma" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/alcafonenobday1.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Aldilà delle varie bandiere, andando avanti il colore predominante diventa il più neutrale viola. A un certo punto, quasi come navigando in internet (sic) incontro il gruppo delle “agende rosse”, persone che con una mano stagliano in alto dei libri rossi -con icastica efficacia- appena sopra le loro teste. Ma proseguo attraverso il corteo.  Attorno soprattutto giovani, ventenni o trentenni, la nuova generazione della rete internet, ma anche gente di tutte le età. Spicca la presenza di famiglie, di giovani coppie assieme a bimbi, magari col cagnolino da compagnia al seguito, ci sono anche molte donne, spesso a gruppi, non di rado abbigliate di viola con vezzo anche estetico. A proposito di indumenti viola, nelle prime ore di raccoglimento i numerosi ambulanti latinoamericani si son fatti trovare impreparati. Ma in seguito son spuntati di mezzo alla folla venditori di tessuti viola persino eleganti e ricercati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho “corso” solo per una piccola parte del corteo per circa un’ora, lasciandomi dietro circa 30.000 persone. Quando, prendendo l’ultima “scorciatoia”, giungo in Piazza San Giovanni, la grandissima parte del corteo ancora deve arrivare, ma l’area principale della piazza è già stracolma di gente, il palco già irragiungibile e lontano. Perciò, per quanto possa essere quasi solo un gioco azzardare stime del genere, penso che una presenza di 350.000 persone alla manifestazione sia tutt’affatto plausibile. Rincresce notare come dalla Questura, un organo dello Stato, un cittadino non possa aspettarsi di solito delle cifre oneste e credibili, ma piuttosto al ribasso (90.000).</p>
<p style="text-align: justify;">In piazza è il momento dell’appello dell’anziano regista <strong>Mario Monicelli</strong>. Dice che le cose più importanti per lui sono <em>giustizia</em>, <em>uguaglianza</em> e <em>lavoro</em>. Senza di queste non ci sarebbe neanche vera libertà. Lo scrittore Tabucchi fa dell’ironia sulle ronde leghiste. Giorgio Bocca osserva che in Italia ci sono troppe persone che fondamentalmente non amano la democrazia. La giornalista finlandese Liisa Liimatainen, in rappresentanza della Stampa estera in Italia, spiega che quando Berlusconi scese in campo nel 1993, parte dei giornalisti stranieri, sia pure senza troppo entusiasmo, sperava davvero che questi potesse porre mano a qualche atavico male italiano. Oggi però più nessuno di loro nutrirebbe ancora illusioni. Come dire: ammesso che qualche italiano fu abbindolato all’inizio, perlomeno dopo tutti i fatti intercorsi avrebbe dovuto ricredersi, dopo che ben 18 leggi <em>ad personam</em> sono state varate a partire dal 2001, dovrebbe essere diventato evidente a chiunque che Berlusconi è tutto chiacchiere, affari personali e fumo senza arrosto.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/agenderossenobday1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-366" title="Il popolo delle agende rosse al seguito di Salvatore Borsellino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/agenderossenobday1.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Ma è <strong>Salvatore Borsellino</strong>, il fratello del magistrato ucciso dalla mafia a Palermo il 19 luglio 1992, a parlare in modo più toccante e accorato (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=RoBrfE4lcvk">Discorso di Salvatore Borsellino parte 1</a> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=y-d3vG8TZKk&amp;NR=1">Discorso di Salvatore Borsellino parte 2</a>) . Alza l’agenda rossa, e migliaia di simili libri rossi si alzano ovunque di mezzo al pubblico. La folla comincia a scandire all’unisono: “<em>Fuori la mafia dallo Stato! </em>“. E’ l’oratore stesso che spegne i cori: “<em>Ho 8 minuti</em> -dice- <em>fatemi parlare, poi ci sarà tempo di gridare</em>“. Ricorda i veri eroi, che evidentemente non sono gli stessi ammirati da Dell’Utri, già condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ma i magistrati onesti e gli uomini della scorta morti nei vari e vili attentati di stampo mafioso. Tra questi, cita la poliziotta <strong>Emanuela Loi</strong>, i cui brandelli di corpo, raccolti sui muri di Via D’amelio, furono rispediti a casa sua, in Sardegna, a spese della sua famiglia, mentre i voli di Stato vengono usati oggi per le escort e le prostitute. La folla applaude a ogni frase di denuncia, ma tale è la veemenza del discorso che si finisce con l&#8217;applaudire incessantemente e  si continua anche quando Salvatore Borsellino ha terminato il suo discorso. Forse è per questo che dopo qualche istante rientra di nuovo sul palco per urlare al microfono, con tutta la forza e il fiato che può avere ancora in gola: “<em>Resistenza! Resistenza! </em>“.</p>
<p style="text-align: justify;">La stessa sera, ai telegiornali, il politico Gasparri ha la faccia di dire che Salvatore offende… la memoria del fratello. Gasparri è quello che può essere. Ma può prendere per il naso solo persone sprovvedute o disinformate. Perché davvero, della rettitudine e del coraggio, del senso di legalità e di giustizia che doveva avere il giudice Paolo Borsellino, non c’è migliore testimonianza di questa di suo fratello. Che continua, nella sua età non più giovane, a fare ogni sforzo per rievocarne il ricordo e rivendicarne gli ideali. Per un’Italia onesta, più giusta e pulita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/purplewavenobday1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-367" title="Il viola, colore predominante della manifestazione No-B-day di Roma" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/purplewavenobday1.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>Blitz al termocombustore di Colleferro (RM)</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi diceva un mio amico d’università: “il termovalorizzatore di Colleferro (Nord Ciociaria) è stato realizzato da un politico di destra, quindi sia pure con logiche clientelari, è gestito a norma di legge, non come quello che avete lì, a San Vittore del Lazio (Sud Ciociaria, ndr)”. Il quotidiano La Provincia riferisce oggi dell’operazione Black Hole portata a termine dal Nucleo Ecologico dei Carabinieri di Roma e dalla procura di Velletri. Un blitz che ha portato a 13 arresti nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Foggia, Grosseto e Livorno. A 25 indagati &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/03/blitz-al-termocombustore-di-colleferro-rm/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mi diceva un mio amico d’università: “<em>il termovalorizzatore di Colleferro</em> (Nord Ciociaria) <em>è stato realizzato da un politico di destra, quindi sia pure con logiche clientelari, è gestito a norma di legge, non come quello che avete lì, a San Vittore del Lazio</em> (Sud Ciociaria, ndr)”.<br />
Il quotidiano <em>La Provincia</em> riferisce oggi dell’operazione <em>Black Hole</em> portata a termine dal <em>Nucleo Ecologico dei Carabinieri di Roma</em> e dalla procura di<em> Velletri</em>. Un blitz che ha portato a 13 arresti nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Foggia, Grosseto e Livorno. A 25 indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti, falsità ideologica, truffa aggravata, favoreggiamento… A quanto pare nel termocombustore di Colleferro (RM) veniva bruciato <em>un po’ di tutto</em>, anche rifiuti definiti <em>pericolosi</em> e quindi non utilizzabili per il recupero energetico. Tra questi, pneumatici di autoveicoli e altri materiali velenosi che venivano registrati all’accettazione con la dicitura: “<em>Scadente</em>“, “<em>Pezzatura grossa</em>“ o anche “<em>Munezza</em>“. Alcuni cittadini avevano segnalato in passato la fuoriuscita di strane fumate nere dalla torre dell’impianto ma il Sindaco di<em>che “nei dati trasmessi al Comune non si sono mai riscontrati superamenti dei livelli di emissione in atmosfera</em>“.<br />
Ci prendiamo in giro da noi stessi? E’ risaputo che in Italia le carte burocratiche (benché importantissime per i cavilli dei legulei), troppo spesso non hanno aderenza alcuna con la realtà. La realtà è che questi impianti apparentemente “supertecnologici” costituiscono un <em>business</em> che piace a politici e finti imprenditori anche per il clientelismo a cui si prestano e a cui si accennava all’inizio  Colleferro, dal canto suo, dice di questo testo. Il problema dello smaltimento dei rifiuti non si risolve con questi mostri. Serve da un lato una gestione più intelligente del processo di produzione dei beni, dall’altro l’unica soluzione realmente redditizia per la collettività, oltre che la sola ecologicamente sostenibile, è la raccolta differenziata!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/colleferroblitztermocombustore.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-456" title="Pagina de La Provincia sul blitz al termocombustore di Colleferro" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/colleferroblitztermocombustore.jpg" alt="" width="520" height="424" /></a></p>
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		<title>Del Turco? Ha tradito.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 21:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, che sono questi piagnistei per Del Turco? Anch’io ne sono rimasto relativamente sorpreso. Ricordo di averlo ascoltato a lungo, non molti anni fa, durante un convegno. Parlava molto bene, davvero mi sembrava di concordare molto con le cose sensate che diceva e quasi mi meravigliavo che non sembrava un vecchio esponente da “prima repubblica” quali in effetti era. Ma ora, ora che i giudici hanno messo in luce le malversazioni della sua giunta, ora sia pure messo in isolamento. I buonismi e le solidarietà politiche sono fuori luogo &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/07/del-turco-ha-tradito/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe, che sono questi piagnistei per Del Turco? Anch’io ne sono rimasto relativamente sorpreso. Ricordo di averlo ascoltato a lungo, non molti anni fa, durante un convegno. Parlava molto bene, davvero mi sembrava di concordare molto con le cose sensate che diceva e quasi mi meravigliavo che non sembrava un vecchio esponente da “prima repubblica” quali in effetti era. Ma ora, ora che i giudici hanno messo in luce le malversazioni della sua giunta, ora sia pure messo in isolamento. I buonismi e le solidarietà politiche sono fuori luogo come non mai. Inutile lamentarsi della stagnazione italiana o dei tanti servizi che qui non funzionano se poi non si ha il coraggio di affrontarne le cause alla radice. La giustizia, con i suoi limiti umani (e italiani), farà pure il suo corso. Ma Del Turco non si è macchiato, assieme alla sua camarilla, di un reato di poco conto. Del Turco ha tradito noi cittadini, la sua Regione e lo Stato che invece doveva sentirsi onorato di servire.</p>
<p><strong>Giuseppe Di Siena</strong>, <a href="mailto:giuseppe.disiena@libero.it">giuseppe.disiena@libero.it</a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>SE è colpevole, caro Giuseppe. Questo è doveroso dirlo subito. Certo: le cose che si leggono appaiono preoccupanti. Ma la preoccupazione è una cosa; la condanna senza processo un’altra. Sono d’accordo però con te su un punto fondamentale: la musica che si sente non piace.</strong><strong><br />
<strong>Un sacco di bei discorsi sul primato della politica, le necessità della riforma della giustizia e compagnia bella. Pochi si chiedono: ma è vero o non è vero che hanno rubato milioni di euro alla sanità pubblica, quindi alla salute della gente? E’ vero o non è vero che la politica ha ripreso a rubare a mani basse? Non è per caso che di rubare non ha mai smesso, e teme una nuova Tangentopoli?</strong></strong><strong><br />
</strong><strong>QUESTE sono le domande che un Paese civile dovrebbe porsi, in queste ore, invece di insinuare sospetti sui magistrati. Certo, la giustizia va riformata (tempi dei processi, carriere, intercettazioni, responsabilità). Ma è pazzesco pensare – come disse una volta un procuratore della Repubblica – che molti italiani, quando la magistratura e i media (i cani da guardia di una democrazia) abbaiano ai ladri, non se la prendono coi ladri. Ma coi cani. (Risposta di Beppe Severgnini)</strong></span></p>
<p>[Pubblicato nella rubrica Italians del Corriere della Sera:<br />
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-18/01.spm ]</p>
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		<title>Intercettazioni e matematica</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 07:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, è proprio vero che nelle discussioni sui problemi della società servirebbe sapere un po&#8217; di matematica. Sulle intercettazioni è stato lanciato un allarme &#8220;terribile&#8221;: 100.000 intercettati x 30 telefonate al giorno = 3.000.000 di italiani spiati ogni giorno! Innanzitutto io prenderei con le pinze la stima delle 30 telefonate al giorno. Anche il più attivo manager, o il più alacre faccendiere, potrebbe passare molto tempo al telefono ma non facilmente arrivare a fare 30 telefonate o più in un solo giorno. In secondo luogo, a chi telefonano queste &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/06/intercettazioni-e-matematica/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/06/librodianalisi1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1435" title="Testo di Analisi matematica 1" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/06/librodianalisi1.jpg" alt="" width="272" height="400" /></a>Caro Beppe, è proprio vero che nelle discussioni sui problemi della  società servirebbe sapere un po&#8217; di matematica. Sulle intercettazioni è  stato lanciato un allarme &#8220;terribile&#8221;: 100.000 intercettati x 30  telefonate al giorno = 3.000.000 di italiani spiati ogni giorno!  Innanzitutto io prenderei con le pinze la stima delle 30 telefonate al  giorno. Anche il più attivo manager, o il più alacre faccendiere,  potrebbe passare molto tempo al telefono ma non facilmente arrivare a  fare 30 telefonate o più in un solo giorno. In secondo luogo, a chi  telefonano queste 100.000 persone intercettate? Molto probabilmente non  chiamano me o il salumiere sotto casa, ma una cerchia ristretta di  persone che hanno un appetibile potere economico, politico, burocratico,  malavitoso&#8230; Non di rado capiterà che la telefonata intercorra tra due  persone entrambi indagate. In breve, questa premura per la privacy è  alquanto pretestuosa. Ancora una volta il centrodestra da un lato  sbandiera sicurezza e legalità, dall&#8217;altro impastoia ulteriormente la  giustizia e prende le difese di quella élite di italiani che hanno  reati, interessi levantini o intrallazzi più o meno gravi da nascondere.</p>
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		<title>Comandante di vigili immorale</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 14:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il levantino capo dei vigili urbani di Roma (che aveva occupato con un falso permesso un posto auto riservato ai disabili), è stato rimosso dal suo incarico dal Sindaco della capitale. Bravo, bene Veltroni! Ma è sufficiente? Svestiamoci per un momento i panni degli italiani sempre pronti a “perdonare” o a comprendere le debolezze altrui. A rifletterci il reato, o la “leggerezza”, commessa da questo comandante, secondo me meriterebbe ben altra punizione. Costui non era solo un pubblico ufficiale addetto a far rispettare la legge e il codice della strada: era incaricato di &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2007/11/comandante-di-vigili-immorale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il levantino capo dei vigili urbani di Roma (che aveva occupato con un falso permesso un posto auto riservato ai disabili), è stato rimosso dal suo incarico dal Sindaco della capitale. Bravo, bene Veltroni! Ma è sufficiente? Svestiamoci per un momento i panni degli italiani sempre pronti a “perdonare” o a comprendere le debolezze altrui. A rifletterci il reato, o la “leggerezza”, commessa da questo comandante, secondo me meriterebbe ben altra punizione. Costui non era solo un pubblico ufficiale addetto a far rispettare la legge e il codice della strada: era incaricato di <em>dirigere</em> e comandare <em>altri </em>suoi sottoposti perché assolvessero in modo efficace e diligente a quello stesso compito. Una persona di cui doveva essere importante anche solo l’esempio, la cui parola aveva un valore superiore a quella di altri cittadini onesti. Ammesso che fosse privo di senso civico o di semplice educazione, costui per comportarsi in modo “nobile” e moralmente corretto, poteva ritenersi pure economicamente ben remunerato. Invece una volta scoperta la magagna ha accampato scuse banali non diversamente da come farebbe il più gretto degli automobilisti colto in infrazione. Sembra che abbia pure adito le vie legali o inoltrato burocratici ricorsi. Per una persona che tradisce in questo modo la fiducia e il rispetto che gli debbono i cittadini, secondo me una “rimozione” è quasi una presa in giro. Non è la singola leggerezza o l’occasionale comportamento truffaldino, che irrita. Una persona incapace di comprendere solamente l’offesa che ha portato alle Istituzioni, al sentimento civico o alla pubblica morale, secondo me tradisce anche di aver usurpato -per anni- un posto di lavoro che non merita.</p>
<p>[Pubblicato nella rubrica <em>Italians</em> di Beppe Severgnini, il giorno 1/12/2007]</p>
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		<title>Il caso De Magistris</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 10:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sia concesso di dire due parole sulla questione De Magistris, ammesso che ne siano rimaste. Io penso che il governo su questa questione abbia toccato il fondo e -almeno per quanto mi riguarda- può preparare le valigie. Avevo stima di Prodi. La prima incrinatura quando non ha esitato ad attaccare la libera informazione della Rai pur di difendere un Mastella che, se non è “il male dell’Italia” (come si chiedeva egli stesso nel suo blog) certo “vi contribuisce in larga misura” come gli rispondeva ironicamente un internauta. Ma ora, &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2007/11/il-caso-de-magistris/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2007/11/demagistrisroma2009.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1442" title="De magistris a Roma, in veste di politico, due anni dopo" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2007/11/demagistrisroma2009.jpg" alt="" width="324" height="400" /></a>Mi sia concesso di dire due parole sulla questione De Magistris, ammesso che ne siano rimaste. Io penso che il governo su questa questione abbia toccato il fondo e -almeno per quanto mi riguarda- può preparare le valigie. Avevo stima di Prodi. La prima incrinatura quando non ha esitato ad attaccare la libera informazione della Rai pur di difendere un Mastella che, se non è “il male dell’Italia” (come si chiedeva egli stesso nel suo blog) certo “vi contribuisce in larga misura” come gli rispondeva ironicamente un internauta. Ma ora, sulla questione De Magistris, ora basta. Non è solo malafede, è da bigoli. Per anni hanno posto la questione della legalità e dell’indipendenza della magistratura dalla politica. Giustamente, perché al governo c’era un magnate che nascondendosi dietro espressioni di accattivante populismo tendeva in realtà a rafforzare i privilegi di una casta economico-politica anche rispetto alla magistratura. Ma ora, tradendo forse una latente vocazione, vi tirate la zappa sui piedi.  Non è solo da disonesti, è da… “co&#8230;oni”. Ora io (contrariamente a quanto riteneva Berlusconi poco prima delle ultime elezioni) ho sempre pensato che il centrosinistra fosse un po’ migliore del centrodestra anche perché sono un po’ migliori i suoi sostenitori. Ma proprio per questo molti di noi elettori non siamo disposti a ingoiare “maialate” di varia natura come sembravano fare ottusamente la gran parte degli elettori del centrodestra durante il lustro berlusconiano. Prodi hai deluso. Forse hai fatto quello che hai potuto, ma le (molte) attenuanti non ti salvano. Torna pure a Bologna e goditi una buona e più tranquilla vecchiaia.</p>
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		<title>Il governo dedichi il &#8220;tesoretto&#8221; alla giustizia</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2007 07:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[magistratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Romano Prodi]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Beppe, di solito evito di guardare la trasmissione Report perché denuncia tali e tante storture da lasciare non di rado profondamente demoralizzati. La scorsa volta mi sono lasciato però coinvolgere dall&#8217;importante tema della giustizia in Italia. Prodi aveva detto in campagna elettorale che vi avrebbe messo mano &#8220;con pinza e giravite&#8221;. Icastica espressione che lasciava presagire serie intenzioni di concretezza, visto anche che nel precedente lustro si erano coalizzati interessi animati da intenzioni opposte. Ebbene, dopo un anno di governo la giustizia mi pare la grande assente del dibattito &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2007/05/il-governo-dedichi-il-tesoretto-alla-giustizia/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe, di solito evito di guardare la trasmissione Report perché  denuncia tali e tante storture da lasciare non di rado profondamente  demoralizzati. La scorsa volta mi sono lasciato però coinvolgere  dall&#8217;importante tema della giustizia in Italia. Prodi aveva detto in  campagna elettorale che vi avrebbe messo mano &#8220;con pinza e giravite&#8221;.  Icastica espressione che lasciava presagire serie intenzioni di  concretezza, visto anche che nel precedente lustro si erano coalizzati  interessi animati da intenzioni opposte.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene, dopo un anno di governo  la giustizia mi pare la grande assente del dibattito politico. Il  centrosinistra sembra aver dimenticato i vivaci movimenti in favore  della giustizia e della legalità che pure cavalcava veemente mentre era  all&#8217;opposizione. In quest&#8217;anno è stato sì avviato un timido programma  per rendere più competitivo il nostro Paese, ma finché non si rende più  efficiente la giustizia, non si interviene sul nodo cruciale di tutti i  nostri mali. I furbi e i corrotti, dai delinquenti violenti fino agli  impiegati pubblici indolenti, continueranno a farla franca.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza  giustizia non c&#8217;è concorrenza leale tra le imprese perché nel sistema  economico tende a vincere chi sa essere più spregiudicato nei confronti  delle leggi. E ci sono sprechi quando ad esempio un ricorso blocca i  lavori di un&#8217;opera pubblica per decenni. Se qualcosa di buono è emerso  dalla trasmisione di Report è che i magistrati stessi sono ben  consapevoli degli aspetti che dovrebbero essere oggetto di riforma. In  alcuni casi la semplice buona volontà dei singoli è riuscita in qualche  piccolo miracolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per cominciare si potrebbe devolvere interamente alla  giustizia il famoso &#8220;tesoretto&#8221; (che non si sa se distribuire più ai  &#8220;ricchi&#8221; o più ai &#8220;poveri&#8221;). Con un po&#8217; di lungimiranza [di un simile provvedimento] ne dovrebbero  essere lieti indistintamente tutti , cittadini, di qualsiasi ceto!  Cordialmente,</p>
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