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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Italians</title>
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		<title>Cementificazione rurale</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[LA DODICESIMA LETTERA A proposito di cementificazione. Appennino centro-meridionale, provincia di Frosinone: gli antichi gradini in pietra di una stradina rurale seppelliti brutalmente dal cemento. [Immagine pubblicata nella rubrica Italians, di Beppe Severgnini, il 16/10/2010 http://www.corriere.it/italians/10_ottobre_16/LA-DODICESIMA-LETTERA_adda72ec-d859-11df-ad4e-00144f02aabc.shtml ]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>LA DODICESIMA LETTERA</h1>
<p><img title="Antica strada montana in pietra con colata di cemento (settembre 2009)" src="http://www.corriere.it/Corriere%20della%20Sera/Media/Foto/2010/10/15/cementataviamontanaantica.jpg?uuid=a4014c94-d85b-11df-ad4e-00144f02aabc" alt="LA DODICESIMA LETTERA" width="550" height="413" /></p>
<p>A proposito di cementificazione. Appennino centro-meridionale, provincia di Frosinone: gli antichi gradini in pietra di una stradina rurale seppelliti brutalmente dal cemento.</p>
<p>[Immagine pubblicata nella rubrica Italians, di Beppe Severgnini, il 16/10/2010 <a title="rubrica Italians di Beppe Severgnini del 16-10-2010" href="http://www.corriere.it/italians/10_ottobre_16/LA-DODICESIMA-LETTERA_adda72ec-d859-11df-ad4e-00144f02aabc.shtml">http://www.corriere.it/italians/10_ottobre_16/LA-DODICESIMA-LETTERA_adda72ec-d859-11df-ad4e-00144f02aabc.shtml </a>]</p>
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		<title>Nucleare: meglio aspettare tecniche più moderne</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 07:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, non è vero che “tutti i paesi occidentali ricorrono all’energia nucleare”. E’ vero piuttosto che tutti vi sono ricorsi in passato. I motivi possono essere stati diversi, tra gli altri sicuramente il desiderio di sviluppare una tecnologia potenzialmente necessaria ad esigenze belliche. Il nucleare è una scelta IRREVERSIBILE, le cui conseguenze (comprensive di rischi e di spese di gestione delle scorie) si trascinano a tempo indefinito. Non è affatto scontato che si tratti di una scelta economicamente conveniente, anzi. Molti esperti, valutati anche i costi non evidenti, asseriscono &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/05/nucleare-meglio-aspettare-tecniche-piu-moderne/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe, non è vero che “tutti i paesi occidentali ricorrono all’energia nucleare”. E’ vero piuttosto che tutti vi sono ricorsi <em>in passato</em>. I motivi possono essere stati diversi, tra gli altri sicuramente il desiderio di sviluppare una tecnologia potenzialmente necessaria ad esigenze belliche. Il nucleare è una scelta IRREVERSIBILE, le cui conseguenze (comprensive di rischi e di spese di gestione delle scorie) si trascinano a tempo indefinito. Non è affatto scontato che si tratti di una scelta economicamente conveniente, anzi. Molti esperti, valutati anche i costi non evidenti, asseriscono risolutamente il contrario. Da te non mi aspetto la giustificazione banale: “ma se succede un incidente in Francia…”. Dovremmo consolarci col “mal comune mezzo gaudio”?<br />
La centrale di Chernobyl ha contaminato mezza Europa, ma il disastro nei dintorni di 30 km è stato BEN PEGGIORE del danno causato a 300 km, o  3000 Km. In proposito, vista la conformazione della nostra penisola e che l’Africa e la penisola balcanica non ospitano centrali nucleari a noi vicine, la gran parte del territorio italiano attualmente è abbastanza al riparo da qualsiasi centrale attiva. In Sicilia, per dirne una, il rischio ce lo andremmo a portare solo noi. Io non ho molta contrarietà se in Francia si continua a sfruttare l’energia nucleare. Ne hanno fatto una scelta di sistema sotto l’assioma di una presunta indipendenza energetica. Oggi ne pagano conseguenze non previste, ad esempio il forte aumento del rischio terroristico. In ogni caso difficilmente i francesi possono tornare indietro sui loro passi. Ma l’Italia, in attesa della più rassicurante fusione nucleare, o delle celle fotovoltaiche nanostrutturate cui accenni tu stesso, fa ancora in tempo a fare scelte energetiche più accorte, magari <em>meno gestibili centralmente con fini ambigui</em>, ma più diffuse sul territorio e virtuose per il sistema Paese.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/italians/10_maggio_07/Nucleare-meglio-aspettare-tecniche-piu-moderne_d53c1048-5929-11df-ace4-00144f02aabe.shtml"><em>Pubblicato oggi nella rubrica Italians curata da Beppe Severgnini</em></a></p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/05/centralegarigliano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1564" title="Centrale nucleare del Garigliano (Sessa Aurunca, CE)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/05/centralegarigliano.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
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		<title>Neve a Coreno Ausonio (FR)</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2010/02/neve-a-coreno-ausonio-fr/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 13:21:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Italians]]></category>
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		<description><![CDATA[Un’insolita veduta di Coreno Ausonio (319 m slm, Ciociaria) sotto la neve. Foto pubblicata oggi nella rubrica Italians di Beppe Severgnini. (http://www.corriere.it/italians/10_febbraio_17/LA-DODICESIMA-LETTERA_b497de08-1b17-11df-af4a-00144f02aabe.shtml)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un’insolita veduta di <strong>Coreno</strong> Ausonio (319 m slm, Ciociaria) sotto la <strong>neve</strong>. Foto pubblicata oggi nella rubrica <em>Italians</em> di Beppe Severgnini.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/beppe1702101.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-341" title="il paese di Coreno Ausonio sotto la neve (12/02/2010)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/beppe1702101.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/italians/10_febbraio_17/LA-DODICESIMA-LETTERA_b497de08-1b17-11df-af4a-00144f02aabe.shtml" target="_blank">(http://www.corriere.it/italians/10_febbraio_17/LA-DODICESIMA-LETTERA_b497de08-1b17-11df-af4a-00144f02aabe.shtml)</a></p>
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		<title>Senso civico al Nord</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 08:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, concordo pienamente che i mali italici non sono affatto (http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-01-27/01.spm) una prerogativa geografica dello “sciagurato” Meridione. E’ vero che nel centrosud, dove vivo anch’io, alcuni archetipi negativi italiani sono enfatizzati, come lo scarso senso civico o la preminenza, nella vita e negli interessi delle persone, della sfera personale e familiare rispetto a quella pubblica e collettiva. Tuttavia una città come Milano, capitale del Nord, ha partorito colossi politici del calibro di Craxi prima e di Berlusconi poi, i quali avranno pure i meriti che tanti si ostinano ad &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/01/senso-civico-al-nord/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe, concordo pienamente che i mali italici non sono affatto (<em>http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-01-27/01.spm</em>) una prerogativa geografica dello “sciagurato” Meridione. E’ vero che nel centrosud, dove vivo anch’io, alcuni archetipi negativi italiani sono enfatizzati, come lo scarso senso civico o la preminenza, nella vita e negli interessi delle persone, della sfera personale e familiare rispetto a quella pubblica e collettiva. Tuttavia una città come Milano, capitale del Nord, ha partorito colossi politici del calibro di Craxi prima e di Berlusconi poi, i quali avranno pure i meriti che tanti si ostinano ad attribuire loro, ma che di certo non si sono distinti, nella prolungata azione di governo, né per uno spiccato senso dello Stato né tantomeno per una particolare premura per gli interessi della collettività.<br />
Qualche mese fa mi trovavo proprio nella periferia di Milano. Mi ha colpito una scena, mentre ero a una fermata. Dal lato opposto un manipolo di pendolari erano pazientemente in attesa dell’autobus, sul ciglio di una strada molto trafficata. Dietro di loro una pensilina lunghissima, tappezzata da cima a fondo di cartelloni pubblicitari, in modo visibilmente sproporzionato e grottesco. Qualcuno ha ritenuto che l’utilità pubblica di un sobrio e più rilassante riparo (con vetri trasparenti e magari solo una cartina per orientare utenti e cittadini), potesse essere sacrificata al tornaconto personale di chi vuol farsi pubblicità cercando di “gridare” più forte degli altri. Piccola cosa -forse- l’inquinamento estetico che ne deriva. Ma tradisce una mentalità non molto diversa da quella di un amministratore di Napoli o di Catania. Non trovi? (gds)</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Trovo che la pubblicità faccia di peggio. Per esempio: invadere le stazioni ferroviarie di schermi inutili, che trasmettono di tutto meno le informazioni utili al viaggiatore.</strong><strong><strong> (Beppe Severgnini)</strong></strong></span></p>
<p>[Pubblicato sulla rubrica <em>Italians</em> del Corriere della Sera on line:<br />
<a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-01-29/03.spm">http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-01-29/03.spm</a> ]</p>
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		<title>IVA Italiana ed evasione fiscale</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2008/12/iva-italiana-ed-evasione-fiscale/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 19:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Posso dire un pensiero fuori del coro? Capisco che i titolari di partita IVA apprezzeranno oltremodo la decisione di Berlusconi di far versare l’imposta sul valore aggiunto all’incasso della fattura, ma a me questa procedura non convince molto. Tra i principali problemi che abbiamo in Italia non ci sono gli insoluti commerciali tra privati: c’è l’evasione fiscale. E da questo punto di vista mi sembra che  il pagamento differito dell’IVA renderà più complicati i controlli della Finanza e sarà una leva in più per la “finanza creativa” di molti imprenditori. All’università mi è stato &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/12/iva-italiana-ed-evasione-fiscale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Posso dire un pensiero fuori del coro? Capisco che i titolari di partita IVA apprezzeranno oltremodo la decisione di Berlusconi di far versare l’<em>imposta sul valore aggiunto</em> all’incasso della fattura, ma a me questa procedura non convince molto.<br />
Tra i principali problemi che abbiamo in Italia non ci sono gli insoluti commerciali tra privati: c’è <strong>l’evasione fiscale</strong>. E da questo punto di vista mi sembra che  <strong>il pagamento differito dell’IVA renderà più complicati i controlli della Finanza</strong> e sarà una leva in più per la “finanza creativa” di molti imprenditori.<br />
All’università mi è stato spiegato che lo scambio di un bene tra aziende avviene in tre passaggi: acquisto, fatturazione, incasso. La legge pertanto imponeva già il pagamento dell’IVA in una fase <em>intermedia</em> della transazione, agganciandolo peraltro al documento più importante che può emettere l’ufficio contabilità di un’azienda: la fattura.<br />
Sono un profano, ma dubito che “il pagamento dell’IVA all’incasso” esista in altri Paesi europei. Forse in Italia è più diffusa la morosità che altrove, ma in tal caso bisognava migliorare altri aspetti: ad esempio incentivare le aziende a diventare più robuste finanziariamente, oppure rendere più snella ed effettiva la riscossione coatta (per via legale) di un credito.<br />
Il provvedimento che è stato preso avrà un qualche costo per lo Stato. Se proprio si aveva qualche spicciolo da dedicare ai titolari di partita IVA, perché non si è scelto, <em>sic et simpliciter</em>, <strong>di abbassare l’IVA</strong>, anche solo <strong>dall’attuale 20% al 19%</strong> <strong>di altri Paesi nostri concorrenti?</strong> Sarebbe stato molto più benefico e lungimirante. Un’imposta minore significa una minore tendenza all’evasione e una maggiore competitività delle nostre imprese. Inoltre una decisione simile avrebbe aumentato leggermente il potere d’acquisto delle famiglie e dato una piccola scossa a quei consumi interni che languono a causa della crisi mondiale incipiente.</p>
<p>[Questo scritto è stato anche pubblicato sulla rubrica <em>Italians</em> il 23/12/2008<a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-23/02.spm"></p>
<p>http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-23/02.spm</a>]</p>
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		<title>Allargare le strade e separare le corsie</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2008 14:10:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non bisogna criminalizzare né le auto potenti, né la velocità in se stessa. Un’auto potente ha diversi vantaggi in termini di sicurezza (stabilità, ridotti tempi di sorpasso o di frenata). La velocità poi è la conquista dei tempi moderni. A volte sembriamo dimenticare che se il mondo di oggi produce più di 40 anni fa è anche perché… va più veloce. E allora quello che serve, è qualcosa di più lungo e faticoso delle leggi esageratamente punitive già in vigore. Occorre una cultura della legalità e della sicurezza che deve &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/11/allargare-le-strade-e-separare-le-corsie/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/11/incidentecassinoformia210810.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1341" title="Incidente sulla Cassino-Formia (ss 630) avvenuto in data 21-08-2010" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/11/incidentecassinoformia210810.jpg" alt="" width="320" height="206" /></a>Non bisogna criminalizzare né le auto potenti, né la velocità in se stessa. Un’auto potente ha diversi vantaggi in termini di sicurezza (stabilità, ridotti tempi di sorpasso o di frenata). La velocità poi è la conquista dei tempi moderni. A volte sembriamo dimenticare che se il mondo di oggi produce più di 40 anni fa è anche perché… va più veloce. E allora quello che serve, è qualcosa di più lungo e faticoso delle leggi esageratamente punitive già in vigore. Occorre una cultura della legalità e della sicurezza che deve interessare innanzitutto chi ci governa e ci amministra. Mi sembra evidente che gran parte delle strade italiane sono affidate a raccomandati incompetenti, forse anche perché si è ritenuto finora che la loro gestione fosse una cosa relativamente semplice. <strong>Lo tradisce la segnaletica, che non dovrebbe essere per le autorità né un modo per lavarsi le mani da eventuali incidenti, né tantomeno un mezzo per battere cassa</strong>, come accade sempre più frequentemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Di certo in Italia occorre investire massicciamente nelle infrastrutture. Quanti muoiono schiantandosi su un albero? Forse basterebbe un guardrail. Per i pedoni spesso è sufficiente un marciapiede protetto o una pista ciclabile, un sottopassaggio o un attraversamento meglio illuminato. L’incidente più devastante è quello frontale. Per azzerare (quasi) i morti di molte strade basterebbe spesso solo allargare leggermente la carreggiata e separare i due sensi di marcia. Piccoli provvedimenti, da fare su centinaia di migliaia di chilometri di strade, costosi e poco percepibili dai cittadini, almeno nel breve periodo. Elettoralmente è più pagante promettere il Ponte di Messina, e anzi <strong>tagliare i fondi per la manutenzione delle strade extraurbane</strong> (come ha fatto questo governo) <strong>per coprire l’abolizione dell’ICI</strong>. Chi se ne accorge?</p>
<p>[Pubblicato sulla rubrica <em>Italians</em> di Beppe Severgnini il 21/12/2008 <a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-21/08.spm"><strong>http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-21/08.spm</strong></a><strong>]</strong></p>
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		<title>Il canto di natale del Tg5</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 08:27:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri verso le 20.20 mi son trovato a seguire un filmato del tg 5 dedicato agli acquisti per il prossimo natale. Sarà che sono ancora uno che si scandalizza facilmente, ma ne son rimasto allibito. Girato apparentemente in un lussuoso negozio di Milano, il servizio era al di fuori della realtà nello stile e nei toni. Gli intervistati erano già molto eccitati come se al natale non mancasse ancora più d’un mese, i bambini allegramente sceglievano l’ultimo grido di lucette intermittenti da 60-100 euro, i loro genitori li accontentavano felici e spensierati. &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/11/il-canto-di-natale-del-tg5/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/11/achristmascarol1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1301" title="&quot;Il Canto di Natale&quot; di Charles Dickens" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/11/achristmascarol1.jpg" alt="" width="242" height="400" /></a>Ieri verso le 20.20 mi son trovato a seguire un filmato del tg 5 dedicato agli acquisti per il prossimo natale. Sarà che sono ancora uno che si scandalizza facilmente, ma ne son rimasto allibito.<br />
Girato apparentemente in un lussuoso negozio di Milano, il servizio era al di fuori della realtà nello stile e nei toni. Gli intervistati erano già molto eccitati come se al natale non mancasse ancora più d’un mese, i bambini allegramente sceglievano l’ultimo grido di lucette intermittenti da 60-100 euro, i loro genitori li accontentavano felici e spensierati. Nulla di cui meravigliarsi: l’esercente spiegava infatti che un cliente aveva speso ben 20000 euro per i suoi addobbi! Un anonimo tizio che è stato presentato non come un riccone in vena di esagerazioni (forse poco morali anche), ma come uno che, alla stregua dello scrittore Charles Dickens (1812-1870), di certo doveva avere molto a cuore il caloroso spirito del natale.<br />
Sarà che abito nel centrosud, ma io intorno vedo tutt’altro clima. L’altro giorno in un supermercato son rimasto quasi impaurito dal fatto che il burro in offerta sullo scaffale era finito. Il burro! La verità è che nel Paese, almeno per la maggioranza dei cittadini, c’è sempre più povertà, insicurezza, incertezza. Un imprenditore mi ha spiegato che i suoi clienti hanno sospeso tutti gli ordini almeno fino al nuovo anno; quando invece è lui a comprare i tempi di consegna sono più rapidi che in passato, come se i suoi fornitori non avessero molte altre commesse.<br />
E allora mi chiedo: ma davvero noi italiani siamo così ebeti o apatici da essere disposti a farci prendere per il naso, tutte le sere magari, dai servizi surreali e melliflui di un <strong>tg5</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">[Pubblicato sulla rubrica Italians del Corriere della Sera, nel giorno dei 10 anni della rubrica, il 3 dicembre 2008: <a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-03/05.spm"><strong>http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-03/05.spm</strong></a>]</p>
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		<title>Militari atleti, tipico di Paesi poveri</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 14:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, tu difendi il fatto che molti nostri atleti olimpionici appartengano ai vari corpi delle nostre forze dell’ordine. Io faccio fatica a pensare che mentre più di qualcuno sta evadendo tranquillo le tasse, un nostro finanziere se ne stia ad allenarsi nel lancio del martello, o che mentre un delinquente si sta costruendo bel bello una villa abusiva, una guardia forestale del luogo se ne stia tutta immersa nel suo tiro a volo. Ma questo è il meno. L’entusiasmo che queste persone talvolta regalano o anche l’orgoglio che infondono &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/09/militari-atleti-tipico-di-paesi-poveri/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe,<br />
tu difendi il fatto che molti nostri atleti olimpionici appartengano ai vari corpi delle nostre forze dell’ordine. Io faccio fatica a pensare che mentre più di qualcuno sta evadendo tranquillo le tasse, un nostro finanziere se ne stia ad allenarsi nel lancio del martello, o che mentre un delinquente si sta costruendo bel bello una villa abusiva, una guardia forestale del luogo se ne stia tutta immersa nel suo tiro a volo. Ma questo è il meno. L’entusiasmo che queste persone talvolta regalano o anche l’orgoglio che infondono nei colleghi, possono valere la candela.<br />
Quello che mi sembra veramente negativo per la nostra Italia è che questi atleti costituiscano una quota notevole della nostra rappresentanza nazionale. Questo mi sembra tipico di un Paese povero del Terzo mondo o di un Paese con un regime dittatoriale. Il fatto che lo sport non venga dal basso ma sia in gran parte «programmato» in modo quasi corporativo dall’alto, tradisce il fatto che in Italia c’è una carenza di strutture e di possibilità che non consente a molti cittadini di praticare facilmente attività sportive o ricreative. Calcio a parte ovviamente.</p>
<p>[P<em>ubblicato sulla rubrica "Italians" del giornalista Beppe Severgnini: </em><a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-09-09/10.spm"><em>http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-09-09/10.spm</em></a>]</p>
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		<title>Brunetta sbaglia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 07:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Istituzioni e politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sono d’accordo con la proposta del ministro Brunetta, sulla visita fiscale da mandare anche per un solo giorno di malattia. Secondo me egli ricade nell’errore “italiano” di prendere un dilemma per il corno sbagliato. Al contrario il lavoratore dovrebbe avere il diritto di assentarsi (saltuariamente) per uno o due giorni senza neanche dar conto del motivo. Queste circostanze dovrebbero essere lasciate al rapporto di fiducia tra datore e lavoratore, e si autolimiterebbero semplicemente prevedendo che i giorni di lavoro persi non siano retribuiti. Il problema sta da tutt’altra parte. &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/07/brunetta-sbaglia/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non sono d’accordo con la proposta del ministro Brunetta, sulla visita fiscale da mandare anche per un solo giorno di malattia. Secondo me egli ricade nell’errore “italiano” di prendere un dilemma per il corno sbagliato. Al contrario il lavoratore dovrebbe avere il diritto di assentarsi (saltuariamente) per uno o due giorni senza neanche dar conto del motivo. Queste circostanze dovrebbero essere lasciate al rapporto di fiducia tra datore e lavoratore, e si autolimiterebbero semplicemente prevedendo che i giorni di lavoro persi non siano retribuiti. Il problema sta da tutt’altra parte. Sta nel fatto che un medico dà burocraticamente al lavoratore 5 giorni di malattia quando magari la lieve indisposizione si risolverà in 2 giorni. Sta nella facilità con cui i medici di base concedono questi periodi di “vacanza” senza troppe verifiche, anche con mal precisate motivazioni di “depressione” del soggetto o simili. Sta nelle visite fiscali stesse, che essendo poco più di una farsa, costituiscono un costo aggiuntivo che grava in modo gratuito sul sistema lavoro.</p>
<p>[Pubblicato sulla rubrica Italians di Beppe Severgnini il 22 luglio 2008; <a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-22/06.spm">http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-22/06.spm</a>]</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/brunettavignetta.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-822" title="Vignetta satirica diffusa via email tra dipendenti della pubblica amministrazione" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/brunettavignetta.jpg" alt="" width="393" height="356" /></a></p>
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		<title>Del Turco? Ha tradito.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jul 2008 21:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italians]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Caro Beppe, che sono questi piagnistei per Del Turco? Anch’io ne sono rimasto relativamente sorpreso. Ricordo di averlo ascoltato a lungo, non molti anni fa, durante un convegno. Parlava molto bene, davvero mi sembrava di concordare molto con le cose sensate che diceva e quasi mi meravigliavo che non sembrava un vecchio esponente da “prima repubblica” quali in effetti era. Ma ora, ora che i giudici hanno messo in luce le malversazioni della sua giunta, ora sia pure messo in isolamento. I buonismi e le solidarietà politiche sono fuori luogo &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/07/del-turco-ha-tradito/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe, che sono questi piagnistei per Del Turco? Anch’io ne sono rimasto relativamente sorpreso. Ricordo di averlo ascoltato a lungo, non molti anni fa, durante un convegno. Parlava molto bene, davvero mi sembrava di concordare molto con le cose sensate che diceva e quasi mi meravigliavo che non sembrava un vecchio esponente da “prima repubblica” quali in effetti era. Ma ora, ora che i giudici hanno messo in luce le malversazioni della sua giunta, ora sia pure messo in isolamento. I buonismi e le solidarietà politiche sono fuori luogo come non mai. Inutile lamentarsi della stagnazione italiana o dei tanti servizi che qui non funzionano se poi non si ha il coraggio di affrontarne le cause alla radice. La giustizia, con i suoi limiti umani (e italiani), farà pure il suo corso. Ma Del Turco non si è macchiato, assieme alla sua camarilla, di un reato di poco conto. Del Turco ha tradito noi cittadini, la sua Regione e lo Stato che invece doveva sentirsi onorato di servire.</p>
<p><strong>Giuseppe Di Siena</strong>, <a href="mailto:giuseppe.disiena@libero.it">giuseppe.disiena@libero.it</a></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>SE è colpevole, caro Giuseppe. Questo è doveroso dirlo subito. Certo: le cose che si leggono appaiono preoccupanti. Ma la preoccupazione è una cosa; la condanna senza processo un’altra. Sono d’accordo però con te su un punto fondamentale: la musica che si sente non piace.</strong><strong><br />
<strong>Un sacco di bei discorsi sul primato della politica, le necessità della riforma della giustizia e compagnia bella. Pochi si chiedono: ma è vero o non è vero che hanno rubato milioni di euro alla sanità pubblica, quindi alla salute della gente? E’ vero o non è vero che la politica ha ripreso a rubare a mani basse? Non è per caso che di rubare non ha mai smesso, e teme una nuova Tangentopoli?</strong></strong><strong><br />
</strong><strong>QUESTE sono le domande che un Paese civile dovrebbe porsi, in queste ore, invece di insinuare sospetti sui magistrati. Certo, la giustizia va riformata (tempi dei processi, carriere, intercettazioni, responsabilità). Ma è pazzesco pensare – come disse una volta un procuratore della Repubblica – che molti italiani, quando la magistratura e i media (i cani da guardia di una democrazia) abbaiano ai ladri, non se la prendono coi ladri. Ma coi cani. (Risposta di Beppe Severgnini)</strong></span></p>
<p>[Pubblicato nella rubrica Italians del Corriere della Sera:<br />
http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-18/01.spm ]</p>
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