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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Economia</title>
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		<title>IX Fiera Agricola di Ceprano (Fr)</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 17:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raggiungere per la prima volta  l&#8217;area espositiva della Fiera Agricola di Ceprano non è facilissimo. Le segnalazioni sono insufficienti, le strade alla periferia della cittadina sinuose e strette, la visuale dei luoghi ostacolata dalla linea ferroviaria dell&#8217;alta velocità. La manifestazione si svolge proprio nei pressi della stazione ferroviaria di Ceprano-Falvaterra, ai piedi di montagne verdissime, non lontano dal promontorio da cui occhieggia severo il paese di San Giovanni Incarico (Fr). Agevole il parcheggio in un attrezzato campo attiguo. Il biglietto di 2,50 euro. Poi l&#8217;accesso in un amplissimo piazzale ben &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/04/ix-fiera-agricola-di-ceprano/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1719" title="Macchine usate nei pressi degli stalli con gli animali alla Fiera di Ceprano" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-2.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Raggiungere per la prima volta  l&#8217;area espositiva della Fiera Agricola di Ceprano non è facilissimo. Le segnalazioni sono insufficienti, le strade alla periferia della cittadina sinuose e strette, la visuale dei luoghi ostacolata dalla linea ferroviaria dell&#8217;alta velocità. La manifestazione si svolge proprio nei pressi della stazione ferroviaria di Ceprano-Falvaterra, ai piedi di montagne verdissime, non lontano dal promontorio da cui occhieggia severo il paese di San Giovanni Incarico (Fr).</p>
<p style="text-align: justify;">Agevole il parcheggio in un attrezzato campo attiguo. Il biglietto di 2,50 euro. Poi l&#8217;accesso in un amplissimo piazzale ben livellato e dal confortevole sedime in brecciolino, un venditore di sfogliatelle napoletane subito davanti, nell&#8217;aria del mattino l&#8217;olezzo stuzzicante di carni strinate. Il clima si direbbe provinciale ma sereno, gli accenti dei visitatori marcatamente ciociari (il capoluogo è a una ventina di chilometri di distanza), il pubblico di età medio-avanzata, ma non mancano le famiglie con i bambini irresistibilmente attratti dagli animali: cavalli, vitellini, vacche, asini. L&#8217;affluenza dei visitatori è notevole sotto un sole caldo e un po&#8217; fastidioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1720" title="Trattori e motocoltivatrici alla fiera Agricola di Ceprano 2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-3.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>La manifestazione si svolge a cura dell&#8217;associazione &#8220;<a href="http://www.amiciperlaterra.it/index.php">Amici per la terra</a>&#8220;, con il patrocinio della Regione Lazio, della provincia di Frosinone e altri Enti pubblici. Vi espongono  concessionari di macchine e accessori  per l&#8217;agricoltura, commercianti di bestiame di allevamento o di piccoli animali da compagnia (soprattutto volatili), vivaisti di fiori e ortaggi, artigiani, produttori di specialità alimentari tipiche, propalatori di eco-energie. Il rappresentante di uno <a href="http://logicadeisistemi.it/">studio di ingegneria</a> sito in provincia di Roma, propone una fonte energetica ancora mai sfruttata in Ciociaria: la geotermia. Realizzando un pozzo di circa 90 metri, attraverso la cosiddetta pompa di calore, sarebbe possibile, in modo economico, riscaldare la propria abitazione in inverno e raffrescarla in estate.  Per ogni kWh speso nel funzionamento dell&#8217;impianto se ne guadagnerebbero 5-7 kWh in termini di climatizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunta al IX anno, la manifestazione appare ancora modesta: alcune tipologie di prodotti erano proposte da un solo rivenditore. Nondimeno la Ciociaria è una provincia costituita soprattutto da piccoli paesi e da decine di migliaia di abitazioni disseminate tra le campagne senza soluzione di continuità. La Fiera ha le potenzialità per crescere e diventare un appuntamento di pregio per aziende agricole e contadini, ma anche per consumatori in cerca di prodotti alimentari di qualità. Tutto si giocherà, forse, nell&#8217;amministrare e organizzare l&#8217;evento in modo sempre migliore, lungimirante e meritocratico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1718" title="Macchine per uso agricolo alla Fiera Agricola di Ceprano" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-1.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Fiom-Cgil Lazio, manifestazione a Cassino (Fr)</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 15:54:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni e politica]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Maria Tedeschi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri si è svolta a Cassino (Fr), così come in altre città d&#8217;Italia (Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Lanciano, Massa, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Torino) una manifestazione indetta dal sindacato Fiom-Cgil per protestare contro i nuovi piani di Sergio Marchionne. Come è noto, il dirigente della Fiat negli ultimi tempi sta prendendo di mira uno stabilimento alla volta (Termini Imerese, Pomigliano D&#8217;Arco, Mirafiori) per  modificare il contratto di assunzione e rendervi via via più gravose le condizioni di lavoro per gli operai. La manifestazione di ieri è stata per Cassino &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/01/fiom-cgil-lazio-manifestazione-a-cassino-fr/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Ieri si è svolta a Cassino (Fr), così come in altre città d&#8217;Italia (Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Firenze, Lanciano, Massa, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Torino) una manifestazione indetta dal sindacato <strong>Fiom-Cgil</strong> per protestare contro i nuovi piani di Sergio Marchionne. Come è noto, il dirigente della Fiat negli ultimi tempi sta prendendo di mira uno stabilimento alla volta (Termini Imerese, Pomigliano D&#8217;Arco, Mirafiori) per  modificare il contratto di assunzione e rendervi via via più gravose le condizioni di lavoro per gli operai.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinoverdi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1611" title="Il corteo si prepara alla partenza dall'ex campo boario di Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinoverdi.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>La manifestazione di ieri è stata per Cassino probabilmente la più grande dal dopoguerra fino ad oggi. Si è stimato l&#8217;arrivo di circa <strong>7.000</strong> <strong>persone</strong>.  Impiegati e operai non solo del frusinate ma, come si poteva cogliere dalle bandiere e dagli accenti tra la folla, anche da Latina, da Roma, da Rieti, da Viterbo, dalla Campania. A questi si è aggiunta la partecipazione di molte persone estranee al mondo del lavoro dipendente o del sindacato. Tra gli altri gli studenti universitari, i quali avvertono in modo perspicace come la battaglia di Marchionne non sia solo una prova di forza interna agli stabilimenti Fiat, ma metta in gioco i valori e le strutture economiche della società stessa in cui si vivrà nell&#8217;immediato futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinopeppinoimpastato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1614" title="Associazione Peppino Impastato di Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinopeppinoimpastato.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>La <strong>Fiat di Cassino</strong>, con i suoi 4.400 addetti rappresenta una sorta di colosso in un&#8217;area, quella del basso Lazio, non molto prospera dal punto di vista industriale. Si stima che la presenza della Fiat generi un indotto di circa 15.000 occupati. A differenza di Mirafiori, nello stabilimento di Cassino la Fiom-Cgil è solo il quarto sindacato, con 5 rappresentanti su 36. C&#8217;è stata molta incertezza su quale sia stata l&#8217;effettiva partecipazione degli operai allo sciopero (15% &#8211; 65%). Comunque i quotidiani riportano che la produzione di auto giornaliera è stata dimezzata, passando da 460 a 230 vetture.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinodipietro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1612" title="Antonio Di Pietro circondato da sostenitori e giornalisti" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinodipietro.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Tra i politici di rilevanza nazionale, spiccava tra la folla <strong>Antonio Di Pietro</strong>. Il molisano  si è concesso  senza scorta alle interviste e alla gente, con la stessa proverbiale schiettezza che lo contraddistingue quando si mostra in televisione. Accanto a lui, la consigliera regionale Anna Maria Tedeschi, battagliera rappresentate del cassinate per l&#8217;Italia dei Valori. Tra i partiti, sicuramente il più giovanile, numeroso e vivace, era quello di <strong>Sinistra Ecologia Libertà</strong>, di Nichi Vendola. Dal camioncino si scandiva: &#8220;<em>A Cassino non si passa!</em>&#8221; Ma al di là dei proclami di evocazione bellica, il corteo si è snodato in modo pacifico in una città pigra e assolata, le strade battute da un vento freddo, qualche  anziana casalinga curiosa e disorientata affacciata ai balconi. Vigilavano le forze dell&#8217;ordine, che  presidiavano, tra le altre cose, le sedi dei sindacati che non hanno aderito.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinoteatro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1615" title="Il corteo transita nei pressi dei Portici di Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinoteatro.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>La gran maggioranza delle bandiere sventolanti erano  di associazioni sindacali, ma il corteo sembrava avesse risuscitato d&#8217;un sol colpo tutti i partiti e partitini della diaspora dell&#8217;estrema sinistra. Difficile enumerarli, ma tra gli altri c&#8217;era la &#8220;sinistra critica&#8221;: così &#8220;critica&#8221; che sembra aver sostituito lo storico colore rosso con bandiere d&#8217;un vistoso viola. La parola d&#8217;ordine di tutti è stata la difesa dei diritti dei lavoratori: &#8220;<em>Sì al diritto, no al ricatto!</em>&#8221; lo slogan di fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma al di là dei proclami e delle manifestazioni, bisognerebbe convenire che il miglior modo per garantire -davvero- i lavoratori è solo uno: <strong>far funzionare l&#8217;economia</strong>. Soffermarsi sulla difesa del mero diritto, sia esso il diritto alla pausa, al giorno di malattia o quant&#8217;altro di più  importante per la dignità  dell&#8217;uomo e del lavoro, rischia d&#8217;essere fuorviante. Ha spiegato bene una giovane precaria dal palco: &#8220;<em>Il referendum di Mirafiori è stato un ricatto, un ricatto che noi in questa provincia conosciamo bene, perché non abbiamo alternative. Non possiamo decidere, ma solo accettare l&#8217;unico lavoro che troviamo. Quando non ci sono alternative, c&#8217;è un ricatto</em>&#8221; (da Ciociaria Oggi). I politici che ci governano, non dovrebbero limitarsi a fare battute o ad augurarsi che il gruppo Fiat non vada via dalla sua culla italiana. Dovremmo chiederci piuttosto PERCHE&#8217; la Fiat minaccia d&#8217;andar via e PERCHE&#8217; altre multinazionali non vengono ad investire in Italia nonostante lo stipendio degli operai italiani sia 1/3 di quello degli operai tedeschi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinomunicipio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1613" title="L'arrivo del corteo nei pressi del Municipio di Cassino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinomunicipio.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Spesso la Cgil è stata accusata di farsi portavoce di battaglie &#8220;politiche&#8221; prima ancora di avere a cuore gli interessi dei lavoratori. Oggi io direi qualcosa di analogo per  Marchionne. Complice un governo consensiente e una crisi economica che rende più debole  il proletariato, Marchionne sta portando avanti una battaglia &#8220;politica&#8221; senza avere davvero a cuore gli interessi delle aziende metalmeccaniche. Infatti di certo egli comprende che non è spingendo di più gli operai alla catena di montaggio o abbassando il costo del lavoro dello 0,5 % che le fabbriche in Italia diventano più competitive e redditizie che altrove. E&#8217; un sistema Paese che deve riformarsi, snellendo e semplificando la sua amministrazione e  la sua legislazione, intervenendo su tutti i suoi storici  nodi di debolezza strutturale: scuola, università, ricerca, giustizia, trasporti, energia, telecomunicazioni, concorrenza, libertà di impresa, fisco&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le altre cose, servirebbe una <strong>stampa libera</strong> che da un lato sensibilizzi i cittadini sulle questioni serie e dall&#8217;altro stimoli i politici ad affrontare quest&#8217;ultime per ricercare un consenso meritato. Ma in proposito ieri sera mi son trovato  a vedere qualche scorcio del Tg1. La manifestazione della Fiom-Cgil, che ha coinvolto centinaia di migliaia di  persone in tutta Italia, è stata liquidata in un servizio di una <em>trentina di secondi </em>o poco più. Nel tempo era compresa una dichiarazione del ministro Sacconi che biasimava lo sciopero,  e la descrizione di alcuni disordini avvenuti a Milano ad opera di ragazzi dei centri sociali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinosel.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1610" title="Gruppo di Sinistra Ecologia Libertà" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/01/fiomcassinosel.jpg" alt="" width="560" height="403" /></a></p>
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		<title>Ritorni in facoltà&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 21:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Erano alcuni anni che non tornavo a scorribare attraverso i corridoi e le aule della cara vecchia Facoltà di ingegneria di Cassino. Confusi ricordi di migliaia di circostanze mi zampillano con nostalgia nella mente. Sono anche leggermente disorientato da diverse novità. Sembrano irreversibili impronte del trascorrere dei tempi. Ad esempio un’altra “storica” aula è stata tramezzata per far posto a un’ulteriore auletta. In un cunicolo del grande atrio centrale è stato installato un monolitico bancomat e in prossimità dell’ingresso laterale ci sono adesso mastodontici distributori automatici che farebbero sembrare uno &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/04/ritorni-in-facolta/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Erano alcuni anni che non tornavo a <em>scorribare</em> attraverso i corridoi e le aule della cara vecchia <strong>Facoltà</strong> di ingegneria di Cassino. Confusi ricordi di migliaia di circostanze mi zampillano con nostalgia nella mente. Sono anche leggermente disorientato da diverse novità. Sembrano irreversibili impronte del trascorrere dei tempi. Ad esempio un’altra “storica” aula è stata tramezzata per far posto a un’ulteriore auletta. In un cunicolo del grande atrio centrale è stato installato un monolitico bancomat e in prossimità dell’ingresso laterale ci sono adesso mastodontici distributori automatici che farebbero sembrare uno “scaldabagno”  il familiare parallelepipedo di latta cui ero abituato durante le pause del primo mattino o dei lunghi pomeriggi.  Son state anche sistemate numerose telecamere di sorveglianza piuttosto goffe e vistose, più inquietanti -in verità- che rassicuranti; un po’ come quei poliziotti che trovavi alle uscite della metro di Roma nei mesi successivi all’attacco delle Torri gemelle.</p>
<p style="text-align: justify;">In un bagno leggo una banale scritta appena consumata dal tempo: “<em>Comunismo merda</em>“. E poco sotto: “<em>Perché, Berlusconi è meglio?</em>” Efficace sintesi di quest’ultimo sciagurato decennio. Osservare gli imberbi studenti o le minute studentesse coi libri in mano, mi porta, col senno del laureato disincantato, a meditare proprio sul futuro di questa nazione.  Moltitudini di nuovi ingegneri si affacciano con giovanili attese al mondo del lavoro e della produzione, ma trovano un Paese -sì, ancora ricco magari- ma che non investe convintamente nella ricerca né valorizza seriamente l’istruzione, l’impegno, il merito. Sembra incamminato inesorabile sulla via del declino industriale, mentre una classe politica di mascalzoni vende chiacchiere e storte menzogne, drogata dai suoi privilegi, tutta presa dai suoi interessi e al più premurosa, quanto basta, di quegli italiani (non pochi invero) che si illudono ancora di poter <em>conservare</em> un qualche orticello.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma noto piuttosto che nei pressi dell’ingresso dell’edificio il verde adesso è molto ben curato. Non più vasi di sofferenti cespugli di viburno, assetati dall’incuria e consumati dai parassiti. All’approssimarsi della calda estate, ora una esuberante varietà di <em>miseria</em> dalle foglie inferiormente striate di rossiccio (<em>Tradescantia pallida var. purpurea</em>), si prepara a strabordare -gagliarda e vigorosa- dai rettangolari contenitori di gesso.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/miseriaingegneria1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-318" title="Tradescantia purpurea presso l'entrata coperta della Facoltà di ingegneria di Cassino (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/miseriaingegneria1.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
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		<title>Berlusconi e lo scudo&#8230; spaziale</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 09:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esaminando molto attentamente la regolarità del mio biglietto, un controllore del treno osservava come la legge italiana sia severissima con i piccoli illeciti e larga di maglie invece, con i grandi furbi. Alludeva soprattutto all’approvazione in Parlamento, di pochi giorni prima, del cosiddetto “scudo fiscale”. Il governo -ponendo la fiducia- ha voluto portarlo avanti  “per forza”. Ma perché agli evasori che si avvalgono di questa sorta di strabiliante “scudo… spaziale” (alla stregua di un cartone animato giapponese) è stato garantito anche l’anominato? In questo modo chi condona i capitali illecitamente &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/10/berlusconi-e-lo-scudo-spaziale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2009/10/grandemazingasigla.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1603" title="Grande Mazinga (Japan, 1975)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2009/10/grandemazingasigla.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Esaminando molto attentamente la regolarità del mio biglietto, un controllore del treno osservava come la legge italiana sia severissima con i piccoli illeciti e larga di maglie invece, con i grandi furbi. Alludeva soprattutto all’approvazione in Parlamento, di pochi giorni prima, del cosiddetto “scudo fiscale”. Il governo -ponendo la fiducia- ha voluto portarlo avanti  “per forza”. Ma perché agli evasori che si avvalgono di questa sorta di strabiliante “scudo… spaziale” (alla stregua di un cartone animato giapponese) è stato garantito anche l’anominato? In questo modo chi condona i capitali illecitamente occultati in ogni caso non avrà convenienza ad attirare su di sé gli occhi del Fisco o della Guardia di Finanza. Continuerà a spendere i suoi soldi gradualmente, di nascosto, o semplicemente a tenerli all’estero.<br />
Questo significa che di un provvedimento discutibile dal punto di vista morale, la collettività non potrà neanche averne, in un momento di crisi economica così grave, un vantaggio indiretto. A imprenditori che posseggono altrove capitali non dichiarati, si sarebbe dovuta imporre una dichiarazione pubblica: quantomeno gli stessi non avrebbero avuto remore poi ad iniettare la liquidità regolarizzata nelle loro aziende. Eventuali ispettori della Finanza, (sensibili ai temi del lavoro), lo avrebbero apprezzato, persino.<br />
Ma proprio sotto questo aspetto si poteva forse fare di più. Si sarebbero potuti condonare solo capitali rientrati e fattivamente investiti in aziende italiane. Per decine o centinaia di migliaia di piccole e medie imprese sarebbe stata una manna. Certo, avremmo scoperto magari qualche cifra iperbolica occultata dal signor Berlusconi stesso, ma in compenso anche quella, sarebbe tornata dai paradisi fiscali per rafforzare aziende del nostro Paese. Troppo… logico?</p>
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		<title>XXXVI Fiera Campionaria di Sora</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 19:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 25 settembre 2009 alle ore 17.30 è stato dato il via alla 36° Fiera campionaria di Sora (FR), l’evento più importante ospitato nell’area espositiva della città, in località San Domenico, nei pressi dell’omonima Abbazia (XI secolo). La tradizionale fiera si tiene l’ultima settimana di settembre e interessa principalmente i settori del mobile, dell’arredamento, dell’impiantistica domestica, dell’artigianato, dell’agricoltura, della meccanica e del movimento terra. Non avevo mai assistito alla sua inaugurazione. Erano presenti tutte le autorità -civili, ecclesiastiche, militari- ai diversi gradi. Al taglio del nastro hanno partecipato fra gli &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/10/fiera-campionaria-di-sora-2009/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fieradisora2009.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-421" title="Una morsa idraulica per demolizioni edili" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/fieradisora2009.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Venerdì 25 settembre 2009 alle ore 17.30 è stato dato il via alla 36° Fiera campionaria di Sora (FR), l’evento più importante ospitato nell’area espositiva della città, in località San Domenico, nei pressi dell’omonima Abbazia (XI secolo). La tradizionale fiera si tiene l’ultima settimana di settembre e interessa principalmente i settori del mobile, dell’arredamento, dell’impiantistica domestica, dell’artigianato, dell’agricoltura, della meccanica e del movimento terra. Non avevo mai assistito alla sua inaugurazione. Erano presenti tutte le autorità -civili, ecclesiastiche, militari- ai diversi gradi.<br />
Al taglio del nastro hanno partecipato fra gli altri l’attuale presidente della Provincia Iannarilli, l’ex presidente della Provincia Scalia (ora alla Regione), il vescovo di Sora (di recente insediamento), assessori e senatori vari della Repubblica.<br />
Inni nazionali e solenni onori ai militari caduti nelle guerre. Poi i discorsi. Il vescovo ha letto una sorta di benedizione  degli “affari”, mentre i politici hanno enfatizzato l’importanza della manifestazione, auspicandone l’ effetto benefico sull’economia ciociara e locale. Ma i toni enfatici e ampollosi e la corte di uniformi e di auto blu, strideva non poco con la realtà -più misera- dei fatti. La Fiera è quasi solamente un grande mercato di commercio al dettaglio. Quanto all’Italia, (e alla Ciociaria in particolare), da anni si è incamminata in una fase di lento declino tecnologico e industriale, in gran parte parte per colpe proprio di una classe politica ben rappresentata su quello stesso palco.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/inaugurazionefierasora20091.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-420" title="Le autorità convenute per l'inaugurazione della Fiera di Sora 2009" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/inaugurazionefierasora20091.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>Distributore di latte a Ceprano (FR)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 20:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sono stato a Ceprano, 25 km a Sud di Frosinone. Nel centro cittadino, nei pressi di un noto supermercato che ha messo a disposizione l’area necessaria, c’è stata l’inaugurazione di un distributore automatico di latte. Uno dei primi nella Ciociaria, per una modalità di vendita che invece è già abbastanza diffusa nel Nord Italia. In provincia sembra che sia stato attivato da pochi mesi un piccolo distributore nel comune di Veroli, e che solo un altro, proprio nella stessa giornata di ieri, sia stato messo in funzione nel capoluogo. Una sorta di uovo di colombo questo metodo di vendita, per aggirare la speculazione che di solito avvantaggia la distribuzione &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2009/02/distributore-di-latte-a-ceprano-fr/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/mucchemaceroni1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-460" title="Vacche dell'azienda agricola Maceroni" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/mucchemaceroni1.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Ieri sono stato a Ceprano, 25 km a Sud di <strong>Frosinone</strong>. Nel centro cittadino, nei pressi di un noto supermercato che ha messo a disposizione l’area necessaria, c’è stata l’inaugurazione di un distributore automatico di latte. Uno dei primi nella Ciociaria, per una modalità di vendita che invece è già abbastanza diffusa nel Nord Italia. In provincia sembra che sia stato attivato da pochi mesi un piccolo distributore nel comune di Veroli, e che solo un altro, proprio nella stessa giornata di ieri, sia stato messo in funzione nel capoluogo. Una sorta di uovo di colombo questo metodo di vendita, per aggirare la speculazione che di solito avvantaggia la distribuzione commerciale a scapito sia dei contadini produttori che dei cittadini consumatori. Un modo di abbattere i costi ambientali di trasporto anche, visto che le aziende agricole di solito hanno sede a poca distanza dal distributore stesso, che poi viene rifornito una o due volte al giorno con latte sempre molto fresco. Il casotto automatico aperto a Ceprano è di proprietà dell’<strong>azienda agricola Maceroni</strong> che si trova a non più di 1-2 chilometri di distanza. La legge prescrive che il latte così acquistato debba essere bollito. In realtà -mi spiega l’amica Caterina che da sempre si è alimentata con esso- questa potrebbe essere una cautela ulteriore, ma superflua. Come è noto, la bollitura abbatte molte delle sostanze benefiche che sono presenti nel latte crudo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/triticalemaceroni1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-461" title="Campi di triticale per l'alimentazione del bestiame dell'azienda Maceroni" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/triticalemaceroni1.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>La produzione di latte è normalmente sottoposta in Italia a regolari e periodici controlli ed altri si aggiungono nel caso di vendita diretta. Il trasbordo di latte avviene in modo ermetico attraverso contenitori in acciaio che vengono lavati ad ogni carico. Il latte stesso, grazie a potenti frigoriferi, viene rapidamente portato e tenuto a una temperatura inferiore ai 4 gradi. Se per qualsiasi motivo la temperatura del latte aumentasse oltre questa soglia, il distributore ne cesserebbe automaticamente l’erogazione. Attenzione: per il riempimento, non sarebbe possibile al consumatore riutilizzare i contenitori vuoti di latte, in quanto la pulizia casalinga non riuscirebbe mai ad essere perfetta. Allo scopo possono comunque essere riciclate bottiglie che hanno contenuto ad esempio acqua potabile. In questo modo si riduce la produzione di rifiuti di plastica e di tetrapak come suggerisce anche il comico <strong>Grillo</strong> nel suo ultimo spettacolo. Secondo un sito internet specializzato (<a href="http://www.milkmaps.com/index.php">http://www.milkmaps.com/index.php</a>)  attualmente ci sono in Italia almeno <strong>1122 distributori</strong> automatici di latte crudo in <strong>75 province</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/distributorelatte1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-459" title="Caterina Maceroni consegna bottiglie omaggio durante l'inaugurazione del distributore di latte" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/distributorelatte1.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>IVA Italiana ed evasione fiscale</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 19:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posso dire un pensiero fuori del coro? Capisco che i titolari di partita IVA apprezzeranno oltremodo la decisione di Berlusconi di far versare l’imposta sul valore aggiunto all’incasso della fattura, ma a me questa procedura non convince molto. Tra i principali problemi che abbiamo in Italia non ci sono gli insoluti commerciali tra privati: c’è l’evasione fiscale. E da questo punto di vista mi sembra che  il pagamento differito dell’IVA renderà più complicati i controlli della Finanza e sarà una leva in più per la “finanza creativa” di molti imprenditori. All’università mi è stato &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/12/iva-italiana-ed-evasione-fiscale/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Posso dire un pensiero fuori del coro? Capisco che i titolari di partita IVA apprezzeranno oltremodo la decisione di Berlusconi di far versare l’<em>imposta sul valore aggiunto</em> all’incasso della fattura, ma a me questa procedura non convince molto.<br />
Tra i principali problemi che abbiamo in Italia non ci sono gli insoluti commerciali tra privati: c’è <strong>l’evasione fiscale</strong>. E da questo punto di vista mi sembra che  <strong>il pagamento differito dell’IVA renderà più complicati i controlli della Finanza</strong> e sarà una leva in più per la “finanza creativa” di molti imprenditori.<br />
All’università mi è stato spiegato che lo scambio di un bene tra aziende avviene in tre passaggi: acquisto, fatturazione, incasso. La legge pertanto imponeva già il pagamento dell’IVA in una fase <em>intermedia</em> della transazione, agganciandolo peraltro al documento più importante che può emettere l’ufficio contabilità di un’azienda: la fattura.<br />
Sono un profano, ma dubito che “il pagamento dell’IVA all’incasso” esista in altri Paesi europei. Forse in Italia è più diffusa la morosità che altrove, ma in tal caso bisognava migliorare altri aspetti: ad esempio incentivare le aziende a diventare più robuste finanziariamente, oppure rendere più snella ed effettiva la riscossione coatta (per via legale) di un credito.<br />
Il provvedimento che è stato preso avrà un qualche costo per lo Stato. Se proprio si aveva qualche spicciolo da dedicare ai titolari di partita IVA, perché non si è scelto, <em>sic et simpliciter</em>, <strong>di abbassare l’IVA</strong>, anche solo <strong>dall’attuale 20% al 19%</strong> <strong>di altri Paesi nostri concorrenti?</strong> Sarebbe stato molto più benefico e lungimirante. Un’imposta minore significa una minore tendenza all’evasione e una maggiore competitività delle nostre imprese. Inoltre una decisione simile avrebbe aumentato leggermente il potere d’acquisto delle famiglie e dato una piccola scossa a quei consumi interni che languono a causa della crisi mondiale incipiente.</p>
<p>[Questo scritto è stato anche pubblicato sulla rubrica <em>Italians</em> il 23/12/2008<a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-23/02.spm"></p>
<p>http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-23/02.spm</a>]</p>
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		<title>Lezione di Franz Moebius</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Aug 2008 11:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sig. Franz Moebius è a quanto pare l’unico dei fondatori del centro EUZ di Springe che dal 1981 è ancora presente nell&#8217;organico dell&#8217;organizzazione. Un tipo simpatico e bizzarro, molto  originale; vagamente somigliante ad Einstein  anche. Quest’ultimo usava spesso la bicicletta, vestiva in modo trasandato e non portava calze. Nella sua prima lezione Franz Moebius si è presentato scorazzando in giardino con la sua bici a batterie, mentre i suoi pantaloni un po’ corti lasciavano intravedere una calza più corta e una più lunga. Anche il suo modo di spiegare è insolito. Egli fa delle premesse in cui enuncia una serie di informazioni apparentemente  neanche troppo attinenti. A volte procede con una sorta di &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/08/lezione-di-franz-moebius/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/moebiusdispalle1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-888" title="Franz Moebius alla lavagna luminosa" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/moebiusdispalle1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il sig. <strong>Franz Moebius</strong> è a quanto pare l’unico dei fondatori del centro EUZ di Springe che dal 1981 è ancora presente nell&#8217;organico dell&#8217;organizzazione. Un tipo simpatico e bizzarro, molto  originale; vagamente somigliante ad Einstein  anche. Quest’ultimo usava spesso la bicicletta, vestiva in modo trasandato e non portava calze. Nella sua prima lezione Franz Moebius si è presentato scorazzando in giardino con la sua bici a batterie, mentre i suoi pantaloni un po’ corti lasciavano intravedere una calza più corta e una più lunga. Anche il suo modo di spiegare è insolito. Egli fa delle premesse in cui enuncia una serie di informazioni apparentemente  neanche troppo attinenti. A volte procede con una sorta di sillogismi consecutivi in cui  sembra poi non dare risalto alla conclusione, ma quasi lasciarla solo all’intelligenza dell’interlocutore.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella sua allocuzione Moebius si scaglia soprattutto contro il sistema politico e socio-economico del mondo. I Paesi occidentali vendendo merci sottocosto distruggono le fragili economie del continente africano. Inondando ad esempio il Camerun di ali di pollo a prezzi bassissimi, i locali allevatori di polli più genuini (e interi!) sarebbero stati costretti a chiudere. Qualcosa di analogo per il mercato del latte in Ghana, dove piccole attività produttive di pochi capi di bestiame sarebbero state schiacciate dalle multinazionali europee. Attacca più volte soprattutto i politici: <em>“di solito chi promette la prosperità per TUTTI la cerca per SE STESSO </em>“. Tira fuori una rivista con una foto del nostro Berlusconi, un articolo che parla delle sue intenzioni di riportare il nucleare in Italia: “<em>ecco il </em><strong><em>miracolo italiano!</em></strong>“, esclama sarcastico nella nostra lingua. Si chiede poi come faccia ad essere eletto se tutti i nostri connazionali che incontra dicono di non averlo votato. In un’aula monta un vociare ma lui prosegue sulla situazione politica a livello mondiale, di cui non si meraviglia:<em> “l’ONU</em> <em>è costituita per il 60% di stati criminali”</em>. In economia, ”<em>prima i grandi mangiavano i piccoli, ora i veloci mangiano i lenti</em>“. La Banca mondiale lavora per dare soldi (o per non farli perdere) a chi li ha già. Se volesse davvero favorire lo sviluppo dei Paesi poveri non dovrebbe finanziare ad esempio i grossi impianti chimici che poi vengono utilizzati per trasformare alimenti primari (come mais, grano) in energia per i paesi ricchi (biogas o biodisel). Secondo lui ci sono molte buone idee per risolvere i problemi del mondo, (tra le quali quelle che i fondatori del centro EUZ avevano già 25 anni fa). “<strong><em>Ma a muovere il mondo è il danaro, non le idee</em></strong>“. Eppure -preconizza-  quando i 2/3 del mondo non avranno più cibo né acqua, nessun potere militare potrà fermarli. Verranno a prendersi quello che oggi i Paesi ricchi non vogliono dargli. In quel momento non  sarà importante il prezzo del petrolio!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/moebiusrivista1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-889" title="Franz Moebius mostra una rivista" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/moebiusrivista1.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>In Germania 1/5 dei posti di lavoro gravita intorno al settore <em>automotive</em>. Le auto a petrolio avrebbero un rendimento del 20% (esagera un po&#8217; per difetto, n.d.r.), questo secondo lui renderebbe già oggi convenienti le auto elettriche alimentate ad idrogeno. La tecnologia elettrica non è nuova: “<em>la </em><em>prim<em>a </em></em>auto è stata costruita proprio qui in Germania, nel 1901, in occasione di una gara di veloc<em>ità “</em>. Il problema delle a<strong>uto elettriche</strong> è l’accumulo di energia. L’ultima generazione di batterie consentirebbe di immagazzinare 170 Wh/Kg. “<em>Nel mondo non c’è solo Berlusconi, ma anche uno molto forzuto</em> -dice mostrando ironicamente i muscoli delle sue braccia-<em> uno che è nato in Austria</em>… ” Mostra quindi sulla lavagna luminosa la pagina di un quotidiano che parla anche di Schwarzeneger. Il noto governatore della California si è fatto costruire un SUV da 2,8 tonnellate alimentato ad idrogeno. Per Moebius è un’idiozia. Non ha senso realizzare un auto così pesante e applicarvi una tecnologia così raffinata. A lato un articoletto sull’ultimo ”grido” della Ford, un’auto con la coppia massima di 480 Nm. Per Moebius è un’assurdità anche questa. Le industrie inseguono i sogni di prestazione che tirano sul mercato ma che sono incompatibili con la ragione e con le esigenze ambientali del nostro pianeta. Oltrettutto si chiede come si possa riuscire a trasmettere davvero tutta quella potenza dalle ruote al terreno. L’auto del futuro dovrebbe essere leggera per consumare poco e dovrebbe essere usata per spostarsi, non per arrivare a 100 km/h in pochi secondi. Visto che le batterie danno attualmente un’autonomia di soli 200 km, Moebius pensa che le auto dovrebbero essere fornite di uno speciale rimorchio da utilizzare solo per i viaggi più lunghi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/moebiusidrogeno1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-890" title="Moebius accanto a un dispositivo per la produzione dell'idrogeno" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/moebiusidrogeno1.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a>Poi il nostro vivace relatore passa a discorrere dell’<strong>energia nucleare</strong>. “<em>Immaginate di avere un auto con un serbatoio di carburante &#8211; spiega- di cui potete usare solo il 10%. Quando avete consumato il 10% dovete togliere non solo il restante carburante, ma andare in un’officina per smontare con cautela tutto il serbatoio. E poi conservare questo serbatoio, senza poterlo toccare. Per milioni di anni. Qualcosa di simile a questo è lo sfruttamento dell’energia nucleare”. </em>Non sorprende che questo tema lo infervori. Lo stesso centro in cui ci troviamo è sorto soprattutto come critica all’utilizzo del nucleare in Germania. Nel mondo ci sono 400 impianti nucleari, 400 pericolosissimi impianti che poi forniscono solo il 3% dell’energia utilizzata  globalmente. Ora Bush propone di arrivare a quota 1000. Franz Moebius si sofferma ancora sugli statunitensi e sulla tensione che hanno con l’Iran proprio a proposito delle centrali nucleari. Secondo lui i tecnici americani sono andati in Iran a cercare petrolio, non possibili bombe atomiche. Infatti per sapere se l’Iran sta facendo la bomba atomica non si va a scavare nel deserto, ma agli americani basta di controllare, a casa loro, le bolle di consegna dei materiali che le loro stesse aziende hanno fornito all’Iran (!). Per sterminare le persone il metodo più semplice è usare dei gas, eppure gli americani non sono intervenuti quando Saddam avvelenava in massa i curdi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha la sua verità sulla guerra in Iraq. “<em>L’Iraq ha enormi riserve, può fornire il 13% del fabbisogno mondiale di petrolio per i prossimi 80 anni. Secondo voi poteva reggere a lungo l’embargo? E vi siete chiesti perché i francesi sono stati i più accanitamente contrari all’intervento armato degli USA?  Il fatto è che Saddam aveva già firmato dei contratti con i francesi e con i russi per fornire loro rispettivamente petrolio e gas non appena l’embargo fosse cessato. Non è un segreto, erano accordi contrattuali che conoscevano tutti. I consiglieri di Bush (che sono petrolieri) non potevano accettare di esserne esclusi e hanno fatto pressioni per la guerra.”</em><em><br />
</em><br />
Ma torna a criticare il nucleare tedesco. Le 19 centrali del Paese dovrebbero gradualmente essere chiuse. <strong><em>Una centrale da 1,3 GW rende 1,5 milioni di euro al giorno:</em></strong><em> secondo voi possono mai decidere davvero di fermarla?</em> “  “<em>Il materiale radioattivo viene trattato e trasportato in Germania con tutti i permessi, ma poi</em> -osserva- <em>nel 1986 la radioattività di Chernobil è arrivata senza preavviso e senza avere il permesso legale!</em> ” <em>(13/08/08)</em></p>
<p><em><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/moebiusnissan1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-891" title="Moebis mostra un articolo: &quot;Nissan vuole le celle a combustibile&quot;" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/moebiusnissan1.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a><br />
</em></p>
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		<title>L&#8217;ICI: una tassa bellissima</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 19:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Ici è una delle tasse più “belle” che esistano. Ad esempio è tra le poche di cui il cittadino sa chi deve renderne conto. Non di rado i sindaci utilizzano quegli introiti comunali anche per farsi degli “amici”, per favorire magari assunzioni poco meritocratiche o assegnare appalti clientelari. I cittadini lo sanno, in genere tollerano, altre volte meno. In ogni caso sono ben consapevoli che in simili “manovre” ci sono direttamente anche i propri soldi. Questa cognizione dovrebbe favorire una maggiore sensibilità sull’operato delle amministrazioni locali. I trasferimenti dallo Stato &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/04/lici-una-tassa-bellissima/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’Ici è una delle tasse più “belle” che esistano. Ad esempio è tra le poche di cui il cittadino sa chi deve renderne conto. Non di rado i sindaci utilizzano quegli introiti comunali anche per farsi degli “amici”, per favorire magari assunzioni poco meritocratiche o assegnare appalti clientelari. I cittadini lo sanno, in genere tollerano, altre volte meno. In ogni caso sono ben consapevoli che in simili “manovre” ci sono direttamente anche i propri soldi. Questa cognizione dovrebbe favorire una maggiore sensibilità sull’operato delle amministrazioni locali. I trasferimenti dallo Stato ai Comuni sono l’opposto. Sono il clientelismo partitico, spesso elargizioni di “numi tutelari” a beneficio magari di fedeli vassalli sul territorio. In esse il cittadino ha poco da intromettersi.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ vero, il “possesso” di una casa non è un reato, ma neanche il reddito lo è. Lo Stato tassa il reddito perché ha bisogno delle risorse di tutti per sussistere e per distribuire ai cittadini diverse utilità (alcune delle quali sono senza prezzo, come la giustizia). Se lo Stato preleva meno soldi dalle tasse sul patrimonio, giocoforza deve prenderne di più dalle tasse sul lavoro. L’effetto è che per salvaguardare chi “possiede” ricchezze (compreso magari un pigro nullafacente) penalizza leggermente più chi lavora e chi le ricchezze le “produce”. Se ne potrebbe arguire, con un po’ d’ironia, che l’ ICI è una tassa che va a favore dei muratori!</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutti i cittadini lo sanno (vedi post precedente) ma l’ICI in realtà prevede già oggi una detrazione sulla prima casa. Questa detrazione in fondo ha in sé il riconoscemento di un diritto ad un alloggio abitativo “minimo”, che non è quindi soggetto ad alcuna imposta. Bisognerebbe pure osservare che in genere un’abitazione “consuma” diversi servizi forniti dal Comune di appartenenza: asfaltatura e pulizia delle strade adiacenti, illuminazione pubblica, manutenzione del verde limitrofo, sicurezza.<br />
Un’ultima considerazione. Se si abolirà l’ICI sulla prima casa (come credo sarà inevitabile), è verosimile che in Italia ne risulteranno 50 milioni di “prime case”. Con buona pace della trasparenza anagrafica e della lotta all’elusione fiscale.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/papaguardacasa1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-800" title="Edificio in costruzione" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/papaguardacasa1.jpg" alt="" width="320" height="240" /></a></p>
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		<title>Cantiere stradale sulla Cassino-Formia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 19:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da diversi giorni sulla strada Cassino-Formia (statale 630) sono in corso dei lavori in prossimità dello svincolo per San Giorgio a Liri. I lavori riguardano la manutenzione di un cavalcavia che attraversa la carreggiata. In effetti dalle travate del ponte cominciavano a fuoriscire gli elementi in ferro che ne costituiscono l’armatura. Tipico caso di corrosione del calcestruzzo: il ferro interno al calcestruzzo “arruginisce” (più propriamente si ossida) e si ha la formazione di composti idrati di ferro che occupano un volume fino a 6 volte maggiore quello iniziale. La dilatazione &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/04/cantiere-stradale-sulla-cassino-formia/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/cantiereponte1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-883" title="Incolonnamenti in prossimità dei lavori su un cavalcavia" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/cantiereponte1.jpg" alt="" width="421" height="280" /></a>Da diversi giorni sulla strada Cassino-Formia (statale 630) sono in corso dei lavori in prossimità dello svincolo per San Giorgio a Liri. I lavori riguardano la manutenzione di un cavalcavia che attraversa la carreggiata. In effetti dalle travate del ponte cominciavano a fuoriscire gli elementi in ferro che ne costituiscono l’armatura.<br />
Tipico caso di corrosione del calcestruzzo: il ferro interno al calcestruzzo “arruginisce” (più propriamente si ossida) e si ha la formazione di composti idrati di ferro che occupano un volume fino a 6 volte maggiore quello iniziale. La dilatazione che ne deriva fa saltare lo strato superficiale di cemento e la corrosione prosegue poi all’interno dell’armatura metallica più insidiosa e veloce.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ovviare al problema sembra che i lavori si stiano limitando a una sorta di ri-intonacatura esterna. Insomma, quasi solo un’operazione di… facciata! Ma non è l’aspetto tecnico che qui ci interessa. L’aspetto importante (e sconfortante) è un altro. Per una intonacatura -o anche poco più che sia- <strong>non si esita a bloccare una corsia di una strada extraurbana di grandissima comunicazione come quella tra Cassino e Formia,</strong> importantissima per i collegamenti tra le province di Latina e Frosinone nella loro parte più meridionale. Da giorni gli automobilisti sono costretti a lunghe code a causa del transito a senso unico alternato.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Aldilà della circostanza particolare, bisogna dire che il blocco parziale di una strada per effettuare lavori (a volte anche banali) è una situazione piuttosto frequente in Italia. Manca nella nostra nazione una cultura dell’efficienza e del lavoro. Forse anche di più. Ci manca la cultura del rispetto per il prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è da rifletterci. Noi italiani tendiamo a “sopportare” tutto, ma se nel nostro Paese stiamo come stiamo è anche per cose simili, apparentemente marginali o meno evidenti. Tutte le nostre inefficienze (siano dovute a negligenze di chi comanda e dirige o a particolarismi di corporazione o categoria) le paghiamo care e le paghiamo tutte. <strong><br />
</strong>La verità è semplicemente questa, che<strong> in un paese civile i lavori su strade importanti si effettuano di notte.</strong> Gli operai vanno pagati il doppio, il quadruplo se necessario, ma devono operare nelle ore in cui il traffico veicolare è scarso. Non si possono bloccare impunemente migliaia e migliaia di persone, automobilisti, camion, furgoni di artigiani, tir internazionali, commessi viaggiatori, autobus di turisti o studenti, gente che lavora… Solo perché quattro omini in tuta arancione devono riverniciare una ringhiera o magari togliere le erbacce tra il <em>guard rail</em>. Spreco di tempo, consumo di carburante dei motori fermi in moto, inquinamento gratuito…</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni di campagna elettorale non dovremmo farci lusingare dai bonus bebé o dall’abolizione dell’ICI. Sono cavolate. In Italia abbiamo bisogno di rivoluzioni copernicane nel modo di concepire la vita pubblica e il Sistema Paese, in definitiva di provvedimenti simili a questo: i cantieri stradali aperti solo di notte!</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/pontess6301.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-882" title="Ponte sulla statale Cassino-Formia (uno dei più bassi della Regione Lazio)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/10/pontess6301.jpg" alt="" width="491" height="327" /></a></p>
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