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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Economia</title>
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		<title>Ritorni in facoltà&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 20:14:42 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Erano alcuni anni che non tornavo a <em>scorribare</em> attraverso i corridoi e le aule della cara vecchia Facoltà di ingegneria di Cassino. Confusi ricordi di migliaia di circostanze mi zampillano con nostalgia nella mente. Sono anche leggermente disorientato da diverse novità. Sembrano irreversibili impronte del trascorrere dei tempi. Ad esempio un&#8217;altra &#8220;storica&#8221; aula è stata tramezzata per far posto a un&#8217;ulteriore auletta. In un cunicolo del grande atrio centrale è stato installato un monolitico bancomat e in prossimità dell&#8217;ingresso laterale ci sono adesso mastodontici distributori automatici che farebbero sembrare uno &#8220;scaldabagno&#8221;  il familiare parallelepipedo di latta cui ero abituato durante le pause del primo mattino o dei lunghi pomeriggi.  Son state anche sistemate numerose telecamere di sorveglianza piuttosto goffe e vistose, più inquietanti -in verità- che rassicuranti; un po&#8217; come quei poliziotti che trovavi alle uscite della metro di Roma nei mesi successivi all&#8217;attacco delle Torri gemelle.</p>
<p>In un bagno leggo una banale scritta appena consumata dal tempo: &#8220;<em>Comunismo merda</em>&#8220;. E poco sotto: &#8220;<em>Perché, Berlusconi è meglio?</em>&#8221; Efficace sintesi di quest&#8217;ultimo sciagurato decennio. Osservare gli imberbi studenti o le minute studentesse coi libri in mano, mi porta, col senno del laureato disincantato, a meditare proprio sul futuro di questa nazione.  Moltitudini di nuovi ingegneri si affacciano con giovanili attese al mondo del lavoro e della produzione, ma trovano un Paese -sì, ancora ricco magari- ma che non investe convintamente nella ricerca né valorizza seriamente l&#8217;istruzione, l&#8217;impegno, il  merito. Sembra incamminato inesorabile sulla via del declino industriale, mentre una classe politica di mascalzoni vende chiacchiere e storte menzogne, drogata dai suoi privilegi, tutta presa dai suoi interessi e al più premurosa, quanto basta, di quegli italiani (non pochi invero) che si illudono ancora di poter <em>conservare</em> un qualche orticello.</p>
<p>Ma noto piuttosto che nei pressi dell&#8217;ingresso dell&#8217;edificio il verde adesso è molto ben curato. Non più vasi di sofferenti cespugli di viburno, assetati dall&#8217;incuria e consumati dai parassiti. All&#8217;approssimarsi della calda estate, una esuberante varietà di <em>miseria</em> dalle foglie inferiormente striate di rossiccio (<em>Tradescantia pallida var. purpurea</em>), si prepara a strabordare -gagliarda e vigorosa- dai rettangolari contenitori di gesso.</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/miseriaingegneria.jpg" alt="" width="520" height="390" /></p>
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		<title>Berlusconi e lo scudo&#8230; spaziale</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:43:17 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Esaminando molto attentamente la regolarità del mio biglietto, un controllore del treno osservava come la legge italiana sia severissima con i piccoli illeciti e larga di maglie invece, con i grandi furbi. Alludeva soprattutto all&#8217;approvazione in Parlamento, di pochi giorni prima, del cosiddetto &#8220;scudo fiscale&#8221;. Il governo -ponendo la fiducia- ha voluto portarlo avanti  &#8220;per forza&#8221;. Ma mi chiedo: <strong>perché agli evasori che si avvalgono di questa sorta di strabiliante &#8220;scudo&#8230; spaziale&#8221; </strong>(alla stregua di un cartone animato giapponese)<strong> è stato garantito anche l&#8217;anominato</strong>? In questo modo chi condona i capitali illecitamente occultati in ogni caso non avrà convenienza ad attirare su di sé gli occhi del Fisco o della Guardia di Finanza. Continuerà a spendere i suoi soldi gradualmente, di nascosto, o semplicemente a tenerli all&#8217;estero.<br />
Questo significa che di un provvedimento discutibile dal punto di vista morale, la collettività non potrà neanche averne, in un momento di crisi economica così grave, un vantaggio indiretto. A imprenditori che posseggono altrove capitali non dichiarati, si sarebbe dovuta imporre una dichiarazione pubblica: quantomeno gli stessi non avrebbero avuto remore poi ad iniettare la liquidità regolarizzata nelle loro aziende. Eventuali ispettori della Finanza, (sensibili ai temi del lavoro), lo avrebbero apprezzato, persino.<br />
Ma proprio sotto questo aspetto si poteva forse fare di più. Si sarebbero potuti condonare solo capitali rientrati e<strong> fattivamente investiti in aziende italiane</strong>. Per decine o centinaia di migliaia di piccole e medie imprese sarebbe stata una manna. Certo, avremmo scoperto magari qualche cifra iperbolica occultata dal signor Berlusconi stesso, ma in compenso anche quella, sarebbe tornata dai paradisi fiscali per rafforzare aziende del nostro Paese. Troppo&#8230; logico?</p>
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		<title>Fiera Campionaria di Sora 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 19:45:34 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Uno scorcio del settore di macchine movimento terra" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/fierasora2009.jpg" alt="" width="340" height="255" />Venerdì 25 settembre 2009 alle ore 17.30 è stato dato il via alla 36° Fiera campionaria di Sora (FR), l&#8217;evento più importante ospitato nell&#8217;area espositiva della città, in località San Domenico, nei pressi dell&#8217;omonima Abbazia (XI secolo). La tradizionale fiera si tiene l&#8217;ultima settimana di settembre e interessa principalmente i settori del mobile, dell&#8217;arredamento, dell&#8217;impiantistica domestica, dell&#8217;artigianato, dell&#8217;agricoltura, della meccanica e del movimento terra. Non avevo mai assistito alla sua inaugurazione. Erano presenti tutte le autorità -civili, ecclesiastiche, militari- ai diversi gradi.<br />
Al taglio del nastro hanno partecipato fra gli altri l&#8217;attuale presidente della Provincia Iannarilli, l&#8217;ex presidente della Provincia Scalia (ora alla Regione), il vescovo di Sora (di recente insediamento), assessori e senatori vari della Repubblica.<br />
Inni nazionali e solenni onori ai militari caduti nelle guerre. Poi i discorsi. Il vescovo ha letto una sorta di benedizione  degli &#8220;affari&#8221;, mentre i politici hanno enfatizzato l&#8217;importanza della manifestazione, auspicandone l&#8217; effetto benefico sull&#8217;economia ciociara e locale. Ma i toni enfatici e ampollosi e la corte di uniformi e di auto blu, strideva non poco con la realtà -più misera- dei fatti. La Fiera è quasi solamente un grande mercato di commercio al dettaglio. Quanto all&#8217;Italia, (e alla Ciociaria in particolare), da anni si è incamminata in una fase di lento declino tecnologico e industriale, in gran parte parte per colpe proprio di una classe politica ben rappresentata su quello stesso palco.</p>
<p><img class="alignnone" title="Inaugurazione della Fiera Campionaria di Sora 2009" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/inaugurazionefierasora2009.jpg" alt="" width="540" height="405" /></p>
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		<title>Distributore di latte a Ceprano (FR)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 20:14:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/mucchemaceroni.jpg" alt="Mucche all'interno di un capannone dell'azienda Maceroni" width="340" height="255" />Ieri sono stato a Ceprano, 25 km a Sud di Frosinone. Nel centro cittadino, nei pressi di un noto supermercato che ha messo a disposizione l&#8217;area necessaria, c&#8217;è stata l&#8217;inaugurazione di un distributore automatico di latte. Uno dei primi nella Ciociaria, per una modalità di vendita che invece è già abbastanza diffusa nel Nord Italia. In provincia sembra che sia stato attivato da pochi mesi un piccolo distributore nel comune di Veroli, e che solo un altro, proprio nella stessa giornata di ieri, sia stato messo in funzione nel capoluogo. Una sorta di uovo di colombo questo metodo di vendita, per aggirare la speculazione che di solito avvantaggia la distribuzione commerciale a scapito sia dei contadini produttori che dei cittadini consumatori. Un modo di abbattere i costi ambientali di trasporto anche, visto che le aziende agricole di solito hanno sede a poca distanza dal distributore stesso, che poi viene rifornito una o due volte al giorno con latte sempre molto fresco. Il casotto automatico aperto a Ceprano è di proprietà dell&#8217;<strong>azienda agricola Maceroni</strong> che si trova a non più di 1-2 chilometri di distanza. La legge prescrive che il latte così acquistato debba essere bollito. In realtà -mi spiega l&#8217;amica Caterina che da sempre si è alimentata con esso- questa potrebbe essere una cautela ulteriore, ma superflua. Come è noto, la bollitura abbatte molte delle sostanze benefiche che sono presenti nel latte crudo.<br />
<img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/triticalemaceroni.jpg" alt="Un campo di triticale, una varietà ibrida di segale e frumento che viene utilizzata per il foraggio degli animali" width="340" height="255" />La produzione di latte è normalmente sottoposta in Italia a regolari e periodici controlli ed altri si aggiungono nel caso di vendita diretta. Il trasbordo di latte avviene in modo ermetico attraverso contenitori in acciaio che vengono lavati ad ogni carico. Il latte stesso, grazie a potenti frigoriferi, viene rapidamente portato e tenuto a una temperatura inferiore ai 4 gradi. Se per qualsiasi motivo la temperatura del latte aumentasse oltre questa soglia, il distributore ne cesserebbe automaticamente l&#8217;erogazione. Attenzione: per il riempimento, non sarebbe possibile al consumatore riutilizzare i contenitori vuoti di latte, in quanto la pulizia casalinga non riuscirebbe mai ad essere perfetta. Allo scopo possono comunque essere riciclate bottiglie che hanno contenuto ad esempio acqua potabile. In questo modo si riduce la produzione di rifiuti di plastica e di tetrapak come suggerisce anche il comico Grillo nel suo ultimo spettacolo. Secondo un sito internet specializzato (<a href="http://www.milkmaps.com/index.php">http://www.milkmaps.com/index.php</a>)  attualmente ci sono in Italia almeno <strong>1122 distributori</strong> automatici di latte crudo in <strong>75 province</strong>.<br />
<img src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/distributorelatte.jpg" alt="Caterina mostra il funzionamento del distributore automatico ai numerosi curiosi che si sono avvicinati per l'inaugurazione." width="520" height="390" /></p>
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		<title>IVA italiana ed evasione fiscale</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 13:41:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Posso dire un pensiero fuori del coro? Capisco che i titolari di partita IVA apprezzeranno oltremodo la decisione di Berlusconi di far versare l&#8217;imposta sul valore aggiunto all&#8217;incasso della fattura, ma a me questa procedura non convince molto. Tra i principali problemi che abbiamo in Italia non ci sono gli insoluti commerciali tra privati: c&#8217;è l&#8217;evasione fiscale. E da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posso dire un pensiero fuori del coro? Capisco che i titolari di partita IVA apprezzeranno oltremodo la decisione di Berlusconi di far versare l&#8217;<em>imposta sul valore aggiunto</em> all&#8217;incasso della fattura, ma a me questa procedura non convince molto.<br />
Tra i principali problemi che abbiamo in Italia non ci sono gli insoluti commerciali tra privati: c&#8217;è <strong>l&#8217;evasione fiscale</strong>. E da questo punto di vista mi sembra che  <strong>il pagamento differito dell&#8217;IVA renderà più complicati i controlli della Finanza</strong> e sarà una leva in più per la &#8220;finanza creativa&#8221; di molti imprenditori.<br />
All&#8217;università mi è stato spiegato che lo scambio di un bene tra aziende avviene in tre passaggi: acquisto, fatturazione, incasso. La legge pertanto imponeva già il pagamento dell&#8217;IVA in una fase <em>intermedia</em> della transazione, agganciandolo peraltro al documento più importante che può emettere l&#8217;ufficio contabilità di un&#8217;azienda: la fattura.<br />
Sono un profano, ma dubito che &#8220;il pagamento dell&#8217;IVA all&#8217;incasso&#8221; esista in altri Paesi europei. Forse in Italia è più diffusa la morosità che altrove, ma in tal caso bisognava migliorare altri aspetti: ad esempio incentivare le aziende a diventare più robuste finanziariamente, oppure rendere più snella ed effettiva la riscossione coatta (per via legale) di un credito.<br />
Il provvedimento che è stato preso avrà un qualche costo per lo Stato. Se proprio si aveva qualche spicciolo da dedicare ai titolari di partita IVA, perché non si è scelto, <em>sic et simpliciter</em>, <strong>di abbassare l&#8217;IVA</strong>, anche solo <strong>dall&#8217;attuale 20% al 19%</strong> <strong>di altri Paesi nostri concorrenti?</strong> Sarebbe stato molto più benefico e lungimirante. Un&#8217;imposta minore significa una minore tendenza all&#8217;evasione e una maggiore competitività delle nostre imprese. Inoltre una decisione simile avrebbe aumentato leggermente il potere d&#8217;acquisto delle famiglie e dato una piccola scossa a quei consumi interni che languono a causa della crisi mondiale incipiente.</p>
<p>[Questo scritto è stato anche pubblicato sulla rubrica <em>Italians</em> il 23/12/2008<br />
<a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-23/02.spm">http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-23/02.spm</a>]</p>
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		<title>Lezione di Franz Moebius</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 22:00:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il sig. Franz Moebius è a quanto pare l&#8217;unico dei fondatori del centro EUZ di Springe che dal 1981 è ancora presente nell&#8217;organico dell&#8217;organizzazione. Apparentemente un tipo simpatico e bizzarro, molto originale; vagamente somigliante ad Einstein anche. Quest&#8217;ultimo usava spesso la bicicletta, vestiva in modo trasandato e non portava calze. Nella sua prima lezione Franz Moebius si è presentato scorazzando in giardino con la sua bici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sig. Franz Moebius è a quanto pare l&#8217;unico dei fondatori del centro EUZ di Springe che dal 1981 è ancora presente nell&#8217;organico dell&#8217;organizzazione. Apparentemente un tipo simpatico e bizzarro, molto originale; vagamente somigliante ad Einstein anche. Quest&#8217;ultimo usava spesso la bicicletta, vestiva in modo trasandato e non portava calze. Nella sua prima lezione Franz Moebius si è presentato scorazzando in giardino con la sua bici a batterie, mentre i suoi pantaloni un po&#8217; corti lasciavano intravedere una calza più corta e una più lunga. Anche il suo modo di spiegare è insolito. Egli fa delle premesse in cui enuncia una serie di informazioni apparentemente neanche troppo attinenti. A volte procede con una sorta di sillogismi consecutivi in cui sembra poi non dare risalto alla conclusione, ma quasi lasciarla solo all&#8217;intelligenza dell&#8217;interlocutore.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/moebiusdispalle.jpg" alt="Franz Moebius alla lavagna luminosa (foto di Graziella G.)" width="400" height="300" />Nella sua allocuzione Moebius si scaglia soprattutto contro il sistema politico e socio-economico del mondo. I Paesi occidentali vendendo merci sottocosto distruggono le fragili economie del continente africano. Inondando ad esempio il Camerun di ali di pollo a prezzi bassissimi, i locali allevatori di polli più genuini (e interi!) sarebbero stati costretti a chiudere. Qualcosa di analogo per il mercato del latte in Ghana, dove attività produttive di pochi capi di bestiame, sarebbero state schiacciate dalle multinazionali europee. Attacca più volte soprattutto i politici: &#8220;<em>di solito chi promette la prosperità per TUTTI la cerca per SE STESSO </em>&#8220;. Tira fuori una rivista con una foto del nostro Berlusconi, un articolo che parla delle sue intenzioni di riportare il nucleare in Italia: &#8220;<em>ecco il <strong>miracolo italiano!</strong></em>&#8220;, esclama sarcastico nella nostra lingua. Si chiede poi come faccia ad essere eletto se tutti i nostri connazionali che incontra dicono di non averlo votato. In un&#8217;aula monta un vociare ma lui prosegue sulla situazione politica a livello mondiale, di cui non si meraviglia:<em> &#8220;l&#8217;ONU</em> <em>è costituita per il 60% di stati criminali&#8221;</em>. In economia, &#8221;<em>prima i grandi mangiavano i piccoli, ora i veloci mangiano i lenti</em>&#8220;. La Banca mondiale lavora per dare soldi (o per non farli perdere) a chi li ha già. Se volesse davvero favorire lo sviluppo dei Paesi poveri non dovrebbe finanziare ad esempio i grossi impianti chimici che poi vengono utilizzati per trasformare alimenti primari (come mais, grano) in energia per i paesi ricchi (biogas o biodisel). Secondo lui ci sono molte buone idee per risolvere i problemi del mondo, (tra le quali quelle che i fondatori del centro EUZ avevano già 25 anni fa). &#8220;<em><strong>Ma a muovere il mondo è il danaro, non le idee</strong></em>&#8220;. Eppure, dice, quando i 2/3 del mondo non avranno più cibo né acqua, nessun potere militare potrà fermarli. Verranno a prendersi quello che oggi i Paesi ricchi non vogliono dargli. In quel momento non  sarà importante il prezzo del petrolio!</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/moebiusrivista.jpg" alt="L'oratore passa tra i banchi per mostrare l'articolo di una rivista" width="320" height="240" />In Germania 1/5 dei posti di lavoro gravita intorno al settore <em>automotive</em>. Le auto a petrolio avrebbero un rendimento del 20% (esagera alquanto per difetto! n.d.r.), questo secondo lui renderebbe già oggi convenienti le auto elettriche alimentate ad idrogeno. La tecnologia elettrica non è nuova: &#8220;<em>la prima auto è stata costruita proprio qui in Germania, nel 1901, in occasione di una gara di velocità &#8220;</em>. Il problema delle auto elettriche è l&#8217;accumulo di energia. L&#8217;ultima generazione di batterie consentirebbe di immagazzinare 170 Wh/Kg. &#8220;<em>Nel mondo non c&#8217;è solo Berlusconi, ma anche uno molto forzuto</em> -dice mostrando ironicamente i muscoli delle sue braccia-<em> uno che è nato in Austria</em>&#8230; &#8221; Mostra quindi sull lavagna luminosa la pagina di un quotidiano che parla anche di Schwarzeneger. Il noto governatore della California si è fatto costruire un SUV da 2,8 tonnellate alimentato ad idrogeno. Per Moebius è un&#8217;idiozia. Non ha senso realizzare un auto così pesante e applicarvi una tecnologia così raffinata. A lato un articoletto sull&#8217;ultimo &#8221;grido&#8221; della Ford, un&#8217;auto con la coppia massima di 480 Nm. Per Moebius è un&#8217;assurdità anche questa. Le industrie inseguono i sogni di prestazione che tirano sul mercato ma che sono incompatibili con la ragione e con le esigenze ambientali del nostro pianeta. Oltrettutto si chiede come si possa riuscire a trasmettere davvero tutta quella potenza dalle ruote al terreno. L&#8217;auto del futuro dovrebbe essere leggera per consumare poco e dovrebbe essere usata per spostarsi, non per arrivare a 100 km/h in pochi secondi. Visto che le batterie danno attualmente un&#8217;autonomia di soli 200 km, Moebius pensa che le auto dovrebbero essere fornite di uno speciale rimorchio da utilizzare solo per i viaggi più lunghi.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/moebiusidrogeno.jpg" alt="Franz Moebius accanto ad un dispositivo didattico per la produzione di idrogeno a partire da celle fotovoltaiche" width="320" height="240" />Poi il nostro vivace relatore passa a discorrere dell&#8217;energia nucleare. &#8220;<em>Immaginate di avere un auto con un serbatoio di carburante </em>- spiega-<em> di cui potete usare solo il 10%. Quando avete consumato il 10% dovete togliere non solo il restante carburante, ma andare in un&#8217;officina e smontare con cautela tutto il serbatoio. E poi conservare questo serbatoio, senza poterlo toccare. Per milioni di anni. Qualcosa di simile a questo è lo sfruttamento dell&#8217;energia nucleare&#8221;. </em>Non sorprende che questo tema lo infervori. Lo stesso centro in cui ci troviamo è sorto soprattutto come critica all&#8217;utilizzo del nucleare in Germania. Nel mondo ci sono 400 impianti nucleari, 400 pericolosissimi impianti che poi fornirebbero solo il 3% dell&#8217;energia utilizzata globalmente. Ora Bush propone di arrivare a quota 1000. Franz Moebius si sofferma ancora sugli statunitensi e sulla tensione che hanno con l&#8217;Iran proprio a proposito delle centrali nucleari. Secondo lui i tecnici americani sono andati in Iran a cercare petrolio, non possibili bombe atomiche. Infatti per sapere se l&#8217;Iran sta facendo la bomba atomica non si va a scavare nel deserto, ma agli americani basta di controllare, a casa loro, le bolle di consegna dei materiali che le loro stesse aziende hanno fornito all&#8217;Iran (!). Per sterminare le persone il metodo più semplice è usare dei gas, eppure gli americani non sono intervenuti quando Saddam avvelenava in massa i curdi.<br />
Ha la sua verità sulla guerra in Iraq. &#8220;<em>L&#8217;Iraq ha enormi riserve, può fornire il 13% del fabbisogno mondiale di petrolio per i prossimi 80 anni. Secondo voi poteva reggere a lungo l&#8217;embargo? E vi siete chiesti perché i francesi sono stati i più accanitamente contrari all&#8217;intervento armato degli USA?  Il fatto è che Saddam aveva già firmato dei contratti con i</em> <em>francesi e con i russi per fornire loro rispettivamente petrolio e gas non appena l&#8217;embargo fosse cessato. Non è un segreto, erano accordi contrattuali che conoscevano tutti. I consiglieri di Bush (che sono petrolieri) non potevano accettare di esserne esclusi e hanno fatto pressioni per la guerra.&#8221;<br />
</em>Ma torna a criticare il nucleare tedesco. Le 19 centrali del Paese dovrebbero gradualmente essere chiuse. <em><strong>Una centrale da 1,3 GW rende 1,5 milioni di euro al giorno:</strong> secondo voi possono mai decidere davvero di fermarla?</em> &#8220;  &#8220;<em>Il materiale radioattivo viene trattato e trasportato in Germania con tutti i permessi, ma poi</em> -osserva- <em>nel 1986 la radioattività di Chernobil è arrivata senza preavviso e senza avere il permesso legale!</em> &#8221; <em>(13/08/08)</em><br />
<img src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/moebiusnissan.jpg" alt="Moebius mostra la pagina di un quotidiano: &lt;&lt; Nissan vuole la cella a combustibile&gt;&gt;" width="450" height="338" /></p>
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		<title>Brunetta sbaglia</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 05:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sono d’accordo con la proposta del ministro Brunetta, sulla visita fiscale da mandare anche per un solo giorno di malattia. Secondo me egli ricade nell&#8217;errore &#8220;italiano&#8221; di prendere un dilemma per il corno sbagliato. Al contrario il lavoratore dovrebbe avere il diritto di assentarsi (saltuariamente) per uno o due giorni senza neanche dar conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px; line-height: 24px;">Non sono d’accordo con la proposta del ministro Brunetta, sulla visita fiscale da mandare anche per un solo giorno di malattia. Secondo me egli ricade nell&#8217;errore &#8220;italiano&#8221; di prendere un dilemma per il corno sbagliato. Al contrario il lavoratore dovrebbe avere il diritto di assentarsi (saltuariamente) per uno o due giorni senza neanche dar conto del motivo. Queste circostanze dovrebbero essere lasciate al rapporto di fiducia tra datore e lavoratore, e si autolimiterebbero semplicemente prevedendo che i giorni di lavoro persi non siano retribuiti. Il problema sta da tutt&#8217;altra parte. Sta nel fatto che un medico dà burocraticamente al lavoratore 5 giorni di malattia quando magari la lieve indisposizione si risolverà in 2 giorni. Sta nella facilità con cui i medici di base concedono questi periodi di &#8220;vacanza&#8221; senza troppe verifiche, anche con mal precisate motivazioni di &#8220;depressione&#8221; del soggetto o simili. Sta nelle visite fiscali stesse, che essendo poco più di una farsa, costituiscono un costo aggiuntivo che grava in modo gratuito sul sistema lavoro.<br />
</span><br />
[Pubblicato sulla rubrica Italians di Beppe Severgnini il 22 luglio 2008; <a href="http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-22/06.spm">http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-07-22/06.spm</a>]</p>
<p><img src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/favolabrunetta.jpg" alt="Vignetta (un po' kitsch) circolata via internet soprattutto tra impiegati del pubblico impiego" width="393" height="356" /></p>
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		<title>L&#8217; ICI: una tassa&#8230; bellissima</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 17:07:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Ici è una delle tasse più &#8220;belle&#8221; che esistano. Ad esempio è tra le poche di cui il cittadino sa chi deve renderne conto. In Italia spesso i sindaci utilizzano quegli introiti anche per farsi degli &#8220;amici&#8221;, per favorire magari talune assunzioni o assegnare talaltri appalti. I cittadini lo sanno, in genere tollerano, altre volte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ici è una delle tasse più &#8220;belle&#8221; che esistano. Ad esempio è tra le poche di cui il cittadino sa chi deve renderne conto. In Italia spesso i sindaci utilizzano quegli introiti anche per farsi degli &#8220;amici&#8221;, per favorire magari talune assunzioni o assegnare talaltri appalti. I cittadini lo sanno, in genere tollerano, altre volte meno. In ogni caso sono ben consapevoli che in simili &#8220;manovre&#8221; ci sono direttamente anche i propri soldi. Questa cognizione favorisce una maggiore sensibilità sull&#8217;operato delle amministrazioni locali.</p>
<p>I trasferimenti dallo Stato ai Comuni sono l&#8217;opposto. Sono il clientelismo partitico, non di rado solo elargizioni di &#8220;numi tutelari&#8221; a beneficio magari di fedeli vassalli sul territorio. In esse il cittadino ha poco da intromettersi.</p>
<p>E&#8217; vero, il &#8220;possesso&#8221; di una casa non è un reato, ma neanche il reddito lo è. Lo Stato tassa il reddito perché ha bisogno delle risorse di tutti per sussistere e per distribuire ai cittadini diverse utilità (alcune delle quali sono senza prezzo, come la giustizia). Se lo Stato preleva meno soldi dalle tasse sul patrimonio, giocoforza deve prenderne di più dalle tasse sul lavoro. L&#8217;effetto è che per salvaguardare chi &#8220;possiede&#8221; ricchezze (compreso magari un pigro nullafacente) si va a penalizzare leggermente più chi lavora e le ricchezze le &#8220;produce&#8221;. Se ne potrebbe arguire, con un po&#8217; d&#8217;ironia, che l&#8217; ICI è una tassa che va lievemente a favore dei muratori!</p>
<p>Non tutti i cittadini lo sanno (vedi post precedente) ma l&#8217;ICI in realtà prevede già oggi una detrazione sulla prima casa. Questa detrazione in fondo ha in sé il riconoscemento di un diritto ad un alloggio abitativo &#8220;minimo&#8221;, che non è quindi soggetto ad alcuna imposta. Bisognerebbe pure osservare che in genere un&#8217;abitazione &#8220;consuma&#8221; diversi servizi forniti dal Comune di appartenenza: asfaltatura e pulizia delle strade adiacenti, illuminazione pubblica, manutenzione del verde limitrofo, sicurezza. L&#8217;Ici può essere considerata anche un giusto contributo alla copertura di questi servizi comunali.<br />
Un&#8217;ultima considerazione. Se si abolirà l&#8217;ICI sulla prima casa (come credo sarà inevitabile), è verosimile che in Italia ne risulteranno 50 milioni di &#8220;prime case&#8221;. Con buona pace della trasparenza anagrafica e della lotta all&#8217;elusione fiscale.</p>
<p><img src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/papaguardacasa.jpg" alt="Mio padre osserva la parete della casa su cui sta lavorando (luglio 2007)" width="320" height="240" /></p>
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		<title>Cantiere stradale sulla Cassino-Formia</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 18:33:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da diversi giorni sulla strada Cassino-Formia (statale 630) sono in corso dei lavori in prossimità dello svincolo per San Giorgio a Liri. I lavori riguardano la manutenzione di un cavalcavia che attraversa la carreggiata. In effetti dalle travate del ponte cominciavano a fuoriscire gli elementi in ferro che ne costituiscono l&#8217;armatura. Tipico caso di corrosione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da diversi giorni sulla strada Cassino-Formia (statale 630) sono in corso dei lavori in prossimità dello svincolo per San Giorgio a Liri. I lavori riguardano la manutenzione di un cavalcavia che attraversa la carreggiata. In effetti dalle travate del ponte cominciavano a fuoriscire gli elementi in ferro che ne costituiscono l&#8217;armatura.<br />
Tipico caso di corrosione del calcestruzzo: il ferro interno al calcestruzzo  &#8220;arruginisce&#8221; (più propriamente si ossida) e si ha la formazione di composti idrati di ferro che occupano un volume fino a 6 volte maggiore quello iniziale. La dilatazione che ne deriva fa saltare lo strato superficiale di cemento e la corrosione prosegue poi all&#8217;interno dell&#8217;armatura metallica più insidiosa e veloce.</p>
<p>Per ovviare al problema sembra che i lavori si stiano limitando a una sorta di ri-intonacatura esterna. Insomma, quasi solo un&#8217;operazione di&#8230; facciata! Ma non è l&#8217;aspetto tecnico che qui ci interessa. L&#8217;aspetto importante (e sconfortante) è un altro. Per una intonacatura -o anche poco più che sia- <strong>non si esita a bloccare una corsia di una strada extraurbana di grandissima comunicazione come quella tra Cassino e Formia,</strong> importantissima per i collegamenti tra le province di Latina e Frosinone nella loro parte più meridionale. Da giorni gli automobilisti sono costretti a lunghe code a causa del transito a senso unico alternato.</p>
<p><img src="http://www.giuseppedisiena.it/Images/pontess630.jpg" alt="Foto dei lavori ultimati (aggiunta postuma)" width="491" height="327" /></p>
<p>Aldilà della circostanza particolare, bisogna dire che il blocco parziale di una strada per effettuare lavori (a volte anche banali) è una situazione piuttosto frequente in Italia. Manca nella nostra nazione una cultura dell&#8217;efficienza e del lavoro. Forse anche di più. Ci manca la cultura del rispetto per il prossimo.</p>
<p>C&#8217;è da rifletterci. Noi italiani tendiamo a &#8220;sopportare&#8221; tutto, ma se nel nostro Paese stiamo come stiamo è anche per cose simili, apparentemente marginali o meno evidenti. Tutte le nostre inefficienze (siano dovute a negligenze di chi comanda e dirige o a particolarismi di corporazione o categoria) le paghiamo care e le paghiamo tutte. <strong><br />
</strong> La verità è semplicemente questa, che<strong> in un paese civile i lavori su strade importanti si effettuano di notte.</strong> Gli operai vanno pagati il doppio, il quadruplo se necessario, ma devono operare nelle ore in cui il traffico veicolare è scarso. Non si possono bloccare impunemente migliaia e migliaia di persone, automobilisti, camion, furgoni di artigiani, tir internazionali, commessi viaggiatori, autobus di turisti o  studenti, gente che lavora&#8230; Solo perché quattro omini in tuta arancione devono riverniciare una ringhiera o magari togliere le erbacce tra il <em>guard rail</em>. Spreco di tempo, consumo di carburante dei motori fermi in moto, inquinamento gratuito&#8230;</p>
<p>In questi giorni di campagna elettorale non dovremmo farci lusingare dai bonus bebé o dall&#8217;abolizione dell&#8217;ICI. Sono cavolate. In Italia abbiamo bisogno di rivoluzioni copernicane nel modo di concepire la vita pubblica e il Sistema Paese, in definitiva di provvedimenti simili a questo: i cantieri stradali aperti solo di notte!</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/04/cantiereponte1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-106" title="Un\'immagine dell\'incolonnamento di auto in prossimità del cantiere" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2008/04/cantiereponte1.jpg" alt="Un'immagine dell'incolonnamento di auto in prossimità del cantiere" width="421" height="280" /></a></p>
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		<title>Evasione e detrazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 13:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Desio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Non di rado si ascoltano discorsi di persone che suggeriscono di combattere l&#8217;evasione fiscale consentendo al contribuente di detrarre più spese possibile dalle dichiarazioni dei redditi. Non c&#8217;è dubbio che questo sarebbe un buon incentivo. Ma bisognerebbe riflettere su un altro aspetto. Per quanto si possa favorire in questo modo un&#8217;emersione del sommerso, in realtà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non di rado si ascoltano discorsi di persone che suggeriscono di combattere l&#8217;evasione fiscale consentendo al contribuente di detrarre più spese possibile dalle dichiarazioni dei redditi. Non c&#8217;è dubbio che questo sarebbe un buon incentivo. Ma bisognerebbe riflettere su un altro aspetto. Per quanto si possa favorire in questo modo un&#8217;emersione del sommerso, in realtà lo Stato sarà sempre il terzo &#8220;incomodo&#8221; (tra chi fattura e chi riceve la fattura) che mette lo &#8220;zampino&#8221; sulla transazione per prendersi la sua parte. In mancanza di un forte senso civico, ad entrambi i contraenti converrà sempre, per quanto possibile, effettuare in nero il relativo scambio di beni o servizi.<br />
Non sono un economista, ma sono convinto che la cosa più importante per incentivare la trasparenza sia invece un&#8217;altra: il vantaggio che si dovrebbe ottenere dall&#8217;effettuare l&#8217;operazione nella legalità. Perché la legalità sia conveniente occorrono però almeno due cose: 1) che sia diffusa (e questa è una questione anche di controlli); 2) che la Giustizia funzioni molto bene. Se ad esempio un elettricista, un muratore, un dentista, un venditore di mobili o di elettrodomestici, o un qualsiasi altro professionista, fanno male il loro lavoro, questi dovrebbero pagarne rapidamente le conseguenze quando il cliente può esibire la relativa ricevuta fiscale difronte ad un magistrato. E solo in questo modo che lo Stato può mettere il suo &#8220;valore aggiunto&#8221; nella compravendita, metterci la sua &#8220;garanzia&#8221; e quindi prendersi la sua parte (con le tasse) senza incoraggiare l&#8217;evasione.<br />
Ma ho l&#8217;impressione che oggi chiedere che in Italia la Giustizia funzioni, sia poco meno di un&#8217;eresia.</p>
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