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	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Diario</title>
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		<title>Cherubino Coreno (Coreno 1706?-Napoli 1764)</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 16:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 2 agosto nella chiesa S. Margherita di Coreno Ausonio, a circa trecento anni dalla nascita, si è tenuto il primo concerto in onore di Cherubino Coreno (1706 &#8211; 1764) “Maestro di stromenti di fiato”  presso il Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli dal 1749 al 1762. L&#8217;esecuzione di alcune composizioni sue e di musicisti a lui contemporanei (Giuseppe Sammartini, Francesco Mancini, in conclusione anche il grazioso terzo movimento della sonata in Fa maggiore HWV 405 di George Frideric Haendel) è stata preceduta da un appassionante inquadramento &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/08/cherubino-coreno-coreno-1706-napoli-1764/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenonilocardillo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1945" title="Prologo del prof. Nilo Cardillo al concerto" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenonilocardillo.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Lo scorso 2 agosto nella chiesa S. Margherita di Coreno Ausonio, a circa trecento anni dalla nascita, si è tenuto il primo concerto in onore di <strong>Cherubino Coreno</strong> (1706 &#8211; 1764) “<em>Maestro di stromenti di fiato</em>”  presso il Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli dal 1749 al 1762. L&#8217;esecuzione di alcune composizioni sue e di musicisti a lui contemporanei (Giuseppe Sammartini, Francesco Mancini, in conclusione anche il grazioso terzo movimento della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=XjjhxFbCUFA">sonata in Fa maggiore HWV 405</a> di George Frideric Haendel) è stata preceduta da un appassionante inquadramento storico preparato dal preside <strong>Nilo Cardillo</strong>, artefice nell&#8217;ultimo anno di un entusiasmante lavoro di ricerca. Fortunatamente la rigorosa amministrazione delle istituzioni napoletane di quel tempo -quando regnava a Napoli l&#8217;illuminato Re Carlo Sebastiano di Borbone (1735-1759)-  teneva minuziosa traccia documentale di ogni cosa. Così il professore ha potuto accertare ad esempio che la domanda di iscrizione al Conservatorio era stata inizialmente inoltrata da un certo Francesco Coreno, fratello maggiore di Cherubino, il quale da tempo si era già stabilito nella città partenope. Cherubino in effetti fu il penultimo di numerosi fratelli. Nacque in uno degli undici &#8220;casali&#8221; che componevano l&#8217;abitato di Coreno e che portavano il nome delle famiglie che vi risiedevano. Fu proprio il caseggiato dei &#8220;Coreno&#8221;, peraltro prossimo alla chiesa di S. Margherita dove il certificato di battesimo del Cherubino è tuttora conservato, quello che diede al comune collinare il nome con cui è conosciuto sino ai nostri giorni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenoconcertochiesa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1947" title="Chiesa di S.Margherita gremita per il primo concerto in onore di Cherubino Coreno" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenoconcertochiesa.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Napoli era all&#8217;epoca una città culturalmente vivissima, tra le più splendide del mondo occidentale, capitale di un territorio che si spingeva -con la cosiddetta &#8220;Terra di Lavoro&#8221;- fino a gran parte della Ciociaria e del basso Lazio.<br />
Nel 1735, la chiave che aprì a Cherubino le porte dell&#8217;alta società e  del florido ambiente musicale di Napoli, fu il matrimonio con Fortunata  Piano, appartenente a una rinomata famiglia di musicisti. Così, il 30 dicembre 1748, essendo morto il maestro Don Paolo Pierro, i governatori del Conservatorio di Santa Maria di Loreto stimarono di &#8220;<em>eliggere alla carica altra persona capace et idonea</em>&#8221; e  dopo &#8220;<em>matura riflessione</em>&#8221; ravvisarono di aver identificato questa persona in Cherubino Coreno: &#8220;<em>virtuoso di oboe, flauto traverso e flauto dolce, quale con sua lode si è fatto conoscere molto addottrinato nella musica</em>&#8220;. L&#8217;atto di nomina prevedeva che il maestro, in cambio di 4 ducati al mese, insegnasse ogni mattina per 2 ore ai figlioli (per lo più orfani) destinati all&#8217;apprendimento di tali strumenti a fiato, con l&#8217;obbligo di &#8220;<em>fare concerti, <strong>e anco fare qualche composizione di simphonia</strong></em>&#8220;. E&#8217; stata proprio quest&#8217;ultima espressione a spingere Cardillo ad avventurarsi nella ricerca dei lavori musicali del Cherubino, portandolo alfine alla riscoperta della sola sua opera finora nota, pubblicata a Londra verosimilmente nell&#8217;anno 1750: &#8220;<a href="http://www.amazon.com/Sonatas-German-Violins-Thorough-Separate/dp/B0000CUL8R/ref=cm_wl_cp_al_pt"><em>Six Sonatas for two German Flutes or two violins with a thourough bass</em></a>&#8221; (&#8220;Sei sonate per due flauti traverso o due violini, con basso continuo&#8221;).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenomusicisti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1946" title="Ensemble barocco di Napoli a Coreno, il 02/08/2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenomusicisti.jpg" alt="" width="358" height="239" /></a>Il flautista<strong> Tommaso Rossi</strong> che con  l&#8217; <em>Ensemble Barocco di Napoli</em> -da lui fondato- si è esibito nell&#8217;evocativo concerto della serata, ha osservato come la musica del Coreno si inserisca a pieno titolo nella fase di passaggio dal primo Settecento allo stile classico del XVIII secolo inoltrato, definito &#8220;stile galante&#8221;. Essa sarebbe caratterizzata da &#8220;<em>uno stile vivace, senza indulgere in impervie difficoltà tecniche, ma prediligendo una scrittura delicata e gradevole, specie negli adagi</em>&#8220;. Rossi ha rilevato anche come il fatto che il Cherubino suonasse diversi strumenti fosse in linea con la cultura tipica dei musicisti del &#8217;700, così come era tipico di quel periodo che gli strumentisti si cimentassero come compositori. Nondimeno l&#8217;essere pubblicati a Londra non era da tutti ed era il segno di una fama ulteriore. Londra rappresentava un mercato &#8220;competitivo&#8221;, uno dei pochi luoghi d&#8217;Europa dove la musica veniva stampata, cosa che ad esempio non avveniva a Napoli, da cui diffondevano solo manoscritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Al termine del concerto, che ha visto la partecipazione entusiasta di un pubblico che gremiva curioso ogni posto disponibile, la cerimonia si è spostata nei pressi del vicino caseggiato dove il musicista corenese è nato e vissuto sino a maturità. Il sindaco Domenico Corte, alla presenza del sacerdote e delle altre persone intervenute, ha intitolato a Cherubino Coreno il nome di un suggestivo vicolo del paese e ha scoperto, in uno slargo dell&#8217;antico borgo, una targa di marmo in suo onore e ricordo.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenotarga.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1942" title="Scoprimento di una targa commemorativa in onore del musicista Cherubino Coreno (02/08/2011)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/08/cherubinocorenotarga.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I Simposio di scultura in Perlato Coreno</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 19:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Lavoro e tecnica]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 4 al 10 luglio si è tenuto a Coreno Ausonio (Fr) il 1° Simposio Internazionale di Scultura in Perlato Coreno. Il singolare evento è stato organizzato dall&#8217;associazione Pro Loco di Coreno in collaborazione con la Cooperativa Cavatori Coreno, il Consorzio per la valorizzazione del Perlato Coreno e con il patrocinio dell&#8217; Amministrazione Provinciale di Frosinone, della XIX Comunità montana di Esperia, del Comune di Coreno Ausonio, dell&#8217; Università di Cassino, della Camera di Commercio di Frosinone e dell&#8217;Associazione Nazionale Piccoli Comuni (ANPCI). Otto gli artisti prescelti tra i 14 &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/07/i-simposio-di-scultura-in-perlato-coreno/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011sergiomacera.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1888" title="Sergio Macera" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011sergiomacera.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011kristinajosifova.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1889" title="Kristina Josifova" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011kristinajosifova.jpg" alt="" width="360" /></a><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011danaodonnel1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1890" title="Dana O Donnell" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011danaodonnel1.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011karolykurutzannaghilardi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1891" title="Karoly Kurutz, Anna Ghilardi" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011karolykurutzannaghilardi.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Dal 4 al 10 luglio si è tenuto a Coreno Ausonio (Fr) il <strong>1° Simposio Internazionale di Scultura in Perlato Coreno</strong>. Il singolare evento è stato organizzato dall&#8217;associazione <strong>Pro Loco di Coreno</strong> in collaborazione con la  Cooperativa Cavatori Coreno, il Consorzio per la valorizzazione del  <em>Perlato Coreno</em> e con il patrocinio dell&#8217; Amministrazione Provinciale di  Frosinone, della XIX Comunità montana di Esperia, del Comune di Coreno Ausonio,  dell&#8217; Università di Cassino, della Camera di Commercio di Frosinone e dell&#8217;Associazione  Nazionale Piccoli Comuni (ANPCI).</p>
<p style="text-align: justify;">Otto gli artisti prescelti tra i 14 che hanno inviato la loro candidatura a seguito della pubblicazione del bando sul sito internet de <a href="http://www.laserra.it/" target="_blank">La Serra</a> (trimestrale a cura della Pro-Loco): <strong>Sergio Macera</strong> (Lazio), <strong>Valentino Giampaoli</strong> (Abruzzo),<strong> Kristina Josifova</strong> (Bulgaria), <strong>Dana O’Donnell</strong> (USA), <strong>Andrea Berni</strong> (Toscana), <strong>Anna Ghilardi</strong> (Lombardia), <strong>Stephen King</strong> (Gran Bretagna), <strong>Karoly Kurutz</strong> (Ungheria). A costoro si è aggiunto poi <strong>Giovanni Parente</strong>, di Coreno. Ciascuno intento alla realizzazione del proprio progetto, gli artisti hanno lavorato sotto gli occhi esterrefatti di visitatori e curiosi che -giorno dopo giorno- hanno potuto constatare come da un semplice parallepipedo di pietra fosse possibile ottenere, con estetica fantasia ma anche con grinta e non poco sforzo manuale, creazioni scultoree originali e attraenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno 8 luglio si è tenuto nella sala polifunzionale del Municipio un convegno -<em>&#8220;Corenius Marmor</em>&#8220;- dove sono intervenuti rappresentanti delle Istituzioni ed esperti. In generale, alle lodi per il presidente della pro-Loco <strong>Antonio Lisi</strong> e per l&#8217;entusiasmo messo in campo dai suoi giovani collaboratori, si è aggiunta l&#8217;amara constatazione di come, ai fini di una migliore promozione della pietra locale, sia mancata tradizionalmente una maggiore unità e una visione più lungimirante da parte degli operatori del settore (peraltro scarsamente presenti al convegno stesso). L&#8217;indizione di un simposio di scultura si vagheggiava ormai da qualche decennio nel paese del <em>Perlato Royal</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011convegno0807.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1905" title="Convegno sulla pietra di Coreno, al podio l'assessore provinciale Trina" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011convegno0807.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Per <strong>Giuseppe Lavalle</strong>, vicepresidente della <em>Cooperativa Cavatori Coreno</em>, il coinvolgimento di scultori professionisti provenienti da diverse parti del mondo ha rappresentato un importante <em>test</em> mai compiuto in passato. In effetti la pietra calcarea di Coreno si distingue per la sua notevole durezza, ma presenta anche una disomogeneità e una anisotropia strutturale (dovuta alla sua caratteristica litogenesi e alla presenza dei fossili) che ne possono rendere più ardua la sagomatura con martello e scalpello. Nondimeno a parere di qualche artista essa si lascerebbe plasmare piuttosto facilmente per abrasione. Inoltre la durezza costituirebbe un vantaggio dal punto di vista della durabilità nel tempo. In definitiva, vista anche la qualità e la varietà dei manufatti realizzati, il test sarebbe stato <em>superato</em>. Dal canto suo il prof. <strong>Antonio Riccio</strong>, antropologo e direttore del <em>Museo della pietra di Ausonia</em> (Fr), ha sviluppato un discorso di più ampio respiro, osservando acutamente come la pietra, anche nei suoi impieghi domestici e urbanistici più umili, si leghi sempre indissolubilmente alla civiltà e alla storia umana, costituendone da sempre la testimonianza non solo più durevole, ma probabilmente anche la più misteriosa e potente.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011stephenking.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1892" title="Simposio internazionale di scultura in Perlato Coreno 2011 Stephen King" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/07/simposioscultura2011stephenking.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
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		<title>Riserva naturale di Posta Fibreno (Fr)</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 19:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il lago &#8220;Posta&#8221; è ubicato nel comune ciociaro di Posta Fibreno, a pochissimi chilometri dalla SS 509 Cassino-Sora. Si trova a un&#8217;altitudine di 289 m slm e occupa una superficie di 28.700 metri quadrati. Ha una forma allungata ad angolo che pare sia il frutto della fusione di due distinti ristagni originari. Il lago può pregiarsi di una bizzarra peculiarità naturalistica: la cosiddetta &#8220;rota&#8220;, un&#8217;isola galleggiante di torba e vegetazione che si sposta da una parte all&#8217;altra sospinta dal vento o dal flusso sorgivo profondo. Il lago non presenta affluenti, &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/04/riserva-naturale-di-posta-fibreno-fr/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagoposta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1744" title="Le acque turchesi del lago di posta Fibreno (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagoposta.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Il lago &#8220;Posta&#8221; è ubicato nel comune ciociaro di Posta Fibreno, a pochissimi chilometri dalla SS 509 Cassino-Sora. Si trova a un&#8217;altitudine di 289 m slm e occupa una superficie di 28.700 metri quadrati. Ha una forma allungata ad angolo che pare sia il frutto della fusione di due distinti ristagni originari. Il lago può pregiarsi di una bizzarra peculiarità naturalistica: la cosiddetta &#8220;<em>rota</em>&#8220;, un&#8217;isola galleggiante di torba e vegetazione che si sposta da una parte all&#8217;altra sospinta dal vento o dal flusso sorgivo profondo. Il lago non presenta affluenti, ma dal fondo sgorga un flusso d&#8217;acqua possente e ininterrotto (circa 6 metri cubi d&#8217;acqua al secondo) che proviene, attraverso falde sotterranee, dai bacini imbriferi delle vicine montagne dell&#8217;Abruzzo. Lo specchio d&#8217;acqua dà vita al fiume Fibreno che alimenta il Liri-Garigliano, uno dei più importanti fiumi del Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagopostapassarellalegno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1743" title="Passerella in legno sul lago di Posta Fibreno" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagopostapassarellalegno.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Nel giorno della mia visita (a pasquetta) la sede della Riserva naturale (istituita nel 1983 con il contributo del WWF) era chiusa. Solo un cane, alla vista d&#8217;un pallone rimbalzante, abbaiava e saltava giocoso, invano smanioso di uscire dal suo recinto. Di lì un piacevole  viottolo tra terra umida e vegetazione lacustre ci porta su una suggestiva passatoia di legno con qualche doga mancante. La passerella, consumata e semidistrutta dagli anni, alla fine si butta letteralmente nel lago, nei pressi di un cestino di rifiuti che emerge -interrogativo- tra le acque stagnanti. Nonostante il tempo fosse incerto, quasi freddo e a tratti piovigginoso,  era notevole il flusso di persone in cerca di ristoro nelle aree pic-nic. Ai margini del lago sono pure in corso lavori per l&#8217;ammodernamento di alcune strutture di accoglienza e altre piacevoli sistemazioni urbanistiche hanno una fattura recente. Un segno evidente che le istituzioni e la collettività locale comprendono le potenzialità turistico-ricreative del luogo. Si potrebbe riflettere su come la natura e il paesaggio, pur così vilipesi durante lo sviluppo italiano degli ultimi 50 anni, si rivelano in realtà in grado di produrre dei posti di lavoro con maggiore certezza e continuità di quanto possa fare ogni altra umana industria o selvaggia cementificazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/postafibrenomunicipio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1746" title="Bandiere tricolori nei pressi del municipio di Posta Fibreno (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/postafibrenomunicipio.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a>Prima che faccia buio c&#8217;è ancora il tempo di una visita al centro abitato di <a href="http://www.comune.postafibreno.fr.it/">Posta Fibreno</a>, adagiato su una collina a 308 m slm. Sulla parete di una chiesa una targa ricorda come il paese si sia costituito in comune autonomo solo il 5 marzo 1957, grazie -tra gli altri- all&#8217;interessamento del politico Giulio Andreotti. Nella parte più alta del piccolo borgo si stende in mezzo  alle case un&#8217;ampia piazzetta pianeggiante, felicemente lastricata con blocchetti di marmo di Coreno. La stessa pavimentazione si allunga in un vicolo che porta al belvedere, nei pressi della torre dell&#8217;acquedotto.  Di lì la vista domina sul lago, su alcune stradine bianche che si snodano sinuose tra le campagne della piana, sulle montagnole informi come vulcani, sulle luci della sera che cominciano a brillare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagopostadalpaese.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1742" title="Vista del lago dal piccolo borgo di Posta Fibreno (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagopostadalpaese.jpg" alt="" width="560" height="372" /></a></p>
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		<title>IX Fiera Agricola di Ceprano (Fr)</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 17:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raggiungere per la prima volta  l&#8217;area espositiva della Fiera Agricola di Ceprano non è facilissimo. Le segnalazioni sono insufficienti, le strade alla periferia della cittadina sinuose e strette, la visuale dei luoghi ostacolata dalla linea ferroviaria dell&#8217;alta velocità. La manifestazione si svolge proprio nei pressi della stazione ferroviaria di Ceprano-Falvaterra, ai piedi di montagne verdissime, non lontano dal promontorio da cui occhieggia severo il paese di San Giovanni Incarico (Fr). Agevole il parcheggio in un attrezzato campo attiguo. Il biglietto di 2,50 euro. Poi l&#8217;accesso in un amplissimo piazzale ben &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/04/ix-fiera-agricola-di-ceprano/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1719" title="Macchine usate nei pressi degli stalli con gli animali alla Fiera di Ceprano" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-2.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Raggiungere per la prima volta  l&#8217;area espositiva della Fiera Agricola di Ceprano non è facilissimo. Le segnalazioni sono insufficienti, le strade alla periferia della cittadina sinuose e strette, la visuale dei luoghi ostacolata dalla linea ferroviaria dell&#8217;alta velocità. La manifestazione si svolge proprio nei pressi della stazione ferroviaria di Ceprano-Falvaterra, ai piedi di montagne verdissime, non lontano dal promontorio da cui occhieggia severo il paese di San Giovanni Incarico (Fr).</p>
<p style="text-align: justify;">Agevole il parcheggio in un attrezzato campo attiguo. Il biglietto di 2,50 euro. Poi l&#8217;accesso in un amplissimo piazzale ben livellato e dal confortevole sedime in brecciolino, un venditore di sfogliatelle napoletane subito davanti, nell&#8217;aria del mattino l&#8217;olezzo stuzzicante di carni strinate. Il clima si direbbe provinciale ma sereno, gli accenti dei visitatori marcatamente ciociari (il capoluogo è a una ventina di chilometri di distanza), il pubblico di età medio-avanzata, ma non mancano le famiglie con i bambini irresistibilmente attratti dagli animali: cavalli, vitellini, vacche, asini. L&#8217;affluenza dei visitatori è notevole sotto un sole caldo e un po&#8217; fastidioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1720" title="Trattori e motocoltivatrici alla fiera Agricola di Ceprano 2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-3.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>La manifestazione si svolge a cura dell&#8217;associazione &#8220;<a href="http://www.amiciperlaterra.it/index.php">Amici per la terra</a>&#8220;, con il patrocinio della Regione Lazio, della provincia di Frosinone e altri Enti pubblici. Vi espongono  concessionari di macchine e accessori  per l&#8217;agricoltura, commercianti di bestiame di allevamento o di piccoli animali da compagnia (soprattutto volatili), vivaisti di fiori e ortaggi, artigiani, produttori di specialità alimentari tipiche, propalatori di eco-energie. Il rappresentante di uno <a href="http://logicadeisistemi.it/">studio di ingegneria</a> sito in provincia di Roma, propone una fonte energetica ancora mai sfruttata in Ciociaria: la geotermia. Realizzando un pozzo di circa 90 metri, attraverso la cosiddetta pompa di calore, sarebbe possibile, in modo economico, riscaldare la propria abitazione in inverno e raffrescarla in estate.  Per ogni kWh speso nel funzionamento dell&#8217;impianto se ne guadagnerebbero 5-7 kWh in termini di climatizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunta al IX anno, la manifestazione appare ancora modesta: alcune tipologie di prodotti erano proposte da un solo rivenditore. Nondimeno la Ciociaria è una provincia costituita soprattutto da piccoli paesi e da decine di migliaia di abitazioni disseminate tra le campagne senza soluzione di continuità. La Fiera ha le potenzialità per crescere e diventare un appuntamento di pregio per aziende agricole e contadini, ma anche per consumatori in cerca di prodotti alimentari di qualità. Tutto si giocherà, forse, nell&#8217;amministrare e organizzare l&#8217;evento in modo sempre migliore, lungimirante e meritocratico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1718" title="Macchine per uso agricolo alla Fiera Agricola di Ceprano" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/fieraagricolaceprano2011-1.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>II Concorso nazionale di poesia “Da un popolo a una nazione”</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Mar 2011 14:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 26 marzo 2011 si è tenuta nella sala polifunzionale del Municipio  la cerimonia di premiazione del 2° concorso nazionale di poesia indetto dal Comune di Coreno Ausonio con il patrocinio della provincia di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. L&#8217;anno scorso il tema  fu &#8220;L&#8217;olocausto&#8221;. Nella ricorrenza del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia il titolo di questa seconda edizione è stato &#8220;Da un popolo a una nazione&#8220;. Tra i relatori che hanno animato la pubblica premiazione il professore Nilo Cardillo, già Preside del Liceo Classico di Formia (LT), si &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/03/ii-concorso-nazionale-di-poesia-%e2%80%9cda-un-popolo-a-una-nazione%e2%80%9d/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sabato 26 marzo 2011 si è tenuta nella sala polifunzionale del Municipio  la cerimonia di premiazione del 2° concorso nazionale di poesia indetto dal Comune di Coreno Ausonio con il patrocinio della provincia di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. L&#8217;anno scorso il tema  fu &#8220;L&#8217;olocausto&#8221;. Nella ricorrenza del 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia il titolo di questa seconda edizione è stato &#8220;<strong>Da un popolo a una nazione</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011nilocardillo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1690" title="Il professore Nilo Cardillo nella sua breve prolusione sull'unificazione dell'Italia" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011nilocardillo.jpg" alt="" width="360" height="261" /></a>Tra i relatori che hanno animato la pubblica premiazione il professore <strong>Nilo Cardillo</strong>, già Preside del Liceo Classico di Formia (LT), si è cimentato in una breve digressione sulla storia del Risorgimento italiano, con accenni a personaggi illustri del piccolo centro Ciociaro. Come  il musicista <strong>Cherubino Coreno</strong> (1713-1758), un maestro di flauto traverso che ha suonato nell&#8217;orchestra del Teatro San Carlo di Napoli sin dall&#8217;anno della sua fondazione (1737), nel secolo in cui la città partenopea arrivò ad essere, con i suoi intellettuali, le sue università, le sue scuole mediche, la più bella e culturalmente la più avanzata d&#8217;Europa.<br />
Il professore ha redarguito ogni tendenza divisionista, lodando  piuttosto la pervicacia con cui il Presidente Napolitano ha  voluto i festeggiamenti per il 150° anniversario dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, e l&#8217;entusiasmo con cui gli stessi sono stati accolti dalla città di Torino. Del resto importanti attestati di rispetto (con tutta la loro carica morale prima ancora che politica), son giunti dal Presidente Barack Obama, il quale ha riconosciuto con un decreto persino, il valore festivo della ricorrenza dello scorso 17 marzo anche per gli italo-americani e per gli Stati Uniti.<br />
Per Nilo Cardillo la cerimonia organizzata dall&#8217;amministrazione di Coreno ha una valentissima azione pedagogica. Essa si configura come un&#8217;operazione culturale, un impegno civile che consente di riappropriarsi del significato di parole che sono archetipi della storia umana: memoria e futuro, storia e progresso, tempo, utopia, speranza. &#8220;<em>Viaggiare con speranza è meglio che arrivare</em>&#8221; diceva lo scrittore R.L. Stevenson. Un concetto ben rappresentato dai sogni che animano i profughi del Maghreb  proprio in questi giorni, mentre cercano di guadagnare l&#8217;Italia su malfermi barconi. Uomini privi di ogni bene materiale eppure apparentemente più vivi e felici di tanti italiani divorati dagli psicofarmaci.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011vincitoriritaglio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1691" title="I vincitori del secondo concorso assieme al Sindaco e al rappresentante della Banca Popolare del Cassinate" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011vincitoriritaglio.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a>Il presidente della giuria di valutazione, il poeta <strong>Tommaso Lisi</strong>, prima di procedere alla proclamazione dei vincitori, ha tenuto a leggere la missiva giunta dall&#8217;Istituto Comprensivo di Cigliano (VC), con la quale tre insegnanti (F. Perini, S. Ravetto, F. Pegorin) hanno accompagnato gli elaborati di partecipazione preparati dai ragazzi delle classi I, II e III media. La giuria, sensibilmente toccata da questo impegno che ha avuto il merito, tra le altre cose, di avvicinare un piccolo paese del centro Sud con un borgo non molto più popoloso del Nord Italia, ha assegnato il terzo premio proprio ad una delle alunne di terza media, la studentessa Veronica Vercellone, per la poesia &#8220;<em>Pensiero Autobiografico</em>&#8220;. &#8220;<em>In tal modo la giuria</em> -ha spiegato Lisi- <em>ha inteso riconoscere, insieme alla stupefacente facoltà visionaria e di sintesi della ragazza, la straordinaria iniziativa della sua scuola di appartenenza</em>&#8220;. Il secondo premio è stato conferito ad Alberto Canfora di Roma per la poesia in dialetto romanesco dal titolo &#8220;<em>Banniera</em>&#8220;. Nel componimento il poeta si chiede, in un testo non privo di amarezza, commozione e sarcasmo,  per chi sono realmente morti coloro che hanno perso la vita sotto le insegne della bandiera italiana se, in tanti oggi, sembrano irridere ai valori che essa rappresenta. Il primo premio è stato consegnato alla professoressa Franca Calcabotta Sirica, di Monza. Con la poesia &#8220;<em>Sussurro il tuo nome</em>&#8221; l&#8217;insegnante rievoca  una serie di vicende, anche leggendarie o di carattere colto e letterario, legate alla storia patria.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011copertina.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1684" title="Antologia Da un Popolo a una Nazione (disegno di Eliseo Belmonte)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011copertina.jpg" alt="" width="211" height="300" /></a>Le tre poesie premiate, assieme ad altre 14 prescelte come finaliste, son state pubblicate in una piccola antologia in distribuzione gratuita. Tra coloro che sono stati segnalati, erano presenti in sala alcuni che hanno letto i loro componimenti: Sabrina Balbinetti (<em>Centocinquantanni e nun sentilli</em>), di Roma; Giuseppe Quirino (<em>Mater Familias</em>), di Coreno; la giovane Rosamaria Coreno (<em>Figlia di una Donna</em>), di Coreno. Il Sindaco Domenico Corte ha espresso la sua più viva soddisfazione per il positivo riscontro di partecipazione avuto sia a livello locale che nazionale, osservando come questa volta,  a differenza dello scorso anno, tutte le Regioni d&#8217;Italia abbiano partecipato con almeno un concorrente. Una circostanza simbolica che può alludere proprio al Risorgimento, ovvero <em>a quella cronistoria dell&#8217;unione</em> -per parafrasare qualche verso romanesco della Balbinetti- <em> che riuscì, come una sarta, a mettere insieme ogni italiana Regione</em>.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011entrata.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1689" title="Ingresso della sala polifunzionale del Municipio" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/premiopoesia2011entrata.jpg" alt="" width="540" height="405" /></a></p>
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		<title>Samoter 2011</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 11:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 2 al 6 marzo si è tenuto a Verona il SAMOTER, il 28° Salone internazionale delle macchine da costruzione e movimento terra. Le riviste diffuse in fiera spiegano che la prima edizione del  Samoter risale al 1964, anno in cui si comincia a dare il giusto risalto a un settore -quello delle macchine movimento terra- che fin dal 1948 era parte d&#8217;una Fieragricola. L&#8217;esposizione nel tempo si è allargata ai più diversi comparti dell&#8217;edilizia e dei lavori di cantiere e ha continuato a tenersi annualmente sino ai primi anni &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/03/samoter-2011/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/perlinidp705wd.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1646" title="Perlini DP 705 - Potenza 567 kW  Carico utile 65000 kg - Volume utile colmo 42 m3" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/perlinidp705wd.jpg" alt="" width="340" /></a>Dal 2 al 6 marzo si è tenuto a Verona il SAMOTER, il 28° Salone internazionale delle macchine da costruzione e movimento terra. Le riviste diffuse in fiera spiegano che la prima edizione del  Samoter risale al 1964, anno in cui si comincia a dare il giusto risalto a un settore -quello delle macchine movimento terra- che fin dal 1948 era parte d&#8217;una Fieragricola. L&#8217;esposizione nel tempo si è allargata ai più diversi comparti dell&#8217;edilizia e dei lavori di cantiere e ha continuato a tenersi annualmente sino ai primi anni &#8217;80, quando l&#8217;onda lunga di una crisi cominciata negli anni &#8217;70 portò alla  decisione di rendere l&#8217;appuntamento biennale. Dal 1993 la rassegna è diventata triennale, alternandosi ciclicamente con due dei maggiori analoghi eventi internazionali: l&#8217; INTERMAT di Parigi e il BAUMA di Monaco di Baviera.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/camioniveco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1647" title="Camion IVECO in movimento nell'area dimostrativa del samoter 2011" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/camioniveco.jpg" alt="" width="340" /></a>In questa edizione si è avvertito molto il sobrio ridimensionamento espositivo di diverse aziende. La Caterpillar ad esempio ha fatto a meno questa volta dell&#8217;ampio campo provvisto di gradinate coperte dove  solo 3 anni fa si tenevano suggestivi spettacoli pubblicitari con macchine da cantiere. Nel mezzo di  questi ultimi due appuntamenti  il mondo è stato scosso da una crisi economica senza precedenti che si è rivelata particolarmente spietata per un settore che deve molto agli investimenti e alle aspettative di crescita sul medio periodo delle singole aziende. Comunque mi è parso che quest&#8217;anno si siano affacciate in vetrina, con maggiore spazio rispetto alla scorsa edizione, aziende costruttrici di minori dimensioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/rullisottocarro.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1648" title="Particolare di una coppia di rulli su catena cingolata" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/rullisottocarro.jpg" alt="" width="340" height="255" /></a>Ho notato tra le altre cose, un forte sviluppo delle cosiddette minipale (dette anche <em>miniload</em>): macchine movimento terra di piccole dimensioni o robot simili, eventualmente radiocomandati. L&#8217;abbassamento dei costi e l&#8217;avanzamento tecnologico della componentistica meccanica permette ai costruttori di realizzare in serie macchine da lavoro sempre più minuscole e specializzate, in grado di sostituire la forza umana in cantieri anche piccoli o in mansioni  molto specifiche. Un settore in crescita sembra essere anche quello della demolizione e del trattamento di inerti, con martelli idraulici, morse o pinze sempre più potenti. Novità ancora in via di diffusione sembrano essere la cosiddetta &#8220;benna frantoio&#8221;, che consente di frantumare inerti di media pezzatura (segregando eventualmente il ferro presente per mezzo di una elettrocalamita), e la cosiddetta &#8220;benna vagliante&#8221; che consente di separare il terriccio misto a pietrisco. Entrambe queste applicazioni potrebbero avere risvolti positivi dal punto di vista ecologico, l&#8217;una con il riciclaggio delle macerie di demolizione, l&#8217;altra con la separazione di terreno vegetale utilizzabile per sistemazioni  urbanistiche oppure bonifiche e ripristini ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli espositori al Samoter 2011 sono stati circa 900 contro i 1027 della passata edizione. Anche l&#8217;affluenza dei visitatori ha registrato un leggero calo:  circa 98.000  persone contro le 106.857 presenze del 2008. Tuttavia sono aumentati  gli stranieri (circa 11.000) e in generale i principali espositori si sono  espressi, nelle dichiarazioni ufficiali,  in modo ottimistico. E in effetti tra gli stand  era un formicolìo di operatori  attenti, apparentemente più professionali che curiosi, come se nell&#8217;aria si avvertissero davvero  i primi refoli d&#8217;una ripresa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/bennavagliantemb.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1645" title="Benna vagliante in una dimostrazione della MB SpA" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/03/bennavagliantemb.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
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		<title>Autunno sull&#8217;Appennino Emiliano</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 21:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In viaggio verso la Lunigiana, tra acqua e pioggia, vento, nuvole e foglie. Foto scattata il 31 ottobre 2010 attraverso i boschi della Strada Provinciale SP 486, nel territorio montano della provincia di Modena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In viaggio verso la Lunigiana, tra acqua e pioggia, vento, nuvole e foglie. Foto scattata il 31 ottobre 2010 attraverso i boschi della Strada Provinciale SP 486, nel territorio montano della provincia di Modena.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/11/autunnoappennino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1330" title="Scorcio d'autunno sull'Appennino Emiliano" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/11/autunnoappennino.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
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		<title>Il maestro &#8220;Americano&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 12:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima volta che lo vidi era giovialmente affacciato alla finestra della sua aula, la prima al piano terra accanto al portone principale, quella in cui aveva insegnato sin da quando si era trasferito alle Elementari di Coreno e dove lui stesso, come gli piaceva ricordare, era stato scolaro. Quasi alla fine della sua vita lavorativa, il maestro Americano calcolava con orgoglio che 1/5 dei Corenesi erano stati in qualche misura suoi allievi, e di tutti sembrava conservare un chiaro e vivido ricordo. “So piezz ‘e core” confessava talvolta a &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/09/il-maestro-americano/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/09/Fotoamericanoserra.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1183" title="Un'immagine datata del maestro Americano in un campo di gioco (fonte:La Serra)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/09/Fotoamericanoserra.jpg" alt="" width="300" height="425" /></a>La prima volta che lo vidi era giovialmente affacciato alla finestra della sua aula, la prima al piano terra accanto al portone principale, quella in cui aveva insegnato sin da quando si era trasferito alle Elementari di Coreno e dove lui stesso, come gli piaceva ricordare, era stato scolaro. Quasi alla fine della sua vita lavorativa, il maestro Americano calcolava con orgoglio che 1/5 dei Corenesi erano stati in qualche misura suoi allievi, e di tutti sembrava conservare un chiaro e vivido ricordo. “<em>So piezz ‘e core</em>” confessava talvolta a mezza voce. Un legame che traspariva quando qualche ex-alunno tornava a trovarlo. Gli sguardi sfuggenti o i vaghi sorrisi tradivano un felice e lieve impaccio come se, al pari forse d’un genitore, il maestro conservasse la chiave della personalità segreta di ciascuno, come se essere stati suoi alunni significasse appartenere a una famiglia i cui membri non avrebbero più dimenticato quell’amicizia, soprattutto non avrebbero disatteso gli insegnamenti sui quali l’Americano più spesso insisteva nella sua scuola di vita: l’onestà nei rapporti, il rispetto e la premura per il prossimo, il senso dello Stato e delle leggi, il riguardo per gli interessi della collettività, quell’affezione particolare per lo stesso paese di Coreno Ausonio il cui nome, assieme alla data, campeggiava ogni giorno sulla lavagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Da amministratore comunale in passato si era speso, contro l’opinione di altri, perché la strada della circonvallazione fosse realizzata in tutta la sua larghezza. “<em>Guardatela adesso</em> – rimarcava – <em>col traffico di oggi sembra persino stretta!</em>”. Una volta prese alcuni cerchi da ginnastica e li adagiò a terra. Quindi invitò altrettanti alunni a entrarvi dentro con i piedi. ”<em>Questa è la libertà</em> – disse <em>– potete fare tutto quello che volete, ma restando sempre all’interno del vostro cerchio, la libertà di ciascuno non deve invadere il cerchio degli altri, altrimenti non è libertà</em>.<em> E’ libertinaggio</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">La mattina arrivava a scuola con la sua Fiat 850 grigio perla, la bottiglia d’acqua <em>Fiuggi</em> sottobraccio e l’immancabile “<em>Messaggero</em>”, il quotidiano da cui di tanto in tanto ci leggeva qualche articolo. A volte cronaca locale, magari il didattico resoconto di incidenti che erano capitati a bambini troppo incauti, altre volte notizie che facevano la storia stessa di quegli anni: la rielezione del presidente Reagan, la strage di spettatori allo stadio di Bruxelles, l’esplosione in aria della navetta spaziale Challenger. Un modo di iniziarci alla lettura. Provenendo da una modesta famiglia di un antico quartiere nella parte alta del paese, non di rado ci ricordava come lo studio fosse stato importante per lui e come poteva esserlo per noi. “<em>Ognuno di noi è una casa </em>– spiegava – <em>più si studia e più la casa si eleva e apre nuove finestre. Più finestre avrete, più riuscirete a vedere orizzonti e cose che altri, con meno finestre, non possono vedere</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">E accanto all’importanza per l’istruzione, la sua passione per la disciplina sportiva. A metà mattinata, sul terreno attiguo allo storico edificio della scuola, c’era il gioioso momento della partita di pallone, un impegno che il maestro cercò di conservare nonostante il terrore di altri insegnanti (e di qualche apprensivo genitore) che ci si potesse far male. Di solito faceva competere i quattro o cinque alunni più bravi contro se stesso e la restante classe, bambine incluse. Spesso non sembrava proprio calcio, ma un gioco in cui tutti, anche i più pigri e restii, solo rimpallando il pallone, potevano sentirsi uguali agli altri. Quella preziosa area di svago e ricreazione, con l’erba a ciuffi e gli alberi che facevano da pali della porta, in modo sciocco prima ancora che insensibile, di lì a poco sarebbe stata recintata e seppellita sotto 80 cm di calcestruzzo.</p>
<p style="text-align: justify;">D’inverno prima di arrivare puntualmente a scuola, l’Americano si svegliava all’alba per andare a caccia. Ci rassicurava che lo faceva soprattutto per il diletto di camminare sui monti in solitudine o assieme ai suoi cani. Dei cani lodava la sconfinata fedeltà, ma forse li amava anche in quanto animali estroversi e giocosi, un po’ come lui, con quella ironia che aveva con gli infantili scolari, ma anche con i calciatori maldestri, urlando i suoi inconfondibili sberleffi, dalla ringhiera del campo sportivo, durante gli affollati tornei estivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Verso la fine dell’anno scolastico, la tradizionale passeggiata all’Acquedotto. Vigilando su di noi tra il festoso e il severo, il maestro interloquiva allegramente, fiero della sua scolaresca, con chiunque incontrasse lungo il cammino. In una circostanza ci inerpicammo fin verso la Macchia: “<em>Ci troviamo a 600 metri di altezza</em>”, dichiarò sicuro di sé, guardando il paesino più lontano. E all’ombra di un gruppo di querce poteva spiegare ancora: “<em>La Natura ha un’energia enorme. Anche in una semplice foglia c’è nascosta la potenza di una bomba atomica</em>. <em>E’ invisibile, ma c’è un momento in cui ve ne potete accorgere: in primavera</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultima volta che incontrai l’Americano fu di primo mattino, in un negozio di alimentari in piazza, dove ero entrato poco prima di prendere l’autobus per Cassino. Mi chiese che scuola frequentassi, rimbrottò che avevo sbagliato. Poi, inaspettatamente, come non fossi quasi cresciuto, il maestro mi afferrò e mi strinse a sé affettuoso, come fossi un bambino. Provai imbarazzo, mentre la negoziante ci guardava ammirata e silenziosa. Non immaginavo che quell’abbraccio sarebbe diventato il suo saluto.</p>
<p style="text-align: justify;">[Articolo pubblicato sul trimestrale di vita e cultura corenese <em>"La Serra"</em>, a vent'anni dalla morte, avvenuta il 22 luglio 1990]</p>
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		<title>Rendiconto problema storage e ripristino database</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[26/08/2010 ore 17:30 Dopo il ripristino della funzionalità dello storage avvenuto ieri, oggi abbiamo lavorato nel recupero dei database usando tutti i mezzi e le fonti a noi disponibili. Tutto ciò che è stato possibile recuperare è stato recuperato, in qualche caso è stato recuperato il database senza qualche tabella, risultata corrotta. Alla fine delle operazioni sono rimasti fuori qualche centinaio di database [tra cui quello di questo sito, ndr] per i quali, ci spiace, non c&#8217;è più nulla da fare. Aggiornamento delle 19:00. Ci spiace veramente per i dati &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/08/rendiconto-problema-storage-e-ripristino-database/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>26/08/2010 ore 17:30</strong></p>
<p>Dopo il ripristino della funzionalità dello storage avvenuto ieri, oggi abbiamo lavorato nel recupero dei database usando tutti i mezzi e le fonti a noi disponibili.</p>
<p>Tutto ciò che è stato possibile recuperare è stato recuperato, in qualche caso è stato recuperato il database senza qualche tabella, risultata corrotta. Alla fine delle operazioni sono rimasti fuori qualche centinaio di database<span style="color: #888888;"> [tra cui quello di questo sito, ndr]</span> per i quali, ci spiace, non c&#8217;è più nulla da fare.</p>
<p><strong>Aggiornamento delle 19:00. </strong>Ci spiace veramente per i dati che non siamo riusciti a recuperare.  In questi due giorni di fuoco abbiamo lavorato alacremente fino a tarda notte, perché ci teniamo a risolvere nel miglior modo possibile ogni problema e questo anche se potevamo nasconderci dietro le norme di fornitura dove è detto che l&#8217;integrità dei dati non è garantita e rendere a tutti i clienti semplicemente spazi resettati.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;">[Comunicazioni dei gestori Tophost. La perdita irreversibile di gran parte del materiale pubblicato su questo sito internet sarebbe stata causata da un problema di alimentazione del server]<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #808080;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/08/computerportatilesony.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1132" title="Computer portatile..." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/08/computerportatilesony.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a><br />
</span></p>
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		<title>Giustizia e libertà di informazione (Tiziana Ferrario, Oliviero Beha et al.)</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 16:31:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito della XVII edizione della rassegna “Libri sulla cresta dell’onda” lo scorso 28 luglio si è tenuto, all’interno del centro sportivo Coni di Formia (LT), un incontro sul tema della legalità e della libertà di informazione. Armando Spataro, procuratore aggiunto del tribunale di Milano, ha sottolineato come il magistrato sia soggetto solo alla Legge. Ovviamente tutti i cittadini sono soggetti alla Legge, ma il termine “solo” enfatizza la libertà che il magistrato deve avere da qualsiasi altro condizionamento (ad esempio di tipo politico). Per quanto riguarda i rapporti tra mafia &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/07/giustizia-e-liberta-di-informazione-tiziana-ferrario-oliviero-beha-et-al/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/librisullacreastadellonda.jpg"><img class="alignleft" title="La locandina della XVII edizione Libri sulla Cresta dell'onda" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/librisullacreastadellonda.jpg" alt="" width="271" height="340" /></a>Nell’ambito della XVII edizione della rassegna “<strong>Libri sulla cresta dell’onda</strong>” lo scorso 28 luglio si è tenuto, all’interno del centro sportivo Coni di <strong>Formia</strong> (LT), un incontro sul tema della legalità e della libertà di informazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Armando Spataro</strong>, procuratore aggiunto del tribunale di Milano, ha sottolineato come il magistrato sia soggetto<em> solo</em> alla Legge. Ovviamente tutti i cittadini sono soggetti alla Legge, ma il termine “solo” enfatizza la libertà che il magistrato deve avere da qualsiasi altro condizionamento (ad esempio di tipo politico). Per quanto riguarda i rapporti tra mafia e politica, Spataro ritiene che sia importante conoscere la verità anche nel momento in cui questa dovesse rivelarsi dolorosa da accettare. A tal fine occorre lasciar lavorare serenamente i magistrati,  perché al di là delle pubbliche aspettative, questi hanno bisogno di trovare la cosiddetta pistola fumante (<em>smoking gun</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giancarlo De Cataldo</strong> è scrittore e giudice della Corte d’Assise di Roma. Osserva come il governo si vanti molto spesso della cattura di pericolosi latitanti appartenenti alla criminalità organizzata. Il merito è anche delle Forze dell’ordine, ma De Cataldo ricorda come alla base di questi successi ci sia  innanzitutto un meticoloso operato da parte della magistratura inquirente. Inoltre dopo la cattura non si esaurisce l’azione di contrasto: occorre che i processi si tengano e bisogna vedere come i processi andranno a finire, sempre che nel frattempo non si cambino le leggi. Il governo anzi sembra a volte lavorare in direzione opposta. Ad esempio solo un’intelligente interpretazione della Magistratura ha impedito che, a seguito dell’approvazione di una recente legge, fossero restituiti alle mafie tutti i beni già confiscati.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il giornalista <strong>Oliviero Beha</strong> stiamo diventando sempre più, oltre che un Paese a sovranità limitata, anche un Paese a <em>legalità limitata</em>. Il giornalismo italiano, al di là dell’eventuale introduzione della cosiddetta<em> legge bavaglio</em>, presenta già di per sé delle debolezze dovute a meccanismi di asservimento al potere. Il direttore del Tg1 Minzolini appare l’ultimo stadio di una sorta di “evoluzione della specie dei servi”: non solo è gaglioffo come tutti i direttori nominati dalla politica -osserva Beha- ma è addirittura contento e orgoglioso di mostrarsi gaglioffo. Il problema è che l’informazione non presenta le cose giustapposte, in modo tale che possano essere capite da tutti, ma espone di volta in volta <em>solo una tessera dell’intero mosaico</em>, tanto che gli Italiani avrebbero persino perso l’abitudine a fare collegamenti tra i diversi fatti. Il risultato è che non si utilizza neanche quel po’ di informazione che pur malamente si riesce a ricevere. Una sorta di voragine culturale, di cui non ci accorgeremmo. Perché? Perché è riempita da Berlusconi. Quando Berlusconi cadrà, preconizza il giornalista, allora il vuoto diverrà evidente e non sarà facile rimuovere le macerie di questi anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe Laterza</strong>, editore, si rammarica che in <strong>italia</strong> la cultura, anche quella di tipo tecnico o scientifico, sia così bistrattata. Ad esempio si chiede perché -e non si può dargli torto-  si chiami a gestire l’installazione di centrali nucleari, ovvero una tecnologia che riguarda il <em>nostro</em> <em>futuro</em>, una persona come Umberto Veronesi, che ha 85 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tiziana Ferrario</strong> è un volto noto del Tg1. Ricorda che il suo primo direttore fu un certo Emilio Rossi che veniva a lavoro con l’autobus e che fu ferito dalle Brigate Rosse (1977). Per molti anni i direttori sono stati scelti fra quelli che avevano maturato esperienza all’interno dell’azienda, ma poi la politica ha cominciato a nominare persone arrivate da fuori, più organiche al sistema di potere. Inizialmente anche costoro sentivano il prestigio della testata che andavano a dirigere. Così il telegiornale della prima rete Rai risultava magari un po’ noioso, ma conservava un suo ruolo pluralistico e istituzionale. Questo oggi non c’è più. L’attuale direttore non si sarebbe più preoccupato di quella nobile eredità ma piuttosto di servire il progetto politico che probabilmente gli è stato commissionato. Non solo c’è un disequilibrio (in termini di tempo e di qualità) tra gli spazi dedicati alla maggioranza e quelli dedicati alle minoranze. <em>Ma soprattutto</em> – lamenta la Ferrario-<em> a partire dalle ore 8.10 – 8.15 cominciano una serie di servizi su come fare il cambio di stagione, su come mettere i pesci rossi in pensione, se sia meglio il ventilatore o il condizionatore, su altre sciocchezze o idiozie simili</em> ” (applauso). Il tg1 sarebbe diventato “un’arma di distrazione di massa” e questo è più grave perché  in <strong>Italia</strong> si legge poco. La stragrande maggioranza dei cittadini si informa solo attraverso la televisione. Il suo invito è a diversificare le fonti, a comprare vari quotidiani, a seguire anche il telegiornale di LA 7 o i telegiornali esteri.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso aprile Tiziana Ferrario <strong>è stata rimossa dall’incarico di conduttrice del Tg1</strong>. “<em>Io non sono un’eroina</em>, -precisa la giornalista- <em>sapevo che non potevo continuare a dare notizie che non condividevo o che addirittura erano false, come quando abbiamo dato l’assoluzione di Mills invece della sua prescrizione</em>” (applauso). “Per questo -spiega- <em>bastava aver rispetto della propria storia professionale. Però bisogna ricordare che Minzolini questo telegiornale non lo fa da solo. Lo fa con una redazione schierata al suo fianco. Siamo stati davvero in pochi ad aver osato aprire bocca. Questo mi dà una grande amarezza. Perché Minzolini se ne andrà, farà carriera andando magari a dirigere importanti testate di proprietà del premier, ma noi resteremo lì e dovremo ricostruire la credibilità del Tg1 sulle macerie che egli ci avrà lasciato. Non sarà facile tornare a lavorare con le stesse persone che sono state conniventi di questa informazione malata che è stata data all’<strong>Italia</strong>.”</em><em><br />
<em>“Per quanto riguarda il disegno di legge sulle intercettazioni, la Buongiorno</em></em> (presidente della Commissione Giustizia, ndr)<em> ha fatto un ottimo lavoro</em> (attenuandone gli effetti illiberali contro i giornalisti, ndr)<em>, ma io sono tra coloro che dicono che le notizie si devono dare,  e che non si può, per tutelare la privacy di pochi, precludere il diritto di tutti ad essere informati.</em>”</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/librisullacrestadellondaformiaconi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-276" title="I relatori sul palco allestito nell'area Coni di Formia. Folto uditorio." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/librisullacrestadellondaformiaconi.jpg" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/07/librisullacrestadellondaformiaconi.jpg"> </a></p>
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