<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giuseppe Di Siena &#187; Ambiente</title>
	<atom:link href="http://www.giuseppedisiena.it/category/ambiente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giuseppedisiena.it</link>
	<description>Sito ricostruito</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Feb 2012 18:29:17 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Gli pneumatici fuori uso (PFU)</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2012/01/gli-pneumatici-fuori-uso-pfu/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2012/01/gli-pneumatici-fuori-uso-pfu/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 08:43:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[pneumatici]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=2233</guid>
		<description><![CDATA[Gli Pneumatici Fuori Uso (PFU) sono &#8220;pneumatici rimossi dal loro impiego in qualunque punto della loro vita, del quale il detentore si disfi, abbia deciso di disfarsi, o abbia l&#8217;obbligo di disfarsi, e che non sono fatti oggetto di ricostruzione e di successivo utilizzo&#8221;. Il D.Lgs 152/2006 (il &#8220;Testo Unico Ambientale&#8221;) ha incluso i cosiddetti PFU nelle categorie particolari di rifiuti per i quali è prevista una disciplina integrativa specifica (art. 228). Tale disciplina è stata definita solo di recente (a distanza di 5 anni) con il decreto ministeriale 82/2011. &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2012/01/gli-pneumatici-fuori-uso-pfu/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli Pneumatici Fuori Uso (PFU) sono &#8220;<em>pneumatici rimossi dal loro impiego in qualunque punto della loro vita, del quale il detentore si disfi, abbia deciso di disfarsi, o abbia l&#8217;obbligo di disfarsi, e che non sono fatti oggetto di ricostruzione e di successivo utilizzo&#8221;. </em>Il D.Lgs 152/2006 (il &#8220;Testo Unico Ambientale&#8221;) ha incluso i cosiddetti PFU nelle categorie particolari di rifiuti per i quali è prevista una disciplina integrativa specifica (art. 228). Tale disciplina è stata definita solo di recente (a distanza di 5 anni) con il decreto ministeriale 82/2011. Analogamente a quanto avviene per altre tipologie di rifiuti (ad esempio per gli accumulatori o per i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) è stato stabilito il principio della &#8220;<em>Responsabilità del produttore</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">A partire dal 9 agosto 2011 i produttori (o gli importatori) di pneumatici hanno l&#8217;obbligo di raccogliere e smaltire una quantità di &#8220;pneumatici fuori uso&#8221; almeno equivalente a quella immessa nel mercato nazionale del ricambio nell&#8217;anno precedente. Nel computo si tiene conto dell&#8217;usura, stimando che un pneumatico usato pesi il 10% in meno di uno nuovo.  Il sistema prevede che entro il 31 maggio di ogni anno il produttore dichiari le quantità vendute e recuperate nell&#8217;anno solare precedente e presenti un rendiconto economico della gestione dei rifiuti raccolti (in modo diretto o attraverso consorzi). L&#8217;obiettivo prefissato è quello di recuperare entro il 31 dicembre 2012 l&#8217; 80% dei pneumatici immessi nel mercato nel 2011 ed entro il 31 dicembre 2013 il 100% dei pneumatici immessi nel mercato nel 2012. Da tale normativa sono esclusi gli pneumatici per bicicletta e quelli per i veicoli aerei. Sono esclusi anche quelli delle auto destinate alla demolizione, il cui obbligo di recupero segue una filiera diversa ed è scattato a partire dal 6 dicembre 2011. E&#8217; degno di nota che la Legge prenda in considerazione anche gli &#8220;stock storici&#8221;, vale a dire qualsiasi accumulo di PFU pre-esistente all&#8217;entrata in vigore del decreto. In caso di avanzo di gestione, i Consorzi dovrebbero dedicarne almeno il 30% al recupero del materiale già accumulato in passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma che fine fanno gli pneumatici raccolti? Da un lato se ne può recuperare il materiale costitutivo mediante un processo di riduzione in granuli e di devulcanizzazione. La materia che se ne ottiene può essere utilizzata nell&#8217;asfalto stradale, nelle piste di impianti sportivi, per la realizzazione di tappeti, teloni o altri prodotti gommati. Dall&#8217;altro (essendo ottenuti a partire dalla polimerizzazione di idrocarburi) gli PFU possono essere bruciati per recuperare energia. Nulla prescrive la normativa nel merito,  eppure dal punto di vista ecologico la prima strada ci sembra decisamente più virtuosa della seconda.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2012/01/pneumaticonellago.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2238" title="Pneumatico abbandonato in un laghetto artificiale" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2012/01/pneumaticonellago.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2012/01/gli-pneumatici-fuori-uso-pfu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il punteruolo rosso della palma</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2011/10/il-punteruolo-rosso-della-palma/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2011/10/il-punteruolo-rosso-della-palma/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 10:07:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni e politica]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=2056</guid>
		<description><![CDATA[Il Rhynchophorus ferrugineus o punteruolo rosso, è un coleottero originario dell&#8217;Asia molto nocivo per le palme. L&#8217; insetto, arrivato in Spagna nel 1994, sarebbe sbarcato in Italia nel 2005 sciamando da un vivaio del Lazio. La specie arborea più colpita è la palma delle canarie (Phoenix canariensis) diffusa in Italia e in tutto l&#8217;areale mediterraneo per il suo notevole effetto decorativo. Il punteruolo compie il suo ciclo vitale restando sempre all&#8217;interno della pianta che ha infettato. Ogni individuo depone circa 300 uova che schiudono in pochi giorni. Le larve che &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/10/il-punteruolo-rosso-della-palma/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/punteruolorosso02092010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2058" title="Punteruolo rosso, da notare la caratteristica proboscide snodata" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/punteruolorosso02092010.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>Il <em>Rhynchophorus ferrugineus </em>o <strong>punteruolo rosso</strong>, è un coleottero originario dell&#8217;Asia molto nocivo per le palme. L&#8217; insetto, arrivato in Spagna nel 1994, sarebbe sbarcato in Italia nel 2005 sciamando da un vivaio del Lazio. La specie arborea più colpita è la <strong>palma delle canarie</strong> (<em>Phoenix canariensis</em>) diffusa in Italia e in tutto l&#8217;areale mediterraneo per il suo notevole effetto decorativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punteruolo compie il suo ciclo vitale restando sempre all&#8217;interno della pianta che ha infettato. Ogni individuo depone circa 300 uova che schiudono in pochi giorni. Le larve che ne originano si nutrono scavando tunnel nei tessuti vegetali per 1-3 mesi prima della metamorfosi, che avviene nell&#8217;arco di una ventina di giorni e che dà origine all&#8217;insetto in grado di migrare su altri alberi. Questo ciclo riproduttivo si ripete per 3-5 volte all&#8217;anno: si può comprendere come in poco tempo il temibile animaletto sia in grado di colonizzare un notevole numero di piante. L&#8217;attacco si concentra sulla parte apicale e di solito ci si accorge che le palme sono state colpite solo quando il caratteristico ciuffo si affloscia in un anomalo portamento a forma di ombrello aperto. In questa fase, che precede di poco il collasso vero e proprio di tutta la chioma, l&#8217;esemplare arboreo è già compromesso in modo irreversibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/potaturapalme15032010.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2061" title="Palme delle canarie in fase di potatura" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/potaturapalme15032010.jpg" alt="" width="380" height="285" /></a>La Regione Lazio ha emanato dei provvedimenti per la lotta al punteruolo, tra cui di recente un &#8220;<em>Piano d’azione regionale per il contenimento e l’eradicazione del punteruolo rosso delle palme</em>&#8221; (D.D. A4529 del 02/05/2011). In esso si precisa però che &#8220;<em>Tutti gli oneri derivanti dall’esecuzione delle misure fitosanitarie imposte dal piano sono a carico dei proprietari e/o i conduttori a qualsiasi titolo di vegetali di palma</em>&#8220;. In definitiva una calamità così vasta e di natura così straordinaria, che dovrebbe gravare su un Ministero o su un dipartimento della Regione con le risorse e le professionalità di cui queste Istituzioni possono disporre, viene scaricata su cittadini ignari ed Enti locali già oberati da mille altre cose. Appare velleitario e fuori tempo anche l&#8217;invito a segnalare &#8220;sintomi sospetti&#8221; al Servizio Fitosanitario Regionale. Per rendersi conto della reale diffusione del fenomeno,  oggi alle Autorità basterebbe percorrere il territorio di propria competenza a bordo di una Panda.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;entità dell&#8217;infestazione lascia pensare che essa non si fermerà finché tutte le palme delle canarie non siano distrutte, o quasi. Tuttavia si possono raccomandare delle precauzioni, come quella di <strong>non potare le palme quando sono verdi</strong>. Erroneamente si potrebbe ritenere che la potatura sia una forma di profilassi. In realtà le incisioni che ne derivano generano delle vie preferenziali di ingresso dell&#8217;insetto. Il taglio delle foglie va effettuato solo dopo il loro completo disseccamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando le palme sono state colpite, il piano fitosanitario regionale ne prevede l&#8217;abbattimento secondo un dettagliato protocollo.  L&#8217;abbattimento deve essere effettuato in giornate non umide e non ventose. Tutto il materiale di risulta dell&#8217;operazione va raccolto con cura, se possibile triturato sul posto (cippatura), e distrutto mediante incenerimento entro 24 ore.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/palmeausoniapunteruolo12032011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2141" title="Palme sotto attacco del punteruolo rosso, Ausonia (FR) SR 630, marzo 2011." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/10/palmeausoniapunteruolo12032011.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2011/10/il-punteruolo-rosso-della-palma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incendi estivi</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2011/09/incendi-estivi/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2011/09/incendi-estivi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2011 20:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ausonia]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[Coreno Ausonio]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo Forestale dello Stato]]></category>
		<category><![CDATA[incendi boschivi]]></category>
		<category><![CDATA[Monte Maio]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Santi Cosma e Damiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=2007</guid>
		<description><![CDATA[Finisce il settembre più caldo degli ultimi 150 anni e va lentamente a terminare anche una stagione estiva tra le più rovinose sotto l&#8217;aspetto degli incendi. Per il territorio di Coreno è stata la peggiore da almeno una decina d&#8217;anni. Il 22 agosto un incendio ha colpito, divorando boschi e minacciando abitazioni, una vasta area a confine tra i comuni di Coreno (Fr) e SS Cosma e Damiano (Lt). Le fiamme sarebbero state avvistate già alle prime luci dell&#8217;alba nei pressi del cimitero di San Cosma, non lontano dal piccolo &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/09/incendi-estivi/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC_5668.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2011" title="Incendio sul Monte Maio (10/09/2011)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC_5668.jpg" alt="" width="240" height="320" /></a>Finisce il settembre più caldo degli ultimi 150 anni e va lentamente a terminare anche una stagione estiva tra le più rovinose sotto l&#8217;aspetto degli incendi. Per il territorio di Coreno è stata la peggiore da almeno una decina d&#8217;anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 22 agosto un incendio ha colpito, divorando boschi e minacciando abitazioni, una vasta area a confine tra i comuni di Coreno (Fr) e SS Cosma e Damiano (Lt). Le fiamme sarebbero state avvistate già alle prime luci dell&#8217;alba nei pressi del cimitero di San Cosma, non lontano dal piccolo borgo di Ventosa (Lt). Il fuoco ha  attraversato la provinciale ed è proseguito poi verso Coreno  causando la perdita di gran parte della pineta che costeggia la strada che porta alla frazione di “Candole” e della vegetazione che insiste  sulla  montagna prospiciente la contrada “Aurito”. La nuvola di fumo che ha oscurato parzialmente il cielo era visibile in tutto il basso Lazio. Lo stesso paese di Coreno è stato colpito da una fastidiosa pioggia di cenere e fuliggine. Molti hanno dovuto a chiudere gli infissi, comunque  alcuni proprietari delle abitazioni vicine sono stati costretti a lasciarle per precauzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella serata del 10 settembre degli incendi si sono rapidamente allargati a partire da almeno due distinti focolai appiccati alle pendici del Monte Maio (940 m) ai margini della zona sulla quale vigeva da pochi mesi un divieto di caccia (<em>riserva dei Vescini Occidentali</em>). Il leggerissimo vento, la calura, l&#8217;implacabile siccità dell&#8217;estate, hanno fatto sì che le fiamme fossero particolarmente irruente e aggressive, arrivando a coinvolgere per la prima volta -con disegni di fuoco che facevano pensare al ribollire del sole- anche i secolari lecci eroicamente abbarbicati fin quasi alla vetta, sul versante Sud-Ovest del monte.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/09/incendiomaioalba110911.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2016" title="Incendio alle pendici del Monte Maio (alba 11/09/201)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/09/incendiomaioalba110911.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>La pattuglia dei vigili del fuoco di Cassino sopraggiunta sul posto è rientrata quasi subito, col pretesto che fosse notte o che lo strame frettolosamente spento fosse in grado di riprendere fuoco con facilità. Il giorno successivo è intervenuta la protezione civile &#8211; tra gli altri una lode al gruppo di Minturno (Lt) &#8211; coadiuvata in mattinata anche da mezzi aerei del Corpo Forestale. In realtà si è esitato qualche ora di troppo: l&#8217;alba e il primo mattino sarebbero stati il momento più propizio per estinguere facilmente le fiamme e risparmiare un inestimabile patrimonio di vegetazione arborea autoctona. Tuttavia la macchina organizzativa, una volta avviata, è sembrata ben coordinata ed efficiente, con il centralino del 1515 del Corpo Forestale che pur sovraccaricato dalle numerose segnalazioni di incendi provenienti da tutto il Lazio, si è reso sempre disponibile sia a ricevere che a dare informazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 17 settembre ancora un incendio è divampato nella notte a partire dalla strada provinciale Ausonia-Coreno. Quest&#8217;ultimo ha attaccato boschi e anche antichi uliveti ai margini del paese, arrivando a lambire il caratteristico caseggiato sopraelevato di Rotondoli (Ausonia) e spingendosi fino al territorio di Castelnuovo Parano (Fr). L&#8217;intervento di squadre di terra e degli elicotteri ha permesso, sia pure in due riprese, di estinguere l&#8217;incendio quasi all&#8217;imbrunire.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC05630.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2013" title="Sull'area interessata dall'incendio era stato istituito un divieto di caccia." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/09/DSC05630.jpg" alt="" width="360" height="270" /></a>Rimane l&#8217;amarezza per l&#8217;abbandono in cui versano le nostre montagne e suggestivi luoghi panoramici collinari. La Comunità Montana per anni si è limitata quasi solo a gettare alla meno peggio del cemento su qualche strada carrareccia.<br />
Il primo passo da compiere per evitare che simili scempi si ripetano dovrebbe essere quello di valorizzare dal punto di vista turistico/ricreativo questi territori  ai margini della civiltà urbana e -a volte- della legalità. Solo in questo modo si può provare a strapparli al monopolio che li riserva non di rado a chi tende solo a sfruttarli sino allo stremo: cacciatori, taglialegna, pastori, speculatori vari. Servirebbero piste ciclabili, percorsi per fare attività fisica, aree accoglienti per l&#8217;escursione e per lo svago (per la &#8220;<em>detente</em>&#8221; direbbero in Francia), magari un parco tematico per la memoria storica e anche qualche agriturismo attrezzato. Ma più di tutto servirebbe che tutti noi fossimo più consapevoli di quanto il nostro benessere, la qualità della nostra vita, persino la solidità della nostra economia, dipendano dalla bellezza del paesaggio e dalla salute dell&#8217;ecosistema che ci sta intorno.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/09/Immag0483.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2012" title="Lancio di acqua schiumata da parte di un Canadair (11/09/2011)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/09/Immag0483.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2011/09/incendi-estivi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Se questa è una linea elettrica</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2011/06/se-questa-e-una-linea-elettrica/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2011/06/se-questa-e-una-linea-elettrica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 20:18:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[Ciociaria]]></category>
		<category><![CDATA[Coreno Ausonio]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=1830</guid>
		<description><![CDATA[E&#8217; importante che le fronde degli alberi non vengano in contatto con i cavi delle linee elettriche di media o alta tensione quando queste attraversano un bosco. Nel settembre 2003 un black-out nazionale fu causato -pare- da un albero che era caduto su una linea elettrica che attraversava le Alpi svizzere. Ma c&#8217;è modo e modo di fare le cose. Dopo tutto l&#8217;intruso, (quello che dovrebbe &#8220;scusarsi&#8221; e chiedere &#8220;permesso&#8221; per stare dove sta) è il traliccio, non la pianta autoctona. Con un po&#8217; di accortezza, non molta invero, ci &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/06/se-questa-e-una-linea-elettrica/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/06/progressonelbosco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1836" title="Eco-stickers Panini (1990)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/06/progressonelbosco.jpg" alt="" width="340" /></a>E&#8217; importante che le fronde degli alberi non vengano in contatto con i cavi delle linee elettriche di media o alta tensione quando queste attraversano un bosco. Nel settembre 2003 un black-out nazionale fu causato -pare- da un albero che era caduto su una linea elettrica che attraversava le Alpi svizzere. Ma c&#8217;è modo e modo di fare le cose. Dopo tutto l&#8217;intruso, (quello che dovrebbe &#8220;scusarsi&#8221; e chiedere &#8220;permesso&#8221; per stare dove sta) è il traliccio, non la pianta autoctona. Con un po&#8217; di accortezza, non molta invero, ci si può limitare a potare i rami più alti e interferenti, lasciando sempre qualche alberatura di schermo in prossimità di un centro abitato, di un punto panoramico, di una strada frequentata.</p>
<p style="text-align: justify;">Segare ovunque<em> a zero</em> una larga cintura di bosco col solo criterio di buttare giù tutto e proseguire più avanti, rivela quanto la nostra società sia arretrata nella percezione del valore dell&#8217;ambiente e del paesaggio. <em>Sta a zero</em> il dirigente del distributore elettrico che preordina un tale lavoro, il caposquadra che lo esegue in quei termini lasciando dietro di sé un obbrobrio, il Legislatore che consente uno scempio simile e poi magari mette in difficoltà un Comune che voglia realizzare un&#8217;opera pubblica o un privato che voglia erigere una casa,  se solo ci sono da abbattere due o tre alberelli.  Forse non stiamo messi molto meglio neanche noi cittadini del luogo, che scorgendo le motoseghe di estranei intente a un simile vituperio, non telefoniamo subito ai carabinieri: per oltraggio alla collettività.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/06/taglioboscoelettrica-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1831" title="Linea elettrica attraversa un bosco in prossimità del centro abitato" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/06/taglioboscoelettrica-1.jpg" alt="" width="560" height="372" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2011/06/se-questa-e-una-linea-elettrica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Solarexpo 2011</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2011/05/solarexpo-2011/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2011/05/solarexpo-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 May 2011 09:49:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro e tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[energia eolica]]></category>
		<category><![CDATA[energia fotovoltaica]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Verona]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=1775</guid>
		<description><![CDATA[Erano 3 anni che non facevo una capatina al Solarexpo, la più grande fiera italiana del settore fotovoltaico e delle energie rinnovabili. Fuori la stazione di Verona ci sono lievi disagi a causa di un corteo sindacale che sta defluendo, colorato di bandiere, verso il centro. Quando l&#8217;autobus navetta finalmente ci raggiunge, mi accorgo che i passeggeri sono in massima parte giovani e studenti universitari. Un segno anche questo del grado di innovazione rappresentato negli ultimi anni dalle fonti energetiche rinnovabili. In fiera mi sorprende subito l&#8217;affluenza notevolissima. Ovunque è &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/05/solarexpo-2011/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011cellefotovoltaiche1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1799" title="Celle fotovoltaiche in silicio mono e policristallino" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011cellefotovoltaiche1.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Erano 3 anni che non facevo una capatina al <strong>Solarexpo</strong>, la più grande fiera italiana del settore fotovoltaico e delle energie rinnovabili. Fuori la stazione di Verona ci sono lievi disagi a causa di un corteo sindacale che sta defluendo, colorato di bandiere, verso il centro. Quando l&#8217;autobus navetta finalmente ci raggiunge, mi accorgo che i passeggeri sono in massima parte giovani e studenti universitari. Un segno anche questo del grado di innovazione rappresentato negli ultimi anni dalle fonti energetiche rinnovabili. In fiera mi sorprende subito l&#8217;affluenza notevolissima. Ovunque è un formicolare di persone. Nel primo padiglione una sala ospita -gremita- un convegno su una materia che pure è ancora insolita per l&#8217;Italia: lo sfruttamento energetico delle <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/08/biomasse-energia-rinnovabile/">biomasse</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011exalto.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1792" title="Strutture fotovoltaiche per serre o terrazzi" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011exalto.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011centristorici.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1793" title="Applicazioni fotovoltaiche per tetti di centri storici..." src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011centristorici.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Gli espositori son circa 1400 (+ 55% rispetto a 3 anni fa). Numerosi quelli che propinano a vario titolo pannelli solari termici o fotovoltaici. In genere ciascuno asserisce di aver adottato accorgimenti nuovi  o di aver raggiunto in qualche modo prestazioni superiori. Tra le altre, riconosco alcune aziende che nel 2008 avevano uno stand dall&#8217;aria quasi familiare, e che ora si presentano invece in modo più spavaldo e generoso. La  <a href="http://www.azimut-pv.com/it/homepage.html">Azimut Srl</a> di Vicenza ad esempio, specializzata nella produzione di moduli fotovoltaici. La stessa signorina che ritrassi in una foto dell&#8217;<a href="http://www.giuseppedisiena.it/2008/05/solarexpo-17-maggio-2008/">edizione 2008</a> mi spiega che l&#8217;azienda ha vissuto una sorta di boom a partire da un paio di anni fa; 24 gli operai attualmente impiegati. Nel settore fotovoltaico si registrano tendenze nuove, come le <strong>serre fotovoltaiche</strong>, presentate dall&#8217;italiana <a href="http://www.exaltoenergia.it/it/home/">Exalto</a> o la multinazionale <a href="http://www.solyndra.com/">Solyndra</a>: strutture realizzate con elementi tubolari nei quali sono annegate lamine di silicio amorfo e che, applicate su un tetto piano, sarebbero in grado di assorbire anche la luce riflessa. Altre applicazioni cercano di attenuare, con diversa efficacia, l&#8217;impatto del fotovoltaico nei tetti dei centri storici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011eolicoasseverticlae.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1791" title="Esempio di impianto micro-eolico ad asse verticale" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011eolicoasseverticlae.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Sta aumentando l&#8217;offerta di impianti <strong>micro-eolici</strong>. L&#8217;azienda <a href="http://www.mact.it/">Mact</a> di Pesaro, nell&#8217;intento di migliorare gli aspetti estetici, ha realizzato dei rotori con le pale in elegante legno multistrato: 3,2 m di diametro e potenza di circa 2 kW. Altri espositori propongono mini impianti ad asse verticale, anche di varia e insolita concezione. Un rotore ad asse verticale ha in generale un rendimento inferiore, ma anche importanti vantaggi: come l&#8217;indipendenza dalla direzione del vento e una produttività apprezzabile già a bassi regimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011autoelettrica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1790" title="Fiat 500 a trazione elettrica" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011autoelettrica.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Sebbene non se ne vedano molti in giro, sembra stia aumentando anche l&#8217;offerta di<strong> veicoli elettrici</strong>. Un padiglione era riservato proprio alla mobilità sostenibile. Per una Fiat 500 di nuovo design, con motore elettrico di 15/30 kW e batterie con capacità di 22 kwh, si dichiaravano 145 km di autonomia e una velocità massima di 115 km/h. Le auto vengono messe in vendita anche con annessa pensilina per la ricarica fotovoltaica. I prezzi però sono ancora poco competitivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011solfocus.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1794" title="Rappresentante spagnolo della Solfocus spiega il funzionamento di un pannello fotovoltaico a concentrazione" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011solfocus.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Forse la novità che più mi ha colpito è rappresentata dallo straordinario sviluppo del <strong>fotovoltaico a concentrazione</strong>. Tre anni fa ricordo che se ne faceva promotrice, con un piccolo stand, solo la <a href="http://www.cpower.it/">Cpower</a> di Ferrara. Quest&#8217;anno diverse aziende avevano impiantato, sia all&#8217;interno dei padiglioni che nell&#8217;area all&#8217;aperto, grandi strutture orientabili che facevano uso proprio di questa tecnologia. Il fotovoltaico a concentrazione sfrutta l&#8217;uso di specchi paraboloidi per convergere la luce solare incidente una superficie più ampia su uno <em>spot</em> di ridotte dimensioni (con un rapporto 1:1000). In questo modo, a parità di superfie irraggiata, occorre solo lo 0,1% del silicio che sarebbe necessario per i pannelli più comuni e anzi questa placchetta (di pochi millimetri) può essere realizzata con accorgimenti costruttivi particolari che raddoppiano quasi, il miglior rendimento ottenuto con i moduli tradizionali. Un rappresentante spagnolo della <a href="http://www.solfocus.com/en/index.php">Solfocus</a> ne appariva entusiasta, e anzi asseriva che questo sistema, più di altri, è suscettibile di avere ulteriori importanti incrementi di efficienza nel prossimo futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011microidroelettrico.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1796" title="Impianto con turbina Pelton per micro-idroelettrico da 3 a 250 kW (AC-TEC GmbH)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011microidroelettrico.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>I visitatori di questa<strong> XII edizione</strong> sono stati <strong>71.950</strong> contro i 55.000 di 3 anni fa (+4% rispetto all&#8217;edizione del 2010). La superficie complessiva occupata è stata di 130.000 metri quadri (11 padiglioni), i giornalisti accreditati 325.  Al termine della manifestazione, il direttore scientifico dell&#8217;evento Luca Zingale, ha dichiarato in una nota per la stampa che  &#8220;<em>Solarexpo e Greenbuilding con i loro numeri hanno confermato la  forza delle aziende del comparto della Green Economy. Capacità  imprenditoriale e vitalità inimmaginabili solo pochi anni fa. Il nuovo  paradigma energetico è ormai affermato e la strada è tracciata</em>”.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011fotovoltaicoconcentrazionealbero.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1787" title="Impianto fotovoltaico a concentrazione dell'azienda AEST Srl di Gorizia" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/05/solarexpo2011fotovoltaicoconcentrazionealbero.jpg" alt="" width="560" height="372" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2011/05/solarexpo-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riserva naturale di Posta Fibreno (Fr)</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2011/04/riserva-naturale-di-posta-fibreno-fr/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2011/04/riserva-naturale-di-posta-fibreno-fr/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 19:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Andreotti]]></category>
		<category><![CDATA[Ciociaria]]></category>
		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Posta Fibreno]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=1738</guid>
		<description><![CDATA[Il lago &#8220;Posta&#8221; è ubicato nel comune ciociaro di Posta Fibreno, a pochissimi chilometri dalla SS 509 Cassino-Sora. Si trova a un&#8217;altitudine di 289 m slm e occupa una superficie di 28.700 metri quadrati. Ha una forma allungata ad angolo che pare sia il frutto della fusione di due distinti ristagni originari. Il lago può pregiarsi di una bizzarra peculiarità naturalistica: la cosiddetta &#8220;rota&#8220;, un&#8217;isola galleggiante di torba e vegetazione che si sposta da una parte all&#8217;altra sospinta dal vento o dal flusso sorgivo profondo. Il lago non presenta affluenti, &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2011/04/riserva-naturale-di-posta-fibreno-fr/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagoposta.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1744" title="Le acque turchesi del lago di posta Fibreno (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagoposta.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Il lago &#8220;Posta&#8221; è ubicato nel comune ciociaro di Posta Fibreno, a pochissimi chilometri dalla SS 509 Cassino-Sora. Si trova a un&#8217;altitudine di 289 m slm e occupa una superficie di 28.700 metri quadrati. Ha una forma allungata ad angolo che pare sia il frutto della fusione di due distinti ristagni originari. Il lago può pregiarsi di una bizzarra peculiarità naturalistica: la cosiddetta &#8220;<em>rota</em>&#8220;, un&#8217;isola galleggiante di torba e vegetazione che si sposta da una parte all&#8217;altra sospinta dal vento o dal flusso sorgivo profondo. Il lago non presenta affluenti, ma dal fondo sgorga un flusso d&#8217;acqua possente e ininterrotto (circa 6 metri cubi d&#8217;acqua al secondo) che proviene, attraverso falde sotterranee, dai bacini imbriferi delle vicine montagne dell&#8217;Abruzzo. Lo specchio d&#8217;acqua dà vita al fiume Fibreno che alimenta il Liri-Garigliano, uno dei più importanti fiumi del Lazio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagopostapassarellalegno.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1743" title="Passerella in legno sul lago di Posta Fibreno" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagopostapassarellalegno.jpg" alt="" width="360" height="239" /></a>Nel giorno della mia visita (a pasquetta) la sede della Riserva naturale (istituita nel 1983 con il contributo del WWF) era chiusa. Solo un cane, alla vista d&#8217;un pallone rimbalzante, abbaiava e saltava giocoso, invano smanioso di uscire dal suo recinto. Di lì un piacevole  viottolo tra terra umida e vegetazione lacustre ci porta su una suggestiva passatoia di legno con qualche doga mancante. La passerella, consumata e semidistrutta dagli anni, alla fine si butta letteralmente nel lago, nei pressi di un cestino di rifiuti che emerge -interrogativo- tra le acque stagnanti. Nonostante il tempo fosse incerto, quasi freddo e a tratti piovigginoso,  era notevole il flusso di persone in cerca di ristoro nelle aree pic-nic. Ai margini del lago sono pure in corso lavori per l&#8217;ammodernamento di alcune strutture di accoglienza e altre piacevoli sistemazioni urbanistiche hanno una fattura recente. Un segno evidente che le istituzioni e la collettività locale comprendono le potenzialità turistico-ricreative del luogo. Si potrebbe riflettere su come la natura e il paesaggio, pur così vilipesi durante lo sviluppo italiano degli ultimi 50 anni, si rivelano in realtà in grado di produrre dei posti di lavoro con maggiore certezza e continuità di quanto possa fare ogni altra umana industria o selvaggia cementificazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/postafibrenomunicipio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1746" title="Bandiere tricolori nei pressi del municipio di Posta Fibreno (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/postafibrenomunicipio.jpg" alt="" width="360" height="240" /></a>Prima che faccia buio c&#8217;è ancora il tempo di una visita al centro abitato di <a href="http://www.comune.postafibreno.fr.it/">Posta Fibreno</a>, adagiato su una collina a 308 m slm. Sulla parete di una chiesa una targa ricorda come il paese si sia costituito in comune autonomo solo il 5 marzo 1957, grazie -tra gli altri- all&#8217;interessamento del politico Giulio Andreotti. Nella parte più alta del piccolo borgo si stende in mezzo  alle case un&#8217;ampia piazzetta pianeggiante, felicemente lastricata con blocchetti di marmo di Coreno. La stessa pavimentazione si allunga in un vicolo che porta al belvedere, nei pressi della torre dell&#8217;acquedotto.  Di lì la vista domina sul lago, su alcune stradine bianche che si snodano sinuose tra le campagne della piana, sulle montagnole informi come vulcani, sulle luci della sera che cominciano a brillare.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagopostadalpaese.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1742" title="Vista del lago dal piccolo borgo di Posta Fibreno (FR)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2011/04/lagopostadalpaese.jpg" alt="" width="560" height="372" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2011/04/riserva-naturale-di-posta-fibreno-fr/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Autunno sull&#8217;Appennino Emiliano</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2010/11/autunno-sullappennino-emiliano/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2010/11/autunno-sullappennino-emiliano/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 21:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Diario]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=1329</guid>
		<description><![CDATA[In viaggio verso la Lunigiana, tra acqua e pioggia, vento, nuvole e foglie. Foto scattata il 31 ottobre 2010 attraverso i boschi della Strada Provinciale SP 486, nel territorio montano della provincia di Modena.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In viaggio verso la Lunigiana, tra acqua e pioggia, vento, nuvole e foglie. Foto scattata il 31 ottobre 2010 attraverso i boschi della Strada Provinciale SP 486, nel territorio montano della provincia di Modena.</p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/11/autunnoappennino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1330" title="Scorcio d'autunno sull'Appennino Emiliano" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/11/autunnoappennino.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2010/11/autunno-sullappennino-emiliano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cementificazione rurale</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2010/10/cementificazione-rurale/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2010/10/cementificazione-rurale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 07:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Italians]]></category>
		<category><![CDATA[cementificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ciociaria]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[macere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=476</guid>
		<description><![CDATA[LA DODICESIMA LETTERA A proposito di cementificazione. Appennino centro-meridionale, provincia di Frosinone: gli antichi gradini in pietra di una stradina rurale seppelliti brutalmente dal cemento. [Immagine pubblicata nella rubrica Italians, di Beppe Severgnini, il 16/10/2010 http://www.corriere.it/italians/10_ottobre_16/LA-DODICESIMA-LETTERA_adda72ec-d859-11df-ad4e-00144f02aabc.shtml ]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>LA DODICESIMA LETTERA</h1>
<p><img title="Antica strada montana in pietra con colata di cemento (settembre 2009)" src="http://www.corriere.it/Corriere%20della%20Sera/Media/Foto/2010/10/15/cementataviamontanaantica.jpg?uuid=a4014c94-d85b-11df-ad4e-00144f02aabc" alt="LA DODICESIMA LETTERA" width="550" height="413" /></p>
<p>A proposito di cementificazione. Appennino centro-meridionale, provincia di Frosinone: gli antichi gradini in pietra di una stradina rurale seppelliti brutalmente dal cemento.</p>
<p>[Immagine pubblicata nella rubrica Italians, di Beppe Severgnini, il 16/10/2010 <a title="rubrica Italians di Beppe Severgnini del 16-10-2010" href="http://www.corriere.it/italians/10_ottobre_16/LA-DODICESIMA-LETTERA_adda72ec-d859-11df-ad4e-00144f02aabc.shtml">http://www.corriere.it/italians/10_ottobre_16/LA-DODICESIMA-LETTERA_adda72ec-d859-11df-ad4e-00144f02aabc.shtml </a>]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2010/10/cementificazione-rurale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La generazione degli anni &#8217;60 e il cemento</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2010/07/la-generazione-degli-anni-60-e-il-cemento/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2010/07/la-generazione-degli-anni-60-e-il-cemento/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 11:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cementificazione]]></category>
		<category><![CDATA[cemento]]></category>
		<category><![CDATA[macere]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[scempio]]></category>
		<category><![CDATA[strade]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=282</guid>
		<description><![CDATA[Ogni generazione ha i suoi “miti”, bisogna riconoscerlo. Ad esempio gli anziani di 70-80 anni amano appiccare il fuoco ai propri pascoli o alle sterpaglie degli appezzamenti coltivati. Non sono agronomi, né chimici o biologi del suolo, eppure qualcuno deve avergli sicuramente detto che le fiamme rinvigoriscono il terreno e la vegetazione. Comunque, a causa delle leggi dello Stato Italiano e più ancora delle tiranniche leggi anagrafiche, la generazione dei pastori e agricoltori incendiari va lentamente estinguendosi. La  generazione successiva è quella degli anni ’60. Vissuto l’entusiasmo e l’ottimismo del &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/07/la-generazione-degli-anni-60-e-il-cemento/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/viagradiniantica.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2001" title="Antica stradina collinare per animali da soma (Coreno Ausonio, Fr)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/viagradiniantica.jpg" alt="" height="300" /></a>Ogni generazione ha i suoi “miti”, bisogna riconoscerlo. Ad esempio gli anziani di 70-80 anni amano appiccare il fuoco ai propri pascoli o alle sterpaglie degli appezzamenti coltivati. Non sono agronomi, né chimici o biologi del suolo, eppure qualcuno deve avergli sicuramente detto che le fiamme rinvigoriscono il terreno e la vegetazione. Comunque, a causa delle leggi dello Stato Italiano e più ancora delle tiranniche leggi anagrafiche, la generazione dei pastori e agricoltori incendiari va lentamente estinguendosi.</p>
<p style="text-align: justify;">La  generazione successiva è quella degli anni ’60. Vissuto l’entusiasmo e l’ottimismo del rapido sviluppo economico, per costoro il mito è il <strong>cemento</strong>. Perché? Così. C’è chi si commuove davanti a uno sterminato lago d’acqua color verde turchese e chi gongola solo davanti a una spianata di calcestruzzo. Misteri quasi insondabili dell’animo umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse gli italiani nati in questi primi anni del nuovo secolo “sogneranno” di avere un appezzamento di terra in collina o in montagna, una casetta col tetto in coppi antichizzati appena nascosta tra i boschi o in mezzo agli ulivi, un luogo dove recarsi una o più volte all’anno, zaino in spalla,  ripercorrendo magari le vie di gradini e muri a secco costruite nei secoli col sudore di sapienti maestri della pietra. No, non le troveranno. Saran passati prima i loro nonni degli… anni ’60. E gli avran già lasciato in eredità, ben soddisfatti, la loro bella <strong>cementata</strong> grigio calcestruzzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/cementataviamontanaantica2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1128" title="Cementata sugli antichi gradini in pietra di una via montana " src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/07/cementataviamontanaantica2.jpg" alt="" width="520" height="390" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2010/07/la-generazione-degli-anni-60-e-il-cemento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nucleare: meglio aspettare tecniche più moderne</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2010/05/nucleare-meglio-aspettare-tecniche-piu-moderne/</link>
		<comments>http://www.giuseppedisiena.it/2010/05/nucleare-meglio-aspettare-tecniche-piu-moderne/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 07 May 2010 07:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Italians]]></category>
		<category><![CDATA[Chernobil]]></category>
		<category><![CDATA[energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Garigliano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppedisiena.it/?p=310</guid>
		<description><![CDATA[Caro Beppe, non è vero che “tutti i paesi occidentali ricorrono all’energia nucleare”. E’ vero piuttosto che tutti vi sono ricorsi in passato. I motivi possono essere stati diversi, tra gli altri sicuramente il desiderio di sviluppare una tecnologia potenzialmente necessaria ad esigenze belliche. Il nucleare è una scelta IRREVERSIBILE, le cui conseguenze (comprensive di rischi e di spese di gestione delle scorie) si trascinano a tempo indefinito. Non è affatto scontato che si tratti di una scelta economicamente conveniente, anzi. Molti esperti, valutati anche i costi non evidenti, asseriscono &#8230; <a href="http://www.giuseppedisiena.it/2010/05/nucleare-meglio-aspettare-tecniche-piu-moderne/">Leggi tutto <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Caro Beppe, non è vero che “tutti i paesi occidentali ricorrono all’energia nucleare”. E’ vero piuttosto che tutti vi sono ricorsi <em>in passato</em>. I motivi possono essere stati diversi, tra gli altri sicuramente il desiderio di sviluppare una tecnologia potenzialmente necessaria ad esigenze belliche. Il nucleare è una scelta IRREVERSIBILE, le cui conseguenze (comprensive di rischi e di spese di gestione delle scorie) si trascinano a tempo indefinito. Non è affatto scontato che si tratti di una scelta economicamente conveniente, anzi. Molti esperti, valutati anche i costi non evidenti, asseriscono risolutamente il contrario. Da te non mi aspetto la giustificazione banale: “ma se succede un incidente in Francia…”. Dovremmo consolarci col “mal comune mezzo gaudio”?<br />
La centrale di Chernobyl ha contaminato mezza Europa, ma il disastro nei dintorni di 30 km è stato BEN PEGGIORE del danno causato a 300 km, o  3000 Km. In proposito, vista la conformazione della nostra penisola e che l’Africa e la penisola balcanica non ospitano centrali nucleari a noi vicine, la gran parte del territorio italiano attualmente è abbastanza al riparo da qualsiasi centrale attiva. In Sicilia, per dirne una, il rischio ce lo andremmo a portare solo noi. Io non ho molta contrarietà se in Francia si continua a sfruttare l’energia nucleare. Ne hanno fatto una scelta di sistema sotto l’assioma di una presunta indipendenza energetica. Oggi ne pagano conseguenze non previste, ad esempio il forte aumento del rischio terroristico. In ogni caso difficilmente i francesi possono tornare indietro sui loro passi. Ma l’Italia, in attesa della più rassicurante fusione nucleare, o delle celle fotovoltaiche nanostrutturate cui accenni tu stesso, fa ancora in tempo a fare scelte energetiche più accorte, magari <em>meno gestibili centralmente con fini ambigui</em>, ma più diffuse sul territorio e virtuose per il sistema Paese.</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/italians/10_maggio_07/Nucleare-meglio-aspettare-tecniche-piu-moderne_d53c1048-5929-11df-ace4-00144f02aabe.shtml"><em>Pubblicato oggi nella rubrica Italians curata da Beppe Severgnini</em></a></p>
<p><a href="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/05/centralegarigliano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1564" title="Centrale nucleare del Garigliano (Sessa Aurunca, CE)" src="http://www.giuseppedisiena.it/wp-content/uploads/2010/05/centralegarigliano.jpg" alt="" width="560" height="420" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppedisiena.it/2010/05/nucleare-meglio-aspettare-tecniche-piu-moderne/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

