Platanus acerifolia
Il Platanus acerifolia è il platano comune. Sarebbe stato ottenuto da un incrocio fra il platanus orientalis e il platanus occidentalis. E’ una pianta diffusissima in Italia e in Europa per il suo valore paesaggistico ed ornamentale. Il tronco cresce eretto fino ad una certa altezza, poi ramifica in tutte le direzioni, dando forma a una chioma ampia e globosa, fino a 10 metri di diametro e 30 metri di altezza. La corteccia è liscia e chiara, con chiazze che hanno riflessi anche verdognoli. Dopo qualche anno si desquama, facendo trapelare sottostanti strati verdastri. Le foglie sono caduche, hanno frequentemente cinque lobi e grandezza di 10-20 cm. Le infiorescenze sia maschili che femminili sono raccolte in sferette di 3-4 cm di diametro. Sono appese mediante lunghi ed eleganti peduncoli. Quelle maschili sui rami di un anno, quelle femminili sui rametti nuovi e si distinguerebbero per il colore più rossastro.
Avendo strappata qualche sferica infruttescenza allo storico esemplare che si trova in piazza della Quercia a Coreno Ausonio, ho sperimentato personalmente che è possibile riprodurre la pianta partendo dai semi. Se la pianta non perde il ramo apicale e se non è sottoposta a stress idrici, tende a crescere con una certa rapidità e in pochi anni comincia a sua volta a fruttificare. Sui testi è riportato che non predilige terreni calcarei, ma in realtà penso si adatti ad ogni tipo di terreno, purché non soffra la siccità. Esemplari altissimi ho avuto modo di osservarli a Tolosa in Francia, lungo il fiume Garonna, laddove il terreno era argilloso e umido. Gli alberi non compaiono in foto della stessa città degli anni ’60 e anche questo testimonia di come in condizioni ideali la crescita diventi rapidissima. Una caratteristica favorevole del platano è la sua capacità di sopportare sia l’inquinamento che tagli molto drastici (capitozzature). Questo ne fa una specie idonea per il verde pubblico, laddove gli interventi di potatura sono sbrigativi e spesso affidati a personale non troppo esperto.



21 novembre 2009 at 10:31 pm
interessante, ho letto cose che non sapevo pur avendo nel giardino condominiale ben tre platani emormi…e ne so qualcosa delle potature infatti qualche anno fa mi sono impegnata molto per impedire che si facesse scempio di loro…e con l’intervento di un agronomo che stese una relazione su come doveva essere una giusta potatura riuscii nell’intento….
a, una piccola chicca: per gli addobbi natalizi prendere le foglie secche a terra e spruzzarle con lo spray dorato, sono molto scenografiche tra i rami dell’albero di natale!
ciao a tutti