Catalpa bignoides
Chi ha frequentato le scuole materne di Coreno Ausonio (sic) forse ricorda un albero dalla fisionomia insolita nelle foglie e soprattutto nei frutti, piantato nella parte retrostante dell’edificio: una Catalpa bignoides, più semplicemente Catalpa, un albero caduciforme importato dalle Americhe un paio di secoli fa. La chioma è tendenzialmente espansa e globosa, le foglie sono piuttosto grandi (10-20 cm) a forma di cuore con apice a punta, la scorza del fusto dapprima è chiara, poi con l’età diventa brunastra e si sfalda in placche longitudinali. I fiori a forma di campanule, sono bianchi, compaiono in giugno-luglio e sono raccolti in infiorescenze a pannocchia che si protendono all’esterno delle fronde. Molto elegante ed esteticamente peculiare il frutto di questa pianta: una capsula a forma di legume, molto stretta e affusolata, lunga fino a 30-40 cm. Dapprima verde, poi a maturità diventa più scura (in armonia col colore cangiante delle foglie autunnali) e si apre rimanendo appeso ai rami.
Ho riprodotto qualche esemplare a partire dal seme della pianta con relativa semplicità. L’albero predilige un’esposizione assolata in grandi spazi, e terreni di qualsiasi tipo, anche calcarei, ma profondi e drenati. All’inizio il tronco cresce dritto o leggermente sinuoso, poi la pianta ramifica quasi orizzontalmente e si allarga. Non teme il freddo e sembra sia resistente agli inquinanti. Ho notato che soffre molto il vento delle nostre zone collinari. Il tronco è soggetto a fastidiose cocciniglie bianche, insetti che sembrano in grado di diventare anche molto infestanti sulla corteccia.


