Ritorni in facoltà…

Erano alcuni anni che non tornavo a scorribare attraverso i corridoi e le aule della cara vecchia Facoltà di ingegneria di Cassino. Confusi ricordi di migliaia di circostanze mi zampillano con nostalgia nella mente. Sono anche leggermente disorientato da diverse novità. Sembrano irreversibili impronte del trascorrere dei tempi. Ad esempio un’altra “storica” aula è stata tramezzata per far posto a un’ulteriore auletta. In un cunicolo del grande atrio centrale è stato installato un monolitico bancomat e in prossimità dell’ingresso laterale ci sono adesso mastodontici distributori automatici che farebbero sembrare uno “scaldabagno”  il familiare parallelepipedo di latta cui ero abituato durante le pause del primo mattino o dei lunghi pomeriggi.  Son state anche sistemate numerose telecamere di sorveglianza piuttosto goffe e vistose, più inquietanti -in verità- che rassicuranti; un po’ come quei poliziotti che trovavi alle uscite della metro di Roma nei mesi successivi all’attacco delle Torri gemelle.

In un bagno leggo una banale scritta appena consumata dal tempo: “Comunismo merda“. E poco sotto: “Perché, Berlusconi è meglio?” Efficace sintesi di quest’ultimo sciagurato decennio. Osservare gli imberbi studenti o le minute studentesse coi libri in mano, mi porta, col senno del laureato disincantato, a meditare proprio sul futuro di questa nazione.  Moltitudini di nuovi ingegneri si affacciano con giovanili attese al mondo del lavoro e della produzione, ma trovano un Paese -sì, ancora ricco magari- ma che non investe convintamente nella ricerca né valorizza seriamente l’istruzione, l’impegno, il merito. Sembra incamminato inesorabile sulla via del declino industriale, mentre una classe politica di mascalzoni vende chiacchiere e storte menzogne, drogata dai suoi privilegi, tutta presa dai suoi interessi e al più premurosa, quanto basta, di quegli italiani (non pochi invero) che si illudono ancora di poter conservare un qualche orticello.

Ma noto piuttosto che nei pressi dell’ingresso dell’edificio il verde adesso è molto ben curato. Non più vasi di sofferenti cespugli di viburno, assetati dall’incuria e consumati dai parassiti. All’approssimarsi della calda estate, ora una esuberante varietà di miseria dalle foglie inferiormente striate di rossiccio (Tradescantia pallida var. purpurea), si prepara a strabordare -gagliarda e vigorosa- dai rettangolari contenitori di gesso.

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1 commento a Ritorni in facoltà…

  1. Domenico ha scritto:

    Quanti ricordi… non oso immaginare che attacco di nostalgia avrò quando farò anche io quest esperienza…

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