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Si è tenuta ieri a Coreno Ausonio (Fr) la premiazione del I Concorso Nazionale di Poesia “L’olocausto.  Il giorno è stato scelto per motivi organizzativi, ma il 4 febbraio, come ha ricordato il sindaco Domenico Corte, non è una data scevra di significato per la comunità corenese. Durante la seconda guerra mondiale, il 4 febbraio 1944, un bombardamento colpì un casolare di montagna dove si erano rifuggiate alcune famiglie e ne morirono 25 persone. La manifestazione ha visto sia il contributo di poeti di ogni parte d’Italia che si sono cimentati in una composizione lirica, sia di ragazzi delle scuole elementari e medie che, (sotto la direzione della preside Fernanda Carbone dell’Istituto Comprensivo di Ausonia), hanno preparato cartelloni e relazioni grafiche.
Asciutta e pure toccante la testimonianza dell’ingegnere Nando Tagliacozzo, classe 1938, che deve la sua sopravvivenza dapprima al mero caso (l’appartamento in cui viveva fu risparmiato a scapito di un altro attiguo dove si dividevano altri membri della sua famiglia) e poi -per mesi- alla premura delle suore di un convento. Tagliacozzo ha osservato che gli episodi di solidarietà verso gli ebrei furono tanti (come quello del fascista Giorgio Perlasca che salvò 5200 ebrei)  ma sempre di tipo isolato o sporadico. Dal canto suo l’arcivescovo D’Onorio ha ricordato come in quel periodo dal porto di Gaeta, con la tacita complicità di tutti gli abitanti partissero, anche in pieno giorno, navi di ebrei in cerca di salvezza. L’assessore provinciale alla cultura Abbate, accennando appena alla Palestina, ha sottolineato come la guerra sia foriera di sofferenze per tutti. Tra le autorità militari (un segno di tempi nuovi) la tenente Vincenza Sannino, dei carabinieri di Pontecorvo. Presenti anche il sindaco di Ausonia e quello -Zenon Reszka- di Blonie, cittadina polacca da anni gemellata con Coreno Ausonio.

I partecipanti al concorso letterario son stati 153. La giuria ha effettuato una prima selezione per scegliere i 21 finalisti (circa il 14%) i cui lavori son stati pubblicati in una piccola antologia. Tra questi ne sono stati premiati 4. Il primo posto a Gerardo Vacana, di Gallinaro (Fr), che ha rievocato nella sua poesia la figura di Greta Bloch. Lei era una elegante e colta donna ebrea che, prima d’esser deportata, veniva a insegnar il tedesco o a far compere nel piccolo borgo ciociaro e che era stata, a Praga, compagna dello scrittore Franz Kafka (1883-1924). Il secondo posto a Fabiano Braccini, di Milano, che in forma oratoria ha tracciato le contrastanti storie di vita, prima di serenità poi di miseria indicibile, di 12 simboliche persone internate nei campi. Al terzo posto,  con la materna poesia “Ninna nanna“, Sarah Francesca Toich di Rettorgole (Caldogno,Vi).  Attrice, non è potuta essere presente a causa del lavoro in corso all’estero. Infine una menzione speciale al dodicenne Edoardo Razzino, di Ladispoli (Rm), con la poesia “Solo un numero“.
Modesto il valore dei premi, ma il presidente della giuria esaminatrice, il poeta corenese Tommaso Lisi, ringraziando gli organizzatori per l’autonomia di cui ha goduto, ha tenuto a vantare quanto fosse di gran lunga più importante, non l’aspetto economico, ma la serietà, il rigore, l’onestà con cui si è proceduto fino alla graduatoria ultima. Interferenze esterne, ha spiegato Lisi, avrebbero comportato una mancanza di libertà e in definitiva avrebbero offeso proprio quelle vittime che -di mancanza di libertà- son state uccise.

Al podio testimonianza di Nando Tagliacozzo