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	<title>Commenti a: No Berlusconi Day, 5 dicembre 2009</title>
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		<title>Di: Giuseppe Di Siena</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2009/12/no-berlusconi-day-5-dicembre-2009/comment-page-1/#comment-859</link>
		<dc:creator>Giuseppe Di Siena</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 16:11:47 +0000</pubDate>
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		<description>Riporto qui sotto un editoriale, piuttosto schietto e molto chiaro, apparso lo scorso 16 dicembre 2009 sul quotidiano inglese THE GUARDIAN.

&lt;strong&gt;SILVIO BERLUSCONI: POLITICA ALLA PUTTANESCA&lt;/strong&gt;

Se ci fossero due regole d’oro per essere Silvio Berlusconi, queste sarebbero: stare sempre alla ribalta e incolpare gli altri per le proprie disgrazie. E questa settimana è riuscito a seguirle entrambe dopo essere stato colpito sul volto da un uomo che ha una storia di problemi mentali.

Mentre l’Italia si disperava per il secondo giorno cercando di capire se l’attacco era il risultato di ciò che il Presidente del Consiglio aveva denominato un clima d’odio contro di lui, Berlusconi è stato svelto ad approfittare della solidarietà dimostratagli da molti.

Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL di Berlusconi alla Camera, ha affermato che l’attacco era stato preparato da una “spietata campagna d’odio”. Cicchitto è andato avanti facendo l’elenco di coloro i quali lui ritiene siano i responsabili della campagna: il quotidiano La Repubblica, il settimanale L’Espresso, Marco Travaglio, autore di un libro sui presunti legami di Berlusconi con la mafia, entrambi i partiti d’opposizione ed alcuni magistrati. E’ una bella lista, e accusare un giornalista di avere qualcosa a che fare, direttamente o indirettamente, con un attacco condotto da uno squilibrato, fa parte di quelle tecniche ben collaudate appartenenti a un periodo decisamente più buio della storia europea.

Non soddisfatto dalle calunnie, Berlusconi ha l’intenzione di legiferare. Il suo Ministro degli interni ha dichiarato che durante la riunione del Consiglio dei Ministri, prevista per domani, verranno esaminati due nuovi ddl aventi lo scopo di limitare le manifestazioni e i “siti che inneggiano all’odio” su internet.

Invece di cercare dei capri espiatori politici, il 73enne magnate delle comunicazioni si dovrebbe domandare perché 250.000 italiani hanno partecipato al No-B day a Roma i primi di dicembre. Nel resto d’Europa e anche al di fuori di essa, ci sono manifestazioni contro determinate linee politiche o contro i governi.

In Italia, la gente manifesta contro un Presidente del Consiglio non per quello che rappresenta, bensì per quello che lui è. E i motivi sono validi. Abbiamo un uomo coinvolto in scandali a sfondo sessuale che espongono il suo presunto utilizzo di prostitute. Avendo perso l’immunità giudiziaria, deve affrontare due processi per frode, evasione fiscale e corruzione. E di fronte a queste accuse, cerca di dare la colpa ai giornalisti, agli organi di stampa e ai pubblici ministeri i quali insistono nel fare il loro lavoro e rifiutano le sue intimidazioni.

L’attacco che ha ricevuto contro la sua persona è stato feroce e orribile. Ma non ci sono prove che l’attacco sia stato organizzato da altre persone. I gruppi su Facebook nati con lo scopo di elogiare l’assalitore pentito sono di cattivo gusto, ma non giustificano un giro di vite sui siti internet che “incitano la violenza”. E’ una risposta che fa ricordare una repubblica dell’Asia centrale. Al posto di assecondare le buffonate per attirare l’attenzione fatte da Berlusconi durante i vertici come quello del G20 a Londra all’inizio dell’anno, i leader mondiali dovrebbero iniziare a prendere le distanze da un uomo del genere.

&lt;em&gt;&lt;strong&gt;
Silvio Berlusconi: Politics alla puttanesca&lt;/strong&gt;
&lt;em&gt;The Guardian, Wednesday 16 December 2009&lt;/em&gt;
&lt;em&gt;If there are two golden rules to being Silvio Berlusconi, they are to stay in the limelight and to blame others for your own misfortunes. He achieved both this week after he was hit in the face by a man with a history of mental illness. As Italy agonised for a second day about whether the attack was a product of what the prime minister called the climate of hatred against him, Mr Berlusconi was quick to exploit from his hospital bedside the sympathy that many had expressed.
Fabrizio Cicchitto, the leader of Berlusconi&#039;s The People of Freedom party in the lower house of parliament, said the attack was primed by a &quot;pitiless campaign of hatred&quot;. Mr Cicchitto went on to name those whom he alleged were responsible for that campaign: the newspaper La Repubblica, the news magazine L&#039;espresso, Marco Travaglio, the author of a book about Mr Berlusconi&#039;s alleged links with the mafia, both opposition parties, and certain criminal prosecutors. That&#039;s quite a list, and to name a journalist as having anything to do with an assault by a deranged man, either directly or indirectly, is a tried and tested technique from a darker period of European history. Not content with slanderous statements, Mr Berlusconi intends to legislate. His interior minister said that the cabinet meeting tomorrow would consider two new bills restricting demonstrations and curbing &quot;hate sites&quot; on the internet.
Instead of seeking political scapegoats, the 73-year-old media tycoon should ask himself why 250,000 Italians flocked to a No Berlusconi Day in Rome earlier this month. In the rest of Europe and beyond, there are demonstrations against policies or governments. In Italy, people demonstrate against a prime minister not for what he represents, but for who he is. For good reason. Here is a man embroiled in sex scandals detailing his alleged use of prostitutes. Losing immunity from prosecution, he is on trial in two cases for fraud, tax evasion and bribery. And for this, he seeks to blame journalists, newspapers, and criminal prosecutors who insist on doing their job and refuse to be cowed by him.
The physical assault he sustained was vicious and nasty. But there is no evidence that the attack was organised by others. The Facebook groups that have sprung up praising the repentant assailant are tasteless, but they little warrant a clampdown on internet sites deemed to &quot;incite violence&quot;. This is a response reminiscent of a central Asian republic. Far from humouring Mr Berlusconi&#039;s attention-grabbing antics in meetings like the G20 in London earlier this year, world leaders should start distancing themselves from such a man.
&lt;/em&gt;&lt;/em&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto qui sotto un editoriale, piuttosto schietto e molto chiaro, apparso lo scorso 16 dicembre 2009 sul quotidiano inglese THE GUARDIAN.</p>
<p><strong>SILVIO BERLUSCONI: POLITICA ALLA PUTTANESCA</strong></p>
<p>Se ci fossero due regole d’oro per essere Silvio Berlusconi, queste sarebbero: stare sempre alla ribalta e incolpare gli altri per le proprie disgrazie. E questa settimana è riuscito a seguirle entrambe dopo essere stato colpito sul volto da un uomo che ha una storia di problemi mentali.</p>
<p>Mentre l’Italia si disperava per il secondo giorno cercando di capire se l’attacco era il risultato di ciò che il Presidente del Consiglio aveva denominato un clima d’odio contro di lui, Berlusconi è stato svelto ad approfittare della solidarietà dimostratagli da molti.</p>
<p>Fabrizio Cicchitto, capogruppo del PdL di Berlusconi alla Camera, ha affermato che l’attacco era stato preparato da una “spietata campagna d’odio”. Cicchitto è andato avanti facendo l’elenco di coloro i quali lui ritiene siano i responsabili della campagna: il quotidiano La Repubblica, il settimanale L’Espresso, Marco Travaglio, autore di un libro sui presunti legami di Berlusconi con la mafia, entrambi i partiti d’opposizione ed alcuni magistrati. E’ una bella lista, e accusare un giornalista di avere qualcosa a che fare, direttamente o indirettamente, con un attacco condotto da uno squilibrato, fa parte di quelle tecniche ben collaudate appartenenti a un periodo decisamente più buio della storia europea.</p>
<p>Non soddisfatto dalle calunnie, Berlusconi ha l’intenzione di legiferare. Il suo Ministro degli interni ha dichiarato che durante la riunione del Consiglio dei Ministri, prevista per domani, verranno esaminati due nuovi ddl aventi lo scopo di limitare le manifestazioni e i “siti che inneggiano all’odio” su internet.</p>
<p>Invece di cercare dei capri espiatori politici, il 73enne magnate delle comunicazioni si dovrebbe domandare perché 250.000 italiani hanno partecipato al No-B day a Roma i primi di dicembre. Nel resto d’Europa e anche al di fuori di essa, ci sono manifestazioni contro determinate linee politiche o contro i governi.</p>
<p>In Italia, la gente manifesta contro un Presidente del Consiglio non per quello che rappresenta, bensì per quello che lui è. E i motivi sono validi. Abbiamo un uomo coinvolto in scandali a sfondo sessuale che espongono il suo presunto utilizzo di prostitute. Avendo perso l’immunità giudiziaria, deve affrontare due processi per frode, evasione fiscale e corruzione. E di fronte a queste accuse, cerca di dare la colpa ai giornalisti, agli organi di stampa e ai pubblici ministeri i quali insistono nel fare il loro lavoro e rifiutano le sue intimidazioni.</p>
<p>L’attacco che ha ricevuto contro la sua persona è stato feroce e orribile. Ma non ci sono prove che l’attacco sia stato organizzato da altre persone. I gruppi su Facebook nati con lo scopo di elogiare l’assalitore pentito sono di cattivo gusto, ma non giustificano un giro di vite sui siti internet che “incitano la violenza”. E’ una risposta che fa ricordare una repubblica dell’Asia centrale. Al posto di assecondare le buffonate per attirare l’attenzione fatte da Berlusconi durante i vertici come quello del G20 a Londra all’inizio dell’anno, i leader mondiali dovrebbero iniziare a prendere le distanze da un uomo del genere.</p>
<p><em><strong><br />
Silvio Berlusconi: Politics alla puttanesca</strong><br />
</em><em>The Guardian, Wednesday 16 December 2009</em><br />
<em>If there are two golden rules to being Silvio Berlusconi, they are to stay in the limelight and to blame others for your own misfortunes. He achieved both this week after he was hit in the face by a man with a history of mental illness. As Italy agonised for a second day about whether the attack was a product of what the prime minister called the climate of hatred against him, Mr Berlusconi was quick to exploit from his hospital bedside the sympathy that many had expressed.<br />
Fabrizio Cicchitto, the leader of Berlusconi&#8217;s The People of Freedom party in the lower house of parliament, said the attack was primed by a &#8220;pitiless campaign of hatred&#8221;. Mr Cicchitto went on to name those whom he alleged were responsible for that campaign: the newspaper La Repubblica, the news magazine L&#8217;espresso, Marco Travaglio, the author of a book about Mr Berlusconi&#8217;s alleged links with the mafia, both opposition parties, and certain criminal prosecutors. That&#8217;s quite a list, and to name a journalist as having anything to do with an assault by a deranged man, either directly or indirectly, is a tried and tested technique from a darker period of European history. Not content with slanderous statements, Mr Berlusconi intends to legislate. His interior minister said that the cabinet meeting tomorrow would consider two new bills restricting demonstrations and curbing &#8220;hate sites&#8221; on the internet.<br />
Instead of seeking political scapegoats, the 73-year-old media tycoon should ask himself why 250,000 Italians flocked to a No Berlusconi Day in Rome earlier this month. In the rest of Europe and beyond, there are demonstrations against policies or governments. In Italy, people demonstrate against a prime minister not for what he represents, but for who he is. For good reason. Here is a man embroiled in sex scandals detailing his alleged use of prostitutes. Losing immunity from prosecution, he is on trial in two cases for fraud, tax evasion and bribery. And for this, he seeks to blame journalists, newspapers, and criminal prosecutors who insist on doing their job and refuse to be cowed by him.<br />
The physical assault he sustained was vicious and nasty. But there is no evidence that the attack was organised by others. The Facebook groups that have sprung up praising the repentant assailant are tasteless, but they little warrant a clampdown on internet sites deemed to &#8220;incite violence&#8221;. This is a response reminiscent of a central Asian republic. Far from humouring Mr Berlusconi&#8217;s attention-grabbing antics in meetings like the G20 in London earlier this year, world leaders should start distancing themselves from such a man.<br />
</em></p>
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		<title>Di: Salvatore Ruggiero</title>
		<link>http://www.giuseppedisiena.it/2009/12/no-berlusconi-day-5-dicembre-2009/comment-page-1/#comment-847</link>
		<dc:creator>Salvatore Ruggiero</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:42:34 +0000</pubDate>
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		<description>Complimenti, Ing. Di Siena, per aver portato idealmente il vessilo di Coreno Ausonio al No B-DAY del 5 Dicembre, la manifestazione che passerà alla storia come l&#039;Onda Viola.
Se avessi potuto, purtroppo avevo il freno costituito dal mio lavoro autonomo, avrei volentieri partecipato, anch&#039;io.
A Bersani, invece, Segretario del neo-nato PD (il PDl senza elle), assente ingiustificato, lasciamo il compito di iniziare le ..prove tecniche di inciucio.
Grazie dell&#039;ospitalità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Complimenti, Ing. Di Siena, per aver portato idealmente il vessilo di Coreno Ausonio al No B-DAY del 5 Dicembre, la manifestazione che passerà alla storia come l&#8217;Onda Viola.<br />
Se avessi potuto, purtroppo avevo il freno costituito dal mio lavoro autonomo, avrei volentieri partecipato, anch&#8217;io.<br />
A Bersani, invece, Segretario del neo-nato PD (il PDl senza elle), assente ingiustificato, lasciamo il compito di iniziare le ..prove tecniche di inciucio.<br />
Grazie dell&#8217;ospitalità.</p>
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