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Un viottolo del parco del Navile, dal nome del canale che lo attraversa. Lungo il canale -invero non pulitissimo- anziani cittadini hanno in gestione piccoli orti. Nel primo mattino, il sentiero rugiadoso porta nei pressi di un’antica area industriale. Accanto all’edificio decadente di una vecchia fabbrica sorge un cippo con una lapide semplice e spoglia, quasi abbandonata: ricorda Tatino e Patrizia, due nomadi uccisi dalla banda della “Uno bianca“, il 23 dicembre 1990.
Un’attigua passerella che attraversa il fresco corso d’acqua conduce al Museo del patrimonio industriale. Il museo è stato allestito all’interno di un vecchio stabilimento in mattoni (detto Fornace Galotti) elegantemente ristrutturato. Ospita macchine ed utensìli che hanno fatto la storia lavorativa della città e dei suoi dintorni. A pian terreno sono esposte turbine idrauliche e grosse dinamo, antichi macchinari per effettuare lavorazioni con asportazione di truciolo o per l’impacchettamento di beni, dispositivi (d’uso anche scolastico) per la misura di grandezze tecnologiche.  Ai piani superiori sono ampiamente sviluppati tra gli altri i temi legati alla gestione dei canali, alle fabbriche tessili, alla produzione alimentare (con una sezione sulla mortadella), alla produzione meccanica e motoristica (in particolare della Ducati).
Il Museo zoologico è di proprietà dell’ateneo di Bologna. Vi sono uova di vari volatili e calchi di pesci, anfibi, insetti vari. E’ stato istituito nel 1860 ma il materiale ivi raccolto ha origine a partire dal XVI secolo. Nello stesso palazzo, all’interno della torre che un tempo veniva usata proprio come base di osservazione astronomica, ha sede il Museo della Specola. Vi sono raccolti gli strumenti di misura o di calcolo che nei secoli sono stati utilizzati per ispezionare il cielo o per monitorare fenomeni terrestri e meteorologici. Nella stanza delle meridiane sono esposte meridiane a corda perpendicolare oppure ad asta metallica. Nella stanza dei mappamondi sono conservate pregevoli rappresentazioni antiche della geografia terrestre o astronomica, sia in forma cartacea che in forma di modellini metallici atti a riprodurre (sia pure nell’erronea rappresentazione copernicana) il moto dei pianeti. Salendo le scale si incontrano via via altre stanze con telescopi di ogni epoca, da quelli rudimentali fino a quelli novecenteschi, precursori dei moderni telescopi “a tasselli”. Un robusto telescopio ligneo di una decina di metri sarebbe stato recuperato da una vecchia abitazione dove era stato utilizzato come… trave portante. Alla sommità della settecentesca torre si arriva dopo 272 scalini ma il panorama, che ruota di 360 gradi sulla città, ripaga bene dello sforzo.
Il Museo europeo degli studenti è stato inaugurato il 28 marzo 2009 dopo circa un decennio di ricerca del materiale. Nelle stanze e soffitte restaurate di palazzo Poggi, nel cuore della zona universitaria, sono esposti circa 300 pezzi suddivisi in 5 sezioni. Tra questi: vestiario, boccali, utensili per rituali di iniziazione delle matricole, diplomi, medaglie, l’arredo completo di una stanza tedesca, cartoline e fotografie, testi antichi miniati, oggetti vari goliardiardici, testimonianze sulle lotte politiche del secolo scorso. L’Ateneo di Bologna, fondato nel 1078, è il più antico d’Europa. Con questo museo l’Ateneo ha voluto rendere omaggio alle centinaia di migliaia di laureati della sua storia, ma anche agli studenti di ogni epoca dell’ Europa tutta.
I Giardini Margherita costituiscono l’area verde più importante di Bologna. Il parco fu inaugurato nel 1879 dopo 5 anni di lavori su progetto di un certo Ernesto di Sambuy. Fu intitolato a Margherita di Savoia (1851-1926) perché la Regina aveva da poco onorato la città di una visita. Lo stile del parco è chiaramente di ispirazione inglese o “romantica”. Tra i suggestivi percorsi, spicca quello del laghetto, corredato di uno chalet, di un ponticello, di un isolotto artificiale.