Siena, il Duomo
103 letture 30 maggio 2009
La costruzione del Duomo di Siena cominciò nel XII secolo ed ebbe alterne vicende. La facciata fu iniziata (1284-1299) da un certo Giovanni Pisano (1248-1315) che ne curò anche la ricca decorazione scultorea, e fu terminata solo nel 1376 con elementi decorativi simili a quelli del duomo di Orvieto. In corso d’opera, la rivalità con Firenze portò i Senesi a ingigantire il progetto. L’attuale duomo sarebbe dovuto diventare l’abside di un duomo più grande. Di questo ambizioso e incompiuto proposito rimane oggi il Faccione: una parete alta e apparentemente inutile, realizzata in un lato di piazza del duomo.
L’interno del Duomo è a croce latina con tre navate separate da pilastri polistili. Nell’abside la colorata vetrata absidale è stata disegnata da Duccio da Boninsegna nel 1288. Nel Rinascimento ulteriori interventi artistici, tra i quali una statua bronzea di Donatello, lavori di Michelangelo e Iacopo della Quercia, affreschi del Pinturicchio nella libreria Piccolomini (1492). Quest’ultima fu voluta dal cardinale di Siena Piccolomini, per conservare il ricco patrimonio librario raccolto da suo zio, papa Pio II. Contiene numerosi antifonari (dalle miniature pregevoli e coloratissime), e il gruppo marmoreo delle Tre grazie (III sec d.C.) copia romana di una più antica opera greca.
Nel complesso museale di santa Maria della Scala, nella stessa piazza del Duomo, era in corso la mostra “Arte, genio, follia.” Una mostra nata da un’idea di Vittorio Sgarbi, il quale avrebbe voluto in questo modo indagare “il misterioso rapporto tra arte e disagio mentale“. La mostra, ora conclusa, era divisa in 8 sezioni, con oltre 300 opere. Cominciava al piano terra con l’esposizione di inquietanti strumenti di contenzione usati storicamente nei manicomi (comprese rudimentali macchine per l’elettroshock) e terminava ai piani più alti con sperimentazioni surrealiste di non troppi anni orsono. Un quadro del 1996 recava tra le altre cose la scritta “No Internet”. Un pittore misoneista, ma quantomeno ben informato sull’evolvere delle tecnologie in quegli anni. Tra tutte le opere, le più suggestive senza dubbio gli autoritratti e i quadri animaleschi dell’artista Ligabue (1899-1965).
Nel tardo pomeriggio, quando l’ora sta per volgere al desìo, c’è ancora il tempo di visitare la Basilica di San Francesco (1326-1475). Una delle più importanti chiese di Siena, a navata unica,coperta con capriate e grandi spazi interni, come alcuni ordini ritenevano utile, in quel tempo, per predicare alle folle. All’esterno un ampio cortile lastricato in mattoni dove ragazzini corrono giocando a pallone, mentre gli anziani parlottano seduti sulle panchine, sotto il fitto riparo di alberi alti e frondosi. Poco distante l’ex-convento omonimo, oggi sede universitaria. Le pareti in laterizio, il cui colore roseo è interrotto solo dal verde verticale di eleganti cipressi, sono costeggiate da una redola punteggiata di rose e arbusti che si apre -all’imbrunire quasi- alla suggestiva vista della città sul clivo opposto.



19 giugno 2009 at 12:11 am
Un “certo” Giovanni Pisano è uno dei massimi scultori del romanico italiano…