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Piazza Rosselli, con l'ufficio postale di costruzione fascista e la vicina prefettura“Grosseto”: questo nome ha sempre evocato in me la scritta che inopinatamente lessi sul display del mio cellulare, nella cuccetta di un treno – di notte – mentre ero in viaggio verso la Francia. Nondimeno Grosseto (Grossetum, 1138) non è tanto… una cella della telefonia mobile, quanto il capoluogo di una provincia (molto estesa) della Toscana meridionale. La città si trova non lontano dalla costa tirrenica, a 12 km di distanza dal mare, al centro di una pianura alluvionale che nel passato era stata colpita più volte da epidemie tipiche delle aree paludose. L’intera provincia è forse più nota col nome di Maremma.
L’urbe si è accresciuta in realtà solo di recente. Nel 1833 contava 2.732 abitanti, nel 1931 erano 24.000. Attualmente la popolazione è di circa 80.000 abitanti (di cui più di 5000 sono gli stranieri) e continua ad aumentare ad un tasso di circa 1000 abitanti/anno. Non stupisce che la superficie edificata (soprattutto a partire dal secondo dopoguerra), sia oggi circa 20 volte quella del nucleo originario.

Il piccolo centro storico è circondato da una cerchia esagonale di mura con ampi bastioni su ciascuno dei sei vertici (XVI secolo). In effetti Grosseto è una delle pochissime città italiane a conservare un’antica cinta muraria completa e intatta (tra i capoluoghi di provincia solo Ferrara, Bergamo, Lucca). Comunque già nel 1835 essa fu ritenuta inutile militarmente è trasformata nel luogo di svago e di passeggio che rimane ancora oggi: con alberi, viali, giardini, monumenti, piccole fontane. L’esagono delle mura, stilizzato in vario modo, è usato spesso a rappresentare l’urbe o le varie iniziative che vi si tengono. Il palazzo della provincia durante un'esposizione dedicata alla nauticaNel cuore del centro storico sorge invece l’edificio artistico più significativo: un duomo a tre navate con una caratteristica facciata di marmi bianchi e rossi (XIII secolo). Accanto, il suggestivo palazzo neogotico (oggi sede della Provincia), orlato a mo’ di fortezza e costruito, (sui resti di una costruzione medievale), dall’architetto Lorenzo Porciatti (1903). Il palazzo affaccia su Piazza Dante, una tipica piazza italiana: un largo selciato circolare con le panchine intorno (dove di primo mattino signori anzianotti confabulano -giornali alla mano- di politica), le facciate delle case con i battenti delle finestre verdi, i portici ombrosi, uccelli e rondini che volteggiano pazzamente nel cielo sovrastante mentre magari, dall’attiguo campanile, vengono scosse le campane. Il gruppo marmoreo dedicato a Leopoldo II, eretto nel centro di Piazza DanteAl centro della piazza è stato eretto un monumento (1846) di notevole importanza storica per la provincia: un gruppo marmoreo dedicato alla memoria di Leopoldo II (1797-1870). Il granduca di Lorena, che si distinse per la sua intensa politica di bonifica e di opere pubbliche, è rappresentato mentre risolleva una donna (la Maremma) con un bambino moribondo (il passato) e contemporaneamente stringe al suo fianco un bambino robusto (il futuro) calpestando un serpente (la malaria). Il serpente è anche addentato da un grifone, la figura mitologica che campeggia nello stemma della città e… della locale squadra di calcio.
L’ U.S. Grosseto, fondata nel 1912, ha raggiunto per la prima volta la promozione in serie B  (vincendo 1-0 contro il Padova) il 13 maggio 2007. Per inciso, un anno prima, l’ 11 giugno 2006, fu invece il Frosinone a guadagnare la serie B vincendo proprio il Grosseto. L’attuale allenatore del Frosinone è grossetano. Sembra che tra le due tifoserie sia sorta un po’ di simpatia.

Al di fuori del ridente centro storico (o delle sue immediate vicinanze) la città tende a presentare una lieve sporcizia e aspetti urbanistici meno entusiasmanti. I marciapiedi son realizzati regolarmente con del comune asfalto, spesso gettato alla meno peggio o anche rattoppato. Le strade, soprattutto quelle principali, sono larghe e scorrevoli ma il traffico veicolare è troppo intenso, l’aria inquinata, il flusso delle macchine stressante e rumoroso (anche a causa di qualche buca). Molti cittadini vanno in bicicletta, complice la natura pianeggiante del luogo, ma meno di quanti ci si potrebbe aspettare, anche perché mancano quasi del tutto piste ciclabili. Un piccolo parco giochi tra via Abruzzo e via AdamelloSoprattutto delude l’assenza di un servizio di trasporto pubblico degno di questo nome. La frequenza delle corse è scarsa, la puntualità pure, le aree di fermata non sono ben allestite e c’è una spaventosa lacuna di informazioni e di attenzione verso gli utenti o i potenziali clienti. Probabilmente il traffico eccessivo e l’assenza di un servizio di trasporti urbano sono le due facce di una stessa medaglia. Le case private hanno quasi sempre gradevoli giardini e alberi. Di converso troppo spesso le vie pubbliche sono sprovviste di alberature stradali. Senza nulla togliere ai diversi parchi, che pure punteggiano piacevolmente molte aree, per il microclima sarebbe decisamente benefico un aumento ulteriore di verde pubblico in questa città così ricca di auto, di cemento e di asfalto.
Un'immagine di vitalità cittadina attorno al Duomo di Grosseto