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Mi diceva un mio amico d’università: “il termovalorizzatore di Colleferro (Nord Ciociaria) è stato realizzato da un politico di destra, quindi sia pure con logiche clientelari, è gestito a norma di legge, non come quello che avete lì, a San Vittore del Lazio (Sud Ciociaria, ndr)”.
Il quotidiano La Provincia riferisce oggi dell’operazione Black Hole portata a termine dal Nucleo Ecologico dei Carabinieri di Roma e dalla procura di Velletri. Un blitz che ha portato a 13 arresti nelle province di Roma, Latina, Frosinone, Napoli, Avellino, Foggia, Grosseto e Livorno. A 25 indagati vengono contestati i reati di associazione per delinquere, traffico illecito di rifiuti, falsità ideologica, truffa aggravata, favoreggiamento… A quanto pare nel termocombustore di Colleferro (RM) veniva bruciato un po’ di tutto, anche rifiuti definiti pericolosi e quindi non utilizzabili per il recupero energetico. Tra questi, pneumatici di autoveicoli e altri materiali velenosi che venivano registrati all’accettazione con la dicitura: “Scadente“, “Pezzatura grossa o anche Munezza. Alcuni cittadini avevano segnalato in passato la fuoriuscita di strane fumate nere dalla torre dell’impianto ma il Sindaco di Colleferro, dal canto suo, dice che “nei dati trasmessi al Comune non si sono mai riscontrati superamenti dei livelli di emissione in atmosfera“.
Ci prendiamo in giro da noi stessi? E’ risaputo che in Italia le carte burocratiche (benché importantissime per i cavilli dei legulei), troppo spesso non hanno aderenza alcuna con la realtà. La realtà è che questi impianti apparentemente “supertecnologici” costituiscono un business che piace a politici e finti imprenditori anche per il clientelismo a cui si prestano e a cui si accennava all’inizio di questo testo. Il problema dello smaltimento dei rifiuti non si risolve con questi mostri. Serve da un lato una gestione più intelligente del processo di produzione dei beni, dall’altro l’unica soluzione realmente redditizia per la collettività, oltre che la sola ecologicamente sostenibile, è la raccolta differenziata!

La Provincia (Frosinone) del 10 marzo 2009