Roma, 17 gennaio 2009

A Roma doveva esserci in questi giorni un incontro studenti-aziende analogo ad altri già realizzato, con successo, in alcune città del Nord Italia. In realtà -sarà stato forse colpa anche della crisi economica- questa iniziativa a Roma è stata inserita in modo di gran lunga minoritario all’interno del “primo festival internazionale degli itinerari dello spirito”, una sorta di Fiera sul turismo religioso. Così all’avvicinarsi della struttura espositiva si potevano osservare curiosamente cattoliche signore inveterate, per lo più benestanti, accanto a  ragazzine appena laureate o diplomate, per lo più squattrinate.

Molti i giovani in cerca di lavoro, in gran parte donne, ma di aziende alla ricerca di personale ce n’erano solo due: la Fiorucci (che peraltro sembra non stia navigando in buone acque) e l’Air Columbia del gruppo Lufthansa (che cercava soprattutto neodiplomati da inserire in una… scuola). C’erano invero anche diverse agenzie di lavoro interinale: Metis spa, Fondazione Lavoro o l’austriaca Trenkwalder. Ma quanto agli altri espositori, più che di lavoro, erano operatori di “metalavoro” in quanto si occupavamo di servizi correlati, quando non di  semplice formazione: scuole per lingue e soggiorni all’estero, enti pubblici vari, università, giornali e siti internet specializzati (Lavorare, Monster, Job advisor) agenzie di stage (come Cristicchi insegna, l’Italia è una Repubblica fondata sullo stage.)

Nello stand del Parlamento Europeo mi ero messo ad esaminare una interessante cartina sull’espansione storica della Comunità europea. Ce n’era una simile a scuola, quando frequentavo le medie di Coreno, alla fine degli anni ‘80, e gli ultimi Paesi ad aderire erano stati il Portogallo e la Spagna. Quand’ecco mi avvicina una signorina giovanissima: “Noi siamo qui perché -ci tiene a spiegare- al Parlamento Europeo stiamo ricevendo molte lamentele (!) per la mancanza di lavoro “. Mentre mi parla d’Europa non riesco a fare a meno di notare i suoi tratti somatici… asiatici. Comunque a suo dire grazie a questa Europa ci sarebbero diverse opportunità di lavoro, come sarebbe possibile verificare sul sito www.europarl.it.

Agli stand delle province di Frosinone e Viterbo non c’è nessuno. Il baldacchino innalzato e intestato a regola d’arte ma al di sotto di esso: il nulla. Sarebbe sciocco, banale pensare che queste province siano così poco serie o sprovvedute, da sperperare i soldi dei cittadini per iniziative inutili. Io ho notato invece che alcuni visitatori approfittavano proprio di questi stand fantasma (un altro era quello dell’Assessorato al lavoro del comune di Roma) per sedersi ai tavoli vuoti e riposare qualche minuto.

Dall’esposizione di tema “religioso” ci separava tra gli altri un allestimento della Generali assicurazioni. Non a caso. Da un lato forse cercavano anche qualche buon laureato.  Avevano pure arruolato delle ragazze per disegnare un graffito artistico con delle bombolette spray, di certo per suggerire un’idea di apertura verso la fantasia giovanile.  Ma dall’altro tenevano a far sapere agli altri visitatori che da anni ormai, grazie a Generali, puoi assicurare il tuo… pellegrinaggio!

Qualche ulteriore cenno a questa prima Fiera del turismo spirituale -Journey of the spirits festival- organizzata dall’ ORP, Opera Romana Pellegrinaggi. Nel padiglione promiscuo, erano presenti gli stand di agenzie di viaggi, compagnie di trasporto, rappresentanze di regioni o nazioni europee e non, ma anche venditori di libri o semplici commercianti di oggetti e gadget più o meno religiosi. In tutto questo sfavillìo di suggestive immagini di luoghi esotici, mitici o mistici, capitava di restare colpiti, proprio per la sua povertà scenografica, dallo stand dell’Egitto. Due signori grassocci, apparentemente gentili e disponibili a qualsiasi chiarimento, ma dietro il loro banchetto solo un foglio con una scritta verde, a malapena colorata a mano: “Conosci qui l’EGITTO “.

Nel padiglione 9, chiamato “Villaggio Italia“, era stata  stata realizzata la nostra penisola in scala. Su di essa erano tracciati i percorsi e i luoghi religiosi più significativi, alcuni evidenziati anche con un monitor.  Intorno alla penisola, gli stand istituzionali delle regioni italiane.  Obiettivamente, il nostro Paese è stracolmo di tali luoghi, di valore anche storico e artistico. Comunque mi è parsa deludente l’assenza, su questa grande Italia, di un chiaro riferimento al monastero di Montecassino.

L’altro padiglione, chiamato ”I grandi Itinerari della fede“, era costituito da un intimistico percorso ad anello, con luci molto soffuse, un tappetino che riproduceva un finto mattonato e quinte a forma di archi tra le quali era diffusa una musica suadente. Il tronco assegnato al Ministero del turismo di Israele spiccava soprattutto per i profumi che diffondevano nell’aria a partire da cesti intrecciati, i quali contenevano varie e misteriose erbe aromatiche. Esposizioni a tema, tra le altre, anche sulla via Francigena. Su una parete, una virtuale rappresentazione dell’interno del Santuario di Compostela, col tipico diffusore di incenso a oscillare leggermente tra le navate. In conclusione, un evento cui mi sono ritrovato ad assistitere involontariamente, ma che è stata l’occasione per riflettere su quante persone fanno della fede altrui un motivo di lavoro, di guadagno o anche di speculazione.

Dalla fiera di Roma non è immediato arrivare a Termini. Bisogna scendere alla stazione Ostiense, poi raggiungere a piedi la vicina fermata Piramide della linea B. Nel vagone della metro mi son ritrovato, in modo anche lievemente inquietante, accanto a un manipolo di arabi con le tipiche sciarpe a scacchi neri (kefiah) e qualche bandiera palestinese su le spalle. Uscendo dal convoglio mi son accorto che queste persone erano tantissime. Una donna teneva tra le mani la foto di un ferito straziato dalle bombe, forse un bambino. Dovevano essere tutti diretti a Piazza Veneto, da dove sembra sia partito un corteo dal titolo “Dalla parte dei palestinesi” cui avrebbero partecipato decine di migliaia di persone.

Ma dal canto mio, sbucando in superficie alla fermata di piazza della Repubblica, mi son meravigliato alla vista di un’altra manifestazione: un ampio cerchio di omìni in tutta arancione che avanzano in circolo tutto attorno alla piazza stessa, sotto lo sguardo attento (e apparentemente poco benevolo), della polizia. Si trattava di una persuasiva esibizione realizzata da Amnesty International. Sembra che i partecipanti fossero esattamente 254 come il numero dei detenuti nel carcere di Guantanamo.

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0 Responses to Roma, 17 gennaio 2009

  1. Domenico says:

    Molto bella questa foto della manifestazione di Amnesty International.
    Certo che in un giorno di visita a roma ne hai viste di cose….

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