Il “Canto di Natale” del tg5
98 letture 24 novembre 2008Ieri verso le 20.20 mi son trovato a seguire un filmato del tg 5 dedicato agli acquisti per il prossimo natale. Sarà che sono ancora uno che si scandalizza facilmente, ma ne son rimasto allibito.
Girato apparentemente in un lussuoso negozio di Milano, il servizio era al di fuori della realtà nello stile e nei toni. Gli intervistati erano già molto eccitati come se al natale non mancasse ancora più d’un mese, i bambini allegramente sceglievano l’ultimo grido di lucette intermittenti da 60-100 euro, i loro genitori li accontentavano felici e spensierati. Nulla di cui meravigliarsi: l’esercente spiegava infatti che un cliente aveva speso ben 20000 euro per i suoi addobbi! Un anonimo tizio che è stato presentato non come un riccone in vena di esagerazioni (forse poco morali anche), ma come uno che, alla stregua dello scrittore Charles Dickens (1812-1870), di certo doveva avere molto a cuore il caloroso spirito del natale.
Sarà che abito nel centrosud, ma io intorno vedo tutt’altro clima. L’altro giorno in un supermercato son rimasto quasi impaurito dal fatto che il burro in offerta sullo scaffale era finito. Il burro! La verità è che nel Paese, almeno per la maggioranza dei cittadini, c’è sempre più povertà, insicurezza, incertezza. Un imprenditore mi ha spiegato che i suoi clienti hanno sospeso tutti gli ordini almeno fino al nuovo anno; quando invece è lui a comprare i tempi di consegna sono più rapidi che in passato, come se i suoi fornitori non avessero molte altre commesse.
E allora mi chiedo: ma davvero noi italiani siamo così ebeti o apatici da essere disposti a farci prendere per il naso, tutte le sere magari, dai servizi surreali e melliflui di un tg5?
[Pubblicato sulla rubrica Italians del Corriere della Sera, nel giorno dei 10 anni della rubrica, il 3 dicembre 2008: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-03/05.spm]

6 dicembre 2008 at 5:49 pm
Elenco di seguito (in ordine cronologico e in forma anonima) le risposte che ho ricevuto via email dopo la pubblicazione su “Italians”.
1. Purtroppo la risposta alla tua domanda e’: si!
bella lettera…
Luca1
2. Ciao Giuseppe,
Mi fa piacere che qualcuno si sia accorto come me dell’assurdita’ del tg5 , quest’operetta in cui la nostra casareccia Cesara Buonamici, fiorentina e ex-comunista, pensa! Riverisce il Berlusca insieme e agli altri idioti che conducono quella manfrina di telegiornale….sembra un format di gossip invece che un TG..e poi e’ tutto cosi’…MILANESE!! A cominciare dalla pronuncia sbagliata delle vocali (pesca, pEsca…)veramente odiosi..ma chi cercano di convincere? Ormai siamo impoveriti!! La gente non sa cosa mangiare e loro fanno questi servizi…ma non ti preoccupare, il tempo aggiusta tutto…intanto con l’ultima sparata su SkY il silvio nazionale ha perso ancora punti….prima o poi vedrai che patatrac….! Speriamo presto.!
Luca2
3. Ciao Giusè,
non per farmi i fatti tuoi, ma a quanto pare il TG5 te lo vedi !
P.T.
4. Caro Giuseppe,
ebeti no, ma completamente lobotomizzati dai messaggi perversi quello penso di sì. Almeno quella parte di noi italiani che o non è in grado di essere più profonda (nessuna critica, non siamo tutti uguali) o non vuole volontariamente più pensare.
E’ meglio che aiutiamo gli altri ad accendere il cervello, spaventarsi di dove sta finendo il nostro paese ma soprattutto svegliarsi.
D.C.
5. Ti confermo la cosa:
- sabato ero in giro in centro a parma per vedere la mostra del
correggio e mi sono stupito di quante persone ci fossero in giro;
attenzione, persone che avevano TUTTE, chi piu’ chi meno, borse di
negozi, quindi era tutta gente che aveva acquistato qualcosa; mi sono fermato a prendere un caffe’ e ci hanno messo 5 minuti a servirmelo perche’ il bar era pieno di gente, sia al bancone che seduta…
- dall’altra parte, nella piccola ditta in cui lavoro succede la
stessa cosa: calo drastico degli ordini, acquisti iperveloci, e
soprattutto il direttore di produzione che si sta inventando cose da
far fare agli operai (pre-produzioni, pezzi di scorta da mettere in
magazzino…) pur di trovare qualcosa da fargli fare.
Sinceramente non so cosa pensare nemmeno io di questa crisi.
M.F.
6. Caro Di Siena,
Fa il paio con “La prova del cuoco” ( RAI 1 ) di ieri o ier l’altro che ci ha ammanito un lungo servizio sui tartufi, prodotto che da sempre si trova prioritariamente sulla lista degli acquisti natalizi di ogni massaia italiana
Saluti
G.S.
7. I TG danno sia informazioni troppo ottimistiche sia troppo pessimistiche e quindi deve essere il singolo cittadino che fa le sue valutazioni visto che i “media”….cercano di vendere il loro prodotto. [...] Conclusioni
Cerchiamo di vedere tutto,mantenerci prudenza ma neanche vedere tutto nero come alcuni “guru” mediatici ci vorrebbero vendere! Poi se per lei il TG 5 non va bene……a me non va bene la “mafia mediatica” del Corriere e del Sole i quali avendo azionisti i banchieri Profumo e Passera non raccontano mai come tanti risparmiatori si sono visti bruciare negli ultimi anni qualsi il 30% dei loro risparmi…e poi qualche TG amico loro ce li fa vedere in coda a votare per le primarie di prodi del 2005…..
M.L.
8. Solo dal TG 5, caro Di Siena?
Cari saluti
B.C.
9. Caro Giuseppe Di Siena, nel dicembre 1994 scrissi un fax alla redazione di Famiglia Cristiana. Ricordo bene la data, perché era il primo Natale che passavamo con tre figli, dato che il piccolo Lorenzo (che ora ha appunto quasi quindici anni) era nato il gennaio precedente. Nel fax argomentavo il mio disappunto nel leggere un servizio redazionale sulla moda invernale per i bambini; in particolare mi aveva colpito vedere in una pagina due bimbe, che avevano più o meno l’età delle mie prime due bimbe (la prima ora è maggiorenne), che indossavano dei capi di vestiario i cui prezzi, sommati assieme, sfioravano il milione di lire. [...] Non so se la mia lettera fu pubblicata; leggo solo saltuariamente il giornale, pur essendo un fervente cristiano, cattolico praticante. Ma sospetto che una minima attenzione debbono avergliela dedicata, tant’è che tempo appresso ebbi l’occasione di rilevare che un analogo servizio di abbigliamento per bimbi proponeva dei capi comunque alla moda ma con un cartellino del prezzo molto più abbordabile (e decente).
Con una certa dose di immodestia penso di aver contribuito a una presa di coscienza da parte di una redazione che è comunque sensibile a certi argomenti. Il punto è che invece le redazioni dei Tg (l’uno vale l’altro, sotto questo punto di vista) sono sensibili a tutt’altri argomenti, e le conseguenze si vedono: basta guardarsi in giro.
S.T., Zurigo
10. Gentile Giuseppe,
anch’io sono uno che non ha perso la buona abitudine di indignarsi, soprattutto quando vedo che mi si prende per i fondelli e che mi si raccontano balle – per questo evito di guardare la tv italiana ed in particolare i telegiornali, tanto si sa cosa dicono anche tenendo il televisore spento (il che, comportando un notevole risparmio energetico, fa bene all’ambiente ed al portafogli). Servegnini Le risponde con una freddura (“pubblicità?”), lasciando alla nostra “fantasia” scoprire a favore di quale “prodotto” . (*)
Cordiali saluti
Mariano
(*) per una svista redazionale il mio scritto è stato parzialmente ri-pubblicato due giorni dopo: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-12-05/07.spm
Giuseppe Di Siena