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Ieri ho assistito ad uno spettacolo di Beppe Grillo, per la prima volta a Frosinone. Fuori l’edificio (un palasport dall’elegante tetto in legno), alcuni banchetti dell’Italia dei Valori, a cui mi sono avvicinato senza indugio per aderire al referendum contro il lodo Alfano. ”Una legge che un presidente come Pertini non avrebbe mai promulgato” ha detto poi Grillo durante l’esibizione, “lui anzi avrebbe chiamato i carabinieri e fatto arrestare le altre 3 cariche“.
Banchetti dell'Italia dei Valori per la raccolta delle firme contro il lodo AlfanoIl comico ha esordito la serata proiettando sullo schermo il famoso passaggio di un discorso di Robert Kennedy sulla velleità della misurazione del PIL per valutare la ricchezza di una nazione.

“”"Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza (…) la produzione di napalm, di missili e di testate nucleari, la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte (…) Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.“”"

Non è mancata qualche battuta sulla città di Frosinone, in una delle pochissime aree in Italia (come mostrato in una cartina) dove ancora non sia nato un “Meetup”, ovvero un gruppo di simpatizzanti di Grillo e del suo popolarissimo blog. Beppe Grillo ha insistito più volte sull’importanza dell’informazione e della conoscenza, da diffondere in modo semplice e releativamente economico anche per le nazioni più povere, predisponendo ovunque una rete internet a banda larga. Questo è ciò di cui avrebbe veramente bisogno l’Africa per risollevarsi, ma di cui avrebbero bisogno anche 3000 comuni italiani (tra cui il mio!) che non sono ancora coperti dall’adsl. Del resto Grillo ritiene non solo i politici, ma pure i manager italiani responsabili dell’arretratezza in cui versa il nostro Paese. Tra questi il “famoso” Tronchetti Provera (mostrato sullo schermo mentre Fabio Fazio lo intervista supinamente ponendogli domande sciocche sul calcio e… sulle carote) e altri come Geronzi, Ligresti, Romiti, Scaroni, Marcegallia… Persone condannate per gravi reati ma che pure continuano a ricoprire incarichi di potere e di prestigio.
Ora che l’economia è in crisi, che migliaia di piccole aziende stanno chiudendo o riducendo il personale (come aveva preconizzato egli stesso peraltro in un discorso dello scorso 8 luglio, qualche mese prima dell’esplodere della crisi mondiale), secondo Grillo si potrebbe essere non troppo lontani da una sollevazione popolare. Non di comunisti o di fascisti (categorie che sono ormai specchietti per le allodole) ma solo della gente comune, esasperata dalle difficoltà proprie e dagli altrui latrocinii. Una minaccia quasi. Fondata però su circostanze reali che negli ultimi anni hanno degradato la democrazia in Italia e legato sempre più le mani anche ai cittadini più volenterosi. I referendum contro i finanziamenti ai giornali, per i quali Grillo aveva raccolto le firme (l’esito è di pochi giorni fa) non hanno passato il vaglio della Corte Costituzionale. Anche l’altra sua iniziativa di legge popolare per l’allontanamento dei pregiudicati dal parlamento italiano, potrebbe essere cestinata. E su tutto permane  l’attuale legge elettorale che non consente più ai cittadini di scegliersi democraticamente i propri rappresentanti. Nel 2006 scrivevo che già solo per questa legge (che più tardi sarà definita, in un raptus di onestà del suo estensore, una porcata ), il governo uscente meritava d’essere bocciato. Ma agli italiani allora interessò di più non pagare la tassa comunale sugli immobili.
Beppe Grillo in un raptus di comica esasperazioneNon poteva mancare nello spettacolo di Grillo il tema dell’energia, molto caro al comico genovese. Il nucleare tanto propugnato da Berlusconi e dal suo luogotenente Scajola è un’assurdità sotto tutti i punti di vista: non solo ambientale, ma anche tecnico, economico, strategico. L’obiettivo europeo (chiamato 20-20-20) della riduzione delle emissioni e del raggiungimento del 20% dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020 non sarebbe un aggravio di costi per i singoli Paesi, come pure avrebbe fatto credere il nostro presidente del consiglio chiedendo persino delle deroghe all’Unione europea. Anzi: sarebbe una straordinaria occasione di moltiplicare i posti di lavoro con la produzione e l’installazione di nuova tecnologia e nuovi materiali. Secondo uno studioso americano ogni casa potrebbe diventare in futuro una sorta di “cellula” produttrice di energia elettrica. Immettendo in rete quella prodotta in eccesso ci sarebbe non solo la possibilità per gli utenti di compensarsi reciprocamente, ma anche di produrre del combustibile per le automobili ad idrogeno. Un sogno? Forse. Di certo (questo il nocciolo che sottende un po’ tutte le tesi di Grillo), i cambiamenti virtuosi sono spesso frenati dai poteri economici costituiti che mirano a proteggere i propri interessi commerciali già consolidati. Vieppiù in Italia naturalmente, dove Enel, Eni e altre aziende monopoliste (come la Società autostrade) sono tra le poche aziende in attivo.
Al contrario, è sembrata molto significativa la proiezione di un filmato in cui il prossimo Presidente degli USA assicura, nel suo primo discorso dopo l’elezione (discorso diffuso sulla rete internet e non in televisione!), che avendo ricevuto i finanziamenti elettorali da un milione di cittadini egli sarà nella migliore posizione per fare davvero gli interessi generali dei suoi compatrioti e non quelli di lobby industriali ed economiche. Ma mentre il giovane neopresidente americano si sta circondando di valenti esperti per dare abbrivio a una nuova economia più sostenibile, efficiente ed equa, noi ci teniamo ancora ”testa d’asfalto” (uno che Obama potrebbe definire di contrappasso: “basso, brutto e pallido“) assieme alla sua corte di “nani, ballerine e… prostitute“.
Ma prossimo ormai alla fine dello spettacolo, icasticamente, il comico si corica in una cassa da morto (realizzata con materiale di riciclo) e si abbandona -coperchio chiuso- non solo a qualche efficace battuta sulla morte, ma soprattutto a qualche ultima e più serena riflessione: “Ma perché in vita ho sprecato così tanto tempo a parlare di Berlusconi?”
Beppe Grillo tra la platea del palasport di Frosinone