Dal 1° al 4 ottobre si è tenuta a Roma, presso il polo fieristico di recente costruzione, l’esposizione ZeroEmission, dedicata alle fonti di energia eolica e solare, ai combustibili agricoli e alla chimica verde in genere. Rispetto al solarexpo di Verona (di cui già si è scritto in questo sito), si è trattato di una fiera alquanto più piccola: basta dire che solo 3 erano i padiglioni interessati.
Nondimeno il settore dell’energia eolica era molto più ricco che a Verona. La cosa che forse più mi ha colpito è stata una piccola torre eolica della francese Nheolis (http://www.nheolis.com/fr/index.php?page=nos-produits). Non avevo mai visto niente di simile neanche sui libri. Ha le pale forgiate a canali e raccolte nella forma di un paraboloide in grado di orientarsi (e forse di aprirsi, alla stregua di un fiore) in funzione del vento incidente. L’energia ottenibile non sarà molta, né il rendimento promette di essere buono. Però mi è sembrata rimarchevole la semplicità costruttiva, l’ingombro ridotto, la silenziosità, la facile l’orientabilità con il vento. In futuro dispositivi simili a questo potrebbero diventare relativamente diffusi nei giardini delle nostre case.
Un limite che affligge ogni tipo di energia rinnovabile è quello di essere poco “densa”: a parità di potenza occorrono grandi superfici rispetto all’uso di combustibili fossili (e più ancora rispetto ai concentratissimi combustibili nucleari). Tuttavia, di contrappasso, la sua forza potrà diventare in futuro proprio la capillare diffusione di microimpianti.
Sembra che stiano entrando in questo appetibile mercato altri colossi economici, ma fino ad oggi l’azienda leader mondiale dell’energia eolica è la Vestas. La Vestas wind systems è una multinazionale nata in Danimarca nel 1979. La Danimarca ha raggiunto il 25% dell’energia elettrica prodotta dal vento ed è l’unico Paese al mondo che ha da guadagnare qualcosa col protocollo di Kioto. In pratica ha fatto quello che avremmo dovuto fare noi italiani nel 1987 quando abbiamo rinunciato al nucleare: ha investito ingenti capitali nelle energie rinnovabili. Non so che politici avessero nei decenni scorsi in Danimarca. Noi avevamo Andreotti, Craxi, Forlani, e oggi continuamo ad avere gente come D’Alema e Berlusconi…
In fiera ho avuto modo di osservare un pannello fotovoltaico a concentrazione. Il principio è semplice. Le celle di silicio hanno un rendimento piuttosto basso (nei casi migliori circa il 17% dell’energia irradiata dal sole). Se è difficile aumentare ulteriormente questo rendimento, un sistema per ottenere più energia può essere invece quello di ”concentrare” la radiazione su piccole superfici.
Un commento sulla nuova struttura fieristica di Roma, che ho visitato per la prima volta. Sembra realizzata sulla falsariga di quella di Milano. Anche qui un lungo corridoio sopraelevato che serve i vari padiglioni. L’area interessata dall’impianto ha un’estensione notevolissima, quello che veramente ci si poteva aspettare nei pressi di una capitale. Purtroppo diverse cose ci ricordano che si tratta della capitale… dell’Italia. E’ penosa e confusionaria la viabilità di accesso e non c’è un treno che colleghi direttamente con la Stazione Termini. Inoltre molti alberi e arbusti sono rinsecchitti, un indice questo che la loro messa dimora è stata realizzata con scarsa serietà e senza troppa cura.
