Frosinone: la città più brutta d’Italia?
326 letture 15 ottobre 2008Lo confesso, sono contento. Frosinone è risultata, nella classifica di Qualità ambientale redatta da Legambiente (Ecosistema urbano 2009) la peggiore città d’Italia. Almeno dal punto di vista della viabilità e della segnaletica stradale, chi è andato qualche volta in auto a Frosinone non se ne meraviglia. Una città che si è sparpagliata in modo disordinato, un groviglio di asfalto e di auto, di palazzoni e di cartelloni pubblicitari.
Proprio stamattina ad esempio, dovevo raggiungere la Camera di Commercio. L’unica indicazione stradale che ho scorto, salendo la città vecchia, mi ha portato nei pressi di un’austera sede che poi ho scoperto essere dismessa da tempo. Chiedendo informazioni, ho capito che dovevo prendere… la direzione opposta a quella che era indicata in tabella.
Nel rapporto di Legambiente il capoluogo Frosinone si posiziona al 103° posto (l’ultimo) con il punteggio di 28,0 (su 100), alle spalle di Benevento, Catania e Ragusa. Prima è arrivata Belluno con 74,6 punti, seconda Siena con 70,2. La vicina Latina vince il derby ma non va molto meglio: al 93° posto con 37,0 punti. Non è questione di essere più “poveri” rispetto al Nord. Legambiente fa notare che Frosinone ha il reddito procapite di una città come Verbania, che invece si trova tra le prime cinque della classifica.
Su “pianificazione e partecipazione ambientale” (piani traffico, piani energetici, zonizzazione acustica ecc.) Frosinone è l’unico capoluogo a ottenere ZERO. Trasporto urbano: solo 11 viaggi/anno abitante; verde urbano: solo 7 metri quadri/abitante; piste ciclabili: 1,24 metri/abitante (sic); motorizzazione: 73 auto ogni 100 abitanti (la media nazionale è di 60); perdite nella rete d’acqua potabile: 45%; produzione rifiuti: 540 Kg/anno abitante; raccolta differenziata: 7%. L’unico dato molto positivo sarebbe la diffusa installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici.
Eppure qualche indigeno avrebbe avuto da ridire sulla posizione di Napoli, messa all’ 88° posto nonostante la sua immondizia stradale. Napoli? C’è di che sorridere. Cari frusinati, davvero vorreste confrontarvi con i problemi che sta attraversando Napoli? Potevate essere una piccola Perugia. Invece di restare sepolti dalle auto e dal cemento, potevate abitare in una bella cittadina da centro Italia: pulita, ordinata, gradevole, con i marciapiedi eleganti, giardini e parchi giochi, piste ciclabili, belvederi collinari e zone verdi, con gli autobus che passavano ogni 15 minuti, un buon collegamento con la stazione FS, l’autostrada e… l’aereoporto!
Ma io sono contento. Immaginate se Frosinone fosse arrivata penultima: quale delusione sarebbe stata! Per un poco noi ciociari avremmo perso questo bellissimo exploit. E invece così magari qualche studioso di urbanistica o qualche turista in più ci viene davvero: almeno per la curiosità di visitare come è fatta la città più brutta d’Italia.


17 ottobre 2008 at 8:29 pm
Ebbene si,
sono completamente d’accordo. Evviva! Frosinone, il nostro capoluogo è in fondo alla classifica. Non sono sarcastico, come credo non lo sei tu, giuseppe.
Il fatto che frosinone è uno di quei capoluoghi che sulla piantina dell’italia non esiste, nel senso che è una provincia irrilevante.
Quando non si è al centro dell’attenzione, i malfunsionamenti vengono percepiti come qualcosa di normale, quasi inevitabile. E allora ben venga questo “bel” posizionamento in fondo alla classifica delle città con migliore qualità di vita di Italia. Magari usciamo dall’anonimato e cominciamo a protestare. Cominciamo a visitare i consigli comunali…. insomma rimettiamo piedi sulla cartina d’italia come un esempio di miglioramento esemplare….
mi illudo?….
mah!!!
3 dicembre 2008 at 7:32 pm
Se dovessi descrivere Frosinone direi: Traffico. Parcheggiare diventa quasi un’impresa, e la città poi mi sempra grigia. Non che Cassino sia molto meglio, ma se fosse lei capoluogo un decina/ventina di posizioni le scaleremo.
5 gennaio 2010 at 9:55 am
Nel recarsi nel frusinate e in particolare nel suo capoluogo ci si può rendere conto della gestione un dilettantistica delle problematiche territoriali. Sembra che lì siano più evidenti, ci si aspetta una città almeno da centro Italia, è vero, e si può rimanere colpiti dal caos. Nel centro storico alcune vie sono state ripavimentate, benissimo… ma non esiste una zona pedonale che possa chiamarsi tale. Nessuno prende gli autobus? Le fermate del servizio urbano offrono orari e destinazioni (quando ci sono) insufficienti e fatiscenti. Molto peggio per la Cotral (le linee regionali extraurbane) le cui fermate sono totalmente prive di tabella delle destinazioni e dei transiti (un problema di tutto il Lazio), come fa una persona a prendere l’autobus? Per dove e a che ora? E le nostre tasse devono finanziare un’azienda in queste condizioni? Ma tanto Badaloni, Storace, Marrazzo e chi verrà non si sono posti e non si porranno il problema. Tutti devono prendere l’auto per muoversi, ma ancora ci sono semafori ovunque quando altrove sono stati quasi totalmente sostituiti da rotatorie quando lo spazio a disposizione lo consente. E intanto i tubi di scarico delle auto incolonnate fanno la loro parte…
Povera Frosinone.
5 gennaio 2010 at 3:29 pm
Ieri, nei pressi della stazione ferroviaria di Frosinone, alle 13.30 non c’era una pizzeria aperta.
Dalla stazione dovrebbe essere facile arrivare al casello della A1 seguendo gli indicatori stradali in verde. E invece no: perché c’è sempre l’incrocio dove non installano la freccia indicatrice. Non capirò mai questa fisìma tutta italiana di risparmiare qualche tabella e vanificare così tutto il restante lavoro di informazione per l’automobilista. “Sinistra destra oppure centro? Il fatto è che è sempre un rischio” – cantava Luca Carboni.
A una fermata della Geaf, in paziente attesa: una studentessa, un’extracomunitaria, un disoccupato. I tre si difendono dalla pioggia sotto un cornicione. Non c’è la pensilina. In compenso svetta in alto, fiero come una bandiera, un bel cartellone pubblicitario un metro x due.
29 aprile 2010 at 6:31 am
Deve far riflettere(al di la del colore politico) che nessun politico della provincia di Frosinone sia stato fatto assessore nella regione Lazio.
Volontà di abbandono della nostra terra o più semplicemente sfiducia verso i nostri amministratori? Io Propenderei più per la seconda, basta vedere come sono amministrate Frosinone e Cassino(paragonarle a Rieti e Viterbo, per farsi un idea; per non parlare dei loro bilanci comunali chiaccheratissimi).