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Lo confesso, sono contento. Frosinone è risultata, nella classifica di Qualità ambientale redatta da Legambiente (Ecosistema urbano 2009) la peggiore città d’Italia. Almeno dal punto di vista della viabilità e della segnaletica stradale, chi è andato qualche volta in auto a Frosinone non se ne meraviglia. Una città che si è sparpagliata in modo disordinato, un groviglio di asfalto e di auto, di palazzoni e di cartelloni pubblicitari.
Proprio stamattina ad esempio, dovevo raggiungere la Camera di Commercio. L’unica indicazione stradale che ho scorto, salendo la città vecchia, mi ha portato nei pressi di un’austera sede che poi ho scoperto essere dismessa da tempo. Chiedendo informazioni, ho capito che dovevo prendere… la direzione opposta a quella che era indicata in tabella.
Nel rapporto di Legambiente il capoluogo Frosinone si posiziona al 103° posto (l’ultimo) con il punteggio di 28,0 (su 100), alle spalle di Benevento, Catania e Ragusa. Prima è arrivata Belluno con 74,6 punti, seconda Siena con 70,2. La vicina Latina vince il derby ma non va molto meglio: al 93° posto con 37,0 punti. Non è questione di essere più “poveri” rispetto al Nord. Legambiente fa notare che Frosinone ha il reddito procapite di una città come Verbania, che invece si trova tra le prime cinque della classifica.
Su “pianificazione e partecipazione ambientale” (piani traffico, piani energetici, zonizzazione acustica ecc.) Frosinone è l’unico capoluogo a ottenere ZERO. Trasporto urbano: solo 11 viaggi/anno abitante; verde urbano: solo 7 metri quadri/abitante; piste ciclabili: 1,24 metri/abitante (sic); motorizzazione: 73 auto ogni 100 abitanti (la media nazionale è di 60); perdite nella rete d’acqua potabile: 45%; produzione rifiuti: 540 Kg/anno abitante; raccolta differenziata: 7%. L’unico dato molto positivo sarebbe la diffusa installazione di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici.
Eppure qualche indigeno avrebbe avuto da ridire sulla posizione di Napoli, messa all’ 88° posto nonostante la sua immondizia stradale. Napoli? C’è di che sorridere. Cari frusinati, davvero vorreste confrontarvi con i problemi che sta attraversando Napoli? Potevate essere una piccola Perugia. Invece di restare sepolti dalle auto e dal cemento, potevate abitare in una bella cittadina da centro Italia: pulita, ordinata, gradevole, con i marciapiedi eleganti, giardini e parchi giochi, piste ciclabili, belvederi collinari e zone verdi, con gli autobus che passavano ogni 15 minuti, un buon collegamento con la stazione FS, l’autostrada e… l’aereoporto!
Ma io sono contento. Immaginate se Frosinone fosse arrivata penultima: quale delusione sarebbe stata! Per un poco noi ciociari avremmo perso questo bellissimo exploit. E invece così magari qualche studioso di urbanistica o qualche turista in più ci viene davvero: almeno per la curiosità di visitare come è fatta la città più brutta d’Italia.
L'ex sede della Camera di Commercio, nella zona storica della città