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Laghetto del parco a Kronsberg (Teichanlage)Nell’anno 2000 la città di Hannover è stata sede dell’Expo. Per l’occasione, a partire dai primi anni ’90, si è pensato di costruire un quartiere di circa 6000 alloggi adottando le migliori tecniche allora esistenti per ridurre al minimo l’impatto ambientale. In questo modo la collina di Kronsberg (attigua all’area Expo, a circa 8 km dal centro cittadino) è diventata una sorta di laboratorio di edilizia sostenibile tra i più importanti del mondo. Gli edifici realizzati hanno consumi energetici molto ridotti (sebbene in Germania oggi si sia andati perfino oltre). Moltissimo lo spazio dedicato al verde, alle aree gioco per bambini, alle aree pedonali, alle aree in comune in genere. Per i rifiuti è stato previsto un sistema di raccolta differenziata al quale gli abitanti del quartiere sono stati sensibilizzati mediante appositi corsi informativi.
Una delle aree gioco per bambiniDa guida nel quartiere ci fa una signora architetto che ha seguito in prima persona la realizzazione di questo progetto quasi avveniristico.  Una sorta di rivoluzione copernicana riguarda l’acqua piovana, che non viene raccolta nella rete fognaria. Lungo le strade, in prossimità delle case e delle grondaie, e con vari accorgimenti a volte anche esteticamente fantasiosi, sono stati realizzati 11 chilometri di “solchi” drenanti, lasciati a verde. Si è trattato di una sperimentazione resa incerta dal terreno abbastanza argilloso, ma la signora assicura che la rete di drenaggio ha funzionato molto bene anche con le piogge più intense.
Aree verdi e pedonali a KronsbergLe abitazioni vengono servite dal teleriscaldamento. Sui tetti sono installati 1350 metri quadrati di pannelli solari termici che sono sufficienti a riscaldare le abitazioni dalla primavera fino a dicembre.  Il calore in eccesso viene accumulato in un serbatoio d’acqua in cemento armato di 2750 metri cubi (quasi totalmente interrato).  Il costo di questo impianto è stato complessivamente di 3,3 milioni di euro e sopperisce al 40% del fabbisogno annuale dell’energia termica necessaria al quartiere. Alla restante parte si provvede mediante cogeneratore.
Per la produzione di elettricità, scarso l’apporto dei pannelli fotovoltaici. Poco lontano dal quartiere sono state installate però 3 torri eoliche di potenza 300 kW, 1500 kW e 1800 kW.

Torre eolica da 1,5 MW (Foto di A.Cagnolati)Nel pomeriggio ci siamo recati proprio nell’area di campagna dove si elevano le pale eoliche. Un cammino di pochi chilometri, su una pista usata a scopo ricreativo da ciclisti e corridori, in mezzo a terreni coltivati dove scorazzavano anche delle lepri dallo scatto sorprendente. Al di sotto della torre da 1,5 MW, ci raggiunge il relatore che aspettavamo, un signore dall’aspetto giovanile e sempre sorridente. Lui è uno dei fondatori della “WindWaerts”, l’azienda che ha affittato i terreni e ha realizzato l’impianto eolico. La torre è alta circa 65 metri, le pale hanno una lunghezza di 35 metri. Non è un caso, ma per motivi di regolamentazione aerea, che l’impianto abbia un’altezza appena al di sotto dei 100 metri. Il tempo  è incerto, nuvoloso e abbastanza ventoso. Il rotore ruota ad una velocità di 16-17 giri al minuto sul massimo dei 20 giri al minuto di progetto.
Ad un certo punto è cominciato a piovere. Il nostro interlocutore allora non ci ha pensato due volte: con la chiave di cui dispone ha aperto la porta della torre e ci ha fatto entrare al riparo. Il rumore era notevole, così non ha esitato neanche a fermare il rotore. Mentre infuriava una passeggera tempesta, ogni tanto però si sentiva ugualmente un rumore provenire dall’alto della torre: era la navetta, la quale continua sempre a posizionarsi in funzione della direzione del vento, per motivi di sicurezza.
Il relatore ha risposto a tutte le nostre domande, anche le più banali. Ne sembrava entusiasto persino. In Germania l’energia elettrica prodotta da fonti eloliche è pagata 8,5 centesimi di euro a chilowattora. La torre eolica al di sotto della quale ci trovavamo, era costata circa 1,5 milioni di euro, e produce 3.000.000 di chilowattora ogni anno. Attualmente la WindWaerts sta aprendo un ufficio a Roma per cercare di consolidarsi in Italia. In realtà avrebbero già tentato di installare degli impianti in Sicilia, ma avrebbero desistito per difficoltà burocratiche e ambientali. Un peccato essere il solito Paese delle caste e delle clientele, perché nell’Italia meridionale (come in altre regioni ventose del mediterraneo) il costo di produzione dell’energia a partire dal vento può scendere fino a 5,5 centesimi di euro, diventando economicamente competitivo con quello dell’energia prodotta dal petrolio. (16/08/08)

La traduttrice Erika Villa con il rappresentante della WindWaerts