Leonardo, il genio del Rinascimento che ancora ai nostri giorni continua a dare lustro ad una nazione che sembra far di tutto per non meritarne, si rivolterebbe nella tomba. Lo Stato italiano usa il suo evocativo nome per fregare soldi a ignari turisti stranieri oltre che ai suoi stessi cittadini. Forse molti viaggiatori avranno già intuito che mi riferisco al treno navetta che fa da spola tra la stazione di Roma Termini e l’aeroporto di Fiumicino. Un capolavoro italiano. Una tratta di solo una trentina di chilometri che viene percorsa in quasi tre quarti d’ora. Il treno non fa soste intermedie, ma a scanso di equivoci una voce ripete ossessivamente la prossima fermata. “Leonardo Express” collega un grande aeroporto, ma è un treno come gli altri, salvo il fatto che non ci sono vani dove riporre le valigie. Neanche la frequenza è particolarmente serrata: ne parte uno ogni mezz’ora. A Fiumicino ne ho perso uno per pochi minuti (perché peraltro delle indicazioni in aeroporto erano state poco chiare). Comunque proprio mentre il treno stava partendo, un signore al mio fianco, trafelato, si toglie il cappellino e lo sbatte sui bagagli esclamando: “Mannaggia all’Italia! “. Mai sentita un’imprecazione così. Forse c’era dentro la sua storia di emigrante.
Il biglietto per una sola corsa su “Leonardo” costa 11 euro, più di quello che nel Lazio consente di viaggiare in tutto il resto della regione per un intero giorno. Nondimeno a Fiumicino la maggioranza delle macchinette per timbrare non funziona. Una famiglia di francesi sembra rammaricata di non aver capito neanche che i biglietti andavano obliterati. Interpellato in proposito, un ragazzo li tranquillizza: “Non preoccupatevi, i controlli non ci sono quasi mai“. Per il bene e la dignità del nostro Paese non sapevo che augurarmi: dopo quella rassicurazione, che i controllori fossero passati o no, in ogni caso avremo fatto una brutta figura!
Per la cronaca: non sono passati.
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Il Fatto Quotidiano del 9/11/2010 riporta un articolo sul treno Leonardo Express. Il giornalista (Daniele Martini) lo definisce il treno “più caro, più redditizio e più scassato d’Italia”. Per i passeggeri “quei 31 chilometri sono un incubo, il peggior biglietto di visita che la città Eterna possa offrire“. Le carrozze, che non sono a filo banchina (con disagi per il trasporto dei bagagli), sarebbero le stesse di 33 anni fa, anche se ogni tanto si darebbe loro una rinfrescata per un finto effetto di nuovo.
Finora il treno è stato gestito dalle Ferrovie Italiane ma in tempi di liberalizzazione una nuova compagnia -la NTV- sarebbe disposta a entrare nella tratta. Alitalia e Aereoporti di Roma ne sarebbero molto liete, anche perché sospettano che le Ferrovie abbiano interesse a fornire un cattivo servizio per invogliare i viaggiatori a preferire i treni ad alta velocità al trasporto aereo.
Leonardo è un treno regionale, organizzato sulla base di una contrattazione tra Ferrovie Italiane e Regione Lazio. Il precedente Presidente della Regione Piero Marrazzo, si era opposto a qualsiasi aumento del prezzo del biglietto (11 euro). La nuova maggioranza di centrodestra ha invece subito acconsentito a un rincaro di circa il 35% (il prezzo è di 15 Euro se si acquista il biglietto dallo sportello volante delle FS) in cambio pare, del blocco degli aumenti delle tariffe per il resto della Regione. Il risultato è che le Ferrovie incassano 200 milioni di Euro all’anno senza sforzo, senza investimenti, senza attenzione per la clientela.