Siamo tutti napoletani
59 letture 21 maggio 2008
Oggi sono stato presso un noto mollificio della Ciociaria. Da Coreno (passando per Pontecorvo, Aquino, Fontana Liri), un tratto non breve, con ampie zone di campagna e a volte boschi. Quasi all’arrivo ho svoltato per Monte San Giovanni Campano (che a dispetto del nome, si trova ampiamente all’interno del Lazio). Attraversando uno stretto ponte mi sono ritrovato sulla destra uno spettacolo che mi ha indotto a tirare il freno a mano.
Sarà che sono stato di recente ad una esposizione sulle energie rinnovabili, ma sceso dall’auto, sotto una leggera pioggia, ho pensato per prima cosa a quanta energia stava andando persa in quei frangenti! In realtà l’acqua scivolava giù per un dislivello realizzato artificialmente proprio a causa di una centrale idroelettrica in quei pressi. Forse non ci sarebbe stato un grosso impatto ambientale a incanalare anche tutta quell’acqua in un po’ di turbine Kaplan!
Poi dalla ringhiera del ponte ho guardato più in basso. Ho visto tra le altre cose, quei detestabili contenitori di polistirolo. Quelli che anziani e contadinotti faidaté della nostra provincia comprano a bizzeffe, nei mercatini settimanali, con le belle piantine da trapiantare nell’orto. Salvo poi liberarsene dove capita. Stanno lì evidentemente. I mezzi di informazione lanciano allarmi ambientali sempre più preoccupanti, ma a quanto pare a queste persone, di quello che succede fuori del loro “orto” non può fregargliene di meno.
E allora. Siccome un mio compagno d’università, che abita proprio in quella zona, mi parlava spesso con sarcasmo dei vizi e della indolenza dei “napoletani”, ho pensato ai napoletani. Alla monnezza al di sotto della quale si sono ritrovati, seppelliti dalle loro stesse furberie, dal loro disinteresse per l’onore dello Stato o il bene della collettività, dal loro stesso stupido egoismo. Così, guardando di sotto il fiume che attraversava impetuoso i boschi e la natura quasi selvaggia di quel luogo ho pensato: siamo tutti napoletani.
[Scritto molto simile pubblicato su Italians il 30/05/2008: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/08-05-30/03.spm]


1 giugno 2008 at 11:48 am
E’ curioso quello che sta succedendo…
io voglio semplicemente raccontare il punto di vista degli europei, e spesso di molti italiani (non napoletani).
Molti pensano che i Napoletani siano persone sporche. Niente di più sbagliato!!
Le case dei napoletani, i vestiti e tutto quanto é relazionato con la propria persona o famiglia é curato e pulitissimo. In modo inversamente proporzionale tutto ció che non entra nella “proprietà” familiare é trasandato e sporco.
Molti stentano a crederlo, una mia amica spagnola ospite di una famiglia a napoli é rimasta letteralmente sorpresa!! Fuori la monnezza che bruciava e dentro casa tutto luccicante!!
Riassumendo ci troviamo difronte a una chiara indifferenza, e quasi disprezzo della società civile. In questo senso siamo tutti napoletani. A napoli siamo a un estremo, li’ é visibile che succede quando la società civile non funziona. In altri posti ancora non totalmente visibile.
4 giugno 2008 at 9:46 am
Io sono una ragazza della provincia di Padova che ha tanti amici a Napoli e mi risultano molto strane le parole di Domenico che ho appena letto.
Forse la sua amica spagnola ha avuto la sfortuna di capitare in un casa di incivili ma da qui ad affermare che i Napoletani siano tutti cosi` ce ne vuole.
Domenico ma sei mai stato a Napoli o ti limiti a riportare le parole della tua amica spagnola? Sono sicura che anche nella bella Spagna ci sono degli incivili ma non per questo dichiariamo che tutti gli spagnoli sono incivili.
Siamo in democrazia e come Domenico anche io voglio esprimere il mio parere su questa lettera di Giuseppe che davvero non so come mai abbia trovato spazio nella pubblicazione su Italians.
Il problema di Napoli e` duro da risolvere ma da qui a generalizzare ancora una volta scrivo ce ne vuole! Ma come si fa ad essere cosi` chiusi ? Mi meraviglio di te Giuseppe un laureato di 32 anni, sei giovane e cosi` provinciale! Anche tu scrivi riportando i commenti di un tuo compagno di universita`. Ma come si possono scrivere queste cose nel ventunesimo secolo e magari ti sei sentito anche gratificato che ti hanno pubblicato. Ma sei completamente fuori di testa. Ma avete mai viaggiato, tu e Domenico, avete visto altre realta`? Uscite dai vostri piccoli compartimenti mentali e scrivete lettere serie invece di riportare commenti altrui!Allora anche io dovrei cadere nello stereotipo che dice che poiche` sono del Nord d’Italia tutti quelli che non sono del Nord sono terroni ma non lo dico e dire che io abito in un paese piccolo mica Milano, beh ma io sono aperta mentalmente e le persone non si giudicano solo per un episodio isolato. Ma con questi commenti voi danneggiate l’Italia e la fate davvero diventare l’ Italietta, l’Italia del pettegolezzo da paese.
4 giugno 2008 at 3:19 pm
Cara Germana, grazie del tuo intervento. In questo blog, pur nel suo “piccolo”, si tende a scrivere la verità. Il politically correct (come si chiama) lasciamolo ai giornali, ai telegiornali, ai politici, agli artisti magari, agli intellettuali. E’ buffo però come a volte la semplice verità appaia rivoluzionaria e faccia sobbalzare così tanto gli animi! Generalizzare non è una forma di discriminazione, ma può diventare un modo per capire razionalmente le cause di alcuni problemi. Per quale motivo l’emergenza rifiuti non è scoppiata in Friuli o a Bolzano?
Innanzitutto molte aree della Campania sono diventate quasi un immondezzaio a cielo aperto non da oggi. Per una parte sia pure minoritaria dei campani sembra sia sempre stato normale abbandonare rifiuti di varia natura per le strade periferiche e di tanto in tanto incendiarli. L’immobilismo della politica in questa vicenda ha rispecchiato anche una “tolleranza” (o perlomeno una forzata familiarità) dei cittadini della provincia campana verso la presenza di cumuli di immondizia ai margini delle strade e dei suoi periodici roghi.
In secondo luogo in Campania, per motivi su cui è inutile dilungarsi, il sentimento civico è meno diffuso che altrove. Molte persone sono “egoiste” non certo dal punto di vista “umano” (ché anzi da questo lato sono spesso molto ricche), ma nel senso che sono abituate ad anteporre sempre e comunque le speculazioni o le convenienze individuali agli interessi delle istituzioni e della società. Un atteggiamento che porta poi a farsi gli affari propri anche rispetto a chiunque (sia esso un politico, un dirigente, un camorrista, un imprenditore, un operaio che ruba lo stipendio) approfitti a sua volta della collettività per trovare i propri levantini margini di profitto.
Il terzo aspetto che ha portato a questa crisi, forse il più grave (anche perché vi si sono innestati sopra gli interessi della criminalità organizzata), sono i fondi arrivati a valanga dallo Stato centrale. I napoletani (o i campani) si son resi presto conto che più la crisi si acuiva, più arrivavano soldi da Roma. Siccome “non sono fessi”, molti hanno approfittato oltremodo dell’occasione per aggravare sempre più il problema. Miliardi di euro sono stati elargiti alla Campania in 14 anni. Solo il vice commissario straordinario per i rifiuti (il vice) percepiva (a quanto riportava tempo fa Il Giornale) quasi un milione di euro all’anno. Tra le altre cose sono stati acquistati 1500 camion per la spazzatura. Puoi immaginare quanto può costare uno solo di essi? Ed hai idea Germana, di come è fatto un camion per la spazzatura? Ebbene, 1500 (millecinquecento) di questi camion sono… spariti! Se li sono mangiati, se li sono venduti? Li hanno smontati magari pezzo a pezzo e imbarcati nel porto di Napoli? Una qualsiasi di queste possibilità non sarebbe potuta avvenire senza la complicità di MOLTE persone. Persone di Napoli e della Campania. Non certo di Torino. Un cordiale saluto.
6 giugno 2008 at 9:05 am
L’unico commento al tuo commento e` che tu leggi il Giornale e questo si commenta da solo e ancora una volta ti scrivo che generalizzare non e` una cosa positiva e per caso hai letto degli scarichi abusivi che dal Nord Italia sono andati a finire nel Sud e hai pensato che forse quelle persone potrebbero essere di Torino? Come vedi uso il condizionale perche` non ho prove e non mi arrogo di conoscere la verita` come fai tu. Si parla solo di quello che si vuole parlare e si vede solo quello che si vuole vedere e tu hai voluto, e continui a vedere solo questo, tu hai molti pregiudizi e lo si constata anche dal fatto che come hai risposto a me avresti dovuto rispondere e pubblicare anche una risposta a quel Domenico che scrive che i Napoletani sono sporchi come persone. Roba dell’altro mondo!! Invece tu hai risposto solo a me e ancora citi pensieri non tuoi ma letti dal Giornale, ma ti prego ma leggi cose serie o perlomeno leggi anche altri giornali. Un cordialissimo saluto da Germana
6 giugno 2008 at 11:59 am
Ho risposto a te (e non ad altri) Germana, anche perché sei la prima visitatrice “occasionale” (di questo blog ancora in erba) a lasciare un commento.
In merito al primo commento di questo post… Un esempio ulteriore. Ci sono autotrasportatori campani che tengono alla pulizia del loro camion in modo quasi maniacale. L’interno della cabina è mantenuto pulito e perfettamente lucido. Salvo poi… lanciare dal finestrino, ai margini delle strade, ogni sorta di rifiuto! Similmente, mi pare che Domenico abbia detto il contrario di quello che hai colto: gli stranieri potrebbero essere indotti -erroneamente- a ritenere che i campani siano persone poco pulite solo perché convivono con l’immondizia per le strade. Niente di più falso! C’è solo, in generale, una diversa considerazione della sfera pubblica e collettiva, rispetto a quella privata e familiare.
Per quanto riguarda Il Giornale, neanch’io ne ho gran considerazione. Molte volte nelle rassegne stampa si potrebbe forse fare a meno di citarlo perché si tratta di un quotidiano di propaganda, al servizio di un singolo padrone politico non molto diversamente da quanto fosse la Pravda sovietica. Tuttavia ho voluto riportare correttamente la fonte anche per riconoscerne il merito.
Che la Campania sia diventata negli anni un ricettacolo di rifiuti tossici provenienti dalle industrie del Nord è risaputo. Lo ha ricordato proprio ieri il presidente Napolitano. Tutta l’Italia sta su “una stessa barca” e certe istanze localistiche (soprattutto del settentrione) sono velleitarie o supeficiali. Anche in questo senso siamo tutti napoletani.
8 giugno 2008 at 3:08 am
Se io sono la prima visitatrice “occassionale” come scrivi tu ( una curiosita` ma scrivi sempre occassionale con due esse?) allora Domenico chi e`? E comunque noto che ti soffermi sempre su esempi come quello dei suddetti autotrasportatori napoletani che pare gettino carte dal finestrino e tu come lo sai? Eri li`? Hai le prove?Ma come fai ad ottenere questo tipo di informazione? Ma passi la tua vita a vedere quello che fanno i Napoletani? O in futuro ti soffermerai a criticare altre citta` come Roma, Milano ecc. ecc. ? E quando tieni a sottolineare che i Napoletani hanno una diversa considerazione della sfera pubblica e collettiva, rispetto a quella privata e familiare, su quali prove e` basata questa affermazione? Hai parlato con tutta la citta` di Napoli? Non ti pare di essere un po` paranoico e anche un po` patetico questo odio contro questa citta`? Se mai stato all’estero? Beh io si e ho visto comportamenti di italiani del Nord, Sud , Centro e Isole che a volte ti danno da pensare e ci tengo a precisare italiani, quindi non siamo tutti napoletani come ami sostenere tu ma siamo tutti italiani.
Non ho capito bene cosa volevi dire a proposito delle istanze localistiche vellitarie o superficiali ma noto che ancora una volta hai voluto concludere il tuo pensiero con quello che ormai e` il tuo motto: siamo tutti napoletani. Beh io, anche se settentrionale preferisco essere una napoletana, con un grande cuore e una grande voglia di ridere e di vivere e ti dico viva i Napoletani e meno male che ci sono!! Cordialmente saluto per l’ultima volta visto che questo blog non fa per me: troppo noioso.
17 agosto 2008 at 5:25 pm
Riporto una lettera pubblicata sul quotidiano La Repubblica dello scorso 10 agosto (acquistato all’aereoporto di Hannover).
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Ho trascorso una giornata al mare a Varcaturo, uno dei tanti lidi in provincia di Napoli che non ha nulla da invidiare alla famosa costa romagnola. Dal litorale domitio si può anche beneficiare della vista di Procida e Ischia.
Peccato però che questo tratto di costa sia uno dei più inquinati d’Italia. Pur amando il mare, ho evitato di bagnarmi in quell’acqua di colore nero con rifiuti di ogni genere che galleggiavano. Ma non finisce qui. Non è stata soltanto l’acqua impraticabile a colpire la mia attenzione, ma un diffuso senso di inciviltà che ha reso ben presto la spiaggia invivibile. Un signore anziano, con i piedi in ammollo, dopo aver fumato lancia il mozzicone sul bagnasciuga. Un bambino che, dopo aver bevuto un succo di frutta, abbandona il contenitore sulla sabbia, vicino al lettino della madre la quale, invece di rimproverarlo e invitarlo a gettare il rifiuto nel cestino poco lontano, gli offre un panino e gli raccomanda di finirlo tutto. Una ragazzina compra una pannocchia da un ambulante e, dopo averla sgranocchiata tutta, la conficca nella sabbia. Ambulanti che vendono polpi a ignari acquirenti, dentro buste con l’acqua sporca raccolta a riva. Un giovanotto che, dopo aver bevuto, getta sulla sabbia il bicchiere di plastica. Si potrebbe continuare all’infinito: sono davvero tanti i gesti di inciviltà piccola ma grave, che mi scoraggiano e mi fanno pensare che noi napoletani non vedremo mai la rinascita della nostra provincia.
Elena Nerini – NAPOLI