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Provo a dire la mia sul voto delle recenti politiche del 13 e 14 aprile. Mi sembra evidente che gli elettori, nonostante la scossa di rinnovamento voluta da Veltroni, abbiano voluto punire soprattutto il governo di centrosinistra di Prodi che pure aveva tentato (molto timidamente), di percorrere un cammino di provvedimenti impopolari ma utili nel lungo periodo. La speranza era evidentemente di ridistribuirne i primi (acerbi) benefici già nella seconda parte della legislatura, che poi però non c’è stata.
Comunque i vantaggi di medio-lungo termine, che sia per diffidenza (più o meno giustificata) o per ottusa mancanza di lungimiranza, noi italiani non li sappiamo capire. Il fatto che la maggioranza dei cittadini abbia preferito una parte politica non significa necessariamente che questa sia la migliore per il bene dell’Italia. Anzi. Il nostro Paese si trascina zavorre gravissime che ci sono state lasciate da una “prima Repubblica” governata con amplissimi consensi popolari!
Noi italiani siamo così. Siamo sensibili all’ICI o al bollo auto più che alla tutela del paesaggio o alla sicurezza stradale, e ci frega poco del debito pubblico e degli investimenti in ricerca. Per noi lo Stato è soprattutto una succulenta greppia per molti o un leviatano oppressore per gli altri. Chi ha votato il centrodestra non ne pretende tanto uno migliore, quanto uno Stato che dia (in termini soprattutto economici ma anche burocratici), il minore “fastidio” possibile. Berlusconi solletica questi vizi italici, sfrutta le inefficienze pubbliche da una parte, i nostri difetti di senso civico dall’altra.
Ma c’è di più. La coalizione berlusconiana è tutto meno che liberale. A vincere è stato un voto CONSERVATORE. Una destra simile a quella dei feudatari prima della rivoluzione industriale. Le persone si sentono minacciate non solo dalla criminalità, (cui pure la destra sembra dare solo apparentemente una risposta più incisiva) ma anche dalla nuova economia e dalle crisi mondiali. In una nazione in cui moltissimi cittadini hanno raggiunto un certo benessere, secondo me ha prevalso anche un tentativo molto “italiano”, stolto e disperato, di conservare ciascuno il proprio patrimonio e le proprie rendite, grandi o piccole che siano.
Ma dove andremo così?

Manifesti elettorali a Cassino 31/03/2008. Un candidato di Coreno Ausonio nelle liste di Giuliano Ferrara