SAMOTER 2008
46 letture 12 marzo 2008Sabato 8 marzo ho visitato assieme a mio padre il SAMOTER, il Salone internazionale delle macchine movimento terra da cantiere e per l’edilizia che si tiene a Verona ogni 3 anni.
Appena si entra nell’area espositiva colpiscono per prima cosa grandi macchine della CAT (che ho scoperto essere la prima azienda del mondo per il movimento terra) e della Komatsu (seconda solo alla Cat nel settore): di certo un deliberato effetto “imprintig” voluto dai due colossi, l’uno statunitense, l’altro giapponese.
Nella parte allo scoperto della fiera, vastissima l’esposizione dedicata alla perforazione di ingegneria civile. Alcune “frese giganti” avevano un diametro di oltre un metro. E poi una “lotta” tra le moltissime gru telescopiche per arrivare più in alto nel cielo: era quasi impressionante pensare alle altezze raggiunte (tra i 40 e i 60 metri!) poggiando le basi su aree relativamente modeste.
Nel settore movimento terra ho avuto l’impressione che ogni multinazionale raccogliesse la sfida di mostrare la propria potenza rispetto alle altre, i propri “muscoli”, un po’ come fanno certi Stati nazionali con le parate militari. In effetti lo spirito competitivo di queste grandi aziende, sia pure pacifico, non credo sia molto diverso da quello bellico.
Nessuno dei grandi marchi poteva mancare all’appello in un’occasione così importante: Komatsu, Cat, New Holland, Liebherr, Volvo, Hitachi, Hyundai, Iveco-Astra, JCB, Bobcat, Atlas Copco… Solo per citare le case costruttrici a me più familiari.

La Cat ha allestito su un terreno di riporto anche una sorta di spettacolo dimostrativo che calamitava moltissimo l’attenzione del pubblico e che mi è sembrato pregno (in diversi suoi aspetti) di tecniche pubblicitarie molto raffinate. L’Hitachi (a me nota soprattutto per la costruzione della pala meccanica più grande del mondo), si è discostata un po’ da questa sorta di aggressività: un video su una parete del suo stand mostrava come alcune sue macchine siano state impiegate per bonificare dalle laceranti mine antiuomo dei territori situati nel Sud-est asiatico.
Tra le escavatrici mi ha colpito in particolare il “Ragno” della Kaiser. Sembra sia in commercio già da molti anni, ma io l’ho visto per la prima volta in questa circostanza: un escavatore non di grandi dimensioni ma versatilissimo sia nei movimenti del braccio e della benna, che dei piedi d’appoggio, estensibili ed orientabili in tutte le direzioni. Il giovane operatore, quasi alla stregua d’un circense, era molto bravo nel manovrare l’articolata macchina nelle più svariate posizioni e la macchina stessa sembrava rispondere in modo affidabile e preciso ai suoi comandi.

Due padiglioni erano dedicati solamente ai camion. I visitatori erano costituiti da un’appassionata categoria a sé stante. Altre importanti aree erano dedicate alla lavorazione del calcestruzzo o alle macchine per lavori stradali. Due padiglioni, forse i più interessanti per un ingegnere meccanico in erba come me, erano dedicati invece alla componentistica: benne, ralle, motori, pompe, oleodinamica, cilindri, sottocarri, cingoli, rulli, riduttori, accoppiatori… Solo per dire le cose che potevano catturare maggiormente la mia attenzione. In effetti ho avuto anche la possibilità di prendere qualche contatto potenzialmente utile per il lavoro in azienda.

Aldilà dell’entusiasmo che sempre possono suscitare i mirabili macchinari frutto dell’ingegno dell’uomo, ci sia consentito qualche rilievo negativo sull’organizzazione della manifestazione. In stazione ad esempio non c’era nessun riferimento al grande evento cittadino, né alcuna indicazione su come raggiungere l’area espositiva che pure doveva trovarsi non troppo lontano. In fiera non c’erano molti posti a sedere o luoghi di sosta per visitatori. Mancanza anche di postazioni con libero accesso a internet. La raccolta differenziata dei rifiuti era assente. Non facilitato particolarmente l’orientamento per i visitatori. Latitanza delle forze dell’ordine: durante l’intera giornata di visita ho avuto modo di vedere solo un’auto (vuota) dei carabinieri parcheggiata subito dopo l’entrata principale. Infine un convegno in programma (sul tema della sicurezza nei cantieri) sarebbe stato cancellato senza apparente motivazione.
Sembra comunque che la manifestazione dal punto di vista economico-organizzativo sia stata un successo. Gli espositori sono stati più di 1000 (con un incremento del 3,5% rispetto al 2005), la superficie netta espositiva è stata di 130.000 m2 (+13,5%), quasi 600 giornalisti presenti (+80%). A manifestazione conclusa è stato inoltre sfondato il tetto dei 100.000 visitatori con un incremento del 10% rispetto alla precedente edizione (Fonte dati: Veronafiere).


