L’occasione persa dell’aprile 2006

Caro Beppe,
questo governo a me non è piaciuto per molte cose. Non ha messo mano alla giustizia, per dire forse la più importante che doveva fare. Non ha cassato nessuna delle leggi “ad personam” e anzi ha avallato un indulto che ha rimesso in libertà sia ladri della Cosa pubblica che pericolosi delinquenti. Non ha riformato severamente la scuola o l’università. Non ha liberalizzato l’economia o semplificato significativamente la burocrazia. Ha agito solo blandamente contro gli sprechi della politica nonostante ci fosse un vento di pubblica opinione molto favorevole in tal senso. Non è intervenuto sul sistema radiotelevisivo o sulla pubblicità, che sta diventando sempre più aggressiva e invadente in varie forme. Sono molte le pecche di questo governo. Però ha pure un grande attenuante: era troppo debole il suo consenso in Senato. E che vogliamo… Noi italiani per ingarbugliarci e complicarci i drammi siamo maestri. Non si riesce mai a trovare il chiaro responsabile di un problema irrisolto. Basti accennare a Bassolino, che ha avuto a lungo poteri quasi illimitati nella sua Campania, e non si è dimesso perché la colpa dell’immondizia non sarebbe solo sua.

Però aldilà delle leggi elettorali avvelenate, delle tentate compravendite e dei ricatti politici di sinistra e di centro, forse in questo la caso la responsabilità del parziale stallo in cui siamo caduti è stata soprattutto di noi cittadini italiani che non abbiamo votato più convintamente il governo di Prodi. E questo nonostante tutte le falsità e le diverse “porcate” che pure ci erano state propinate dall’altra parte politica nel lustro precedente. Secondo me, che siamo di destra o di sinistra, nell’aprile 2006 abbiamo perso una preziosa occasione di far fare un primo passo avanti al nostro Paese, di rendere un po’ più civile, moderna ed “europea” la nostra disordinata Italia. Un cordialissimo saluto.

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