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Ieri per la prima volta mi sono collegato ad internet per mezzo della rete wireless installata nella Facoltà di Ingegneria di Cassino. Sembra che sia a disposizione degli studenti da non molti giorni. Così, comodamente seduto a un banco della biblioteca della Facoltà (lo stesso -davanti l’ampia vetrata- sul quale tantissime volte mi sono posizionato solo per studiare!) ho potuto scrivere un’email grazie ad un’amica che mi ha messo gentilmente a disposizione il suo portatile. Per la cronaca, la mia prima email “wireless” l’ho indirizzata a Joseph, amico e compagno dei miei ultimi anni d’università, oggi ricercatore per conto dell’Enea.

Questa tecnologia apre “scenari” nuovi. Gli studenti potranno comunicare a distanza, scambiarsi aiuto e informazioni senza percorrere “grandi distanze” (in orizzontale e/o in verticale) all’interno dell’istituto. Ci sarà pure qualche attraversamento di strada in meno (tra i due edifici della facoltà) e quindi tra le altre cose… meno pericoli! In effetti nel suo piccolo il wireless lascia intuire anche quanto possono fare potenzialmente le nuove tecnologie di telecomunicazione (in termini di riduzione di traffico, inquinamento, costi, tempo perso) se solo venissero sviluppate dalle aziende e soprattutto dagli enti pubblici, per minimizzare gli spostamenti delle persone.

P.s.: Argomento correlato: di seguito incollo il logo della petizione di Beppe Grillo contro il digital divide: chi vuole che il ministro Gentiloni non “butti nel cesso” la tecnologia del wi-max (dandola in concessione, come sembra stia facendo, a gente che non ha interesse alcuno a svilupparla) aderisca senza indugio!

Anti Gentiloni Divide