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Sembra che il governo voglia usare l’attivo dell’INAIL a favore della sicurezza sul lavoro. Si tratta di una cifra considerevole, una mezza Finanziaria, diversi miliardi di euro che vengono annualmente sottratti ai lavoratori e che contribuiscono ad aumentare il cuneo fiscale. Fino ad oggi quei soldi se li sono arraffati i vari governi, magari pure proclamando ai 4 venti di non aumentare le tasse. 
Ridistribuire questo capitale al mondo dell’imprese sarebbe saggio oltre che giusto. Volerlo fare in base agli incidenti registrati però è una cavolata, un’ulteriore dimostrazione di quanto i nostri politici siano lontani dalla realtà. La verità è che in Italia per quanto concerne gli incidenti sul lavoro c’è un “nero” spaventoso, soprattutto quelli meno gravi facilmente vengono nascosti o giustificati in altro modo. Le aziende italiane tendono a non denunciare gli incidenti perché il premio assicurativo dell’Inail, in caso di infortunio anche lieve, aumenta poi in modo esorbitante. Sarebbe importantissimo invece se si potesse monitorare puntualmente tutti gli incidenti che avvengono. Infatti se in un’azienda sono frequenti incidenti anche piccoli, allora è plausibile che in essa si tengono in scarsa considerazione le norme, oppure si fa uso di manodopera inesperta, è possibile che si lavori di fretta o in modo disordinato, forse potrebbe esserci anche solo un clima pessimo dal punto di vista dei rapporti umani. In ogni caso gli incidenti non gravi diventano un prezioso campanello d’allarme per evitare sciagure maggiori.
In definitiva sarebbe preferibile utilizzare il surplus dell’Inail per abolire il “malus” assicurativo quando l’azienda denuncia in modo trasparente  propri incidenti. In secondo luogo bisognerebbe mirare le ispezioni più frequentemente verso le aziende a più alto rischio, come quelle che presentano una elevata incidentalità in base a dati veritieri. Criterio banale, ma potrebbe essere utile un bravo laureato in Matematica da assumere (senza raccomandazione) in ogni provincia. Infine, se si vogliono utilizzare le risorse disponibili per aumentare davvero la sicurezza sul lavoro, forse niente sarebbe efficace quanto impiegarle nella formazione degli operai. [Pubblicato nella rubrica Italians di Beppe Severgnini il giorno 14/12/2007]