Il caso De Magistris
83 letture 1 novembre 2007Mi sia concesso di dire due parole sulla questione De Magistris, ammesso che ne siano rimaste. Io penso che il governo su questa questione abbia toccato il fondo e -almeno per quanto mi riguarda- può preparare le valigie. Avevo stima di Prodi: l’ho persa. La prima incrinatura quando non ha esitato ad attaccare la libera informazione della Rai pur di difendere un Mastella che, se non è “il male dell’Italia” (come si chiedeva egli stesso nel suo blog) certo “vi contribuisce in larga misura” come gli rispondeva ironicamente un internauta. Ma ora, sulla questione De Magistris, ora basta. Non è solo malafede, è da bigoli. Per anni hanno posto la questione della legalità e dell’indipendenza della magistratura dalla politica. Giustamente, perché al governo c’era un magnate che nascondendosi dietro espressioni di accattivante populismo tendeva in realtà a rafforzare i privilegi di una casta economico-politica anche rispetto alla magistratura. Ma ora, tradendo forse una latente vocazione, vi tirate la zappa sui piedi. Non è solo da disonesti, è da… “coglioni”. Ora io (contrariamente a quanto riteneva Berlusconi poco prima delle ultime elezioni) ho sempre pensato che il centrosinistra fosse un po’ migliore del centrodestra anche perché sono un po’ migliori i suoi sostenitori. Ma proprio per questo molti di noi elettori non siamo disposti a ingoiare “maialate” di varia natura come sembravano fare ottusamente la gran parte degli elettori del centrodestra durante il lustro berlusconiano. Prodi hai deluso. Forse hai fatto quello che hai potuto, ma le (molte) attenuanti non ti salvano. Torna pure a Bologna e goditi una buona e più tranquilla vecchiaia.
