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Sabato 6 ottobre sono stato alla Fiera “marmomacc” di Verona (42 international exhibition of stone design and technology, 4-7 ottobre 2007). L’afflusso di visitatori è stato intenso sin dalle prime ore di apertura. Nonostante la superficie espositiva notevole (7,6 ettari per 1510 espositori) tutte le aree erano abbastanza affollate. Non c’erano le grandi macchine da cava e da cantiere che avrei immaginato. C’era però tutto il resto. Veramente si poteva avere un’idea di quanto vasta sia l’industria dei lapidei con tutte le attività che vi sono correlate dall’estrazione della pietra sino alla sua posa in opera. In particolare in Italia, ma anche nel resto del mondo. Molti gli stranieri, sia come espositori che come visitatori. I visitatori stranieri, provenienti da 110 nazioni, sarebbero stati 26000 su circa 65000 presenze.

In Fiera ho avuto modo di osservare da vicino macchine concorrenti di quelle costruite nell’azienda in cui lavoro, ma anche di soffermarmi su aspetti diversi, come quello del taglio dei blocchi con filo diamantato. Eppoi macchine di ogni tipo: per la fresatura, la scalpellatura, la butteratura, la fiammatura, la sagomatura, la frantumazione… Persino una macchina per riprodurre foto sulla superficie di graniti neri. Vastissima l’esposizione di pietre sia lucidate che grezze, provenienti da varie regioni d’Italia, ma anche da molti Paesi del mondo: Brasile, Portogallo, Spagna, Turchia, Egitto, India, Francia, Grecia… Le delegazioni della Cina sono state relegate -un po’ scomodamente- al secondo piano di un edificio. In uno stand iraniano erano esposte delle mattonelle di marmo somiglianti all’inverosimile al marmo locale di Coreno. Uno stand persiano mi ha fatto tornare alla mente le parole di una ragazza francese che descriveva così il Paese di origine dei suoi genitori: “dove le pietre hanno il colore del sole al tramonto”. Le lastre di granito erano senza dubbio tra le pietre più suggestive, con tutte le varietà esistenti e le sfumature dal nero al grigio, al blu, al marrone, al rosso, al verde. Non sono mancati momenti più goliardici. Intorno a mezzogiorno sono capitato nelle vicinanze di uno stand di un’azienda di abrasivi da cui diffondeva un inconfondibile odore nell’aria. Distribuivano panini con mortadella e bicchieri di vino bianco. La mortadella aveva dimensioni ragguardevoli! Quanto al vino, era profuso generosamente da due donne che dovevano essere madre e figlia. Qualche straniero mangiava il suo panino gongolando, scrutando divertito l’entusiasmo che probabilmente solo gli italiani sanno ostentare per la bontà dell’insaccato.

veduta di un'area all'aperto dedicata all'esposizione di blocchi grezzi