Amnistia: Catone è sempre attuale
75 letture 29 dicembre 2005Caro Beppe,
è proprio attuale il detto di Catone: «I ladri di beni privati conducono la vita in carcere, quelli di beni pubblici nell’oro e nella porpora». E’ disarmante l’ipocrita retorica del governo sul tema dell’amnistia o dell’indulto. Gasparri dichiara quasi «a reti unificate» che loro sono per «la legge e l’ordine» e che quindi non possono indulgere con chi ha sbagliato. C’è da sobbalzare. Con quale coraggio fanno simili asserzioni, dopo che negli ultimi cinque anni in Italia il senso comune della legalità è stato fatto scemare terribilmente mentre reati anche gravi, con il solo pregio di essere commessi in cravatta e camicia, venivano insabbiati o condonati? E’ il classico caso dei due pesi e delle due misure.
Riguardo, se non tutela, degli interessi dei forti e proclami di spietatezza nei confronti della sentina della società: drogati, extracomunitari, piccola delinquenza. Così accade che nel medesimo giorno in cui si conosce come il cittadino più potente d’Italia riesce a salvare se stesso e la sua consorteria da un importante processo penale, in Parlamento mancano i parlamentari per prendere in considerazione la situazione anche inumana in cui versano quotidianamente migliaia di incarcerati. In uno Stato di diritto le pene vanno scontate. Dico anche che la «ex-Cirielli», per la parte che concerne la recidiva, è sacrosanta. Ma l’ingegnere ministro Castelli che, sia pure con un po’ di retorica elettorale, ha detto per la prima volta una cosa sensata («costruire nuove carceri»), come fa a non considerare una cosa talmente evidente: se le carceri attualmente sono sovraffollate, i detenuti sopportano un disagio ulteriore rispetto alla loro condanna. Ridurre il tempo di reclusione non è neanche uno «sconto» quindi, ma diventa quasi un obbligo di giustizia. Come deve sentirsi poi un detenuto che sconta una pena per piccoli furti quando osserva in libertà i grandi accaparratori di denaro in modo illecito?
Ma oggi vale ancora un altro detto latino: «Sacrilegia minuta puniuntur, magna in triumphis feruntur»: i delitti piccoli sono puniti, quelli grandi, vanno a finire in trionfo.
Un saluto cordiale.

