Caro Beppe,
su “Italians” si è già parlato in passato di riciclaggio e separazione di rifiuti. Dal 1° agosto ho aderito a un’indagine statistica promossa da Italia Nostra (pur non essendone socio) e denominata «Cittadini in rete per il riciclo». Con questa campagna Italia Nostra intende dimostrare, raccogliendo dati concreti, che l’immondizia indifferenziata può divenire una percentuale molto piccola dei materiali «post-consumo» (come vengono chiamati i rifiuti per sottolinearne il valore economico).
Dopo un mese di «sperimentazione» ho calcolato valori relativi alla mia famiglia che ho trovato incoraggianti: carta 11%, vetro 16%, plastica 5%, metallo 1%, organico 51%, indifferenziato 16%. Vale a dire un riciclaggio dell’84%. Se tutte la famiglie italiane potessero raggiungere un obiettivo simile a questo (che – assicuro – non è costato particolare sforzo), la tassa per il trattamento dei rifiuti urbani potrebbe ridursi di moltissimo, ne guadagnerebbe il nostro ambiente, se ne gioverebbe l’economia della nazione e anche la legalità, se pensiamo alle ecomafie o alle discariche abusive. Se qualche Italian vuole aderire come me a questa rete di «riciclatori» può consultare il sito dell’associazione www.italianostra.org o scrivere a Federico Valerio, ideatore e curatore di questa iniziativa: federico@village.it .
Da giardiniere dilettante darei anche un consiglio per l’utilizzo dei rifiuti di origine biologica: bucce di ogni tipo, scarti di verdura e di cucina, gusci di frutta secca, sughero, gusci d’uovo, fondi di caffè e filtri di tisane, foglie, fiori appassiti e via dicendo. Di tutta questa roba biodegradabile (una quota notevole dei rifiuti domestici), non ne faccio propriamente «compost», che richiederebbe sette mesi di fermentazione e una laboriosità che può scoraggiare molti. Io semplicemente la spargo ai piedi di alberi e arbusti che vengo di mettere a dimora. Gli effetti positivi?
1) Uno strato di «pacciamatura» che impedisce la nascita di erbe infestanti attorno alla pianta
2) protezione delle radici dal freddo in inverno
3) limitazione della perdita d’acqua traspirante in estate
4) formazione di colonie dei più diversi insetti che rendono più fertile e ossigenato il terreno
5) una lenta concimazione economica ed ecologica
6) miglioramento della struttura del terreno (a esempio l’acqua vi permea facilmente).
Provare per credere. Cordialmente,
[Articolo pubblicata sulla rubrica Italians di Beppe Severgnini il 10/09/2005]

