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Caro Beppe,
dal 1° luglio la stragrande maggioranza degli automobilisti avra’ due punti in più sulla patente. “Un premio agli automobilisti virtuosi” precisano molti giornalisti con una soddisfazione pari solo alla superficialità. In realtà questi punti di abbuono saranno troppo spesso un premio agli automobilisti scaltri oppure una gratifica per chi guida poco e per strade di cui conosce bene la modalità di eventuali controlli. L’idea di premiare i “virtuosi” è davvero encomiabile, ma è il contesto che non funziona. I punti non andranno “a quelli che non hanno commesso infrazioni”, ma semplicemente a quelli… che non sono stati beccati. Ciascuno di noi alla guida di un’auto può constatare che in Italia le infrazioni al codice della strada sono così comuni da diventare “croniche”, ad esempio quando la segnaletica è velleitaria o inappropriata. I verbali di infrazione sono molti molti meno delle infrazioni stesse. Così pochi che io non li riterrei attendibili neanche a fini statistici, come fanno periodicamente ancora una volta i giornalisti. Il legislatore italiano ha sempre preferito la sanzione elevata alla sanzione frequente, l’effetto terroristico rispetto a quello educativo. Così i furbi riescono spesso a farla franca. Chi ha trovato il modo di addebitare ad altri i punti persi oppure ha cercato informazioni o “conoscenze” riparatrici, dal 1° luglio si ritroverà tranquillamente premiato. La beffa è che l’attuale legge esclude per sempre da questa forma di premio coloro che hanno avuto comminata anche una sola sanzione. Chi non ha trovato scappatoie o non ha fatto ricorsi rimane penalizzato (anche per una sola multa) vita natural durante. Mi sembra molto poco educativo questo. Paradossalmente, proprio per la singolarità strutturale dell’Italia cui ho accennato, chi ha subito delle sanzioni molto spesso ha ancora più diritto ai reintegri per buona condotta di chi non ne ha avute punto. In un certo senso, diversamente da chi magari non usa la sua patente oppure è avvezzo a trovare scappatoie, chi ha pagato una multa è uno che usa davvero l’auto e che ha accettato le “regole del gioco”, che poi sono anche quelle, almeno per la guida in strada, della convivenza civile.
Cordialmente,