Referendum procreazione: voterò quattro No

Caro Beppe, cari Italians,
mi lascia perplesso che i sostenitori del «sì» non facciano trasparire il minimo dubbio sulla libertà di «giocare» con gli embrioni, sia questo per procreare figli sani da coppie sterili o anche per ricerche scientifiche vagamente promettenti. Alcune prescrizioni della vituperata legge 40 mi lasciano dubbioso, ma in questi giorni mi convinco sempre più di votare quattro «no». Ciononostante trovo di cattivo gusto la campagna del non voto portata avanti da politici e da associazioni varie.
La volgarità di questo invito mi pare tanto evidente quanto più alta è l’autorità da cui proviene. Il presidente del Senato Marcello Pera, a esempio, sembra solleticare viscidamente la pigrizia degli elettori come a intendere: «tutte le decisioni possiamo intrallazzarle noi al potere, non scomodatevi italiani a capire e a votare». Un bello sprone al senso di civiltà da parte della seconda carica dello Stato. Anche la Chiesa mi sembra che abbia avuto una caduta di stile invitando i cittadini all’astensione con tutti i crismi dell’ufficialità. I furbi giochi dei quorum (tipici della politica) non hanno nulla di divino, ma piuttosto di squisitamente terreno e di meschino anche.

In passato persone sono state torturate e uccise per il nostro diritto di voto. Ciascuno individualmente ha il diritto di non andare alle urne, ma propugnare apertamente l’astensione per interessi o ideologie corporativistiche a me sembra vile e incivile. Forse anche poco lungimirante. Veramente credono, i fautori dell’astensione, che se il «sì» stravince, ma non si raggiunge il quorum, tutto rimarrà come prima? Che una legge così fortemente dibattuta e singolare nel panorama europeo, non verrà presto rivista in qualche misura? I parlamentari, quelli seri, non potranno non tener conto in futuro della volontà che sarà espressa dal popolo, che si sarà raggiunto il quorum o no. Del resto i primi a riuscire nel trucco dell’astensione furono i cacciatori nel 1990. E tuttavia ciò non impedì al Parlamento di varare una legge un po’ più restrittiva della caccia già nel 1992. Per questi referedum sarebbe stato meglio un confronto leale, in modo da poter ricalibrare eventualmente la legge sulla procreazione assistita in base all’effettiva sensibilità degli italiani. Lo impedirà il quorum, ovvero un’assurdità giuridica perfettamente in linea con la capacità tutta italiana di complicarsi masochisticamente le cose.

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