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Confesso di non capire perché, dopo una condanna in primo grado, un imputato non possa cominciare a risiedere in carcere. E’ vero, capita che in secondo grado ci sia assoluzione, ma se in prima istanza si è pronunciata una condanna vuol dire che la posizione dell’imputato non è stata comunque troppo limpida. E che un presunto colpevole si sia fatto un qualche periodo di carcere prima dell’assoluzione in secondo grado, è poi così grave? Si potrebbe prevedere un rimborso economico significativo almeno per le assoluzioni piene o gli errori marchiani. Se si vuole conservare la presunzione di innocenza dopo una prima condanna (ottenuta con dispendio di risorse umane e materiali) , perché non dobbiamo tenere, oltre che ad una “giustizia certa”, anche alla sicurezza della collettività?