ScarsoMediocreSufficienteBuonoOttimo Vota per primo!

Caro Beppe,
il Lazio è in pieno clima elettorale. La propaganda politica, da una parte e dall’altra, sta raggiungendo il parossismo. Io voglio dirti che è molto fastidiosa l’arroganza pubblicitaria di diversi candidati alle regionali. Anni fa Montanelli pubblicò un piccolo commento sull’”incontinenza cartacea” dei politici. Io penso che tappezzare tutti gli spazi disponibili con la propria faccia sia, per un’aspirante amministratore, solo indice di qualità negative. Tradisce presunzione, prepotenza, vanità. Più importante di tutto, tradisce mancanza di senso della democrazia. E come possiamo preferire chi non ha come primo sentimento, aldilà di altro che può distinguerlo, il senso quasi “sacro” della democrazia? Io penso che si debba “legalizzare” l’affissione libera su alcune pareti di strade e città. In questo modo i politici economicamente potenti potranno sfogare su quelli la loro brama di potere, interessata o narcisistica che sia. Ma quanto agli spazi numerati, lì i Comuni dovrebbero far rispettare realmente le regole. L’attacchino volontario ed idealista o quello di un partito piccolo, non può competere con squadracce agguerrite e ben pagate il cui unico pensiero è far ben figurare la propria aggressività al committente. Ognuno deve avere il suo spazio, se abbiamo rispetto della parola democrazia. Per le affissioni abusive non servono le multe che pure sono previste. Spesso sentiamo che sono oggetto del primo condono dopo le elezioni. Ma a parte questo i candidati più ricchi le pagherebbero volentieri in cambio del potere. I municipi dovrebbero invece provvedersi anch’essi di solerti squadre di attacchini, in modo da listare i manifesti illegali con la chiara scritta: “Affissione Abusiva”. I cittadini che hanno a cuore la legalità, che non sono pochi, e quelli che sono attenti agli sprechi del denaro nostro, sapranno come regolarsi. Un saluto cordiale,