Ingegneria: professionalità sminuita

Caro Beppe,
forse la maggioranza delle persone non lo sa, ma l’università italiana è stata già scossa da un’importante riforma pochi anni or sono. Vorrei limitare il mio commento a un settore che ben conosco, la facoltà di ingegneria. Ricordo quando il ministro Zecchino venne a spiegare la sua riforma nell’aula magna della facoltà di ingegneria di Cassino. «La nuova laurea si otterrà in tre anni (in luogo dei cinque statuari), è si chiamerà LAUREA, voglio ribadirlo». Allora appariva assurdo assegnare con tre anni una «laurea» in ingegneria che di fatto ne richiedeva in media 7 o 8. Io, già iscritto con il vecchio ordinamento, ho tenuto molto a proseguirlo e spero di laurearmi entro poco. Ma posso confrontare i due sistemi e rimanere molto deluso dalla qualità della formazione dei miei futuri colleghi. Anche la laurea specialistica (3+2) sarà equivalente a un bagaglio di studio pari a circa i due terzi della «vecchia». Inoltre la soglia minima di promozione (il famoso «18»), si è abbassata parecchio, e mi pare questo un aspetto abbastanza preoccupante. Certo, si abbasserà l’età media di laurea degli ingegneri italiani, ma si è fatto purtroppo il contrario di quello che occorreva: in luogo di migliorare l’insegnamento, si è semplificato l’esame. Invece di guidare meglio gli studenti a saltare l’ostacolo, si è abbassata spudoratamente l’asta. E’ vero che all’estero ci si laurea prima e che l’università è più facile (ho fatto tra l’altro un Erasmus in Francia), ma se si pensava di peggiorare le cose, non era meglio lasciarle come erano? In fondo, da quello che ci raccontano i nostri insegnanti, un ingegnere che veniva dall’università italiana aveva un «valore aggiunto» riconosciuto nel mondo.
E’ probabile che l’Italia «mare in tempesta», per riprendere un suo recente commento, oltre che sui notai bravi e seri come suo padre si sia poggiata finora anche sulle solide competenze degli ingegneri italiani. Quindi mi chiedo: le stabili fondamenta «tecnico-culturali» dell’economia (reale) italiana, già minate dalla improvvida riforma dell’Ulivo, saranno forse definitivamente distrutte dalla nuova riforma di questo governo?
La ringrazio dell’attenzione e la saluto cordialmente.

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