Patente a punti: mossa demagogica
36 letture 7 luglio 2003Caro Beppe,
temo che gli interventi del governo inerenti la “patente a punti” siano solo una mossa demagogica e propagandistica. D’altra parte come possono i fautori della Casa del “libertinaggio” (vedi condoni e nuovo permissivismo fiscale e ambientale) farsi promotori di una iniziativa autenticamente efficace e quindi dolorosa? Naturalmente sarò lieto di ricredermi, ma anche strutturalmente le premesse non sono buone. Basta pensare ai limiti di velocità che vanno considerati all’unisono con il problema dei sorpassi. In Italia spesso e volentieri sono esageratamente bassi oltre che palesemente non rispettati. Tecnologicamente, i motori delle auto sono progettati per consumare poco (e quindi inquinare poco) ad una velocità di 80-90 km/h. Questa dovrebbe essere la velocità di regime di tutte le strade extraurbane d’Italia per trarne il “triplo” beneficio consumo/sicurezza/ambiente. Se tutte le strade extraurbane fossero allestite per essere fruite a tale velocità (eliminando incroci a raso e attraversamento di centri abitati), i sorpassi sarebbero scoraggiati, molti sarebbero portati istintivamente a guidare alla stessa velocità, (magari con opportuna distanza di sicurezza), e sarebbe anche facile individuare e punire chi eccede. Prevedendo anche gli spartitraffico, quasi si potrebbero annullare i morti, perché si ridurrebbero gli impatti tra auto con differenza di velocità superiore a 50 km/h. Discorso a parte per le autostrade, per le quali è alquanto ipocrita inalberarsi per il limite legale che sale a 150, senza curarsi di quello reale che lo supera già ampiamente. In definitiva probabilmente si continuerà all’italiana: molte polemiche per non cambiare niente. La legge fatta per un sistema ideale lontanissimo dalla realtà. Tutti illegali, nessuno illegale. Alle forze dell’ordine l’arbitrio di ‘colpire’ chi e quando gli pare, nel migliore dei casi, secondo la legge del caso.

