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Caro Beppe,
voglio parlare di un tema che solo di rado è stato sfiorato nella tua rubrica: la caccia. Da poco si è riaperta, come l’anno scorso con 15 giorni di anticipo rispetto a un calendario nazionale prefissato. Io credo di aver capito perché quest’argomento non muove, come dovrebbe, gli animi della gran parte degli italiani. Secondo me in città si tende a trascurarlo o a viverlo in termini fortemente idealistici (animalisti o vegetariani). Invece dovrebbe interessare qualsiasi cittadino che abbia a cuore la migliore gestione della cosa pubblica. Io che abito in un piccolo paese, sento la caccia come un fenomeno molto vicino e concreto. Quando sento gli spari mi ribolle il sangue. A partire da questo periodo diventa raro vedere uccelli che volano disinvoltamente nel cielo.
E’ vero, la caccia è una pratica molto antica. Fino a neanche tanto tempo fa si cacciava anche per mangiare. Oggi però la caccia è solo uno svago, un puro divertimento. Uno svago che inquina, uccide, devasta. Tutto questo, quando l’ambiente è minacciato seriamente da vari fronti. Ecco perché la caccia ci offende. Ci offende perché i cacciatori si prendono gioco di un patrimonio naturale prezioso e sempre più vulnerabile. Ci offende perché la prepotenza la vince su chi è indifeso. Ci offende perché in un un mondo dove le armi causano tante sofferenze è difficile tollerarne l’uso gratuito, per sfizio o per vizio. I cacciatori inquinano con il piombo velenoso, con i rifiuti lasciati nei boschi, inquinano con il suono degli spari che echeggia macabro e infantile nelle assolate giornate di inverno. Inaridiscono i cieli, portano morte e spavento agli animali. Pericolo alle persone. Ha scritto un letterato degli anni Sessanta: “In Italia gli uccelli non volano: scappano”.
Il governo, con la complicità delle Regioni, si sta distinguendo per nuove aperture verso i cacciatori. Poco importa se si adottano disposizioni che vanno contro la direttiva “Uccelli” europea. In fondo a “imbrogliare” con noi c’è anche la Francia. Io penso che, come cittadini, non possiamo accettare che l’interesse nostro e dell’ambiente sia calpestato da quello, egoistico, di pochi.
Saluti cordiali.