Benzina: euromillesimi contraddizione scientifica

Caro Beppe,
con l’arrivo della nuova moneta il prezzo dei carburanti si distingue per una sottile amenità. E’ espresso non nelle unità canoniche di euro o dei suoi centesimi, ma addirittura in “millesimi”. Forse nel breve termine l’automobilista sembra trarre vantaggio da un’espressione numerica che è pressappoco la metà della precedente. Però, oltre a essere diseducativo ai fini dell’abitudine a pensare nella nuova valuta, il prezzo in millesimi è una contraddizione “scientifica”. Nelle scienze esatte non si considerano mai più cifre di quelle che sono significative, ovvero che corrispondono all’effettiva precisione con la quale si può effettuare la misura. Ora i sistemi di misurazione della quantità di carburante erogata sono di tipo “volumetrico” (le rotelline talvolta visibili sulle pompe attraverso un piccolo vetro). In futuro il legislatore avrà forse l’accortezza di prescrivere dispositivi migliori, ma gli attuali misuratori hanno una precisione non inferiore al 2%. Vuol dire che potremmo pagare il nostro litro di benzina, a meno di frodi deliberate, due centesimi in più o in meno, questo solo a causa della variabilità del volume effettivamente erogato. Stando così le cose, esprimere il prezzo in millesimi è non solo velleitario, ma sfiora quasi l’inganno del consumatore, che risulta fuorviato dal comprendere chiaramente (come sarebbe se ci si fermasse ai centesimi) le effettive differenze di prezzo praticate dai vari gestori.
Al di là dell’asetticità dell’argomento, cordiali saluti.

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